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Una buona notizia: Nicola Savino lascia Rai 2 e torna su Italia 1

Tra le buone notizie riguardanti la prossima stagione tv c’è che finalmente non vedrò più Nicola Savino su Rai 2. Torna a Mediaset su Italia 1, una rete che per me c’è o non c’è è lo stesso. Savino co-condurrà Le Iene e condurrà una nuova produzione in prime time. Mi sentivo sempre un po’ chiamato in causa quando Savino negli ultimi anni nella prima puntata di Quelli che il calcio diceva cose tipo “alla faccia di quelli che non mi vogliono eccomi qui”. Nicola Savino è un conduttore al quale in tv al massimo farei condurre le “Estrazioni del Lotto”. Raggiunge il suo massimo di “utilità” in radio come spalla di Linus a Dee Jay chiama Italia. Eppure negli ultimi anni è stato chiamato a condurre programmi televisivi su Rai 2; boh e pure mah. Su Italia 1 non mi darà alcun fastidio, è una rete che ha esalato l’ultimo respiro televisivo dal punto di vista dei programmi di intrattenimento leggero e al massimo la vedo per qualche film o serie. Sapere che da settembre potrei perfino incrociare Nicola Savino me la rende completamente off limits. Come dite? Le “estrazioni del Lotto” non vanno più in onda in tv da tanto tempo? Appunto, anche Nicola Savino avrebbe dovuto smettere di condurre programmi tv da tanto tempo.

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Quanto mi piace Canale 5 quando fa l’8% di share con Shades of blue

Caro vice presidente e amministratore delegato Mediaset Pier Silvio Berlusconi, in estate vi permettete il lusso di proporre in prima serata su Canale 5 un prodotto di serialità made in Usa come Shades of blue che ha standard qualitativi decisamente superiori al target della vostra rete ammiraglia. Shades of blue è una di quelle serie che Sky lancerebbe su Sky Atlantic in pompa magna ma stavolta è dovuta stare a guardare perché l’avete acquistata voi.

Il fatto che una star di Hollywood come Jennifer Lopez sia la protagonista della serie vi ha fatto decidere di proporla in prima serata sulla rete ammiraglia generalista dopo averla già proposta sia al pubblico degli abbonati Premium sul canale Crime che sulla piattaforma on demand Infinity. Che l’abbiate trasmessa in prima visione in chiaro in pieno luglio, ci dice che non vi aspettavate grandi ascolti e infatti le prime tre serate con episodi doppi e tripli hanno fatto ascolti bassi: 1milione796mila (9.9% sh); 1milione545mila (9% sh); 1milione433mila (8.2%) (fonte davidemaggio.it). Nonostante fosse evidente da subito che la serie non avrebbe fatto grandi ascolti avete continuato a trasmetterla in prima serata su Canale 5. Mentre scrivo è ancora prevista una ultima prima serata mercoledì prossimo con ben 4 episodi in onda tutti insieme. Arrivati a questo punto sarebbe davvero assurdo cambiare rete e proporla su Italia 1 per salvare la media di Canale 5. Io sono tra i telespettatori che aspettano con piacere di vedere come finirà questa prima stagione. Un piacere doppio. Il primo, dato dalla gradevolezza della serie che ritengo di ottima qualità e con un eccellente cast a cominciare da Jennifer Lopez e Ray Liotta.

La seconda cosa che mi fa piacere è tornare a vedere Canale 5 con interesse per un prodotto seriale che ormai da anni non mi aspetto più di vedere su Canale 5. Caro vice presidente e amministratore delegato Mediaset Pier Silvio Berlusconi, sono tra quelli che hanno vissuto con entusiasmo il periodo pionieristico delle serie Usa sulle reti Mediaset, allora Fininvest: da Dallas a Magnum P.I.; da Love boat a Chips; da Fantasilandia a Hazzard; da L’uomo da 6 milioni di dollari a L’uomo di Atlantide; da La donna bionica alle Charlie’s Angels; da Quincy ad Agenzia Rockford, fino ad arrivare all’inizio dell’ “era moderna” con XFiles e Twin Peaks. Era l’epoca dei videoregistratori e con quelli più evoluti si programmava la registrazione “cieca”; mettevi dentro una videocassetta da 180 minuti e registravi un programma mentre ne vedevi un altro! Oppure mentre non eri in casa! Era il massimo della modernità e della libertà poter vedere e rivedere le nostre serie preferite fino a che il nastro magnetico non si smagnetizzava o si rompeva o tua madre ci registrava sopra tre puntate della soap opera Sentieri. Caro vice presidente e amministratore delegato Mediaset Pier Silvio Berlusconi, in questo luglio 2017 vedendo la stagione 1 di Shades of blue in prima visione in chiaro su Canale 5, ho un po’ rivissuto quelle sensazioni da telespettatore di una Canale 5 pioniera delle serie tv Usa. Siamo rimasti in pochi a premere il tasto 5 del telecomando per vedere prodotti come questo a leggere i numeri degli ascolti.

Ma la colpa non è di Shades of blue se fa l’8% di share in prima serata. L’offerta tv si è frantumata e la concorrenza è tanta per le reti generaliste. Però è anche vero che l’offerta di Canale 5 è profondamente cambiata ed avete abituato il pubblico a programmi usa e getta, prodotti a basso costo, destinando la serialità di qualità sulle reti a pagamento (insieme ad altri contenuti “pregiati” per usare un aggettivo a te caro). È lì che il mercato andava ed è lì che una rete commerciale ha condotto il pubblico che aveva la possibilità di permettersi i vostri abbonamenti Premium e/o quelli di Sky. Inutile dire che si tratta della naturale evoluzione del mercato mondiale legata allo sviluppo tecnologico oltre che alle nuove esigenze di marketing. Però mi è sembrato significativo registrare su questo blog dedicato prevalentemente alla tv generalista gratuita che, con Shades of blue, sono tornato ad aspettare il giorno in cui Canale 5 ha trasmesso la serie, ho visto tutte le puntate e non ho pensato a Canale 5 come alla rete di Amici di Maria De Filippi, del Grande fratello Vip, dell’Isola dei famosi, di Paolo Bonolis , de Il segreto e delle fiction prodotte da Mediaset e Tao Due. È stato bellissimo.

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Enrico Papi conduttore di TV8: per la tv gratuita, Sky punta su un simbolo della tv Mediaset Anni ’90

Caro responsabile dei contenuti non sportivi di Sky Andrea Scrosati, la prossima settimana presenterete alla stampa Guess my age – Indovina l’età, il quiz con cui contate di far decollare l’access prime time di TV8, la vostra rete di punta sul digitale terrestre gratuito. Nella passata stagione tv avete perso la sfida in quella fascia oraria contro il competitor diretto, Nove, il canale Discovery Italia che ha proposto con successo il quiz Boom! condotto da Max Giusti. Un quiz che si è stabilizzato da subito sul 2% di share e oltre, con punte del 2.5%, davvero un risultato importante in un access prime time ricco di offerte. 

Voi per TV8 avete presentato, in alternanza, il game show musicale Singing in the car condotto da Lodovica Comello ed Edicola Fiore condotto da Fiorello e Stefano Meloccaro. Entrambe le proposte non hanno mai impensierito Boom! Singing in the car ha fatto i seguenti ascolti medi giornalieri (fonte Wikipedia):

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Andrea Vianello e Claudio Fasulo, due vice direttori di peso per Rai 1: un aiutone per il direttore Andrea Fabiano

Caro neo vice direttore di Rai 1 Andrea Vianello, con questa nomina finiranno le polemiche riguardo il tuo impiego in Rai dopo che sei stato sostituito da Daria Bignardi alla direzione di Rai 3. 

Eri finito a fare “l’editorialista per le tematiche politiche ed internazionali del Tg2” ma eri in attesa di una collocazione consona al tuo status (e stipendio) di dirigente di una Rai “ministeriale” in cui gli “status” devono essere rigorosamente rispettati. Come vice direttore di Rai 1 ti occuperai di attualità, costume, manifestazioni e nuovi format informativi con particolare attenzione al day time pomeridiano. Vedremo se saprai fare infotainment di qualità e di successo da contrapporre a Barbara D’Urso che spopola su Canale 5.

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Con il ritorno di Corrado Guzzanti, La7 vince il telemercato estivo 2017

Il postino  (o piccolo post)

Corrado Guzzanti è una intelligenza che non può non essere presente in tv, fa vera satira senza sconti a nessuno e il suo ritorno con un programma anche solo di 5 minuti (dal lunedì al venerdì, da novembre a giugno dopo Otto e Mezzo di Lilli Gruber) è una notizia che nobilita la presentazione dei palinsesti 2017/18 di La7. L’editore Urbano Cairo nell’annunciare questo “acquisto” ha detto che è una delle idee su cui ha lavorato il nuovo direttore di rete Andrea Salerno. Lo applaudo. Ci sarà tempo per criticare tutte le altre proposte di La7 per la prossima stagione tv. Cairo è anche presidente del Torino Calcio e a quanto pare sa scaldare i cuori della tifoseria della buona tv come di quella calcistica (se non mi smentirà vendendo Belotti). Corrado Guzzanti in tv tutti i giorni nell’anno elettorale? Se durerà, ci sarà da divertirsi. 

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Gypsy di Netflix stagione 1: tante situazioni aperte, troppe

Ho imparato a non fidarmi delle mie prime impressioni sulle serie originali Netflix. Troppe volte delle serie che promettevano benissimo mi hanno deluso: due su tutte Tredici (la finirò ma non smanio di farlo) Stranger Things (interrotta e non la finirò). Gypsy prometteva scintille ma poi si è rivelata una fiammella fioca. La storia principale ha tentato il decollo senza riuscirci e si è arenata in una estenuante ricerca del brivido soft-core senza mai raggiungerlo.

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Gypsy di Netflix: prime impressioni dopo 3 episodi 

La doppia vita e identità della psicoterapeuta Jean Holloway che ha una attrazione tanto fatale quanto potenzialmente molto pericolosa per la ex di un suo paziente. Gypsy, la serie di Netflix interpretata e prodotta da Naomi Watts, intriga fin dal primo episodio nonostante l’apparente lentezza. La bravura della protagonista è tale da sostenere anche i momenti in cui la scrittura fatica a prendere ritmo. Gli episodi da 50 minuti comunque scorrono e ho l’impressione che la misura dei 10 episodi a stagione sia quella giusta. Il limite può essere l’incrocio tra le storie dei pazienti di Jean e la storia di Jean madre e moglie che ha deciso di sdoppiarsi in Dianne alla ricerca del brivido “oscuro”. I casi che Jean deciderà di risolvere entrando nelle vite dei suoi pazienti saranno all’altezza del caso principale, il suo? Vedremo.


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Domenica In con la regina della tv minestrina Cristina Parodi? Tanto valeva dare più spazio e mezzi alla Domenica In di Pippo Baudo 

Caro Pippo Baudo, un anno fa sei apparso a sorpresa nei palinsesti Rai con una “nuova” edizione di Domenica In. Il giovane direttore di Rai 1 Andrea Fabiano non aveva un’altra idea e ha chiesto il tuo aiuto.

Tu ti sei prestato a fare uno show che aveva dei limiti strutturali non da poco e hai chiuso onorevolmente la stagione.

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Quelle brave ragazze: la low television firmata Rai 1

Caro direttore di Rai 1 Andrea Fabiano, sono tornato a vedere Quelle brave ragazze, a distanza di dieci giorni dalla prima disastrosa esperienza, con una certezza ed un timore fondato che ha avuto conferma: questo programma non può migliorare, questo programma può solo peggiorare come dimostra la puntata di oggi.

La prima ospite è stata la cantante Syria che ha praticamente condotto lo spazio a lei dedicato mentre le quattro conduttrici la guardavano ammirate. Uno spazio alla TecheTecheTè vista la lunghezza dei contributi filmati che hanno ripercorso la carriera quasi esclusivamente sanremese di Syria; almeno secondo Quelle brave ragazze.

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Selfie, le cose cambiano: dopo le fiction, il più grande flop stagionale di Canale 5

il postino (o piccolo post) 

Selfie, le cose cambiano è un format che non mi è piaciuto da subito. Anche al pubblico di Canale 5 non è piaciuto. Dopo la curiosità iniziale, 20.2% di share per la prima puntata, nella seconda puntata è sceso al 15.8%. Dopo una pausa, che non è stata rigeneratrice, è tornato in onda cambiando giorno di programmazione  (dal lunedì al venerdì) ed ha chiuso ieri sera crollando al 13.3%. È un mega flop di tutte le componenti: ideatrice, autori, produzione, conduttrice, cast, rete. Avevo scritto che se fosse sceso al 13% sarei tornato ad avere un po’ di fiducia nel pubblico di Canale 5. Che Mediaset, invece, torni ad avere un po’ della mia fiducia è sempre meno probabile.

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