Giovanni Floris ode il canto delle sirene Mediaset

Caro Giovanni Floris, come mi sembra significativo oggi quel telescatto tratto da una puntata di Ballarò di un anno fa in cui un soddisfatto Silvio Berlusconi fa il giochino di alzarsi sui tacchi per sembrare altro quanto te. E’ un telescatto che testimoniava un sensibile miglioramento dei rapporti tra te e Silvio Berlusconi dopo quel vostro primo (per te inaspettato) incontrola telefonata in diretta del 2010, la non telefonata in diretta del 2011 e la telefonata silenziosa sempre del 2011. Le prime voci del telemercato estivo 2014 dicono che saresti pronto ad andare a lavorare per il gruppo Berlusconi allettato dal canto delle sirene di Mediaset che si sarebbero messe ad ululare “Giovaaannniii! Vieni da noiiii!” non appena hanno fiutato una tua disponibilità a lasciare la Rai.

Questa ghiotta indiscrezione l’ho letta via twitter su liberoquotidiano.it che però riporta come fonte Il Fatto Quotidiano:

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Rai 1 ha trasmesso di sabato in prima serata la telenovela portoghese Legàmi, con tanto di telepromozione di Giorgio Mastrota

Cara presidente della Rai Anna Maria Tarantola, avere un presidente come te che per sua ammissione guarda poco la tv è una manna per un direttore di rete come Giancarlo Leone che può dare sfogo ai suoi istinti più stravaganti senza che nessuno lo richiami all’ordine. In occasione dell’ultimo Festival di Sanremo lo avevo invitato a farsi meno selfie e a dare più qualità alla programmazione di Rai 1 ma evidentemente la bassa qualità a lui piace.

E’ andato a scovare una telenovela portoghese che ha vinto addirittura un Emmy (nel 2011) e l’ha proposta in prima serata sabato scorso riuscendo a fare qualcosa come 2milioni e 100mila spettatori ed uno share del 9.38%.

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60 anni di storia Rai: L’ospite delle due, il primo talk show della tv italiana ideato e condotto da Luciano Rispoli

Caro Mariano Sabatini, grazie per il regalo che mi hai fatto inviandomi un articolo pubblicato sul Radiocorriere Tv n. 12 del marzo 1975, che ho il piacere di condividere con i lettori di Caro Televip. L’articolo è un documento importante per la storia della televisione italiana che quest’anno celebra i suoi 60 anni. E’ una testimonianza giornalistica sulla nascita del primo talk show italiano “L’ospite delle due”, ideato e condotto da Luciano Rispoli. Ti seguo da dieci anni, sei stato il primo giornalista professionista con cui sono entrato in contatto da blogger e condivido con te la stima per Luciano Rispoli; io da telespettatore che ne apprezzava lo stile e le trasmissioni e tu da professionista che con lui ha lavorato e da cui ha imparato molto.

Questo articolo ha il pregio assoluto di andare ben oltre quella che a qualcuno sembrerà una esagerazione di Mariano Sabatini e Akio che appena possono ricordano il contributo di Luciano Rispoli alla nascita e alla crescita della televisione italiana.

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Giancarlo Leone dà il giovedì libero a Bruno Vespa

Caro direttore di Rai 1 Giancarlo Leone, Il Fatto Quotidiano dà per certa una delle grandi novità che hai in serbo per i telespettatori di Rai 1 per la prossima stagione tv: “Tagli a viale Mazzini. Si parte dal giovedì di Vespa”. L’articolo, firmato da Alessandro Ferrucci e Carlo Tecce (del 22/4/14), racconta anche il succoso dietro le quinte di questa decisione mettendo tra virgolette quello che è stato “più o meno” secondo loro “il dialogo” di una riunione che si sarebbe tenuta giovedì scorso “ai piani alti della Rai tra Giancarlo Leone, Bruno Vespa”.

Scrivono Ferrucci e Tecce:

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60 anni di storia Rai: quando Elisa Isoardi prese il posto di Antonella Clerici alla Prova del cuoco

Cara Antonella Clerici, tra le pagine più significative della storia della Rai Tv c’è quella della tua epica battaglia di donna lavoratrice che ha fatto di tutto per tornare a condurre la Prova del cuoco su Rai 1 dopo l’aspettativa per maternità, periodo in cui il programma venne affidato alla conduzione di Elisa Isoardi. Una lotta epica che ricordo di aver seguito sulle pagine di Caro Televip fin dalle prime roventi battute.

Correva l’anno 2009:

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60 anni di storia Rai: quando ci dispiaceva perché finiva Indietro tutta di Renzo Arbore

Caro Renzo Arbore, la struttura Rai Notte ha da poco terminato di trasmettere su Rai 2 le repliche di Indietro tutta. L’ultima puntata, quella in cui eravate tutti in costume da bagno pronti per andare al mare, è stata emozionante come allora, quanto la vidi in diretta. Sarà la nostalgia, sarà che la sento ancora mia quella tv (ma che sto cantando Sarà la nostalgia di Sandro Giacobbe? Boh e pure mah).

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60 anni di storia Rai: quando Rai 1 trasmetteva Parola mia di Luciano Rispoli nella fascia oraria in cui oggi trasmette L’Eredità di Carlo Conti

Caro Bruno Vespa, non seguo le puntate di Porta a Porta in cui celebri i 60 anni della Rai perché l’unica volta che mi sono sforzato di farlo stavi celebrando l’esordio come conduttore Rai di Carlo Conti a Discoring. Carlo Conti con i capelli lunghi e gli occhialoni anni ’80 è una di quelle immagini che ti fanno cambiare immediatamente canale e ti allontanano per sempre da una trasmissione perché pensi che potrebbe capitare persino di vedere immagini ancora più impressionanti. E, anche se in questo momento è il conduttore di punta di Rai1, mi è parso spropositato lo spazio che gli hai dedicato, però lo hai fatto in coerenza con la considerazione che ha la Rai della propria storia.

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Sanremo 2014: caro Giancarlo Leone, meno selfie, prego. Più qualità, grazie.

Caro direttore di Rai 1 Giancarlo Leone, mi fa sempre piacere vedere un lavoratore che si diverte lavorando. Mi dà la sensazione che il suo lavoro renderà felici e soddisfatte anche le persone che beneficeranno di quel lavoro. Tu, in qualità di capo delegazione Rai, sei a Sanremo per coordinare i lavori della 64esima edizione del Festival della canzone italiana. E ti stai divertendo un mondo e al mondo lo comunichi attraverso twitter. Eccoti accanto alla super ospite della prima serata Laetitia Casta.

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La Rai vince il ricorso al Tar contro l’AgCom: Rai 3 ed i suoi programmi Che Tempo Che fa e In Mezz’ora non hanno violato le regole sul pluralismo televisivo a scapito del PdL