La direttrice Monica Maggioni sta rinnovando tutto al Tg1. Tutto, tranne la sua conduzione degli speciali sui grandi eventi.

Ieri la direttrice del Tg1 Monica Maggioni ha condotto lo speciale in prima serata dedicato alla morte di Elisabetta II. La direttrice continua a condurre gli speciali sui grandi eventi. La grande operazione rinnovamento da lei attuata, per lei non vale?

Monica Maggioni ha intrapreso una operazione di rinnovamento radicale riguardo ai giornalisti che vanno in onda, sulla forma del Tg1 è, da ieri anche con un nuovo mega-studio, una nuova grafica ed un ringiovanimento della sigla storica.

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Massimiliano Rosolino in collegamento con il Tg1 saluta Papa Francesco: sta giocando al Fantanuoto. Tanto ormai al Tg1-Maggioni vale tutto.

Tg1 ore 13.30 collegamento con il Foro Italico per commentare le 34 medaglie vinte finora dal nuoto italiano. Massimiliano Rosolino, incoraggiato dall’intervistatore, mette tra i motivi delle vittorie lo spirito del Fantanuoto e saluta Papa Francesco.

Poi dice che lo si fa per alleggerire la tensione e dice ancora che bisogna fare “switch-on” e “switch-off”. Il giornalista Giuseppe Rizzo precisa che al Fantaeuropeo di nuoto si vincono i “rosolini”.

Capisco che siamo al 16 di agosto.

Capisco l’entusiasmo per lo straordinario risultato della squadra italiana di nuoto ma utilizzare un collegamento del Tg1 per fare il Fantanuoto francamente mi sembra una grande perdita di tempo che la scusa dell’alleggerimento non giustifica.

Il saluto a Papa Francesco (fatto anche dagli atleti intervistati dai giornalisti Rai nella zona mista) è una innocente e simpatica goliardata per conquistare punti in un gioco ma a mio avviso diventa inappropriata se fatta utilizzando le telecamere di un collegamento con la prima testata giornalistica della Rai.

Ma tanto ormai al Tg1-Maggioni vale tutto.

Elisa Anzaldo del Tg1 e la battuta sui “peccati” di Giorgia Meloni: una leggerezza che non ti aspetti da un volto di punta della testata di punta del servizio pubblico Rai.

La rassegna stampa del mattino del Tg1 è uno spazio che la direttrice Monica Maggioni voleva rinforzare e far diventare un momento di tv all’americana. Finora le sta portando più polemiche che lodi. Prima il caso dei giornalisti big, conduttori del Tg1 delle ore 20, che hanno rifiutato di condurre la rassegna alle ore 6.30 una volta a settimana (si è scritto di Francesco Giorgino, Emma D’Aquino e Laura Chimenti). Ora il “casino” (o piccolo caso) della conduttrice del Tg1 delle ore 20 Elisa Anzaldo che, avendo accettato di condurre anche la rassegna stampa delle ore 6.30, ha fatto uno scivolone proprio in quello spazio lasciandosi scappare una battuta sulla leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, in piena campagna elettorale per le elezioni politiche che potrebbero portarla a diventare la prima donna Presidente del Consiglio della storia della Repubblica Italiana.

Elisa Anzaldo nella rassegna stampa del Tg1 Mattina del 3/8/2022 ha scelto di commentare insieme al condirettore del Corriere dello Sport Alessandro Barbano la notizia sul fatto che Giorgia Meloni sarebbe stata di fede calcistica laziale e poi sarebbe diventata romanista.

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La “annuncite precoce” di Amadeus su Sanremo 2023 mentre il Governo è costretto a dare un bonus di 200 euro a più della metà degli italiani

Il Tg1 diretto da Monica Maggioni ieri, 20 giugno 2022, ha ospitato in studio e dato ampio spazio ad Amadeus conduttore e direttore artistico del 73° Festival della Canzone Italiana che si terrà dal 7 all’11 febbraio 2023.
Amadeus come sua consuetudine usa il Tg1 per centellinare gli annunci delle anticipazioni sul Festival. Solo che quest’anno anziché iniziare a dicembre ha iniziato a giugno: 7 mesi prima dell’inizio della manifestazione.

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Falsa copertina di Time in onda nello Speciale Tg1 sulla Guerra in Ucraina: la lettera dell’abbonato Rai (non del blogger tv) Akio di Caro Televip alla presidente Marinella Soldi

Cara presidente della Rai Marinella Soldi, il 21 febbraio scorso quando è stato chiaro a tutti che la crisi Russia-Ucraina avrebbe preso la peggiore delle pieghe, ho scherzato (ma non troppo) sul fatto che la direttrice del Tg1 Monica Maggioni non fosse andata in onda con uno Speciale del Tg1 in prima serata. Conoscendo la sua voglia incontrollata e a quanto pare incontrollabile di andare in video, ho ironizzato sul fatto che non fosse immediatamente in onda. Lo ha fatto un paio d’ore dopo la messa in onda della fiction Màkari 2.

Da quel momento in poi ha condotto in studio tutti gli Speciali del Tg1 sulla invasione della Ucraina da parte della Russia andando in onda di mattina, di pomeriggio, in prima ed in seconda serata. La consuetudine che vedeva i direttori di rete e dei telegiornali Rai come dirigenti che non vanno in onda era già saltata da anni con la stessa Monica Maggioni allora direttrice di RaiNews24 che andava regolarmente in onda come conduttrice in occasione di grandi eventi. Anche Antonio Di Bella lo faceva da direttore di RaiNews24. Io credevo fosse una eccezione per la rete all-news e, quasi, la comprendevo. Di recente, il direttore di Rai 3 Franco Di Mare ha annullato completamente il senso di quella consuetudine visto che da direttore di rete ha mantenuto la conduzione del programma di approfondimento Frontiere.

Cara presidente della Rai Marinella Soldi, quando però si commette un errore eclatante che mette la direttrice del Tg1 nella condizione di chiedere scusa in diretta è lecito chiedersi se la presenza in redazione ed in regia della direttrice avrebbe potuto evitarlo.

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Svolta nella crisi Russia-Ucraina. 7 domande all’amministratore delegato del servizio pubblico Rai Carlo Fuortes.

Caro amministratore delegato Rai Carlo Fuortes, a partire dalle ore 19.40 di oggi, il presidente della Russia Vladimir Putin ha fatto un discorso di 50 minuti in cui ha dichiarato il riconoscimento delle repubbliche separatiste del Donbass, imprimendo una svolta pericolosissima alla crisi tra Russia e Ucraina. Rai 1 e il Tg1 non hanno ritenuto di dedicare la prima serata a questa svolta per spiegare in qualità di rete ammiraglia e come principale testata del servizio pubblico che cosa significa questa decisione.

Da abbonato Rai ti chiedo:

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Il caso Spotlight su PBS News Hour, CBS This Morning, BBC Newsnight e Tg1 Rai

Cari lettori di Caro Televip, la settimana scorsa ho dedicato tutti i post [uno] [due] [tre] [quattro] [cinque] a quella che secondo me è una mancanza da parte delle trasmissioni televisive italiane d’informazione che ha bisogno di essere amplificata.

Ovvero, non aver colto l’occasione dell’Oscar come miglior film a Spotlight per tenere alta l’attenzione su un tema di cui si parla troppo poco in tv: gli abusi sessuali su minori da parte dei preti e i silenzi delle autorità ecclesiastiche in proposito.

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Uno Mattina e Il caso Spotlight: quello che hanno detto nella puntata del 3/3/2016

Cara Francesca Fialdini, oggi è giovedì ed ho aspettato lo spazio cinema di Uno Mattina perché mi avevi scritto su twitter che forse sareste tornati a parlare del film Il caso Spotlight, Oscar come miglior film. E’ da lunedì che parlo e non mi capite. Quello che continuo a chiedervi (a voi come ad altre trasmissioni) è di dire chiaro e tondo che, alla gravità dei fatti penali rilevati, si aggiunge la gravità dei silenzi delle autorità ecclesiastiche che insabbiarono quei fatti. E’ questo il tema principale del film (basta vedere il trailer per capirlo). E’ questa la denuncia del film: non devono accadere mai più casi di preti pedofili e la Chiesa non deve mai più coprirli qualora accadessero di nuovo. Niente, questa semplice ma fondamentale cosa, proprio non ce la fate a dirla (ho usato i colori magari ti aiuta). La battuta che ti ho fatto in tal senso su twitter non era né maliziosa né in malafede. Era un modo “social” per sollecitarti a dirlo con la tua autorevolezza/testimonianza di donna credente e cattolica prima che conduttrice e giornalista del servizio pubblico.  

Questo è quello che avete detto oggi nello spazio cinema di Uno Mattina su Rai 1:

Paolo Sommaruga: Dobbiamo dire che il film che ha vinto l’Oscar è un grandissimo film, Il caso Spotlight. Io ci voglio tornare perché racconta una storia vera, l’inchiesta del giornale di Boston che portò alla luce alcuni casi di pedofilia, abusi commessi da sacerdoti della diocesi di Boston. E ieri il cardinale, l’archivescovo di Boston il cardinale O’Malley ha detto che questo film, come il lavoro dei mass media ha aiutato la Chiesa a fare un po’ di trasparenza, a iniziare un’opera di pulizia al suo interno.

Francesca Fialdini: e che va visto! E’ un film che va visto.

Cara Francesca Fialdini, da abbonato Rai, da telespettatore e da blogger televisivo, ho perso la mia “piccola battaglia” di dialogo costruttivo con te, una importante conduttrice e giornalista del servizio pubblico Rai.
Da questa “piccola battaglia” (da te definita ostinazione che premia solo te stesso… anzi non premia nessuno. Al massimo ti appaga e non si capisce come…) ne esco con la deludente conferma che, in certi casi, è inutile aspettarsi la completezza dell’informazione.

ps. Tu almeno alla fine hai invitato il pubblico ad andare a vedere il film. Il giornalista di lungo corso Franco Di Mare invece, silenzio assoluto su Il caso Spotlight; un film sul valore del giornalismo. 

Ad Uno Mattina hanno parlato degli interferenti endocrini e ora sono un tantino preoccupato

Cara Francesca Fialdini, sabato all’ora di pranzo stavo per scolare la pasta nello scolapasta di plastica ma poi non l’ho fatto perché mi è venuto in mente il blocco di Uno Mattina che hai condotto giovedì scorso (14/1/16) sui cosiddetti “interferenti endocrini”.

Come sai sono rimasto particolarmente colpito dalla risolutezza con cui ne avete parlato e te l’ho scritto via twitter:

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