Via dei matti numero 0: la disastrosa governance Rai voluta dal governo giallo-verde, ha il suo piccolo fiore di primavera all’occhiello

In una Rai che sta esalando gli ultimi respiri della governance voluta dal governo giallo-verde, sboccia un inaspettato fiore primaverile: Via dei matti numero 0 di Rai 3 con Stefano Bollani e Valentina Cenni (dal lunedì al venerdì alle 20.20, prima di Un posto al sole). Un tema, una playlist, un ospite di grande spessore: da Francesco De Gregori a Eugenio Finardi, da Ornella Vanoni ad Edoardo Bennato.

Una piccola ma sfavillante alchimia che dimostra come la televisione basata su idee, contenuti e protagonisti di qualità possa e debba essere trasmessa, anche e soprattutto, negli orari in cui la platea del pubblico è più vasta.

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Canzone segreta: lo show di Rai 1 sulle sorprese ai vip, divertente come trovare un portachiavi nell’uovo di Pasqua

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Domani è domenica condotto da Samanta Togni su Rai 2: 6 tweet di Caro Televip

Magazzini musicali di Rai 2: la prima puntata in 10 tweet di Caro Televip

La top quality music italiana sarebbe quella della rapper Anna? Cominciamo molto ma molto male. “Io sono esplosa nella quarantena… sto lavorando ad un progetto molto importante di cui sentirete parlare molto presto”. Anche no, grazie.

Melissa Greta Marchetto ovviamente presenta le sue solite scoperte web. Cazzeggia meno che a Quelli che il calcio ma il risultato è sempre lo stesso: non si regge.

Troppe chiacchiere: l’ospitata di Tiziano Ferro un bla bla bla ininterrotto. Due palle! Dove sta la musica? Finora hanno cantato Gabbani e un’altra. Appunto. Dove sta la musica?

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Una pezza di Lundini: la prima impressione di Caro Televip

All’inizio di una stagione televisiva, l’attesa per i nuovi programmi è sempre quella più grande. Dai nuovi programmi ci si aspetta di più. Un nuovo programma è quello che ti fa sperare in un futuro televisivo migliore. Anche solo a breve termine. Da un nuovo programma comico in seconda serata io mi aspetto il massimo. Dopo una estate di stra-repliche a tutte le ore, la freschezza di una bella novità per farsi quattro sane ed intelligenti risate prima di addormentarsi è quanto di meglio si possa desiderare, televisivamente parlando. È con questa aspettativa che ieri ho visto la prima puntata di Una pezza di Lundini su Rai 2 (il lunedì, martedì, giovedì e venerdì
alle ore 23.25, orario variabile secondo la durata del prime time). Dal titolo, dal promo e dalla sinossi che avevo letto sui siti, mi ero fatto l’idea di vedere un programma di satira sulla tv. Sì, insomma, nella mia testa, “la pezza” ci sarebbe dovuta essere sul serio, irridendo programmi e personaggi televisivi veri. Invece, “la pezza” del titolo è solo nell’annuncio iniziale di Emanuela Fanelli e nell’incipit surreale del conduttore che si sente onorato di essere chiamato a sostituire “Canta a Pietrasanta con Alfonso Cuarón e Alessandro Greco”. Il senso del programma è tutto qui, in questi primi minuti. Gli altri 18 minuti sono un misto “spezzato” fatto di una intervista stralunata, due gag stralunate, la sigla intera di Luna Park del 1979, un monologo di Emanuela Fanelli ironico finto-impegnato, tre mini interventi strimpellati da una live band. Un programma scritto con cura, interpretato bene e che piacerà ai cultori della comicità nonsense raffinata. Ma l’interrogativo è: venti minuti di tv stralunata e nonsense, dopo che hai visto 5/6 puntate, non annoiano? Per quanto mi riguarda risponderò tra due/tre settimane.

Chernobyl: come fai a non chiedere all’AD Fabrizio Salini, “perché non l’ha trasmessa la Rai prima di La7?”

Domenica scorsa ho guardato la maratona Chernobyl (4 episodi) su La7 e ieri l’episodio finale.
Una serie da binge watching che mi ha incollato allo schermo. Avevo delle perplessità legate essenzialmente al periodo di messa in onda in chiaro così fortemente caratterizzato dalla convivenza con il COVID-19.

Appena uscito dal lockdown e con i tanti timori ancora presenti, non volevo angosciarmi con quella terribile tragedia. E invece, pur essendo una miniserie altamente drammatica, Chernobyl di HBO è fatta talmente bene ed è così interessante che mi ha appassionato anche guardandola in un periodo di pandemia. La qualità è la ricetta perfetta della programmazione tv e la qualità di questa miniserie ne è la riprova. Chernobyl è il racconto esemplare di un disastro epocale che ha caratterizzato il ‘900 e resterà nella storia dell’umanità. Quando la televisione investe in un prodotto come questo, svolge un ruolo insostituibile. Se è vero che la storia si scrive con i documenti, le testimonianze e la verifica minuziosa dei fatti è anche vero che una serie tv così concretamente basata sulla realtà e così ben scritta e realizzata, ha una elevata valenza nella divulgazione e nel ricordo di un fatto storico. Per trasmettere in chiaro una miniserie come Chernobyl, il servizio pubblico Rai avrebbe dovuto fare di tutto. Evidentemente non lo ha fatto, visto che a trasmetterla in prima tv in chiaro è stata La7. La Rai investe molto nella produzione di fiction che fanno ottimi ascolti e che vende bene all’estero. Ma dovrebbe anche mettere più impegno e risorse nell’acquisto di prodotti come Chernobyl. È facile prevedere che la Rai acquisterà prossimamente i diritti di Chernobyl. Certo, farsi soffiare da La7 una prima tv in chiaro del genere, non è proprio un risultato da “prima azienda culturale del Paese”.

Ogni Mattina su TV8: la puntata di esordio nel live tweeting di Caro Televip

(prima parte)

Adriana Volpe IO IO IO IO IO. Ma stiamo scherzando? Questa sta facendo il santino di se stessa! Inizia con una autocelebrazione inaccettabile.

La sigla avrebbe voluto tanto essere quella di Uno Mattina ma non ce l’ha fatta.

Dopo l’inizio in cui Adriana Volpe ha ringraziato il pubblico che l’ha sostenuta dopo l’uscita da Grande Fratello Vip, avrebbe meritato già una pietra tombale questo programma di TV8.

Il programma parte con la storia di Alex Zanardi. Una scelta da acchiappa-pubblico.

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La vita in diretta estate: Andrea Delogu alla co-conduzione si terrà lontanissima dalla cronaca nerissima per tutta la durata del programma?

Il cantante mascherato: Rai 1 come una brutta tv commerciale

Il salone delle meraviglie: tre tweet di Caro Televip