Maratona Mentana: una giornata NO di Alessandra Sardoni

Maratona Mentana: una giornata NO di Alessandra Sardoni Giuseppe Conte va al Quirinale per un incontro informale. Le 2 ore di lezione di Mattarella dell'altro giorno non gli sono bastate. È de' coccio. Ok è iniziata #maratonamentana allora Giuseppe Conte è salito davvero al Quirinale #consultazioni2018 Ahi, Alessandra Sardoni mi perde colpi, non è on the road ma in studio e si giustifica con un pistolotto in cui ci dice che era "circolata voce di un incontro informale". Si vabbè e tu stai in studio? Mentana: "Mi arriva la notizia che anche per il M5S, Savona non si tocca. Quindi vuol dire che Conte da Mattarella lo hanno mandato Di Maio e Salvini". A Chicco! Nun te se po' nasconne gniente! Tristezza è vedere Alessandra Sardoni in studio, senza notizie di prima mano, commentare un retroscena raccontato da Paolo Celata che invece è sul pezzo on the road. Non esistono più le Sardoni di una volta. Giornata decisamente NO per Alessandra Sardoni. Non è sul campo e non ha notizie dalle sue fonti sul colloquio informale Mattarella-Conte. Gira e rigira la frittata che ha cucinato con le notizie che ha avuto fino a prima di quell'incontro 😂

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Mediaset e la chiusura dei programmi politici populisti di Retequattro, Dalla vostra parte e Quinta Colonna

Caro vice presidente e amministratore delegato Mediaset Pier Silvio Berlusconi, non guardavo programmi come Dalla vostra parte di Maurizio Belpietro e Quinta Colonna di Paolo Del Debbio.

Il taglio populista, urlato, mi infastidiva anche perché mi è sempre sembrato eccessivo lo spazio concesso alla Lega di Matteo Salvini.

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Elezioni politiche 2018: anche stavolta non potrò decidere chi è “il meno peggio” tramite il confronto diretto in tv tra i leader dei partiti

Domenica prossima si va alle urne per le elezioni politiche del 2018 con cui eleggeremo i nostri rappresentanti alla Camera dei Deputati e al Senato della Repubblica. E’ stata una delle più insignificanti campagne elettorali che io abbia mai visto (compirò 54 anni a maggio). Le elezioni sono il momento più alto e significativo di una democrazia. Vedere come è ridotta la classe dirigente dei partiti politici, dei movimenti e delle liste che si candidano a guidare l’Italia è deprimente.

Il livello bassissimo dei contenuti e la bassissima caratura dei leader politici, nessuno escluso, che hanno condotto questa campagna elettorale, resterà negli annali della storia di un Paese che pure ne aveva già visti tanti di livelli bassissimi.

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Il candidato va alle elezioni di Pif su TV8: un tweet di Caro Televip

#ilcandidatovaalleelezioni Pif su TV8 fa la trasmissione pre-elettorale più interessante. Porta i big della politica a misurarsi con il suo registro comunicativo e riesce a tirare fuori da ciascuno qualcosa che non è solo propaganda. Non è poco.

L’anno televisivo 2018 si aprirà con 2 mesi di campagna elettorale e relativa par condicio #Ngnapossofa

Cari direttori di tutte le reti e di tutti i tg, è giusto iniziare l’anno del mio blog con un ventata di ottimismo: i primi due mesi del 2018 saranno, televisivamente parlando, una schifezza. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha sciolto le camere e andremo a votare il prossimo 4 marzo.

Questo vuol dire che inizia la campagna elettorale e la relativa par condicio.

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Il primo duello tv tra Di Maio e Renzi salta: la Rai vince senza giocare grazie al grillino che l’aveva fatta fuori

Cara presidente della Rai Monica Maggioni, ti piace vincere senza giocare? Io dico che nel caso di specie, si.

Dopo il voto per le elezioni regionali in Sicilia in cui il Partito Democratico ha subito una pesante sconfitta, il candidato premier del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio ha annullato il confronto televisivo con il candidato premier del Partito Democratico Matteo Renzi, con questa motivazione:

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Il servizio pubblico Rai non ospiterà il primo duello televisivo tra i candidati premier Di Maio e Renzi

Cara presidente della Rai Monica Maggioni, oggi è probabilmente il giorno più frustrante per una giornalista già direttrice di Rai News 24 e oggi presidente di garanzia del servizio pubblico radiotelevisivo italiano, la Rai. Il primo, attesissimo, confronto televisivo tra i candidati premier dei primi due partiti del Paese, andrà in onda martedì prossimo 7 novembre 2017 su La7 nel programma diMartedì condotto da Giovanni Floris.

Matteo Renzi si è adeguato alla richiesta dello sfidante Luigi Di Maio che ha espressamente indicato quel programma perché è “il più visto in prima serata”. Per la Rai è una sconfitta storica sotto tutti i punti di vista. Non solo perché è la sfida delle sfide del momento ma perché il candidato premier di uno dei primi due partiti italiani sceglie di non farla sulla Rai alimentando tutte le chiavi di lettura più distruttive per l’immagine della Rai. La campagna elettorale non è iniziata ufficialmente ma questo è un duello tv che farà la storia delle elezioni politiche 2018. E la presidente di garanzia della Rai lo vedrà in onda su una rete di un altro gruppo editoriale. È a tutti gli effetti un anticipo della fine della tua presidenza.

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Aggiornamento del 6 novembre 2017

Luigi Di Maio ha annullato il confronto tv con Matteo Renzi

Il confronto tv alla francese è il migliore per vedere i politici quasi al naturale

Caro Bruno Vespa, ieri ho seguito in diretta su SkyTg24 il confronto televisivo tra Marine Le Pen ed Emmanuel Macron candidati alle elezioni presidenziali francesi. Per l’ennesima volta la tv ha dimostrato che ha ancora un ruolo centrale nelle strategie di comunicazione dei politici ai massimi livelli. I due candidati presidenti sono stati in diretta tv per oltre 2 ore e mezza e se le sono date di santa ragione.

E’ stato un confronto durissimo in cui lo scontro verbale ha prevalso sui contenuti politici. I due moderatori si sono limitati a regolare i tempi e a proporre i temi ma rarissimamente sono intervenuti per “separare” i due contendenti che si “colpivano” con parole al vetriolo. Pensavo a te mentre quei due si riversavano addosso quel fiume di parole politicamente scorrette.

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La televisione italiana ha di nuovo il suo punto di riferimento assoluto: Matteo Renzi 

Caro Bruno Vespa, domenica scorsa Matteo Renzi ha vinto le primarie del Partito Democratico e ne è di nuovo il legittimo segretario. E’ durata pochissimo la sua assenza da protagonista della scena politica. Il tempo di far dimenticare che ha perso il referendum sulla riforma costituzionale, una sconfitta che a suo dire lo avrebbe portato ad abbandonare la politica.

Tempo 4 mesi da quella eclatante sconfitta politica e rieccolo sulla poltrona più importante della politica italiana quella di segretario del partito con la maggioranza relativa in parlamento. E’ da quella poltrona che, di fatto, si governa il Paese.

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