Reazione a catena: due righe sulla conduzione di Marco Liorni

L’intesa vincente di Reazione a catena: Marco Liorni ne fa una versione piatta, senza metterci un po’ di quel peperoncino nell’interazione con i concorrenti che la renderebbe divertente. Una conduzione da elettrocardiopeperoncino piatto. Ripete ai concorrenti “stiamo andando come treni… bisogna andare come treni” ma quello che va lento ed è moscio è lui. Non è che non riesce a fare una battuta è che proprio non ce l’ha nel suo bagaglio di conduttore. Purtroppo non ha nemmeno il lessico da quiz e nemmeno le espressioni da quiz quelle che dicono più di tante parole.

Un conduttore di un quiz fresco, estivo, deve avere lo stesso brio dell’acqua frizzantissima che va tanto con il caldo che fa. La cosa più frizzante di Marco Liorni è il colore dei capelli che io ricordavo più scuro verso il nero e invece mi sembra diventato più chiaro verso il color etrusco.

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Un primo pensiero sul possibile ritorno alla conduzione su Rai 1 di Lorella Cuccarini

Uno dei tormentoni che lanciano periodicamente molti addetti ai lavori è quello sulla bravura di Lorella Cuccarini. Ma quant’è brava la Cuccarini? Ma perché non danno 10 programmi da condurre alla Cuccarini? A quanto sembra (rumors) nella prossima stagione tv, Rai 1 sarebbe orientata ad affidarle la co-conduzione di un programma giornaliero pomeridiano. Sembra, pare, dicono che peseranno positivamente su questa possibile scelta, anche le sue dichiarazioni sovraniste. Ma quanto è brava Lorella Cuccarini?

Pippo Baudo e Corrado: una riflessione sulla due giorni di meritata celebrazione

Negli ultimi due giorni, la televisione italiana ha celebrato due suoi miti: Pippo Baudo e Corrado. Il primo, con il programma Buon compleanno Pippo su Rai 1 da lui condotto e con tanti super ospiti. Il secondo, con l’ultima puntata de La Corrida (1997) su Canale 5 quella del suo addio alla tv.

Due serate di inizio estate in cui il pubblico adulto ha ritrovato molte atmosfere del proprio vissuto di telespettatore. Fare confronti tra quei personaggi e quella tv con l’oggi è giusto ma fino ad un certo punto. Ogni espressione mediatica è figlia del proprio tempo. Nel bene e nel male. È significativa però la generale accoglienza positiva che queste due celebrazioni televisive hanno avuto sui social media. Il “sentiment” dei “cattivissimi” social ci ha detto che la qualità dei prodotti e dei personaggi televisivi è ancora un valore per il pubblico. Se è vero che oggi c’è tanta, troppa, brutta tv che fa ascolti è anche vero che la tv che resta nel tempo è solo quella di qualità. La tv trash, la tv che urla, la tv maleducata, la tv senza contenuti, la tv fatta con personaggi senza talento è una tv usa e getta. Produce quello che serve al marketing in quel momento ma a lungo termine finisce nel dimenticatoio. È una tv rancida che non ti resta nel cuore e nei ricordi più belli. Una tv che non avrà mai la dignità e l’onore di essere celebrata in futuro. Nello show del 2019 Pippo Baudo ha indossato lo smoking nero, la camicia bianca e il papillon. Nello show del 1997 Corrado indossava lo smoking nero, la camicia bianca e il papillon. E non è una coincidenza.

La Corrida omaggio a Corrado: il live tweeting di Caro Televip

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Buon compleanno Pippo nel live tweeting di Caro Televip

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Il direttore di Rai 3 Stefano Coletta ha fatto anche cose buone. Prima di ospitare Pamela Prati come statuina a Chi l’ha visto?

Il direttore di Rai 3 Stefano Coletta ha fatto anche cose buone. Ma a chi dirige una rete Rai basta fare una cosa molto sbagliata, o percepita come tale, per farla ricordare più di 1000 cose buone.

Ad esempio, io non dimenticherò che la Rai 3 di Coletta ha ospitato Pamela Prati in una puntata di Chi l’ha visto? (29/5/19) dedicata in larga parte alle cosiddette “truffe romantiche”, ovvero, la triste realtà di tante persone che vengono contattate on-line da profili falsi con foto rubate ad altri profili, allo scopo di iniziare una relazione sentimentale e finiscono per essere ingannate nei sentimenti e truffate economicamente. Chi l’ha visto? condotto da Federica Sciarelli ha fatto una inchiesta molto seria su questo tema con tante testimonianze di vittime e chissà da quanto ci stava lavorando, visto che una di loro è stata intervistata davanti all’albero di Natale. Ora, c’era proprio bisogno di invitare in studio come comparsa non parlante Pamela Prati? La Sciarelli per giustificare questa presenza ha detto: “Tutti parlano di Pamela Prati ma nessuno parla delle donne invisibili che non fanno parte del mondo dello spettacolo truffate nei loro affetti e nella loro dignità. Criticateci ma dopo aver visto il programma”. Sui social media siamo stati in molti a chiederci: “Dunque Pamela Prati parlerà come vittima di una truffa romantica?” (chi non sapesse in cosa consiste “il caso Prati-Caltagirone” troverà tutto su Google). Pamela Prati non è stata intervistata da Federica Sciarelli. È stata annunciata la sua presenza; è stata inquadrata in studio qualche volta; è stata infine ringraziata dalla conduttrice per la sua presenza. Ad oggi, nessuna sentenza di tribunale ci dice che Pamela Prati sia stata vittima di una truffa romantica. Al momento il suo è solo una caso mediatico. Era indispensabile la sua presenza a Chi l’ha visto?. No, a mio avviso non lo era perché l’inchiesta reggeva bene da sola senza usare Pamela Prati come “statuina”. Federica Sciarelli ha più volte detto che stavano facendo una “provocazione”. A me ha provocato solo un giudizio molto negativo sulla Rai 3 diretta da Stefano Coletta.

Se Fabio Fazio accetterà di spostarsi su Rai 2, nel placard ci si sarà messo da solo

Caro Fabio Fazio, da telespettatore e da blogger televisivo non sono un fan tuo e dei tuoi programmi Che tempo che fa e Che fuori tempo che fa; e non certo da oggi. Ma penso che a decidere se e come devi andare in onda deve essere la direzione Rai, libera da qualsiasi imposizione diretta o indiretta da parte di qualsiasi politico o membro di governo.

L’indipendenza della Rai dalla politica deve venire prima di qualsiasi altra cosa.

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Una certezza che ho dopo l’intervista di ieri di Silvia Toffanin a Pamela Prati in cui l’ex ballerina del Bagaglino ha confessato: “Mark Caltagirone non esiste”

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Non ho scritto nulla sul caso "Prati-Caltagirone" perché da subito ho capito che il livello di discussione sarebbe stato talmente basso che non meritava nemmeno un minuto del mio tempo. Ho seguito "il caso" su Dagospia che ne ha rivelato tutti gli aspetti chiari e oscuri, facendo un curatissimo lavoro giornalistico (un bravo, in particolare, a Giuseppe Candela) per svelare la verità principale, ovvero che il presunto sposo della ex ballerina del Bagaglino non è mai esistito in quanto persona in carne ed ossa. Su come i programmi Mediaset hanno cavalcato nelle ultime settimane questo caso, un piccolo caso, diciamo "un casino" mediatico, mi viene da fare solo questa osservazione. Il programma Verissimo di Canale 5 condotto da Silvia Toffanin, ha raccontato da par suo "il caso" con interviste esclusive a Pamela Prati. Il fatto che la giornalista professionista Silvia Toffanin sia compagna di vita del vice presidente e amministratore delegato Mediaset Pier Silvio Berlusconi, non è un dettaglio e non è una cosa irrilevante a mio avviso. Se Silvia Toffanin ha prestato il suo volto e la sua professionalità per trattare come ha trattato il caso Prati-Caltagirone, non posso fare a meno di pensare che Mediaset, al suo massimo livello dirigenziale, abbia dato l'OK a dare tutta la rilevanza che ha dato al "caso", al "casino", Prati-Caltagirone. Da blogger televisivo, dopo aver visto la puntata di ieri di Verissimo in cui Silvia Toffanin ha raccolto, faccia a faccia in uno studio vuoto, la confessione di Pamela Prati che "Mark Caltagirone non esiste", ho solo una cosa da dire: il "casino" Prati-Caltagirone finirà mentre, purtroppo, questa Mediaset continuerà a trasmettere programmi per me inguardabili. #silviatoffanin #verissimo #piersilvioberlusconi #pamelaprati #markcaltagirone #canale5 #mediaset

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Fiorello un volano per Rai Play? Netflix e Amazon Prime possono dormire sonni tranquillissimi

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Caro AD Rai Fabrizio Salini, oggi hai incontrato Rosario Fiorello e la tua dichiarazione è inequivocabile, sta per tornare in Rai: "Stiamo lavorando da settimane costruttivamente con Fiorello per riuscire a realizzare questo contenuto ambizioso e innovativo per la Rai. Nella Rai del futuro che stiamo costruendo, RaiPlay è la vera piattaforma di servizio pubblico, un canale che acquisirà sempre più centralità. Il progetto con Fiorello può essere un volano formidabile nel modo in cui sarà pensato, realizzato e distribuito. Non vediamo l’ora di iniziare, l’atmosfera è di grande sintonia e ringrazio Fiorello per l’entusiasmo che condivide con noi e che ci spinge a realizzare un progetto che solo fino a pochi mesi fa sarebbe stato per la Rai un sogno impossibile”. Caro Fabrizio Salini, se Fiorello deciderà di fare RaiPlay decreterà la propria resa incondizionata alla preoccupazione di tornare a fare uno show su #Rai1. Andare in onda su Rai Play vuol dire tenersi alla larga dalla sfida degli ascolti delle reti generaliste che sembra essere l'incubo di Fiorello il quale, da eccellente esperto di comunicazione, punterà a fare un programmino che possa essere "ripreso" quotidianamente dai media con un effetto eco che darà tanta visibilità a lui ma non darà alla Rai un contributo per le sfide che contano, ovvero, quelle della tv generalista. Ho serissimi dubbi che Fiorello su Rai Play possa essere un ponte per il futuro del servizio pubblico come dici. Ma, visto che negli ultimi anni ci sono stati più annunci di un possibile ritorno di Fiorello in Rai che scudetti della Juventus, c'è la speranza che anche stavolta non se ne faccia niente. La cosa che mi lascia perplesso è che si pensi a Fiorello quando è evidente che Rai Play ha bisogno di ben altro per intraprendere la sfida con i competitor in streaming a cominciare dalla programmazione di serie tv originali ed esclusive. E poi, non so se lo sai ma Fiorello è uno che si stanca presto dei progetti che fa e non mi stupirei se tra un anno lasciasse Rai Play perché "non voglio stancare il pubblico". E, vista la durata degli AD Rai, è possibile anche che non ci sarai nemmeno tu a fare da volano a RaiPlay. @rosario_fiorello

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In attesa del “gran finale” di Domenica In 2018/19

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Domenica In 2018/2019 con Mara Venier. Sono stato il primo fan di questa scelta: "Ho la sensazione che puntare su Mara Venier potrebbe davvero essere una scelta vincente" (17/7/2018). Mi riferivo soprattutto alla sfida con Domenica Live di Barbara D'Urso. Ma non ho potuto esultare più di tanto quando Canale 5 ha alzato bandiera bianca e chiuso il programma nella fascia in sovrapposizione. Perché da quel momento secondo me, senza lo stimolo della concorrenza, Mara Venier non è più stata quella della prima puntata che mi fece scrivere: "Mara Venier ha sfoderato una conduzione brillante, una padronanza assoluta del mezzo e una determinazione, nel voler ristabilire immediatamente un contatto con il pubblico, che è stata palpabile ed efficace (17/9/2018). A novembre il programma ha iniziato a deludermi: "Con maghi e paranormale, il gossip su Asia Argento e Fabrizio Corona, Domenica In batte di poco Dmenica Live ma soprattutto Mara Venier si avvicina sempre di più al genere di tv di Barbara D'Urso e questo la premia. Non per quanto mi riguarda. Peccato" (12/11/2018). A febbraio il colpo di grazia me lo ha dato questo ospite: "Per la serie i grandi ospiti di Domenica In Stefano De Martino che commenta il gossip su un possibile ritorno di fiamma con Belen Rodriguez. Rilievo artistico: zero. Il messaggio dovrebbe essere l'amore per la famiglia e l'amore eterno. Il risultato? Gossip" (24/2/2019). E il 7 aprile lo ha ospitato di nuovo! Ad aprile ho gettato la spugna: "Perché dopo aver fatto fuori la concorrenza, Rai 1 ha perso l'occasione di fare una grande Domenica In limitandosi a questa noiosissima sequenza di interviste di Mara Venier tutte uguali?" (7/4/2019). Oggi (19/5/2019) mi sono ritrovato di fronte all'ennesima intervista piatta e noiosissima con la ridens Alessia Marcuzzi e, in una giornata di metà maggio piovosa e fredda passata davanti alla tv, ho visto tutto meno che Domenica In. Domenica prossima ci sarà il celebratissimo "gran finale" di questa edizione di successo. Per me Mara Venier la prossima stagione non tornerà alla conduzione del programma e, ascolti a parte, credo che sarebbe un bene per Rai 1 e anche per Mara Venier. #rai1 #maravenier #domenicain

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