Il Festival di Sanremo dà un profondo significato al GFVip 4

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Il Festival di Sanremo dà un profondo significato al GFVip 4 Caro conduttore del Grande Fratello Vip 4 Alfonso Signorini, il saluto telefonico di Maria De Filippi al 70° Festival di Sanremo ha colpito duramente il mio orgoglio di abbonato Rai al punto che ho abbandonato la visione del Festival. Ieri sera ho guardato su Iris il film Fino a prova contraria di Clint Eastwood. Facendo zapping durante una pausa pubblicitaria, mi sono fermato sul Canale 55, ovvero Mediaset Extra, dove va in onda la 24 ore del Grande Fratello Vip 4. I “vipponi”, come li chiami tu erano più svogliati del solito. Discutevano del più e del meno, spaparanzati in ogni dove, mostrando scarso interesse alle parole l'uno dell'altro e lamentandosi con la regia perché aveva tolto la diffusione della musica. Già, la musica. Deve essere particolarmente frustrante per “i vipponi” pensare che a quell'ora sono i meno spiati d'Italia visto che gli italiani sono tutti sintonizzati su Rai 1 a guardare il Festival di Sanremo. Il GFVip 4, che già non vive momenti di gloria per gli ascolti durante la normale programmazione settimanale, nel periodo sanremese langue nel dimenticatoio più desolante. La settimana sanremese sarà lunghissima per “i vipponi” che la vivranno riflettendo sulla insignificanza della loro partecipazione ad un programma insignificante e questo sì che dà un profondo significato al GFVip 4. #gfvip4 #gfvip #mediasetextra #alfonsosignorini #mediaset #canale5 #realityshow

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La “apparizione” telefonica di Maria De Filippi a Sanremo 2020

Caro direttore di Rai 1 Stefano Coletta, ieri sera ero pronto a commentare la seconda serata del 70° Festival di Sanremo con lo stesso entusiasmo con cui avevo commentato la prima serata che mi era piaciuta. Avevo fatto il mio live tweeting commentando le esibizioni dei cantanti, la conduzione di Amadeus, le incursioni di Fiorello, gli interventi delle co-conduttrici Diletta Leotta e Rula Jebreal e ieri ero pronto a commentare con lo stesso entusiasmo e partecipazione anche la seconda serata di Sanremo 2020.

Entusiasmo e partecipazione, ribadisco che erano questi gli “stati d’animo” con cui, smartphone alla mano, stavo per commentare il secondo capito del Festival di quest’anno.

Chi fa blogging tv per pura passione basa tutto sull’entusiasmo. Se mi diverto a fare il live tweeting, se ho spunti per scrivere, se mi diverto a fare qualche battuta e a condividere nello spirito della social tv i miei commenti, dedico ad un programma televisivo tutto il tempo che merita. La prima serata di Sanremo 2020 l’ho commentata fino all’una di notte scrivendo 50 tweet arricchiti dai telescatti. Il mio live tweeting ha raggiunto il lusinghiero numero di oltre 55.000 visualizzazioni in totale. Così, con tutto l’entusiasmo possibile ed immaginabile, ieri ho iniziato il mio secondo live tweeting. Entra Fiorello travestito da Maria De Filippi. Che carino! Sta facendo la macchietta di Maria De Filippi! Sì è molto banale con la caramella in bocca, la parlata con il vocione, le movenze non proprio aggraziate ma tutto sommato dai ci può stare una macchietta in apertura di puntata visto che Fiorello ha il ruolo di scaldapubblico. Poi però da questo travestimento di Maria De Filippi ecco che Fiorello passa al “contatto” con l’originale.

Dalla tasca del travestimento tira fuori lo smartphone perché arriva la chiamata “a sorpresa” di Maria De Filippi. Premesso che venderla come una sorpresa è stato francamente ridicolo, la cosa che mi ha dato molto fastidio è stato il fatto che, non appena Fiorello ha detto cose tipo “Ah! Maria De Filippi! Non ci posso credere! Guarda è lei!” e lei è “apparsa” in voce in tutta la sua enfatizzata maestosità di Maria, la reazione del pubblico in sala è stata tipo “Ooooh! Maria De Filippi! Mamma mia che sorpresa!”. E giù grandi applausi anche da parte di voi dirigenti Rai seduti e inquadrati in prima fila: tu, direttore di Rai 1 e Fabrizio Salini, amministratore delegato Rai. Qualche instante prima dello squillo mariano, Fiorello in vesti mariane ti era venuto incontro dicendoti: “Questa è la nuova Rai 1!”. Ecco, un istante dopo, la voce di Maria risuonava nelle case dei telespettatori Rai e lei, invitata da Fiorello a doppiarlo mentre la regia inquadrava il suo primo piano, diceva: “Signore e Signori, benvenuti al 70° Festival della Canzone Italiana”. Caro direttore di Rai 1 Stefano Coletta, che cosa ti devo dire. Io uno spettacolo di questo genere non riesco a considerarlo una sciocchezza, una semplice gag. No; non è una sciocchezza. Maria De Filippi è il principale volto della vostra concorrenza Mediaset. E’ la signora che fa il 30% di share ogni sabato e dà delle sonore batoste alla tua Rai 1 con il suo vecchio programma C’è posta per te.

Dare a Maria De Filippi uno spazio anche solo di un minuto all’interno dell’unico programma inattaccabile da Maria De Filippi e cioè il Festival di Sanremo che fa il 52/53% di share (con oltre 10 milioni di telespettatori), concedendole il lusso di poter fare “una apparizione” per farsi ascoltare da un pubblico vastissimo che in quel momento è solo Rai e che la Rai si è meritatamente guadagnata, ecco, questa è una cosa che non si sarebbe dovuta fare. Una scelta di Amadeus e Fiorello (che secondo me non può non essere stata avallata da voi dirigenti Rai) che io, da appassionato di televisione, da blogger televisivo e da abbonato Rai non posso accettare ed è per questo che da quel momento ho smesso di guardare il Festival di Sanremo 2020. Perché io, l’orgoglio di telespettatore Rai ce l’ho.

Aggiornamento del 7 febbraio 2020

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Perché ho smesso di guardare il Festival di Sanremo 2020 all’inizio della seconda serata.

Maria De Filippi in collegamento telefonico con Sanremo 2020. Come rovinarmi la festa. Ieri ho guardato il Festival fino all’una di notte! Ho fatto 50 tweet minuto per minuto. Ci stavo mettendo tanto entusiasmo. Ma questa ormai è Rai 1.

Va bene il travestimento di Fiorello, va bene Emma super ospite, va bene bimboRikidiMaria, va bene Elodie, ma Maria De Filippi che mi augura buonasera a Sanremo 2020 proprio no. È possibile che Rai 1non possa fare a meno di questa “presenza”?

Enrica Bonaccorti in versione Elettra Lamborghini: un tweet di Caro Televip

Enrica Bonaccorti si è lasciata trasformare in Elettra Lamborghini ad uso del programma Domenica Live di Barbara D’Urso. Beh, sempre meglio di quando ha fatto l’opinionista a Non è la D’Urso sul caso Prati-Caltagirone.

Il cantante mascherato batte Il GFVip 4: il pubblico ha le sue colpe se questa brutta tv va in onda

Sandro Sabatini: la palla al piede di Tiki Taka!

Tiki Taka già occupa tutta la prima fila sulla linea di partenza dei talkshow sportivi dell’autunno 2019

La crisi di governo: un piatto ricco per La7 e Mediaset

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La crisi di governo: un piatto ricco per La7 e Mediaset La parlamentarizzazione della crisi del governo M5S-LEGA da una parte congela la Rai (come e perché l'ho scritto nel post di ieri) e dall'altra rinforza la sua concorrenza che in caso di campagna elettorale dovrà comunque rispettare la par condicio ma che fino ad allora avrà una libertà di manovra molto superiore alla Rai. Una rete come La7 piena di talk show politici dalla mattina presto alla terza serata, si alimenterà voracemente della crisi di governo e la monetizzerà grazie alla abilità del suo editore Urbano Cairo di infarcire di spot tutti i programmi. Canale 5, la regina del trash televisivo, saprà trasformare in oro per sé e per i politici, gli spazi nazional-popolari condotti da BarbaraD'Urso che hanno un target di pubblico molto appetibile in vista delle elezioni. Rete 4, che nella passata stagione non ha visto decollare il suo progetto di "rinnovamento" basato sui programmi di attualità e politica, avrà l'occasione di riprovarci con buone possibilità di migliorare gli ascolti. E tutto questo, sia per La7 che per Mediaset, con una libertà editoriale che in Rai se la sognano. In più, i due editori privati, rinforzeranno il loro ruolo strategico nel panorama informativo italiano, alternativo e/o complementare a quello istituzionale del servizio pubblico. E anche stavolta la Rai ne uscirà "cornuta e mazziata". #crisidigoverno #m5slega #rai #la7tv #mediaset #politica #tvepolitica

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Pippo Baudo e Corrado: una riflessione sulla due giorni di meritata celebrazione

Negli ultimi due giorni, la televisione italiana ha celebrato due suoi miti: Pippo Baudo e Corrado. Il primo, con il programma Buon compleanno Pippo su Rai 1 da lui condotto e con tanti super ospiti. Il secondo, con l’ultima puntata de La Corrida (1997) su Canale 5 quella del suo addio alla tv.

Due serate di inizio estate in cui il pubblico adulto ha ritrovato molte atmosfere del proprio vissuto di telespettatore. Fare confronti tra quei personaggi e quella tv con l’oggi è giusto ma fino ad un certo punto. Ogni espressione mediatica è figlia del proprio tempo. Nel bene e nel male. È significativa però la generale accoglienza positiva che queste due celebrazioni televisive hanno avuto sui social media. Il “sentiment” dei “cattivissimi” social ci ha detto che la qualità dei prodotti e dei personaggi televisivi è ancora un valore per il pubblico. Se è vero che oggi c’è tanta, troppa, brutta tv che fa ascolti è anche vero che la tv che resta nel tempo è solo quella di qualità. La tv trash, la tv che urla, la tv maleducata, la tv senza contenuti, la tv fatta con personaggi senza talento è una tv usa e getta. Produce quello che serve al marketing in quel momento ma a lungo termine finisce nel dimenticatoio. È una tv rancida che non ti resta nel cuore e nei ricordi più belli. Una tv che non avrà mai la dignità e l’onore di essere celebrata in futuro. Nello show del 2019 Pippo Baudo ha indossato lo smoking nero, la camicia bianca e il papillon. Nello show del 1997 Corrado indossava lo smoking nero, la camicia bianca e il papillon. E non è una coincidenza.

Il successo della quattordicesima edizione di Ballando con le stelle condanna Rai 1 all’immobilismo creativo

Il successo della quattordicesima edizione di Ballando con le stelle di Milly Carlucci che batte la diciottesima edizione di Amici di Maria De Filippi, condanna Rai 1 alla politica dell’immobilismo, dà forza ai dirigenti schiavi del “chi vince ha sempre ragione”, anche quando si vince con un programma vecchio che non fa crescere la rete in originalità. E allora è giusto che chi scrive di tv dia tutto il risalto che dà a mezzo punto di share in meno o in più. Lo vuole chi fa la tv e non solo per vendere gli spazi pubblicitari ma per bearsi di vittorie tanto effimere quanto immeritate. Ripetere per decenni sempre gli stessi programmi televisivi solo perché “vincono” le serate con numeri che un tempo sarebbero stati considerati disastrosi è il segno dei tempi, non solo televisivi, purtroppo. Ottenere il massimo del minimo con il minimo. E la Rai Radio Televisione Italiana non dovrebbe mai fare, dare e ottenere il minimo.