I dati di ascolto di Ogni mattina su TV8 diventano due: un “giochetto” vecchio come il cucco

Dopo la puntata di esordio ho scritto che sulla prima parte, quella dalle 10 alle 11.55, ci si poteva lavorare mentre invece la seconda parte dalle 12.30 alle 14, dopo il Tg8, era “completamente da cancellare. Irrecuperabile”.

Dopo oltre un mese di programmazione gli ascolti complessivi delle due parti di programma erano inchiodati tra l’1 e l’1.3% di share. Poiché gli ascolti sono fondamentali per mantenere in vita il programma e bloccare una eventuale fuga degli inserzionisti pubblicitari, si è intrapresa la strada della divisione nominativa del programma così da farlo diventare per l’Auditel “due programmi” e quindi far rilevare 2 dati differenti. Ciò ha evidenziato, anche a noi che non avevamo i dati parziali, che la prima parte fa un ascolto che supera il 2% e la seconda parte resta inchiodata all’1%. Il “giochetto” della divisione in parti di un programma per valorizzare gli ascolti è vecchio come il cucco. Non mi sorprende che una tv commerciale lo adotti. Anche se non posso fare a meno di citare Totò: “Caro lei! È la somma che fa il totale!”. Quello che mi sorprende è che la rete abbia deciso di non chiudere la seconda parte. Spera che possa crescere? La trasformerà facendola diventare un gioiello di innovazione ed efficacia televisiva? Boh e pure mah. Quello che so è che di chi fa questi giochetti per salvare un programma vecchio, inutile e brutto non ho fiducia. Più che mai quindi spero in un abbandono totale da parte degli inserzionisti pubblicitari e nella chiusura pure della prima parte che un po’ mi piaceva. Da telespettatore, avere fiducia in chi fa televisione per me è fondamentale. E, per quanto legittimo e logico, un “giochetto” come questo sugli ascolti a me toglie ogni fiducia in chi fa un programma di intrattenimento ma anche e soprattutto di informazione.

Andrea Delogu e quel dettaglio nella difficile arte della conduzione televisiva con caratteristiche giornalistiche

A La vita in diretta estate la cronaca nerissima è di casa e se il condannato di un delitto che ha riempito centinaia di ore di tutte le emittenti televisive, chiede la revisione del processo, non può non occuparsene. La conduttrice Andrea Delogu gestisce questo spazio in cui ospita una criminologa e due avvocati della difesa.

È ben preparata e riesce a dare il giusto spazio agli interventi di ognuno facendo un buon contrappunto e rilanciando da scaletta i temi principali del caso. Fino a quando non scoppia la diatriba tra la criminologa e un avvocato sul fatto che i reperti da analizzare siano o meno idonei per delle nuove analisi. La criminologa dice che non lo sono, come scritto nelle sentenze, mentre l’avvocato dice che non è vero. Inizia un tira e molla imbarazzante per Andrea Delogu che per quanto possa essersi preparata, ovviamente, non è in grado di dare ragione a uno o all’altra su un tecnicismo così complesso. Il problema è che i due professionisti non mollano la presa su un punto che ritengono fondamentale e sul quale entrambi vogliono avere ragione. Delogu mette le mani avanti e per prima cosa chiede agli ospiti di parlare uno alla volta. E dà la parola alla criminologa che rilancia immediatamente il suo punto di vista facendo inquietare non poco il suo interlocutore. È bagarre e la conduttrice fatica a far abbassare i toni: “Ci torneremo e con le carte in mano”. Si poteva gestire meglio questo contrasto? Non credo. Però, visto che si lasciavano i telespettatori con un importante interrogativo senza risposta, credo che per chiarezza avrebbe dovuto essere lei a riassumere i due punti di vista prima di chiudere quello spazio. È questo che dovrebbe fare una conduttrice-giornalista. Andrea Delogu è giornalista?

Sfumature di social tv: lo spoiler del vincitore di Sanremo 2020

Ore 1 e 48 di domenica 9 febbraio 2020. Sono davanti alla tv sintonizzato su Rai 1 come milioni di telespettatori in attesa di conoscere il nome del vincitore della 70° edizione del Festival della Canzone Italiana di Sanremo 2020. Sono tra le migliaia di utenti Twitter che stanno commentando il Festival sui social media ed è su Twitter che apprendo la “notizia”: SkyTG24 ha già dato il nome del vincitore mentre Rai 1 continua a fare lo show, a mandare la pubblicità e l’edizione flash del Tg1 con Amadeus che dice “tra poco scopriremo chi è il vincitore!”.

Mi precipito sul canale 50 del digitale terrestre è leggo la seguente “NOTIZIA” che scorre nel serpentone in sovraimpressione della rete all-news SKYTG24: “FESTIVAL DI SANREMO. VINCE DIODATO”. Da bravo blogger tv scatto lo screenshot perché per me è una notizia nella notizia, ovvero, Sky ha spoilerato quello che non si doveva spolierare e questo alimenterà polemiche e proteste. Sono tra quelli che ha deciso di pubblicare lo screenshot anche se Rai 1 continuava a rimandare la proclamazione del vincitore. Perché? Beh, perché siamo nell’era dei social media e una notizia data da un testata prestigiosa e professionale come SkyTg24 si deve condividere immediatamente soprattutto se è così rilevante dal punto di vista della Social TV.

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Finalmente la Rai si occupa in prima serata del memoriale Viganò: un tweet di Caro Televip

Mariangela Pira di SkyTg24 Economia: l’informazione che mi mette l’ansia con troppi perché e troppe risposte

Nella mia televisione ideale, a Mariangela Pira non farei condurre nemmeno un programma di favolette per bambini. Per me ha un modo di fare da maestrina che toglierebbe la magia a qualsiasi favola. Invece è una delle conduttrici di punta di SkyTg24 Economia. L’idea che mi sono fatto è che si senta investita del ruolo di divulgatrice più che di cronista. Credo si senta una specie di Alberto Angela dell’economia mondiale. Il suo obiettivo quotidiano è quello di rispondere a tutti i perché di ogni minimo evento geopolitico in chiave economica.

Se è vero che tutto ha ricadute economiche è anche vero che questo “tutto” ha una complessità che lei sembra convinta di riuscire a semplificare ad uso di qualsiasi telespettatore ma che in realtà io percepisco come una gran marmellata indigesta. Oggi sembrava gongolare per gli effetti sull’economia mondiale che sta provocando la crisi Usa-Iraq dopo l’uccisione del generale Soleimani. Ha sparato a raffica una serie di effetti sul prezzo dell’oro, del petrolio e di tutti i beni rifugio che sembrava la notte di Capodanno: boom! Boom! Boom! E perché succede questo, e perché succede quest’altro, e perché quelli fanno così, e perché quegli altri fanno cosà. A dispetto di un sorriso a 32 denti perennemente stampato sul volto, mi mette l’ansia da prestazione da ascolto. Eppure le risposte che dà ai suoi perché sono da abecedario dell’economia! Non dovrebbero incutere tutta la paura che mi fa ascoltarla. Chi le ha dato la conduzione di uno spazio così rilevante di SkyTg24, evidentemente ha dei superpoteri di ascolto che io non ho. L’economia mondiale sarà pure come la racconta lei ma la racconta talmente male che quando la vedo apparire, urlo, “mamma li turchi!” e mi sintonizzo sulla mia emittente tv rifugio da Mariangela Pira: Rai Yoyo.

Massimo Gramellini, la tv buonista che non fa bene alla tv

Massimo Gramellini è un po’ il Checco Zalone del giornalismo italiano ma non credo ne possa raggiungere il quoziente intellettivo. Alle scuole elementari ho ascoltato pensierini più complessi, profondi e significativi dei suoi. E Rai 3 gli affida un programma per parlarsi addosso. Boh e pure mah. Nella mia televisione ideale sarebbe a casa a guardarla e non a farla, la televisione.

Monica Giandotti conduttrice di Agorà Estate: Uhm! Uhm! Uhm!

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Monica Giandotti conduttrice di Agorà Estate: Uhm! Uhm! Uhm! In piena continuità con la conduzione di Agorà di Serena Bortone, Monica Giandotti conduce Agorà Estate su Rai 3. Due conduzioni gemelle per caratteristiche: fastidiose, invadenti, urlanti, inconcludenti, inascoltabili. È il genere di conduzione previsto per questo contenitore politico del mattino che sembra non poter fare a meno di una conduzione simpatica come una mosca tse-tse. Monica Giandotti, come e più di Serena Bortone, mette la sua conduzione al centro del programma come se fosse tutta roba sua: lo studio, le telecamere, la regia, gli ospiti. Anche quando non è inquadrata, perché un ospite sta cercando di argomentare le proprie opinioni, lei è presente con i suoi: "Uhm, uhm, uhm, uhm, uhm" che generano un fastidiosissimo effetto orango. Cammina in studio e si sbraccia in modo frenetico come se stesse facendo il warm-up di una gara di Formula 1 in cerca della pole position. È il classico esempio di una conduzione giovane che vorrei non invecchiasse alla conduzione di un programma Rai. #monicagiandotti #agoraestate #rai3 #giornalismo

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Crisi di governo Lega-M5S a Ferragosto: la Maratona Mentana del 13 agosto 2019 nei tweet di Caro Televip

Crisi di governo -3 ore a Maratona Mentana così magari anche Salvini ci capisce qualcosa del casino che ha combinato.

Matteo Renzi: “o Salvini si è messo d’accordo con il direttore Mentana per fare le Maratona Mentana anche ad agosto”. Enrico Mentana: “Confermo”. La crisi di governo decolla!

Renzi in diretta alla Maratona Mentana con Chicco che se la ride sotto i baffi: questa crisi di governo finalmente ha un senso, almeno televisivamente parlando.

Mentana A… A… Abbronzatissimo! Sotto i raggi della crisi di governo.

Enrico Mentana torna in onda il 13 agosto per la crisi di governo e subito si vede la differenza tra uno pratico di politica in tv oggi e gli altri. La sua Maratona Mentana è meglio di una serie tv.

Mentana torna in onda il 13 agosto e cazzia col sorriso la regia che non lo segue come vorrebbe. “Clima ferragostano”. A Chicco stai a rosicà che in regia c’hanno er cocomero, eh?

Alessandra Sardoni non riesce a trasmettere al volo Salvini in diretta prima dell’ingresso in aula al Senato. Il suo fuori onda è da Blob: “Di solito c’abbiamo più culo!”. Mentana piegato in due dalle risate!

Enrico Mentana dopo 1 ora e mezza di diretta senza spot: “Se non andiamo in pubblicità trasmetteremo in bianco e nero”.

Bellissima l’immagine dei commessi del Senato che chiudono le porte e si affacciano per vedere se e quando la Sardoni e Damilano finiranno la diretta. In pratica je stanno a dì: “Ahò ve ne volete annà?”.

Ma della giornata di libertà che Mentana a dato a Celata, ne vogliamo parlare? “Come è umano, direttore!”.

La misura con cui Enrico Mentana ha detto: “Grazie per aver seguito questa (pausa… stava per dire Maratona Mentana ma poi ha detto) questo Speciale”.

Enrico Mentana: il suo TgLa7 non ha più la brillantezza dei primi due anni. Ma le sue Maratona Mentana sono ancora il “format” migliore per il racconto di elezioni, crisi di governo e breaking news.

Il direttore di Rai 3 Stefano Coletta ha fatto anche cose buone. Prima di ospitare Pamela Prati come statuina a Chi l’ha visto?

Il direttore di Rai 3 Stefano Coletta ha fatto anche cose buone. Ma a chi dirige una rete Rai basta fare una cosa molto sbagliata, o percepita come tale, per farla ricordare più di 1000 cose buone.

Ad esempio, io non dimenticherò che la Rai 3 di Coletta ha ospitato Pamela Prati in una puntata di Chi l’ha visto? (29/5/19) dedicata in larga parte alle cosiddette “truffe romantiche”, ovvero, la triste realtà di tante persone che vengono contattate on-line da profili falsi con foto rubate ad altri profili, allo scopo di iniziare una relazione sentimentale e finiscono per essere ingannate nei sentimenti e truffate economicamente. Chi l’ha visto? condotto da Federica Sciarelli ha fatto una inchiesta molto seria su questo tema con tante testimonianze di vittime e chissà da quanto ci stava lavorando, visto che una di loro è stata intervistata davanti all’albero di Natale. Ora, c’era proprio bisogno di invitare in studio come comparsa non parlante Pamela Prati? La Sciarelli per giustificare questa presenza ha detto: “Tutti parlano di Pamela Prati ma nessuno parla delle donne invisibili che non fanno parte del mondo dello spettacolo truffate nei loro affetti e nella loro dignità. Criticateci ma dopo aver visto il programma”. Sui social media siamo stati in molti a chiederci: “Dunque Pamela Prati parlerà come vittima di una truffa romantica?” (chi non sapesse in cosa consiste “il caso Prati-Caltagirone” troverà tutto su Google). Pamela Prati non è stata intervistata da Federica Sciarelli. È stata annunciata la sua presenza; è stata inquadrata in studio qualche volta; è stata infine ringraziata dalla conduttrice per la sua presenza. Ad oggi, nessuna sentenza di tribunale ci dice che Pamela Prati sia stata vittima di una truffa romantica. Al momento il suo è solo una caso mediatico. Era indispensabile la sua presenza a Chi l’ha visto?. No, a mio avviso non lo era perché l’inchiesta reggeva bene da sola senza usare Pamela Prati come “statuina”. Federica Sciarelli ha più volte detto che stavano facendo una “provocazione”. A me ha provocato solo un giudizio molto negativo sulla Rai 3 diretta da Stefano Coletta.

Festeggio i 3 anni senza Uno Mattina con Franco Di Mare

Festeggio i 3 anni senza Uno Mattina con Franco Di Mare. Oggi il suo “Sarò franco” sull’elemosina e la povertà: il solito “corsivo” banale, inconcludente, parziale. Una accozzaglia di luoghi comuni sui massimi sistemi senza costrutto. Temi immensi liquidati in pochi minuti con una apertura ad effetto, uno sviluppo a tesi e una conclusione con interrogativo. Pensierini semplici che il conduttore presenta come fossero un trattato di sociologia.
Ogni “corsivo” di Di Mare è un inutile sasso gettato in un oceano di ovvietà. L’idea che mi sono fatto è che lasciargli questo spazio per le sue riflessioni intoccabili (ho provato a proporgli un tema e mi ha fatto una lezione sui “corsivi”!) è un modo per tenerlo occupato in una cosa che gli piace tanto fare e che lo appaga molto, così se ne sta buono lì nella tv del mattino. Se così fosse allora che Di Mare resti pure a fare i suoi “corsivi” che io posso fare benissimo a meno di lui e di Uno Mattina.