La quasi scomparsa del genere comico in televisione durante la pandemia da Covid-19

Tra i generi televisivi che hanno più risentito della pandemia da Covid-19 c’è il genere comico. I nuovi programmi comici sono quasi scomparsi. Un primo motivo è che l’assenza di pubblico in studio è fortemente penalizzante per qualsiasi comico. Un secondo motivo, quello a mio avviso determinante, è che far ridere in tempi di pandemia è quasi impossibile.

Nonostante il pubblico abbia una gran voglia di tornare alla normalità e di divertirsi per distrarsi dalla pesantissima situazione sociale ed economica, prevalgono un senso di incertezza e di preoccupazione che non predispongono il telespettatore medio all’ascolto del genere comico. La sensazione è che la ricerca del divertimento in questo momento è un inevitabile “vorrei ma non posso” e non c’è programma comico che possa offrire un sollievo concreto. C’è un terzo, probabile, motivo per cui sono scomparsi i programmi comici ed è quello che, nei talkshow, i politici, i giornalisti, gli opinionisti ed i conduttori, sempre più spesso fanno ridere più dei comici. Molti comici lo affermano, tra il serio ed il faceto ed in questo caso prevale il serio.

Rai 2, una rete in crisi di ascolti, è stata quella che di più ha tentato di offrire il genere comico. Ha fatto un tentativo poco riuscito in prima serata con “Un’ora sola vi vorrei” di Enrico Brignano e alcune proposte in seconda serata. “Stasera con Uccio”, francamente non so nemmeno chi sia questo Uccio De Santis e dopo lo show nemmeno ho più intenzione di chiedermelo. Con “Fuori tema” di Ale e Franz si è cercato di fare un programma molto articolato tra cabaret, teatro e sit-com ma il risultato è stato decisamente poco appassionante. Il surreale “Una pezza di Lundini” con Valerio Lundini è piaciuto alla social-nicchia-chic che si bea di dire quanto è straordinario il programma. Lo ha visto una media del 3% di spettatori. C’è poco da ridere, evidentemente. Tra l’altro la scelta di puntare sulla comicità surreale è stata poco coraggiosa: se è vero che è una comicità più difficile da proporre è anche vero che fare comicità sulla attualità sarebbe stata una sfida o per kamikaze o per comici straordinari, categorie di cui Valerio Lundini non fa parte. Anche il collaudato “Fratelli di Crozza” di Maurizio Crozza sul Canale Nove ha sofferto moltissimo dal punto di vista dei contenuti perché la sua presunta satira, già debole, dopo tanti anni risente di una oggettiva prevedibilità. Gli sprazzi di comicità di Propaganda Live di Diego Bianchi su La7 sono riconducibili essenzialmente alla lettura dei tweet. Per dire la creatività televisiva a che livello è inchiodata. Gli spazi comici all’interno di Che Tempo Che Fa di Fabio Fazio sono standardizzati: il monologo di Luciana Littizzetto nella parte centrale, il nonsense di Nino Frassica alla fine e qua e là i pezzi di Enrico Brignano (ancora?), Ale e Franz (ancora?) e altri partecipanti al “Tavolo”, su tutti Vincenzo Salemme ridotto però a spalla. Uno spreco. Dei flash più o meno riusciti, ma niente che possa essere chiamato “programma comico”. Nel prossimo autunno, Mediaset celebrerà i 35 anni di Zelig ma non c’è da aspettarsi altro che una rimpatriata tra i comici che hanno fatto la storia dello show. Grazie ai vaccini la pandemia da Covid-19 ci fa meno paura ma dopo un anno e mezzo è ancora tra di noi e quindi ho la sensazione che anche nella prossima stagione televisiva non vedremo nuovi programmi comici degni di questo nome.

Concita De Gregorio e David Parenzo co-conduttori di In Onda su La7

Estate 2021: c’è ancora la pandemia da Covid-19 e Rai 1 la domenica pomeriggio trasmette le repliche di Domenica In anziché offrire programmi in prima visione a chi ha scelto di restare a casa.

Caro direttore di Rai 1 Stefano Coletta, ieri ho pubblicato il seguente tweet:

“Rai 1 in estate propone programmi in prima visione nel daytime del mattino e del pomeriggio. La domenica pomeriggio invece trasmette pezzi di #domenicain in replica. Perché non realizzare una Domenica In Estate con una conduttrice ed ospiti giovani?”.

Mi ha risposto una certa Celestina Pistillo che su LinkedIn risulta essere “Branded Content Development ed Eventi Sponsorizzati (radio, tv, digital) – Responsabile presso Rai Pubblicità”.

Questa Pistillo mi fa la seguente lezioncina:

“Forse perché realizzare dei programmi ha un costo e bisogna fare delle scelte perché il budget di una rete non è illimitato. Detto questo un tempo c’erano solo repliche. Tutti i giorni, tutto il giorno. Varrebbe la pena non commentare sempre in negativo e per sottrazione”.

Caro direttore di Rai 1 Stefano Coletta, credere che io non sappia che fare tv costa tanti soldi è semplicemente ridicolo. Ma lo è ancor di più che una “responsabile” di Rai Pubblicità venga a scassare la uallera ad un abbonato nonché blogger tv considerando quel mio tweet un commento “in negativo e per sottrazione”.
Certi professionisti evidentemente si credono intoccabili e meritano soltanto di essere bloccati (come ho fatto) perché, è un mio sentire, fanno solo un danno alla azienda per cui lavorano.

Caro direttore di Rai 1 Stefano Coletta, il mio era un tweet propositivo. La pandemia da Covid-19 è ancora tra noi e ci sono alcuni milioni di italiani che trascorrono la domenica pomeriggio in casa per tanti motivi. Sono quasi certamente gli stessi che hanno trascorso l’autunno e l’inverno prevalentemente in casa e che, visti i grandi ascolti, hanno probabilmente già visto tutte le Domeniche In di nonna-bis Mara Venier che Rai 1 sta loro riproponendo anche in estate.

Mi sono chiesto, perché non offrire a questo pubblico qualcosa di nuovo, di originale, in prima visione? Che la professionista di Rai Pubblicità mi venga a fare la maestrina su quanto costerebbe un programma estivo da trasmettere la domenica pomeriggio, mi fa pensare che se è Rai Pubblicità a decidere su cosa la Rai deve investire (in estate ad esempio), allora la Rai non ha solo il problema della dipendenza dalla politica ma ha anche il problema di pensare più come una tv commerciale che come un servizio pubblico.

Caro direttore di Rai 1 Stefano Coletta, se come credo verrai riconfermato dal nuovo CdA Rai, mi auguro di vedere la prossima estate su Rai 1 la domenica pomeriggio un programma in prima visione. Un po’ dei soldi necessari per produrlo io li troverei non rinnovando i contratti ad un po’ di responsabili di Rai Pubblicità.

Rai Sport: ok i giornalisti interni ce li dobbiamo tenere fino alla pensione ma almeno si potrebbe lavorare sulla scelta dei collaboratori esterni per averne di migliori?

Caro direttore di Rai Sport Auro Bulbarelli, in tutta la Rai ministeriale spicca per incapacità di rinnovarsi la testata sportiva che dovrebbe brillare per dinamismo e adeguamento ai linguaggi e ai tempi che anche il giornalismo sportivo dovrebbe raccontare. Rai Sport soffre di una lunga ed inesorabile corsa all’involuzione aggravata da una inamovibilità strutturale ad esclusione delle carriere e degli scatti di carriera di cui giustamente usufruite come ogni altro ministeriale.

Da quando la concorrenza nel libero mercato dei diritti televisivi vi ha messo in un angolo, le condizioni in cui versa Rai Sport si notano solo nelle ormai rare volte in cui vi capita di avere dei grandi eventi sportivi da raccontare. I vostri competitor nei 365 giorni televisivi non hanno un minuto di pausa perché devono raccontare minuto per minuto il campionato di calcio di Serie A, la Champions League, la Europa League, la Formula 1 e la MotoGp. Voi di pause invece ne avete da vendere e quando riuscite ad acquistare i diritti di un evento come il Campionato europeo di calcio 2020, mi aspetto che le tante energie accumulate vi facciano emergere come una grande testata giornalistica con una tradizione di eccellenza. Ma puntualmente riuscite a deludere ogni mia più ottimistica aspettativa.

Caro direttore di Rai Sport Auro Bulbarelli, la responsabilità del livello raggiunto da Rai Sport non è certo tua. Prima di te, decine e decine di direttori della Rai ministeriale non hanno saputo rilanciare la testata. Quello che da telespettatore appassionato di sport mi lascia perplesso seguendo il racconto che state facendo degli Europei di calcio, non è tanto vedere all’opera i dipendenti Rai inamovibili fino alla pensione come Enrico Varriale, Alessandro Antinelli, Sabrina Gandolfi, Paola Ferrari, Simona Rolandi e, ultimo ma ultimo, Marco Lollobrigida.

Quello di cui non riesco a capacitarmi è che la dirigenza Rai non scelga almeno dei collaboratori esterni che facciano fare alla testata un salto non dico nel futuro ma almeno nel presente. Caro direttore di Rai Sport Auro Bulbarelli, da abbonato Rai sto vivendo una situazione kafkiana nel tentativo di seguire gli Europei di calcio sulla Rai. I programmi in studio sono di una noia e di un vecchiume indescrivibile e a ciò contribuiscono in maniera significativa “gli esterni” come Marco Tardelli, Domenico Marocchino, Luca Toni, Alessandro Altobelli, Claudio Marchisio che sembrano usciti da un museo delle cere più dei giornalisti ministeriali Rai. Ma è sulle telecronache che il mio grido diventa un grido di dolore perché farei già fatica a seguirle attraverso il racconto delle prime voci di Rai Sport ma mi diventa impossibile seguirle a causa soprattutto dei contributi delle seconde voci, ovvero, i collaboratori esterni che dovrebbero fare la differenza in meglio. Così non è.

La seconda voce Antonio Di Gennaro, accoppiato ad Alberto Rimedio per la telecronaca delle partite della Nazionale, è quanto di più anonimo si possa ascoltare in riferimento al calcio. La seconda voce Bruno Giordano, accoppiato a Giacomo Capuano, è la quintessenza dell’insignificanza contenutistica. I suoi momenti migliori sono quando riesce a ripetere per filo e per segno una azione che abbiamo appena finito di vedere. Spesso però non gli riesce nemmeno quello perché, nel tempo che lui impiega per raccontare quello che abbiamo appena visto, i calciatori sviluppano almeno altre due azioni decisamente più interessanti non fosse altro che sono in itinere e non passate. La coppia Dario Di Gennaro e Andrea Agostinelli riesce a farmi venire il mal di testa anche se la ascolto solo per un minuto vista la densità e la velocità delle frasi che riescono a pronunciare in quel piccolo spazio che diventa lunghissimo se hai l’ardire di tentare di resistere ad ascoltarli. Della coppia Luca De Capitani-Manuel Pasqual posso solo dire che il sonno che ti fanno venire è una certezza.

Caro direttore di Rai Sport Auro Bulbarelli, ma c’è una coppia la cui seconda voce mi indispone al punto di costringermi a rinunciare a seguire le partite di squadre di alto livello come Germania, Francia e Portogallo: è Katia Serra che avete affiancato a Stefano Bizzotto. L’unica seconda voce femminile si distingue perché parla, parla, parla, distraendomi dalla partita. Lei non può fare a meno di invadere la telecronaca in modo debordante come se stesse parlando in un talkshow e non durante un evento sportivo in diretta. La pagate per il numero di parole che dice? Katia Serra, è un mio sentire, non è la “novità femminile” che fa la differenza con le pessime seconde voci maschili. Il senso della misura dovrebbe essere la prima qualità di chi fa la seconda voce durante una telecronaca sportiva e lei invece non ha nessuna misura: è troppo quello che dice, è troppo come lo dice, è troppo il tono da professoressa che usa.

Caro direttore di Rai Sport Auro Bulbarelli, guardando Euro2020 la situazione di Rai Sport è sotto gli occhi e nelle orecchie di tutti. Non siete capaci di fare un racconto moderno. Non c’è un’idea nuova. Non c’è storytelling. Sempre le stesse facce ministeriali. Sempre la stessa retorica del giornalismo sportivo del ‘900. E c’è sempre l’incapacità di cercare all’esterno le professionalità in grado di superare questa crisi strutturale della testata.

Da abbonato Rai mi chiedo cosa ho fatto di male per vedere ed ascoltare questi conduttori, telecronisti, seconde voci, commentatori, opinionisti, intervistatori e bordocampisti che Rai Sport ha schierato per raccontare il Campionato europeo di calcio Euro 2020.

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Caro Televip: 3 vecchi post #2 – 1) Gerry Scotti 2) Maria Giovanna Elmi 3) Amici e Striscia con Emma Marrone

Solo per gli appassionati di Caro Televip

  • Gerry Scotti The Winner is (2012)
  • Maria Giovanna Elmi all’Isola dei famosi (2005)
  • Scherzo di Amici ad Emma Marrone: anche Striscia la notizia dà il suo peggio (2017)

Gerry Scotti, dalle montagne di soldi di The Money Drop alle mazzette da 100 euro di The Winner is.

di Akio, 19 novembre 2012

Caro Gerry Scotti, deve esserti avanzata qualche mazzetta da 100 euro di The Money Drop e allora la distribuisci a The Winner is (il sabato in prima serata su Canale 5). Il tuo nuovo game-people-talent-show si basa su una gara canora che però diventa solo il pretesto per dare ai telespettatori l’occasione quasi morbosa di curiosare nelle vite degli altri e domandarsi cosa farebbero al posto loro. Ci sono i concorrenti con delle storie toccanti come il disoccupato che finora ha vissuto con i genitori che da poco non ci sono più e la ragazza adottata che vuole aiutare il padre che ha perso il lavoro. Ci sono i concorrenti “fortunati” che non hanno bisogno dei soldi di uno show televisivo ma che davanti alla tua mazzetta da 10.000 euro tentennano; e non solo per esigenze televisive. C’è Rudy Zerbi, l’ex discografico ormai calato perfettamente nel ruolo di personaggio televisivo, che ti spalleggia quando ci sono delle belle concorrenti da lodare per la loro avvenenza. C’è la gara. Una prima manche fatta di duelli canori in cui è facilissimo capire chi vince, infatti molti dei perdenti accettano senza incertezze l’offerta di 10.000 euro per abbandonare il gioco, prima di sapere il responso della giuria, e capitalizzando al massimo la partecipazione allo show (uno su tutti il prete pop). La manche più incerta è quella tra la ventunenne adottata e la bella guagliona che non vuole che le si dica che è una bella guagliona. Quest’ultima ha un papà napoletano molto televisivo pronto alla polemica perché ritiene che la sua bella guagliona è bravissima. Rudi Zerbi ti aiuta a coinvolgerlo in due o tre collegamenti per mettere pepe alla contesa che finisce con la “spepata” e scontata accettazione dei soldi da parte della bella guagliona che ha capito, come tutto il pubblico televisivo, che la storia della sua avversaria farà la differenza per il pubblico dei 101 giurati di The Winner is. La stessa cosa non accade nello scontro finale tra la ventunenne adottata e la cantante impostata mezza lirica e mezza pop che rifiuta i tuoi 30.000 euro e vince la puntata. Caro Gerry Scotti, sostituire le lacrime del sabato sera di C’è Posta per Te con una roulette russa canora è in perfetto stile Canale 5 e tu come croupier sei perfettamente a tuo agio. Agiti le mazzette sotto il naso del concorrente, gliene fai odorare il profumo, le sventoli ad uso delle telecamere con l’intensità con cui una vecchietta sofferente sventola il ventaglio in una calda giornata di agosto. A The Money Drop mi dava fastidio vederti distribuire montagne di soldi come fossero bon bon della riffa di quartiere. A The Winner is mi dà fastidio vederti dare e poi riprenderti la mazzetta da 10.000 euro dalle mani di un concorrente che ti ha appena detto di aver cenato solo con una fetta biscottata con un po’ di zucchero sopra. Caro Gerry Scotti, nonostante la sensibilità garbata e sincera con cui hai manifestato al concorrente la tua ammirazione per la dignità con cui ha scelto di non accettare la tua offerta, in questo caso, The Winner is mi è sembrato più crudele de Il Cacciatore di Michael Cimino.


Voglia di magia

di Akio, 7 ottobre 2005

Cara Maria Giovanna Elmi, mi sforzo di capire perchè una pensionata Rai ultrasessantenne fa naufragare la sua gloriosa carriera sull’Isola dei Famosi. Provo a comprendere perchè una donna che nell’immaginario televisivo è la fatina, finisce per somigliare ad una donna delle caverne in un reality show. I primi giorni le altre isolate non facevano che esprimere ammirazione per te che ad una certa età affrontavi gli stenti televisivi. Dopo un pò non ti sopportavano più e ti hanno nominata. E con la tua carriera alle spalle hai eliminato la sconosciuta diciottenne figlia di vip Romina Carrisi. Nessuno riuscirà a convincermi che sull’Isola ci sei andata per soldi e men che meno per rilanciare la tua carriera. Cara Maria Giovanna Elmi, lo so perchè se lì. Tra qualche puntata dal cielo di Samanà scenderà una pioggia di stelline dorate. Una musica celestiale suonerà dolcemente. Una luce azzurrina colorerà le immagini televisive. Tutti gli isolati (compresi la Ventura, Giorgio Gori, Massimo Caputi, Mazzocchi, Antonella Elia, gli autori, i concorrenti e gli opinionisti di tutte le edizioni) si raduneranno sulla spiaggia. E tu apparirai indossando il tuo splendido costume da fatina. Guarderai la telecamera come quando facevi i tuoi annunci e dirai: “Signore e signori, buonasera. La Rai Radio Televisione Italiana è lieta di annunciare che l’Isola dei Famosi non è mai andata in onda e che il brutto sogno è finito”. Poi con un colpo di bacchetta magica l’Isola sparirà e su Raidue andrà in onda una replica di Piccoli Fans con Sandra Milo.


Scherzo di Amici di Maria De Filippi ad Emma Marrone: anche Striscia la notizia dà il suo peggio

di Akio, 26 aprile 2017

Caro vice presidente e amministratore delegato Mediaset Pier Silvio Berlusconi, quando un momento di televisione trash firmata Mediaset fa notizia vuol dire che la notizia c’è ed è clamorosamente al di sotto della media della bruttissima tv che trasmettete. Il programma del sabato sera di Canale 5 Amici di Maria De Filippi ha organizzato uno scherzo nei confronti della direttrice artistica, la cantante ex vincitrice di Amici Emma Marrone. Lo scherzo consisteva in una serie di palpeggiamenti, toccate e strusciate (non solo con le mani ma anche con le parti intime) fatte da un ballerino mentre Emma Marrone provava una sua esibizione cantata.
Durante lo svolgimento dello scherzo, Emma Marrone prima fa le sue rimostranze al coreografo con una frase che rappresenta tutta la pesantezza dello scherzo “diciamo che me l’ha già appoggiato 5/6 volte” (a proposito di parti intime) e poi giustamente reagisce in modo deciso ed energico spintonando il ballerino e dicendogli “Ahò, ma sei cretino? Come que pasa, mancava la lingua in bocca e poi cioè non so. Io mi sono stancata” per poi abbandonare il palcoscenico, richiamata dalla regia “Emma! E’ uno scherzo!”. Il tutto rivisto in studio tra mille risate sguaiate del cast tra cui la cantante Elisa e l’attrice Ambra Angiolini da sempre molto impegnate in difesa delle donne. Lo scherzo è stato introdotto dalla ideatrice e conduttrice del programma Maria De Filippi con queste parole:
“Si tratta di un balletto a luci rosse Emma viene chiamata in studio ma un ballerino nostro complice si rivelerà molto attratto dal suo corpo”.
Caro vice presidente e amministratore delegato Mediaset Pier Silvio Berlusconi, non ho visto il programma perché Amici di Maria De Filippi è veramente un brutto programma, sotto tutti i punti di vista, però il clamore suscitato dal “balletto a luci rosse” mi ha costretto a vederlo su wittytv.it la piattaforma mariana. Devo dire che è molto più sgradevole di tutto quello che ho letto sui social network. Quello che si vede in questo scherzo è una donna/artista che subisce un comportamento inaccettabile da parte di un uomo mentre sta lavorando. Il filmato ci dice che Emma Marrone non sapesse di essere vittima di uno scherzo. Il filmato ci dice che a fronte di una spiegazione da parte del coreografo sulla “fisicità” della coreografia, c’è la reazione della donna che non accetta quella “fisicità” e che ritiene di interrompere la sua esibizione /lavoro. Il filmato ci dice che poi in studio Emma Marrone ha riso e si è divertita a questo scherzo/balletto a luci rosse come tutto il resto del cast. Su twitter ho scritto ad Emma Marrone:
“Cara @MarroneEmma lasciare #amici16 sarebbe una giusta presa di posizione. Sulle molestie alle donne non si scherza”.
Non riesco nemmeno ad immaginare cosa possa significare per una donna subire delle molestie sessuali ma da uomo provo un profondo sdegno nel leggere che quello scherzo ha fatto scrivere questo post ad una donna che ha subito delle molestie sessuali sul serio e non per scherzo. Caro vice presidente e amministratore delegato Mediaset Pier Silvio Berlusconi, ad alimentare il mio sdegno ha contribuito la trasmissione di Medaset/Canale 5 Striscia la notizia, un tg satirico che delle sue battaglie sui temi sociali, sulle ingiustizie, sulle magagne, sul trash televisivo e tanto altro ancora, ha fatto il suo fiore all’occhiello. Striscia la notizia per bocca del consegnatore di tapiri d’oro Valerio Staffelli, anziché condannare “lo scherzo a luci rosse”, lo ha definito “uno degli scherzi più divertenti” e ha consegnato l’ambito riconoscimento a Emma Marrone che si è prestata da par suo per l’ennesima volta, dopo averlo fatto in studio, a scherzarci su:

Staffelli: ci racconta le sue emozioni in quei momenti
Emma: fortissime, le sentivo diciamo
Staffelli: sentiva le emozioni ma sentiva anche altro. Sora Maria! Ma come! Mi ha appena fatto entrare la nuova giudice e poi mi fa questi scherzetti? La sora Emma poi anzi credo che lei abbia voluto dimostrare in questo caso che con gli appoggi non si va avanti in televisione. Sono le doti che devono prevalere su tutto
Emma: con gli appoggi no
Staffelli: Io le do il tapiro perché ha fatto davvero molto ridere
Emma: Meno male almeno faccio ridere

Caro vice presidente e amministratore delegato Mediaset Pier Silvio Berlusconi, riguardo al concetto di scherzo abbinato alle molestie sessuali credo troverai molto interessante l’articolo di Giulia Siviero su ilpost.it che porta come esempio una recente sentenza in cui un uomo è stato assolto dall’ accusa di violenza sessuale perché “scherzava”. Ed è proprio “l’esempio” che dà uno “scherzo” come quello di Amici di Maria De Filippi che preoccupa. La rappresentazione di quei palpeggiamenti, a insaputa di Emma Marrone, ovvero non di scena come potrebbe essere in un prodotto di fiction, restituiscono al telespettatore un “effetto verità”. In quei momenti Emma Marrone, che non sa di essere vittima di uno scherzo, è vittima di un comportamento fisico da parte di un uomo che lei non accetta. Poi nel rivederlo legittima quel comportamento perché è uno “scherzo” e ne ride insieme a tutto il resto del cast di Amici per la maggior parte formato da donne. L’idea che mi sono fatto è che questo “scherzo a luci rosse” è uno dei momenti di tv più brutti della storia di Mediaset e mi auguro che vedendolo a nessun uomo/ragazzo possa mai venire in mente di emulare il ballerino di Amici e fare uno scherzo del genere. Perché una cosa così ad una donna non si fa nemmeno per scherzo.

Tiziana Panella conduttrice di Tagadà su La7: io la chiamo “Anaicapito anacapaito”

Stefano Coletta e la mutazione genetica della conduzione di Serena Bortone

Cara Serena Bortone, gli ascolti della prima stagione di Oggi è un altro giorno vengono ritenuti all’altezza della fascia oraria dalle ore 14 alle ore 16 di Rai 1 e quindi il programma sarà confermato anche per la prossima stagione.

È un successo tuo ma principalmente del direttore di rete Stefano Coletta che ti ha fortemente voluto ed ha garantito, fin dalla conferenza stampa di presentazione, che avremmo visto una Serena Bortone come non la conoscevamo. Già, quelli che la conoscevano l’avevano vista all’opera ad Agorà il programma di attualità della tv del mattino di Rai 3 che conduceva con risolutezza soprattutto nella gestione degli ospiti politici che, quando riuscivano a parlare, venivano trattati come scolaretti dalla maestrina Serena. Ma su Rai 1 la maestrina non la potevi fare e ti sei messa a fare la fatina. Oggi è un altro giorno è il programma che ha modificato geneticamente il tuo stile di conduzione. È scomparsa la Bortone che incalzava i politici ed è apparsa la Serena amorevole con tutti che dispensa battiti di ciglia e sorrisi smielati. A spargere la polverina magica per trasformarti a sua immagine e somiglianza non può che essere stato Stefano Coletta che dispensava questa certezza prima che il programma iniziasse ad andare in onda. Cara Serena Bortone, chissà se a settembre Stefano Coletta sarà ancora il direttore di Rai 1. La stampa amorevole si sta spendendo molto per la sua riconferma. Coletta o non Coletta, tu ed il programma Oggi è un altro giorno andrete in onda per almeno un’altra stagione televisiva. C’è chi, per due labilissimi punti di share in più rispetto a Caterina Balivo, la considera una vittoria di Stefano Coletta. Io invece, ogni volta che ti vedo sbattere le ciglia e fare le faccette dolci, penso che la trasformazione della tua conduzione sia una grande sconfitta del direttore di Rai 1. Ha dimostrato ancora una volta che chi fa televisione è capace di plasmare i programmi ed i personaggi tv secondo le necessità dello show business.

Il futuro di Ilary Blasi dopo la conduzione dell’Isola dei famosi 2021: un tweet di Caro Televip

Caro Televip: 3 vecchi post #1 – Temptation Island, le origini (2014) – Lorena Bianchetti e il tuca tuca (2012) – Paolo Bonolis e le briglie di Pier Silvio (2008)


Temptation Island: Canale 5 sperimenta L’isola dell’amore e delle corna, in attesa della sua prima Isola dei famosi

di Akio, 21 luglio 2014

Caro direttore di Canale 5 Giancarlo Scheri, la grande novità che hai proposto ai tuoi telespettatori per l’estate 2014 è il reality Temptation Island ideato dalla creatività pigra di Maria De Filippi. L’estate scorsa ti eri affidato alla creatività pigra di Paolo Bonolis per il flop di Jump.
Maria De Filippi però continua ad essere una garanzia per Canale 5 e Temptation Island porta a casa uno share del 18.24% e 2.892.000 spettatori totali (fonte Mediaset riferita alla puntata di giovedì 17 luglio 2014).


La De Filippi è da anni che non si sforza più di essere creativa e ti ha impacchettato una versione riveduta e corretta di Uomini e Donne con uomini e donne già accoppiati che mettono alla prova il loro rapporto di coppia, vivendo su due spiagge divise da un recinto fatto con le canne di bambù, e cercando di resistere alla tentazione di mettere le corna al proprio partner. A fare da esche, sulle due spiagge, vivono anche delle single e dei single. Inutile dire che il modello tronista e corteggiatore/corteggiatrice è lo stesso di Uomini e Donne. C’è persino l’ex tronista Cristian che dopo aver resistito alla sua tentazione fa la dichiarazione di matrimonio alla sua fidanzata Tara. Qualche istante prima aveva “sclerato” perché giocando a pallavolo nell’acqua aveva scorto la sua fidanzata nel villaggio confinante. Le aveva tirato un bacio e lei, smaniosa di riabbracciarlo, aveva iniziato una corsa verso di lui, vietata dal regolamento del reality che li vuole separati per tre settimane. La security del reality (così c’è scritto sulla loro maglietta) ha energicamente fermato la ragazza e a quel punto l’ex tronista palestrato Cristian è partito urlando “lasciala stare! Non la toccare!” e, valicando via mare il confine proibito, ha raggiunto la sua amata in un diluvio di rallenty replicati più volte da una regia che ha davvero poco a cui attaccarsi per fare con un minimo di creatività il proprio lavoro. Caro direttore di Canale 5 Giancarlo Scheri, ma il pezzo forte di Temptation Island sono le corna. Siamo in estate e Canale 5 pensa al suo pubblico con i tre ingredienti base di una sana estate italiana: i delitti (Segreti e Delitti condotto da Gianluigi Nuzzi); i tormentoni musicali (Music Summer Festival condotto da Alessia Marcuzzi e Rudi Zerbi); e per le storie d’amore intorno ai falò e le scappatelle estive, hai messo in onda Temptation Island. Le corna sono il vero pezzo forte del reality ed i due massimi rappresentanti del genere sono una certa Vittoria e un certo Andrea. Lui non le ha messo le corna ma ha dimostrato di avere un enorme potenziale per farlo. Non ha consumato ma gli sarebbe tanto piaciuto farlo. Ovviamente, davanti all’evidenza dei filmati girati in stile Grande Fratello, lui nega. Negare sempre e negare l’evidenza è un must del potenziale cornificatore e televisivamente parlando è un appiglio straordinario per un programma il cui unico obiettivo è quello di trovare una occupazione come conduttore per la stagione estiva ad un ex concorrente del Grande Fratello non so che numero (un certo Filippo dè Roma) e per dare ad una serie di aspiranti tronisti, troniste, corteggiatori e corteggiatrici, la possibilità di allenarsi per la stagione autunnale di Canale 5. Caro direttore di Canale 5 Giancarlo Scheri, Temptation Island è una delle tappe di avvicinamento con cui Mediaset vuole abituare il tuo pubblico alla grande novità dell’Isola dei Famosi. Canale 5, nella sua lunga, lenta e convinta voglia di non evolversi, stavolta ha scelto di ispirarsi a Rai 2, la rete che fatica di più ad evolversi. Ma non serve fare delle prove. L’Isola dei Famosi è una garanzia: appiattisce verso il basso qualsiasi rete televisiva. Nella prossima stagione televisiva, Canale 5 raggiungerà finalmente l’obiettivo di essere all’altezza della Rai 2 che trasmetteva l’Isola dei Famosi e Temptation Island mi sembrerà un dolce e tenero ricordo estivo.


Il tuca tuca con Enzo Paolo Turchi ora è anche nel curriculum di Lorena Bianchetti

di Akio, 21 marzo 2012

Cara Lorena Bianchetti, la dedizione appassionata con cui conduci lo spazio dedicato all’Isola dei famosi all’interno dell’Italia sul Due dimostra ancora una volta la mancanza di lungimiranza di Rai 2. Dovevano affidarla a te la conduzione di questa edizione dell’Isola anziché a Nicola Savino. Non avresti salvato l’Isola dalla deriva trash ma almeno avresti messo nell’impresa tutto il tuo entusiasmo di conduttrice che vuole dimostrare di essere anche showgirl. Non dico che avresti potuto avvicinarti alle vette di personalizzazione raggiunte dalla conduzione di Simona Ventura ma di certo non avresti toccato le vette di anonimato di Savino. Una prova inoppugnabile l’ho avuta guardando lo “spazio Isola” di lunedì dell’Italia sul Due. Avevi come ospite d’onore Enzo Paolo Turchi uno dei naufraghi più celebri del programma. Di lui non si può dire che non abbia una certa fama, almeno in Italia. Una fama legata soprattutto al suo passato glorioso di primo ballerino della Rai in bianco e nero e al solido matrimonio con Carmen Russo. Tra le tue passioni c’è la danza. Ricordo la tua prima conduzione di Domenica in dove ti esibivi in balletti acrobatici e scalmanati. Tutta quella energia si è via via smorzata nel cambio di rete ma ora sembra tornare prepotentemente e con lei torna quella Lorena Bianchetti che appena può rispolvera con convinzione i suoi studi di danza. Quale occasione migliore se non quella di avere Enzo Paolo Turchi come partner? Insomma, tutte le conduttrici vorrebbero inserire nel curriculum la voce “ha ballato il tuca tuca con Enzo Paolo Turchi” e tu che ce l’hai lì ad un passo non gli chiedi di ballarlo con te? Ma certo che glielo chiedi! Cogli l’attimo in cui Enzo Paolo sta parlando di uno dei motivi che lo hanno spinto a ritirarsi dall’Isola: “… a 62 anni non posso fare a gara di forza con un Manuel che ha 30 anni, forte, arriva, bello e tutto. E’ sbagliato…”. Tu cara Lorena, capisci che Enzo Paolo ha bisogno del tuo sostegno e gli porgi quel complimento che poi lo porterà inevitabilmente ad assecondare anche la tua richiesta danzerina: “Senti, a proposito. Scusate un attimo eh… Puoi alzarti, un attimo? 62 anni! Guardate che fisichino! Quanto ti sei dimagrito? Tutto abbronzato! Sei tornato ai tempi del Tuca Tuca! Dai! Anzi, scusate… Non era previsto. C’è una musichetta, al volo, così?”. La cosa era talmente non prevista che parte immediatamente il Tuca Tuca cantato da Raffaella Carrà e sul megaschermo le storiche immagini in bianco e nero di Raffa che balla con Enzo Paolo Turchi. Evidentemente nel magico studio dell’Italia sul Due basta esprimere un desiderio e l’infinito archivio Rai si materializza in automatico. Cara Lorena Bianchetti, non mi è possibile descrivere nei dettagli la tua esibizione perché non sono in grado di scrivere un’elegia sui cosciotti di una conduttrice televisiva. Sento però di esprimere tutta la mia solidarietà alla schiena di Enzo Paolo Turchi che ha sostenuto il finale in cui gli sei saltata in braccio. E confermo: se quest’anno l’Isola dei famosi l’avessi condotta tu, qualche puntata l’avrei vista; perché il trash deve pur sempre avere un’anima.


Paolo Bonolis e le briglie di Pier Silvio

di Akio, 10 gennaio 2008

Caro Paolo Bonolis, domenica la pioggia battente non invogliava a consumare il rito dei saldi, così hai preferito nobilitare con la tua presenza la prima puntata del 2008 di Buona Domenica. Prima ti sei esibito in un lungo botta e risposta con una serie di tuoi fan che sembravano usciti dalla Corrida di Gerry Scotti. Poi il momento serio: l’intervista di Paola Perego in stile Senso della Vita. Al momento di commentare le foto di Silvio e Pier Silvio Berlusconi hai dedicato poche parole al padre (“ho avuto due occasioni di incontro… una persona estremamente allegra, garbata, molto educato e gentile ma non potrei dirti altro”). Per il figlio invece hai avuto parole di incoraggiamento per il suo duro lavoro: “Ho un ottimo rapporto con Pier Silvio è un bravissimo ragazzo, oltre che un uomo estremamente intelligente, secondo me potrebbe avere le briglie più sciolte ma sta imparando a liberare il cavallo in corsa. E’ come se ancora avesse paura di fare di questa azienda quello che lui è in grado di poter fare. E’ ancora tenuto, ha un pò di difficoltà forse a lasciarsi andare. E’ un ragazzo con un mare di idee che dovrebbe poter mettere in pratica… mentre credo stia ancora cercando di capire quanto gli è possibile farlo. E penso che lo farà a breve. Glielo auguro perché ha molta capacità ed ha un’età che permetterebbe un rinnovamento”. Caro Paolo Bonolis, non so quanto gli azionisti di Mediaset gradiranno questo tuo ritratto del loro vice-presidente. Mi sei sembrato troppo ottimista sul fatto che la sua età garantirebbe il rinnovamento dell’azienda (ti riferivi alla tv e non a future discese in campo, vero?). L’auspicio che sciolga le briglie invece mi è sembrato interessato. Tra poco dovrai discutere del tuo rinnovo contrattuale. Il contratto in scadenza è stato eccellente dal punto di vista economico ma non ti ha dato quello che speravi dal punto di vista professionale. Due programmi nuovi sono stati un flop (Serie A e Un mercoledì da leoni). Hai dovuto riproporre al tuo pubblico la minestrina pseudo evoluzionista riscaldata (Ciao Darwin) e la collocazione oraria del Senso della vita non ti ha entusiasmato. Un Pier Silvio con le briglie sciolte potrebbe imporre all’azienda un Bonolis tutto nuovo e tu stavolta potresti rifare Chi ha incastrato Peter Pan?

Ema Stokholma e la mente (non il corpo) “non proprio in formissima” di Britney Spears: lo scambio tweet con Akio di Caro Televip

Caro amministratore delegato Rai Fabrizio Salini, l’Eurovision Song Contest è uno dei pochi programmi trasmessi dalla Rai di cui ancora riesco a fare i live tweeting, in puro spirito ironico e, nelle intenzioni, divertente.

In una tv imbalsamata, l’immutabile effetto dell’Eurovision Song Contest è una certezza: leggerezza, spettacolo e gara, per trascorrere una serata spensierata e divertente.

Ed è con questo spirito positivo che mi sono messo alla visione delle due semifinali trasmesse il 18 ed il 20 maggio 2021 da Rai 4. Il mio approccio positivo e spensierato alla visione poteva essere rovinato solo dal commento in italiano dell’evento e infatti così è stato sia riguardo alla diretta TV sia in riferimento ai botta e risposta via Twitter che sono scaturiti dalle risposte ai miei tweet da parte della co-conduttrice Ema Stokholma.

Ema Stokholma per me non ha le qualità necessarie per essere così massicciamente presente su Radio 2 e spesso su Rai 4 e finanche in programmi come il Prima Festival (non quest’anno perché lo sponsor le ha preferito Giovanna Civitillo).

Da anni, Rai 4 la propone come conduttrice dell’Eurovision Song Contest e da anni scelgo di ascoltare l’audio originale. Non so perché ma quest’anno ho scelto di seguirlo con il commento della Stokholma e di Saverio Raimondo. Quando l’ho vista e soprattutto ascoltata con quel suo modo a cantilena di parlare dicendo cose di una banalità disarmante ho scritto, da abbonato Rai prima che da blogger tv, questi due tweet:

Ema Stokholma è una tassa infinita in questa Rai. Non se ne può più. (Tweet del 18/5/21 ore 21.24)

Non sono solo le banalità che dice Ema Stokholma è che le dice con quel suo modo così piattamente uguale a tutte le volte che va in onda. Perché qualcuno continui a mandarla in onda sulla Rai, resta IL mistero degli ultimi dieci anni #ESC2021 #ESCita (Tweet del 18/5/21 ore 21.44)

Poi mi sono divertito a fare il live tweeting.

Alle 23.36 del 18/5/21 Ema Stokholma risponde così al mio secondo tweet:

“Perché ho avuto un infanzia difficile 🤣”.

Visto che la conduttrice ha fatto un riferimento diretto alla sua storia personale (come ha raccontato in molte interviste ed in una autobiografia), ho tenuto a precisare alle 23.51:

“Le opinioni di Caro Televip sono sempre riferite al “personaggio” televisivo e come lo percepisco, non sono mai riferite alla persona che non conosco”.

Risponde Ema Stokholma alle 23.59

Ma certo ci mancherebbe ❤️

Due giorni dopo, mi sono ripromesso di concentrarmi sulla gara e di evitare di commentare la brutta co-conduzione di Ema Stokholma alla quale l’ho comunicato con un tweet pungente alle ore 18.30 del 20/5/21:

“Stasera seconda semifinale di #EUROVISION Song Contest su Rai 4. Non farò tweet sui commenti piatti di @emastokholma ❤ ma vi consiglio di non perderli. Sono il valore in meno della diretta. Una esclusiva Rai”.

Ho resistito ed ho mantenuto la promessa finché Saverio Raimondo ha paragonato una concorrente a Britney Spears ed Ema Stokholma lo ha chiosato in modo a mio avviso inappropriato al punto che ho scritto questo tweet:

“Ema Stokholma: “Ecco perché ultimamente Britney (Spears) non è proprio in formissima”. Poi sono i social a dire sciocchezze sul corpo delle donne, vero? Succede su @RaiQuattro Questa conduttrice i tweet te li leva proprio dalla tastiera (alle 21.43 del 20/5/21)”.

Alle 23.29 Ema Stokholma mi ha risposto.

Ema Stokholma: “Peccato che non parlavo del suo FISICO ma della sua “forma mentale”. Tutti sanno che non sta bene (ore 23.29 del 20/5/21)

Akio: “Ah scusa! Invece hai fatto una battuta sulla sua “forma mentale” che è tutta un’altra cosa! Elegantissima proprio. “Tutti sanno che non sta bene” e tu fai una battuta sulla sua “forma mentale”. Sarebbe stata meglio la battuta sul fisico (ore 23.39 del 20/5/21)

Ema Stokholma: “Ma non é una battuta è un dato di fatto” (ore 23.46 del 20/5/21)

A questo punto, davanti alla ostinata difesa di quella che per me era stata una battuta inappropriata, in pieno spirito romanesco le ho risposto:

“Un dato di fatto? Niente, più la smucini sta frase e più puzza” (ore 23.50 del 20/5/21).

Ema Stokholma alle 23.51 del 20/5/21 mi ha definitivamente risposto così:

“Tu puzzi”.

Caro amministratore delegato Rai Fabrizio Salini, non ci sono rimasto male anche perché con questa risposta ho avuto la conferma del livello della mia interlocutrice alla quale ho scritto un’ ultima risposta:

“Io mi sono riferito ad una frase, per me infelice, di cui ho dato rettifica, secondo quanto da te spiegato, scrivendo anche a @Raiquattro che avevo taggato nel tweet. Tu, ti sei riferita alla persona. Complimenti (ore 23.55 del 20/5/21).

Caro amministratore delegato Rai Fabrizio Salini, ti faccio presente che nel frattempo alle 23.49 del 20/5/21 avevo scritto su Twitter la seguente RETTIFICA sulla base della spiegazione che mi aveva dato la signora Stokholma, inviandola a Rai 4 che avevo taggato nel primo tweet:

“Cara @RaiQuattro a seguito della spiegazione di Ema Stokholma, RETTIFICO che la vostra conduttrice #ESCita dicendo “non è proprio in formissima” non riferiva al fisico di Britney Spears ma alla sua “forma mentale”. A posto così”.

Caro amministratore delegato Rai Fabrizio Salini, da blogger tv non mi fa né caldo e né freddo che una conduttrice Rai ad un mio tweet, in cui io avevo scritto “puzza” in riferimento ad una frase, mi abbia risposto “Tu puzzi”, cioè come persona.

Da abbonato di una certa età (57) mi lascia invece l’amaro in bocca, sapere che una conduttrice della Rai Radio Televisione Italiana risponda sui social “Tu puzzi” ad un telespettatore che le aveva scritto in spirito romanesco “più la smucini sta frase e più puzza”.

Non so se esiste ancora uno stile Rai. Quello che so è che nella mia Rai ideale i conduttori e le conduttrici dovrebbero avere uno stile che non è quello mostrato dalla signora Ema Stokholma in questa occasione.

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