La Domenica Ventura su Rai 2: un’ora di televisione inutile

Simona Ventura ci promette che sarà pregna. Per il momento è pregna di già visto. La conduttrice urla come sempre, ribatezza “di Donatello” il David di Michelangelo, parla sugli ospiti, impedisce a Francesco Rocchi di parlare del fair play finanziario della Juve per non essere considerata anti juventina. Molto male. Ennesimo programma inutile nel panorama televisivo italiano. Un’ora di televisione insignificante dal primo all’ultimo minuto. È un record.

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L’ex direttore di Rai 1 e Rai 2 Andrea Fabiano è il nuovo responsabile multimedia di Tim e Amministratore Delegato di Tim Vision

Andrea Fabiano, già funzionario e dirigente della Direzione Marketing Rai, oltre che ex direttore di Rai 1 e di Rai 2, lascia l’azienda di viale Mazzini per intraprendere una nuova esperienza professionale ai massimi livelli nel settore dei media: responsabile multimedia di TIM e Amministratore Delegato di TIMVISION, Società del Gruppo per i contenuti audiovisivi.

Sul blog e sull’account Twitter di Caro Televip sono stato severissimo con lui e lui mi ha insegnato e dato tanto come blogger tv perché ha scelto di confrontarsi con me e di questo, oltre che esserne orgoglioso, gliene sono grato.
Caro Andrea Fabiano, ti farà piacere sapere che sono un abbonato Tim e nel mio pacchetto ho Tim Vision!
Complimenti per questa scelta coraggiosa: lasciare una grandissima certezza come la Rai per intraprendere una nuova carriera da super manager, anche se in un altro gruppo multimediale di livello mondiale, è ammirevole. Buon lavoro da Akio di Caro Televip!

I tweet con cui Andrea Fabiano ringrazia la Rai

La vita in diretta 2019/20 condotta da Lorella Cuccarini e Alberto Matano: la prima puntata nel live tweeting di Caro Televip

Partono con il salotto: contro gli heaters di Vanessa Incontrada; sui look del red carpet della mostra del cinema di Venezia; poi la barca di Kennedy e la sua storia con Marilyn. E del Festival di Sanremo il 9 settembre non ne vuoi parlare? Boh e pure mah.

Nei primi minuti, se escludiamo qualche risata sgnasciata e sonora, Lorella Cuccarini si contiene e lavora di sottrazione. Ma non durerà questo autocontrollo. Infatti è bastato nominare Amadeus per farla uscire al suo naturale di urlatrice.

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Viva Rai Play con Fiorello su Rai Play: la Rai darà gli ascolti dello streaming dopo la messa in onda di ogni puntata o quando?

Caro responsabile Rai del progetto Viva Rai Play con Fiorello, Andrea Fabiano, mi sono inserito con una domanda nel seguente dialogo che hai avuto (oggi, 1/9/2019) via Twitter con il giornalista Giuseppe Candela:

Giuseppe Candela: “Tecnicismi per televisivi. Rispetto allo scorso anno le sfide del sabato sera avranno un nuovo avversario, la partita di #dazn trasmessa su Sky sarà ovviamente rilevata dall’Auditel. E si parte con il botto sabato 21 settembre #milaninter.”

Andrea Fabiano: “Esattamente. L’ascolto verra’ rilevato, ma la sua pubblicazione dipenderà dalle decisioni dell’editore del canale. Se vorrà, verrà pubblicato singolarmente. Altrimenti l’ascolto confluirà nell’aggregato “altre sat”.”

Giuseppe Candela: “Dazn ovviamente punterà alla diffusione del dato per dimostrare la forza della sua offerta. Una partita come Milan-Inter, per esempio, vale tra il 6 e l’8%, numeri che influiranno sullo share della generalista.”

La domanda di Giuseppe Candela riguarda DAZN, una rete streaming che ora è anche in un pacchetto satellitare Sky e quindi sarà misurata con il sistema Auditel classico.

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Beppe Convertini conduttore di Rai 1: un tweet di Caro Televip

Viva Rai Play di Fiorello: piccolo studio, piccolo show?

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Viva Rai Play: piccolo studio, piccolo show? Caro ex direttore di Rai 1 e Rai 2 Andrea Fabiano, è con autentico piacere che plaudo al tuo ritorno super attivo come responsabile di Viva Rai Play di Fiorello, il progetto ambizioso sul quale scommette in prima persona l'amministratore delegato Fabrizio Salini. Sai che sono sincero. Ma sai anche che sono doppiamente "felice" perché potrò tornare ad averti tra i destinatari delle mie lettere. Bontà tua so che non le scrivo ad un dirigente Rai con il senso di superiorità ma ad un professionista che stimo ed apprezzo e al quale inviare critiche ed elogi ha, per me, davvero un senso. Sei pronto per la prima critica preventiva? Certo che sei pronto e, mi permetto di leggerti nei pensieri, sono convinto che un po' sei felice anche tu di tornare al centro dei miei post di blogger tv. Ora, qual è il primo limite di Viva Rai Play che intravedo all'orizzonte? L'adattamento degli studi radiofonici di Via Asiago in Roma per questo show. In televisione, al livello di come la fa la Rai, ogni scelta produttiva è commisurata al programma. Gli studi radiofonici di via Asiago sono storici. Li ospita un edificio a pochi passi da piazza Mazzini, in pieno centro a Roma. Nati per fare radio, oggi li usate anche per fare dirette video, principalmente su Facebook, dei programmi radio. Ottimo audio, video di certo non da grande show. Il limite è strutturale e difficilmente i lavori di adattamento, di cui Fiorello ha postato una foto in una IG Story, potranno fare miracoli. 1+1=2, quindi l'idea che mi sto facendo è che Viva Rai Play non sarà un grande show, almeno per quanto concerne la struttura dello studio e di conseguenza l'uso di apparecchiature televisive necessarie ad un grande show. Mi dirai: che vuoi che sia per uno come Fiorello che ha fatto un programma dal bar? Ecco, appunto. Certo, non posso escludere che, visto che Fiorello promette il miracolo di far funzionare perfettamente lo streaming di Rai Play, farà anche il miracolo di fare un mega show televisivo da uno studio radiofonico del 1931. E sai che se lo farete, lo scriverò. Caro Andrea Fabiano, bentornato! Tuo, Akio. #vivaraiplay #andreafabiano #rosariofiorello

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Io e Te di Rai 1: un programma dal quale mi sento escluso

Cara direttrice di Rai 1 Teresa De Santis, l’idea che mi sono fatto di Io e Te, il programma del daytime pomeridiano estivo di Rai 1, è che si tratta di un programma televisivo escludente, a partire dal titolo che inequivocabilmente rimanda al rapporto tra due persone. Io e te: e gli altri? So che potresti rimproverarmi di farne una sbagliata lettura letterale ma te lo ribadisco: per me, è un mio sentire, il titolo rispecchia esattamente quello che è l’obiettivo del programma ed io mi sento escluso.

Il conduttore Pierluigi Diaco mette al centro del programma il suo rapporto con gli ospiti siano o meno a lui conosciuti, siano o meno personaggi noti o gente comune. Il suo stile di conduzione è Diacocentrico, ovvero, nel parlare o intervistare gli ospiti lui aggiunge sempre e comunque il suo punto di vista, la sua lettura e soprattutto rilettura, come se volesse appropriarsi dei concetti espressi dagli interlocutori e rigirarli al pubblico in “formato Diaco”.

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Anche con Fabrizio Salini alla guida, una Rai estiva senza un’idea nuova da riportare nella programmazione autunno-inverno-primavera

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Anche con Fabrizio Salini alla guida, una Rai estiva senza un'idea nuova da riportare nella programmazione autunno-inverno-primavera Caro amministratore delegato Rai Fabrizio Salini, anche sotto la tua gestione, nei tre mesi estivi 2019 la Rai ha programmato prevalentemente repliche e non ha proposto idee televisive nuove e significative. È "la regola" che vige da sempre e la tua Rai non ha fatto eccezione. Quello che a me lascia perplesso è che un manager televisivo importante e con alle spalle un curriculum specifico nel settore privato, avendo l'occasione di guidare una realtà produttiva importantissima come la Rai, non colga l'occasione dei 3 mesi estivi per sperimentare nuove idee, nuovi programmi, nuovi personaggi, nuovi conduttori. Non è certo sperimentazione cambiare i conduttori di Uno Mattina Estate, Vita in diretta estate, Reazione a catena e programmare nella prima serata del sabato dei Teche Teche Tè sulle vecchie star della Rai. Mi chiedo come sia possibile che un manager proveniente da produzioni private (con chissà quante idee e programmi tv nei cassetti) non sappia cogliere l'occasione di rivoluzionare i palinsesti estivi di Rai 1, Rai 2, Rai 3 puntando su prodotti di intrattenimento nuovi in un'ottica puramente sperimentale ma con concrete basi per dare alla Rai nuova linfa anche durante la stagione autunno-inverno-primavera. Mi chiedo: un amministratore delegato di una azienda televisiva pubblica di caratura mondiale non dovrebbe porre i tre mesi estivi di programmazione tra i primi posti nel piano di crescita e trasformazione dell'Azienda? Mi chiedo: davvero non c'è la possibilità di far diventare i tre mesi di programmazione estiva altamente produttivi dal punto di vista economico e creativo? Anche con la direzione di Fabrizio Salini la risposta che mi sono dato è sconfortante: no, non c'è. #fabriziosalini #rai

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Viva RaiPlay, lo show di Fiorello a novembre 2019 sulla piattaforma streaming della Rai. Sarà l’inizio dello streaming Rai perfetto?

Caro Rosario Fiorello, il tuo ritorno in Rai è una realtà. A novembre 2019 andrà in onda un tuo show (e altre pillole video) sul canale in streaming Rai Play.

Nei primi promo giochi sul fatto che lo streaming, come sistema di trasmissione, può avere qualche problema di velocità e persino di blocco ma tu sembri fiducioso al punto che mi hai dato l’impressione di prenderti sulle spalle la responsabilità che con te e per il tuo show, Rai Play funzionerà benissimo.

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Due righe due, al termine della prima edizione di A raccontare comincia tu

Si è conclusa la prima stagione di A raccontare comincia tu, il programma di Rai 3 condotto da Raffaella Carrà. A me, l’idea di far incontrare un personaggio top dello show leggero italiano come lei con altri personaggi top dello spettacolo, della cultura e dello sport, è piaciuta, quindi auspico una seconda edizione per la quale suggerisco alcuni cambiamenti.

Eviterei di ospitare i personaggi televisivi di cui si sa tutto e che non hanno alcuna intenzione di raccontare di loro qualcosa che non faccia parte dell’agiografia ufficiale. Eviterei di ospitare i campioni dello sport divisivi. Farei le interviste sempre e solo nella casa vera del personaggio. Nella prima edizione è mancato l’approfondimento. Tutto molto, troppo, in superficie. Nella puntata più riuscita, quella con il maestro Riccardo Muti, ci ha pensato lui a farsi l’auto-approfondimento ed è stata davvero molto interessante. Mi piacerebbe che gli autori percorressero itinerari biografici meno scontati. Il parallelo tra la vita professionale di Raffaella Carrà e i personaggi non è indispensabile. In alcuni casi è stato davvero troppo forzato. In alcuni casi, il vasto repertorio televisivo della conduttrice ha riempito la puntata per farla arrivare al taglio di 1 ora e 40 minuti. Gli ascolti dicono che le sei puntate hanno fatto una media del 6.4% di share. Le quattro puntate con Loren (6.8%), Muti (4.9%), Bonucci (3.9%) e Sorrentino (3.5%) hanno fatto una media del 4.7%. Le puntate con Fiorello (9.4%) e De Filippi (10%) hanno avuto l’unico pregio di alzare la media generale di ascolto ma il programma ha dato il meglio, nei contenuti e nella forma, senza di loro. Ciò detto, è un programma che mi piacerebbe ritrovare nella prossima primavera televisiva.