Perché Mediaset non si è giocata la carta Verissimo con Silvia Toffanin contro la Domenica In di Mara Venier?

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La seconda edizione di Domenica In con il ritorno alla conduzione di Mara Venier va a gonfie vele negli ascolti. In assenza di un competitor diretto forte. Mi chiedo: perché Canale 5 non contrappone a Domenica In un programma in grado di contrastare Rai 1 in quella fascia oraria? Me lo chiedo da quando questa estate sono stati presentati i palinsesti autunnali. Non essendo un manager televisivo di altissimo livello non riesco ad immaginare quale logica c'è nel lasciare totalmente campo libero alla concorrenza. Soprattutto per una tv commerciale, vuol dire rinunciare ad essere competitivi in uno spazio ambito dagli inserzionisti. Da blogger tv per passione, mi chiedo: perché Pier Silvio Berlusconi non si è giocato la carta Silvia Toffanin con il suo Verissimo? Il programma è uno dei marchi storici di Canale 5. Negli ultimi anni si è consolidato negli ascolti e Mediaset ha investito risorse importanti sia dal punto di vista produttivo che nella quantità di ospiti. Silvia Toffanin, che a me non piace nemmeno un po', ha trovato una dimensione che sembra piacere al pubblico interessato alle interviste ai personaggi dello spettacolo. La "nuova" Domenica In di Mara Venier vive di interviste ai personaggi dello spettacolo (con poche eccezioni). Lo stile delle due conduttrici, nonostante la differenza generazionale, ha un taglio familiare e anche la differenza generazionale si annulla, visto che Mara Venier sembra una giovincella e Silvia Toffanin sembra mia nonna per quanto è vecchio il suo stile di conduzione. Certo, lasciare la sicurezza del successo di sabato pomeriggio per affrontare la difficilissima sfida della domenica pomeriggio, sarebbe un azzardo. Però se andasse bene, sarebbe una consacrazione importante per un volto importantissimo di Canale 5 come Silvia Toffanin. Purtroppo per questa stagione i giochi sono fatti e Mara Venier continuerà, meritatamente ma indisturbata, a vincere la sfida degli ascolti contro una Canale 5 quasi spenta. Al massimo, per vedere chi fa più ascolti, posso sperare nella ospitata incrociata: Venier ospite di Verissimo e Toffanin ospite di Domenica In. Almeno questo si può? #maravenier #domenicain #silviatoffanin #verissimo

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Mediaset e la holding olandese: il vocale di Caro Televip

La crisi di governo: un piatto ricco per La7 e Mediaset

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La crisi di governo: un piatto ricco per La7 e Mediaset La parlamentarizzazione della crisi del governo M5S-LEGA da una parte congela la Rai (come e perché l'ho scritto nel post di ieri) e dall'altra rinforza la sua concorrenza che in caso di campagna elettorale dovrà comunque rispettare la par condicio ma che fino ad allora avrà una libertà di manovra molto superiore alla Rai. Una rete come La7 piena di talk show politici dalla mattina presto alla terza serata, si alimenterà voracemente della crisi di governo e la monetizzerà grazie alla abilità del suo editore Urbano Cairo di infarcire di spot tutti i programmi. Canale 5, la regina del trash televisivo, saprà trasformare in oro per sé e per i politici, gli spazi nazional-popolari condotti da BarbaraD'Urso che hanno un target di pubblico molto appetibile in vista delle elezioni. Rete 4, che nella passata stagione non ha visto decollare il suo progetto di "rinnovamento" basato sui programmi di attualità e politica, avrà l'occasione di riprovarci con buone possibilità di migliorare gli ascolti. E tutto questo, sia per La7 che per Mediaset, con una libertà editoriale che in Rai se la sognano. In più, i due editori privati, rinforzeranno il loro ruolo strategico nel panorama informativo italiano, alternativo e/o complementare a quello istituzionale del servizio pubblico. E anche stavolta la Rai ne uscirà "cornuta e mazziata". #crisidigoverno #m5slega #rai #la7tv #mediaset #politica #tvepolitica

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Una certezza che ho dopo l’intervista di ieri di Silvia Toffanin a Pamela Prati in cui l’ex ballerina del Bagaglino ha confessato: “Mark Caltagirone non esiste”

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Non ho scritto nulla sul caso "Prati-Caltagirone" perché da subito ho capito che il livello di discussione sarebbe stato talmente basso che non meritava nemmeno un minuto del mio tempo. Ho seguito "il caso" su Dagospia che ne ha rivelato tutti gli aspetti chiari e oscuri, facendo un curatissimo lavoro giornalistico (un bravo, in particolare, a Giuseppe Candela) per svelare la verità principale, ovvero che il presunto sposo della ex ballerina del Bagaglino non è mai esistito in quanto persona in carne ed ossa. Su come i programmi Mediaset hanno cavalcato nelle ultime settimane questo caso, un piccolo caso, diciamo "un casino" mediatico, mi viene da fare solo questa osservazione. Il programma Verissimo di Canale 5 condotto da Silvia Toffanin, ha raccontato da par suo "il caso" con interviste esclusive a Pamela Prati. Il fatto che la giornalista professionista Silvia Toffanin sia compagna di vita del vice presidente e amministratore delegato Mediaset Pier Silvio Berlusconi, non è un dettaglio e non è una cosa irrilevante a mio avviso. Se Silvia Toffanin ha prestato il suo volto e la sua professionalità per trattare come ha trattato il caso Prati-Caltagirone, non posso fare a meno di pensare che Mediaset, al suo massimo livello dirigenziale, abbia dato l'OK a dare tutta la rilevanza che ha dato al "caso", al "casino", Prati-Caltagirone. Da blogger televisivo, dopo aver visto la puntata di ieri di Verissimo in cui Silvia Toffanin ha raccolto, faccia a faccia in uno studio vuoto, la confessione di Pamela Prati che "Mark Caltagirone non esiste", ho solo una cosa da dire: il "casino" Prati-Caltagirone finirà mentre, purtroppo, questa Mediaset continuerà a trasmettere programmi per me inguardabili. #silviatoffanin #verissimo #piersilvioberlusconi #pamelaprati #markcaltagirone #canale5 #mediaset

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Pier Silvio Berlusconi “In Italia c’è una grandissima concorrenza, persino esagerata. Ci sono più canali in Italia che in tutti gli altri paesi del mondo”. Chissà chi è il colpevole.

Pier Silvio Berlusconi è soddisfatto del bilancio positivo 2018 di Mediaset.

L’amministratore delegato e vice presidente Mediaset si compiace di parlarsi addosso davanti alla telecamera del suo Tg5 e a me fa tanto ridere soprattutto quando, a sostegno dei risultati ottenuti, dice:

“Per quanto riguarda il settore dei media c’è una grandissima concorrenza, persino esagerata. Ci sono più canali in Italia che in tutti gli altri paesi del mondo e in più c’è una concorrenza fatta da questi giganti del web che portano via fette di pubblicità, che è la nostra vita, senza creare occupazione e senza pagare le tasse. Detto questo noi siamo ottimisti, fa parte del nostro DNA. come l’anno passato abbiamo lavorato in maniera intensa, siamo pronti a nuovi investimenti e io spero che, una azienda italiana leader nell’industria dei contenuti, possa a breve fare anche dei nuovi passi verso altri paesi. Mediaset è già leader della televisione in Italia e in Spagna ora è un progetto, ma a breve speriamo diventerà qualcosa di più concreto, vorremmo crescere a livello internazionale” (Tg5, edizione delle 20 del 13/3/2019).

Non mi stupisco più del fatto che l’amministratore delegato e vice presidente di Mediaset ripeta da anni sempre le stesse frasette. Ma devo ringraziarlo perché un suo grande classico, ovvero, la affermazione che in Italia ci sono più canali televisivi che in tutto il resto del mondo (“concorrenza persino esagerata”, dice), per me è un capolavoro comico. Hai ragione Pier Silvio! E’ stata quella Legge Gasparri fatta dal governo Berlusconi a metterti in questa condizione e per anni tuo padre si è vantato di aver aumentato l’offerta radiotelevisiva in Italia! Legge Gasparri che ha dato la possibilità a Mediaset di avere, tutti, i tanti canali che ha e che contribuiscono a fare dell’Italia il paese con più canali televisivi al mondo. Ma che dico ridere, Pier Silvio Berlusconi mi fa scompisciare dalle risate.

La nuova Retequattro, in attesa di Piero Chiambretti e Roberto Giacobbo in prima serata: chi l’ha vista?

Caro amministratore delegato e vicepresidente Mediaset Pier Silvio Berlusconi, la rivoluzione che avrebbe dovuto rilanciare Retequattro per il momento è una battaglia persa, sia per quanto concerne gli ascolti che rispetto all’identità di rete.

Gli ascolti delle novità, Stasera Italia con Barbara Palombelli, Quarta Repubblica con Nicola Porro e W l’Italia con Gerardo Greco, sono tutti perdenti contro la concorrenza.

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Il Movimento 5 Stelle contro Andrea Fabiano in difesa di Antonio Ricci: una interrogazione parlamentare che fa più ridere del Gabibbo

Caro direttore di Rai 2 Andrea Fabiano, se l’interrogazione parlamentare contro di te (del 4 ottobre 2018 seduta n.44 atto n. 4-00638) l’avesse presentata il Gabibbo, mi ci sarei fatto una risata ma visto che l’hanno presentata i senatori pentastellati Lannutti, Di Nicola, Pesco, Paragone, Urraro, Pellegrini M. e Puglia, me ne faccio due di risate.

Una cosa che non sta né in cielo né in terra, che solo in questi tempi in cui la politica è intrisa di propaganda può essere presa in considerazione da chi ha interesse a strumentalizzarla.

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L’estate “mondiale” di Giorgia Rossi vista da Caro Televip

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Il successo di Temptation Island: l’ennesima prova della indispensabilità di Maria De Filippi per Mediaset

Il successo di Temptation Island che fa il 21% di share in pieno luglio è la dimostrazione di quanto sia ormai importante per il pubblico di Canale 5 (anche per il target giovanissimo), il genere “Uomini e Donne di Maria De Filippi”.

Una forma di “fanatismo” televisivo, di un pubblico che ha fatto di questo genere la propria fonte di svago ed intrattenimento.

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La nuova Retequattro inizia cancellando gli annunci di Emanuela Folliero, l’ultima annunciatrice che era rimasta nella televisione italiana

Caro amministratore delegato e vice presidente Mediaset Pier Silvio Berlusconi, la grande novità annunciata alla presentazione dei palinsesti Mediaset della stagione 2018/19 sarebbe il rinnovamento di Retequattro.

In pratica inseguite il modello La7 di Urbano Cairo riempiendo il palinsesto di programmi “bla bla bla” che costano poco e fruttano quello che serve per rianimare una rete che iniziava a temere anche la concorrenza di nuove realtà del digitale terrestre come TV8 e Nove.

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