Marco Damilano lascia la comfort zone di Propaganda Live su La7 e si lancia nelle sabbie mobili dell’informazione Rai nella stagione televisiva della propaganda elettorale

L’idea che mi sono fatto è che la Rai abbia ingaggiato Marco Damilano per condurre un programma giornalieriero di informazione (prevalentemente sull’attualità politica) rifacendosi ai grandi del passato della Rai che hanno fatto delle loro strisce quotidiane dei programmi cult: Enzo Biagi ed Andrea Barbato.
Una prima conferma l’ho avuta ieri durante l’ultimo “spiegone” con cui Marco Damilano si è congedato da Propaganda Live, il programma di La7 che lo ha visto commentatore politico fisso per molti anni e che ha contribuito a dargli quella impronta televisiva che oggi lo porta ad avere un programma quotidiano tutto suo su Rai 3.

Durante l’ultimo “spiegone” Marco Damilano ha citato Andrea Barbato e la sua idea di “spiegazione dei fatti”.

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Falsa copertina di Time in onda nello Speciale Tg1 sulla Guerra in Ucraina: la lettera dell’abbonato Rai (non del blogger tv) Akio di Caro Televip alla presidente Marinella Soldi

Cara presidente della Rai Marinella Soldi, il 21 febbraio scorso quando è stato chiaro a tutti che la crisi Russia-Ucraina avrebbe preso la peggiore delle pieghe, ho scherzato (ma non troppo) sul fatto che la direttrice del Tg1 Monica Maggioni non fosse andata in onda con uno Speciale del Tg1 in prima serata. Conoscendo la sua voglia incontrollata e a quanto pare incontrollabile di andare in video, ho ironizzato sul fatto che non fosse immediatamente in onda. Lo ha fatto un paio d’ore dopo la messa in onda della fiction Màkari 2.

Da quel momento in poi ha condotto in studio tutti gli Speciali del Tg1 sulla invasione della Ucraina da parte della Russia andando in onda di mattina, di pomeriggio, in prima ed in seconda serata. La consuetudine che vedeva i direttori di rete e dei telegiornali Rai come dirigenti che non vanno in onda era già saltata da anni con la stessa Monica Maggioni allora direttrice di RaiNews24 che andava regolarmente in onda come conduttrice in occasione di grandi eventi. Anche Antonio Di Bella lo faceva da direttore di RaiNews24. Io credevo fosse una eccezione per la rete all-news e, quasi, la comprendevo. Di recente, il direttore di Rai 3 Franco Di Mare ha annullato completamente il senso di quella consuetudine visto che da direttore di rete ha mantenuto la conduzione del programma di approfondimento Frontiere.

Cara presidente della Rai Marinella Soldi, quando però si commette un errore eclatante che mette la direttrice del Tg1 nella condizione di chiedere scusa in diretta è lecito chiedersi se la presenza in redazione ed in regia della direttrice avrebbe potuto evitarlo.

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Quirinale 2022: l’informazione televisiva allo stesso basso livello della classe politica

Il grande bla-bla-bla televisivo sull’elezione 2022 per il Quirinale è finito peggio di qualsiasi pessimistica previsione. Non c’è stata una emittente televisiva, un telegiornale, una conduzione, un opinionista, un giornalista che abbia spiccato per originalità e bravura. Tutti, ma proprio tutti, dai più noti ai più nuovi, hanno fatto una informazione televisiva vecchia, standardizzata, per nulla interessante, omologata, banale, inconcludente.

L’informazione televisiva italiana esce dal racconto di questa elezione con una reputazione in negativo proprio come quella di una classe politica incapace di eleggere un Presidente della Repubblica che non fosse il vecchio Presidente della Repubblica. Le dirette televisive non-stop non sono state in grado di offrire al telespettatore un approccio moderno e innovativo al racconto di una elezione presidenziale dell’anno televisivo 2022.

Una incapacità strutturale e culturale di un sistema informativo che presuntuosamente pensa di essere ancora un punto di riferimento per il cittadino ed invece è solo un megafono ad uso e consumo di politici e addetti ai lavori. Un circolo per pochi che credono di essere molto più di quello che in realtà sono.

Gli ascolti bassissimi degli “speciali”, sono lì a testimoniare il completo disinteresse della stragrande maggioranza dei telespettatori ed il fallimento generale di tutte le emittenti e di tutte le testate televisive.

Dare la colpa di questi ascolti bassissimi solo allo squallido spettacolo offerto dalla classe politica italiana in questa occasione, sarebbe per chi fa informazione televisiva l’ennesimo atto di una presunzione sconfinata.

Sergio Mattarella rieletto Presidente della Repubblica per altri 7 anni: se non si metterà a fare il picconatore, nemmeno Maria De Filippi potrà renderlo televisivamente interessante

Dopo una settimana intensissima di copertura televisiva dell’evento istituzionale “Elezione del Presidente della Repubblica”, abbiamo un nuovo Presidente: Sergio Mattarella, ovvero, il vecchio presidente. Per la seconda volta nella storia, i “grandi elettori” hanno deciso di rieleggere un Presidente della Repubblica per un secondo mandato. Fiumi di parole accompagneranno questa scelta per i significati politici e di crisi di sistema che ha.

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La confusione politica per l’elezione del Presidente della Repubblica: quanto sembrerà fuori dalla realtà il mondo delle canzonette del Festival di Sanremo 2022

Caro direttore artistico e conduttore del Festival di Sanremo 2022 Amadeus, a tre giorni dall’inizio del 72° Festival della Canzone Italiana non è ancora stato eletto il 13° Presidente della Repubblica Italiana.

I capi politici ed i parlamentari sono in confusione e non riescono a trovare una soluzione condivisa. Una confusione che da cittadino mi sembra gravissima rispetto alla difficilissima realtà del Paese. Da almeno due mesi il governo presieduto da Mario Draghi è bloccato in attesa di un nuovo Presidente della Repubblica. La politica non dà i segni di professionalità, dedizione e competenza necessari.

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Il fondatore di Canale 5 al Quirinale? No, dai.

La possibilità che Silvio Berlusconi possa essere eletto come Presidente della Repubblica per il prossimo settennato è entrata nel vivo delle manovre politiche dopo che per alcuni mesi è stata essenzialmente una chiacchiera da talkshow. I più ottimisti dicono che nelle prossime ore si dipanerà la matassa “Silvio al Quirinale”, i più realisti dicono che questa storia di “Silvio al Quirinale” ce la porteremo avanti almeno fino alla terza votazione.

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Elezione del Presidente della Repubblica Italiana: che il tele-show abbia inizio

Cari direttori di tutte le reti e di tutti i telegiornali, il Presidente della Camera Roberto Fico oggi ha convocato il Parlamento a camere riunite per il primo giorno di votazione il 24 gennaio 2022 alle ore 15; hanno così inizio ufficialmente le procedure per l’elezione del Presidente della Repubblica Italiana che succederà a Sergio Mattarella.
L’altissimo valore istituzionale della carica ci dovrebbe far parlare solo degli aspetti costituzionali e rappresentativi ma da oggi, anche e soprattutto grazie a voi, sarà principalmente un tele-show.

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Fedez, Rai 3, il testo dell’intervento al concerto del 1° maggio 2021, la linea editoriale e il caos che offusca il contenuto

Le linee editoriali esistono. Tu Fedez vai in onda su uno spazio televisivo Rai. Se la Rai vuole sapere cosa andrà in onda non è censura. Se però una vice-direttrice, pur ribadendo la libertà dell’artista di dire ciò che vuole, dice che per lei un testo è “inopportuno”, tale opinione può essere interpretata dall’artista come una pressione. Quello spazio televisivo non era dovuto all’artista. Una partecipazione tv così importante non può non essere regolata da un contratto-accordo.
Anche se la prestazione è a titolo gratuito. La Rai, dal canto suo, se riteneva il contenuto dell’artista, fuori dalla sua linea editoriale avrebbe dovuto non invitarlo.

Il resto è incapacità della governance Rai di fare bene il proprio lavoro e di comunicare. Fedez, abituato ai social media, dove fa quello che cazxo gli pare, non sa che ogni editore tv risponde di cosa e di chi manda in onda. Fedez è pronto a darmi la password del suo account Instagram per farmi dire tutto quello che voglio? La responsabilità non è solo di chi parla. La responsabilità di ciò che si dice su un mezzo di comunicazione di massa è anche dell’editore. La censura è un’altra cosa. È il controllo preventivo di un contenuto e obbligare l’autore a modificarlo per trasmetterlo. Fedez non ha tutta la ragione.
La Rai non ha tutti i torti. È la connotazione politica data al fatto che alimenta una polemica strumentale. Le idee di Fedez sono sacrosante. È giusto che le abbia proposte dove riteneva opportuno, ovvero, il palco del concerto del 1° maggio #1M2021.
Ha lottato per farlo. Amplificare questa “vittoria” mette in luce più i protagonisti dello scontro che il contenuto. Se Fedez non avesse attirato l’attenzione sulla “censura”, l’attenzione sarebbe andata tutta sul contenuto e non su chi lo ha espresso e su chi gli avrebbe impedito di farlo. Ora si parlerà solo di Fedez, dei vertici Rai, della Lega e della censura. I diritti civili? Ma perché è per quello che hanno litigato?

Tre leader del movimento delle Sardine ospiti di Amici di Maria De Filippi: i tweet di Caro Televip

++Le sardine apriranno il serale di #amicidimariadefilippi come una scatoletta di tonno++.

La sardina Santori dice di guardare la partecipazione del “movimento” ad #Amici19
prima di giudicarla. Avrebbe ragione se nella mia testa già non sentissi gli applausi e le urla del pubblico (rinforzate dalla regia) che li acclama come hanno fatto con Renzi.

Dopo la foto con Benetton, l’ingresso trionfale nello studio del talent show #Amici19 perché dice la sardina “è lì che ci sono i giovani”. Ok, anche questo movimento punta al mainstream. Avanti un altro!

Crisi di governo Lega-M5S a Ferragosto: la Maratona Mentana del 13 agosto 2019 nei tweet di Caro Televip

Crisi di governo -3 ore a Maratona Mentana così magari anche Salvini ci capisce qualcosa del casino che ha combinato.

Matteo Renzi: “o Salvini si è messo d’accordo con il direttore Mentana per fare le Maratona Mentana anche ad agosto”. Enrico Mentana: “Confermo”. La crisi di governo decolla!

Renzi in diretta alla Maratona Mentana con Chicco che se la ride sotto i baffi: questa crisi di governo finalmente ha un senso, almeno televisivamente parlando.

Mentana A… A… Abbronzatissimo! Sotto i raggi della crisi di governo.

Enrico Mentana torna in onda il 13 agosto per la crisi di governo e subito si vede la differenza tra uno pratico di politica in tv oggi e gli altri. La sua Maratona Mentana è meglio di una serie tv.

Mentana torna in onda il 13 agosto e cazzia col sorriso la regia che non lo segue come vorrebbe. “Clima ferragostano”. A Chicco stai a rosicà che in regia c’hanno er cocomero, eh?

Alessandra Sardoni non riesce a trasmettere al volo Salvini in diretta prima dell’ingresso in aula al Senato. Il suo fuori onda è da Blob: “Di solito c’abbiamo più culo!”. Mentana piegato in due dalle risate!

Enrico Mentana dopo 1 ora e mezza di diretta senza spot: “Se non andiamo in pubblicità trasmetteremo in bianco e nero”.

Bellissima l’immagine dei commessi del Senato che chiudono le porte e si affacciano per vedere se e quando la Sardoni e Damilano finiranno la diretta. In pratica je stanno a dì: “Ahò ve ne volete annà?”.

Ma della giornata di libertà che Mentana a dato a Celata, ne vogliamo parlare? “Come è umano, direttore!”.

La misura con cui Enrico Mentana ha detto: “Grazie per aver seguito questa (pausa… stava per dire Maratona Mentana ma poi ha detto) questo Speciale”.

Enrico Mentana: il suo TgLa7 non ha più la brillantezza dei primi due anni. Ma le sue Maratona Mentana sono ancora il “format” migliore per il racconto di elezioni, crisi di governo e breaking news.