Due righe due sulla chiusura di Rai Movie

Nel dialogo con Aldo Grasso al Dogliani Tv Festival, Fabrizio Salini sulla chiusura di Rai Movie ha detto: «Non voglio essere ricordato per questo: Rai Cinema investe 70-75 milioni l’anno sui film e ne ha finanziati 219 in tre anni, quindi ci saranno più film ma distribuiti diversamente».

È un ottimista. Se saranno confermati i rumors su un possibile “editto bulgaro” contro Fabio Fazio e per giunta per riportare Massimo Giletti in Rai, passerà alla storia per qualcosa di peggio che per la chiusura di Rai Movie. Ma visto che ad oggi quest’ultima è una certezza, io continuo a chiedermi come fa la Rai a rinunciare ad un brand così forte. E riguardo alla programmazione cinematografica “distribuita diversamente”, non riesco a capire perché non può essere una Rai Movie potenziata a trasmettere più film in prima visione. Non capisco perché non può essere Rai Movie ad avere programmi nuovi con conduttori top sul cinema e sulle serie internazionali ed italiane. Non capisco perché un amministratore delegato della Rai, con tutte le cose che ci sono da migliorare sulla programmazione delle tre reti principali, possa pensare di chiudere un rete che, nonostante i limiti organizzativi e di budget in cui è stata relegata finora, si è comunque consolidata come marchio e come canale, il 24, sul digitale terrestre. Io continuerò a scrivere, parafrasando I Trettré, che “A me, la chiusura di Rai Movie, me pare na strunzata”.

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Fata e strega – Conversazioni su televisione e società di Carlo Freccero con Filippo Losito (GruppoAbele ed). Il live tweeting della lettura di Caro Televip.

Dalla prefazione: “Se la televisione ci parla, chi parla di chi, quando parliamo di televisione?” 😱. Secondo Freccero “Diamo giudizi sulla televisione in base a una mentalità che è prodotta dall’influenza della televisione stessa su di noi e sul nostro modo di pensare. In sostanza, quando parliamo di televisione, è la televisione che parla di se stessa. attraverso di noi”. E poi dice che questo “bizzarro paradosso” scaturisce da Marshall McLuhan “il medium è il messaggio”.

Comincia molto male questo libretto del direttore pensionato di Rai 2. Freccero afferma che “l’autore per esprimersi deve affidarsi al medium, conoscerne il funzionamento, assecondarne la logica. Solo così il messaggio sarà efficace”. Ed io che credevo che “l’autore” dovesse usare bene il medium senza esserne “vittima”!

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“Roma non perdona. Come la politica si è ripresa la Rai” di Carlo Verdelli (Feltrinelli) il live tweeting della lettura di Caro Televip.

Ho appena acquistato (17/3/19) il libro di Carlo Verdelli “Roma non perdona. Come la politica s’è ripresa la Rai” (Feltrinelli ed). Ho letto le prime 5 pagine e dire che spara a raffica, alzo zero, è poco. #poveraRai

Lette le prime 20 pagine del libro di Verdelli sulla Rai: sarà tutto un “quanto sarebbe stata bella la Rai di Campo Dall’Orto se Renzi non l’avesse mandata a schiantarsi contro un iceberg e la cassa con il mio piano editoriale non fosse finita in magazzino?”

Dal libro di Verdelli sulla Rai: “sembra un transatlantico arenato che, se non riprende in fretta il mare, rischia di trasformarsi in una carcassa da smembrare, come la sciagurata Costa Concordia”. Non era la persona giusta nel posto giusto #poveraRai

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Pier Silvio Berlusconi “In Italia c’è una grandissima concorrenza, persino esagerata. Ci sono più canali in Italia che in tutti gli altri paesi del mondo”. Chissà chi è il colpevole.

Pier Silvio Berlusconi è soddisfatto del bilancio positivo 2018 di Mediaset.

L’amministratore delegato e vice presidente Mediaset si compiace di parlarsi addosso davanti alla telecamera del suo Tg5 e a me fa tanto ridere soprattutto quando, a sostegno dei risultati ottenuti, dice:

“Per quanto riguarda il settore dei media c’è una grandissima concorrenza, persino esagerata. Ci sono più canali in Italia che in tutti gli altri paesi del mondo e in più c’è una concorrenza fatta da questi giganti del web che portano via fette di pubblicità, che è la nostra vita, senza creare occupazione e senza pagare le tasse. Detto questo noi siamo ottimisti, fa parte del nostro DNA. come l’anno passato abbiamo lavorato in maniera intensa, siamo pronti a nuovi investimenti e io spero che, una azienda italiana leader nell’industria dei contenuti, possa a breve fare anche dei nuovi passi verso altri paesi. Mediaset è già leader della televisione in Italia e in Spagna ora è un progetto, ma a breve speriamo diventerà qualcosa di più concreto, vorremmo crescere a livello internazionale” (Tg5, edizione delle 20 del 13/3/2019).

Non mi stupisco più del fatto che l’amministratore delegato e vice presidente di Mediaset ripeta da anni sempre le stesse frasette. Ma devo ringraziarlo perché un suo grande classico, ovvero, la affermazione che in Italia ci sono più canali televisivi che in tutto il resto del mondo (“concorrenza persino esagerata”, dice), per me è un capolavoro comico. Hai ragione Pier Silvio! E’ stata quella Legge Gasparri fatta dal governo Berlusconi a metterti in questa condizione e per anni tuo padre si è vantato di aver aumentato l’offerta radiotelevisiva in Italia! Legge Gasparri che ha dato la possibilità a Mediaset di avere, tutti, i tanti canali che ha e che contribuiscono a fare dell’Italia il paese con più canali televisivi al mondo. Ma che dico ridere, Pier Silvio Berlusconi mi fa scompisciare dalle risate.

Sanremo 2019: tre tweet di Andrea Fabiano e le risposte di Caro Televip

Caro ex direttore di Rai 1 e di Rai 2 Andrea Fabiano, dopo un lungo periodo di silenzio sei tornato a scrivere su Twitter per elogiare l’operato della Rai in occasione del tanto criticato Festival di Sanremo 2019.

La tua è una voce autorevole e competente che prendo in seria considerazione e proprio per questo ritengo valga la pena riproporla su questo blog e risponderti da par mio in qualità di uno dei pochi abbonati Rai che ha scelto di non vedere nemmeno un secondo di questa edizione del Festival.

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Carlo Freccero: il ritorno “urlato”, di un pensionato eccellente, alla direzione di Rai 2

Caro Carlo Freccero, tornare a dirigere una rete importante come Rai 2 è, per un pensionato, una di quelle offerte alle quali si dovrebbe dire di no. Ma tu evidentemente non vuoi fare il pensionato.

Evidentemente senti di poter dare ancora un contributo fondamentale alla televisione italiana in qualità di grande dirigente illuminato degli anni che furono. Sono tra quelli che ti considerano un eccellente ex dirigente televisivo (il mio post quando sei andato in pensione). Sono convinto che questo tuo ritorno sia un errore.

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Il grazie di Caro Televip ad Andrea Fabiano per il confronto social negli anni in cui è stato direttore di Rai 1 e Rai 2.

Il Movimento 5 Stelle contro Andrea Fabiano in difesa di Antonio Ricci: una interrogazione parlamentare che fa più ridere del Gabibbo

Caro direttore di Rai 2 Andrea Fabiano, se l’interrogazione parlamentare contro di te (del 4 ottobre 2018 seduta n.44 atto n. 4-00638) l’avesse presentata il Gabibbo, mi ci sarei fatto una risata ma visto che l’hanno presentata i senatori pentastellati Lannutti, Di Nicola, Pesco, Paragone, Urraro, Pellegrini M. e Puglia, me ne faccio due di risate.

Una cosa che non sta né in cielo né in terra, che solo in questi tempi in cui la politica è intrisa di propaganda può essere presa in considerazione da chi ha interesse a strumentalizzarla.

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TV8 e il programma in prima serata con i volti della rete

Cara Sky Terrestrial Channels Director (cioè di TV8 e Cielo) Antonella D’Errico, nella tua intervista a Italia Oggi del 26 luglio scorso, hai annunciato per l’autunno 2017 un programma originale in prima serata “con i volti della rete” senza dire chi sono i volti della rete. Da assiduo telespettatore di TV8 fatico ad individuarne più di 3 o 4.

Di certo un volto di TV8 è Lodovica Comello, l’unica che nella passata stagione ha condotto tre programmi ideati per TV8: Singing in the car, Italia’s got talent e Kid’s got talent (insieme a Claudio Bisio).

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A proposito delle sfide della direttrice di TV8 Antonella D’Errico per la prossima stagione tv

Cara Sky Terrestrial Channels Director (cioè di TV8 e Cielo) Antonella D’Errico, in alcuni periodi della passata stagione tv ho visto più TV8 di Rai1. Mi sento un telespettatore di quella rete e come tale mi aspetto molto dalla prossima stagione. Come blogger tv invece sono seriamente preoccupato perché l’intervista che hai rilasciato in questi giorni a Claudio Plazzotta di Italia Oggi (26/7/17) mi lascia più che perplesso.

Per prima cosa ho trovato esagerato lo sbandieramento dei vostri dati di ascolto:

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