B come sabato di Rai 2

B come sabato: Andrea Delogu e Gabriele Corsi, una co-conduzione spenta per un programma che non accenderà mai il sabato pomeriggio di Rai 2. Non è questo il programma di cui aveva bisogno la seconda rete Rai che da anni è alla ricerca di un programma per rilanciarlo il suo sabato pomeriggio, in una fascia strategica con una concorrenza agguerrita. Proporre questo programma vuol dire sprecare un altro anno.

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Andrea Delogu co-conduttrice di B come sabato su Rai 2

Cara Andrea Delogu, il copione è importante ma se Marco Mazzocchi ti interrompe mentre avevi già iniziato a fare la tua battuta e poi tu la riprendi dall’inizio, non viene bene. Soprattutto se la dici a mo’ di poesiola. Le tua urla hanno svegliato quello del palazzo di fronte che stava facendo la pennichella. Secondo te: “Ci sono maree di donne che si sono sciolte” sentendo cantare Elton John da un ospite di “B come sabato”: ecco, quando ti allontani dal copione è anche peggio. Cara Andrea Delogu hai detto che la tua non è sovraesposizione ma gavetta. Ma andoavai se la gavetta è questa qui! Bella Delogu attaccate a “Stracult” e tienitelo stretto!

Caterina Balivo ed Elisa Isoardi: perché  Vieni da me e La prova del cuoco possono già essere considerati dei flop

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Caterina Balivo ed Elisa Isoardi: perché  Vieni da me e La prova del cuoco possono già essere considerati dei flop È finita la prima settimana di programmazione quotidiana di Vieni da me condotto da Caterina Balivo e della Prova del cuoco condotto da Elisa Isoardi, entrambi su Rai 1. Il primo (in onda alle ore 14), un programma nuovo ed il secondo (ore 11.30) un programma con un titolo vecchio ed un impianto radicalmente nuovo. Ad entrambi quindi, si dovrebbe lasciare il tempo di crescere per far abituare il pubblico alle tante novità. Entrambi stanno deludendo in termini di ascolto; quello della Balivo addirittura sotto il 10% di share, in pratica doppiato dalla concorrenza. Alla Isoardi servono 2/3 punti di share in più per respirare mentre la Balivo ha bisogno di almeno 4/5 punti di share in più per non affogare. Questo in termini quantitativi. Se però si parla già di flop è anche perché i programmi deludono sia dal punto di vista della struttura che della conduzione. Rai 1 ha investito risorse importanti su questi due progetti e le lacune che stanno mostrando sono incredibili e difficilmente si potrà colmarle tutte in corsa. È lecito chiedersi come sia possibile che la prima rete televisiva italiana abbia valutato all'altezza delle sfide che li attendevano questi due nuovi format così come sono andati in onda nella prima settimana. Ma a far parlare di flop sono anche le deludentissime conduzioni. È proprio quando un programma ha dei problemi che devono venir fuori il carisma, l'esperienza e le capacità di chi per mesi e mesi è stato protagonista di anticipazioni, articoli e interviste sulla stampa e di campagne promozionali molto curate e martelllanti che, giustamente, ne hanno enfatizzato la centralità. Nel momento della prima verità, sia Caterina Balivo che Elisa Isoardi non sono state determinanti per far partire con il piede giusto i due progetti. E se questo non è un flop, dimmelo tu cos'è #vienidame #laprovadelcuoco #rai1 #caterinabalivo #elisaisoardi

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W l’Italia di Gerardo Greco sulla “nuova” Retequattro: dopo questa inquadratura ho smesso di guardarlo e non credo che lo farò in futuro

La nuova Prova del cuoco con Elisa Isoardi: in tv, cambiare si può e si deve ma solo per migliorare. Non è questo il caso.

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Non sono un fan di Antonella Clerici ma le ho sempre riconosciuto di aver condotto La prova del cuoco con la capacità di farsi amare dal vasto pubblico del mezzogiorno di #Rai1, una qualità che è stata per quasi venti anni un patrimonio dell'ammiraglia Rai. La nuova conduttrice titolare del programma, Elisa Isoardi, non mi dà neanche lontanamente la stessa sensazione. La trovo inadatta a questo ruolo che eppure aveva già ricoperto come supplente della Clerici in maternità. Ma allora ebbe ben altro approccio. Sapeva di essere la riserva "provvisoria" e interpretò quel ruolo nell'unico modo che poteva garantirle di farcela: ovvero inserirendosi nell'impianto del programma senza stravolgerlo e affidandosi ai tanti cuochi e personaggi che ne erano i simboli. Quella che sta andando in onda da lunedì scorso per me non è #laprovadelcuoco ma un qualcosa di alieno ad essa che ne porta il titolo, a mio avviso, immeritatamente. Un cambio così radicale di un format consolidato e popolare è un errore clamoroso. Si è forse creduto che questo completo restyling di facciata e di sostanza potesse consentire alla Isoardi di non dover sostenere il confronto da "titolare a titolare" con la Clerici? Niente di più sbagliato. Quasi tutto doveva rimanere come era fino a pochi mesi fa. Solo entrando in punta di piedi in quello che per tanti telespettatori era un mondo incantato, #elisaisoardi poteva provare a diventare una di famiglia e piano piano portare le sue modifiche. Solo rispettando quella liturgia avrebbe poi potuto farla sua e personalizzarla. La struttura del programma era così solida che è stato un vero delitto demolirla. E per costruire cosa? Un ibrido tra gli ultimi due programmi della Isoardi e un cooking show? A tutto questo si aggiunge il modo di porsi di Elisa Isoardi. Se è vero che non la aiuta una fisicità statuaria è anche vero che in tv non c'è niente di peggio di una statua che vuole fare la sciolta. L'effetto goffaggine è inevitabile. Oggi ha messo le mani in un piatto con la naturalezza di una babysitter inesperta che per la prima volta cambia il pannolino con la pupù al primo bambino che le capita di accudire. Ed io, da telespettatore, ne ho sentito l'odore.

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Vieni da me di Rai 1: la seconda puntata nel live tweeting di Caro Televip

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#vienidame Il programma si può salvare basta eliminare un dettaglio: Caterina Balivo. Primo ospite di oggi Katia Ricciarelli che in confronto Gemma Galgani è divertente. La Balivo non è mai stata e mai sarà da #Rai1. Probabilmente nemmeno Angelo Teodoli, che l'ha fortemente voluta, è da Rai 1. Ispirarsi ad un format così legato ad una conduttrice come Ellen DeGeneres, vuol dire trovare una conduttrice che per prima cosa deve avere la battuta sempre pronta per alimentare il contraddittorio brillante con l'ospite vip. La Balivo non ce l'ha. Un talkshow leggero si deve condurre con entusiasmo e brio ma urlare e sghignazzare proprio no. Anche smanacciare e sbracciarsi come un direttore d'orchestra impazzito dovrebbe essere proibito ad una conduttrice. È lei il primo limite del programma. Il primo blocco di oggi con Katia Ricciarelli è stato insignificante. Che per uno show che dovrebbe fare delle interviste agli ospiti vip il proprio fiore all'occhiello, vuol dire non avere nemmeno l'occhiello. La storia del 91enne paracadutista aveva un minimo di potenziale ma Caterina Balivo e gli autori hanno preferito la centralità della conduttrice al racconto dell'ospite che aveva molto da dire ma non ha potuto perché la Balivo ha fatto tutto lei. Il problema principale di Caterina Balivo che emerge dalla conduzione di Vieni da me è che Giovanni Ciacci le era indispensabile per sembrare spiritosa e brillante. Nei giochi telefonici prima viene l'interazione con la persona e poi il gioco. L'abilità della conduzione sta nel tirare fuori qualcosa di divertente e particolare in quei pochi secondi e non di far rispondere solo alla domanda "a casa di chi siamo?". Ospiti di oggi: Katia e Ascanio del Grande Fratello, Katia Ricciarelli e il nonnino paracadutista con i nipoti. Gli unici che avevano qualcosa da dire erano questi ultimi ma la Balivo era troppo concentrata a dirlo lei. La parte people show senza people. Vieni da me è debolissimo. La strombazzata "ispirazione" all' Ellen DeGeneres Show è giustificata solo dal fatto che così Rai1 (pagando quanto?) è al riparo dai problemi di plagio. Ma parliamo della differenza che c'è tra una pesca succosa e un cetriolo.

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Elisa Silvestrin, la bella sorpresa di Quelle brave ragazze di Rai 1

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Il ruolo della "inviata con leggerezza" non è una novità nei programmi televisivi. Se ne sono viste e se ne vedono tante che cercano in tutti i modi di dare una impronta personalizzata a questo genere di "servizi". Questa estate ne ho scoperta una che con semplicità è riuscita a lasciarla l'impronta: Elisa Silvestrin. L'ex annunciatrice Rai è per me "una scoperta" perché nel programma del mattino estivo di Rai 1, Quelle brave ragazze, si muove nel ruolo di "inviata con leggerezza" con sicurezza, simpatia, naturalezza. È divertente, spiritosa, elegante-casual e presenta i temi "leggeri" senza birignao. E soprattutto, attraverso lo schermo passa un caratteristica che per me è fondamentale: è vera, così come la vediamo. Mi auguro che la Rai la impieghi anche in altri programmi nella stagione tv autunno-inverno. Un "prodotto" del "vivaio" che mamma Rai dovrebbe valorizzare con orgoglio. #QuelleBraveRagazze #ElisaSilvestrin #Rai1

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Chi ti conosce di Nove, la seconda puntata nel live tweeting di Caro Televip

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Chi ti conosce di Nove, la seconda puntata nel live tweeting di Caro Televip Le luci danno un effetto turchino alla tinta di Max Giusti. Come sempre le presentazioni dei concorrenti dei programmi condotti da Max Giusti hanno un fastidiosissimo effetto eco: lui che ripete a pappagallo. Chi ti conosce è un I soliti ignoti che non ce l'ha fatta, un format in crisi d'identità che arriva terzo dopo I soliti ignoti e Guess my age. Il momento karaoke è quanto di più triste vedremo nella nuova stagione tv. Un programma che, al netto degli applausi, dura come una telepromozione di Giorgio Mastrota con la differenza che la telepromozione è più interessante, appassionante e divertente. Max Giusti con quel sorriso perenne in gola, con quella ridondanza da conduttore della terza età, con quelle battute da terza media. Chi ti conosce: chi sceglie i format a Discovery Italia dovrebbe essere destinato allo smistamento della corrispondenza con il compito di distruggere le buste inviate dallo stesso mittente che gli ha inviato questo. È un gioco talmente appassionante che vado su Instagram a vedere le nuove Stories del primo che capita a caso tra quelli che mi propone il social network. Abbandono il programma con il mal di stomaco per la qualità del format e della tinta per capelli di Max Giusti e con il mal di testa per la quantità di applausi utile solo a nascondere tutto il resto di quello che dicono. Flop meritato. #ChiTiConosce #MaxGiusti #Nove #DiscoveryChannel #DiscoveryItalia #Discovery #accessprimetime #gameshow @nove

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Giorgia Rossi deve fare ancora tanta strada in seconda linea prima di aspirare ad essere una conduttrice top player

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L'esperimento Aspettando Pressing di Sport Mediaset è fallito. Due puntate in diretta al termine delle partite serali domenicali dei primi due turni di Serie A, in cui ha fatto il 4.6% e il 4.2% di share su Canale 5. In contemporanea su Rai 2 è partita la Domenica Sportiva di Rai Sport, condotta dalla non straordinaria Giorgia Cardinaletti, che ha doppiato Pressing (8.2% di share la prima e 8.7% la seconda). Aspettando Pressing aveva lo scopo di fare da apripista alla edizione ufficiale di Pressing che partirà il 2 settembre con la conduzione di Pierluigi Pardo. L'impianto ha ricalcato l'impostazione che Sport Mediaset ha dato allo Studio Live durante il mondiale di calcio di Russia 2018, puntando principalmente sulla centralità della conduzione di Giorgia Rossi che aveva già mostrato tutti i suoi limiti, come catturatrice di telespettatori, nella messa in onda preserale sperimentata nel momento più importante dell'esclusiva dei "Mondiali Mediaset". Giorgia Rossi ha, a mio avviso, un limite grandissimo: non stabilisce "un dialogo" con il pubblico. Va per la sua strada di giornalista che si è preparata accuratamente su tutto e su tutti ma poi al momento di trasmetterlo al pubblico risulta una che se la tira troppo. Proprio ieri ho rivisto su Rai 5 la lezione di Alessandro Baricco della serie "Mantova Lectures" relativa a "realtà e narrazione" (partendo da Alessandro Magno). Baricco mette a confronto il modo di comunicare di Mario Draghi, asettico e razionale con quello di Barack Obama, coinvolgente e appassionante. Giorgia Rossi, io la percepisco come Mario Draghi. Sento di consigliare l'intera lezione, sia a Giorgia Rossi (che però avendomi bloccato su Twitter non credo sia una che accetta critiche e consigli), sia a chi continua a mandarla in prima linea credendo di avere una top player e invece per diventarla deve ancora fare tanta strada come seconda linea e poi forse, chissà, arriverà anche a trovare un registro narrativo più adatto al pubblico di una rete generalista largamente popolare. #SportMediaset #Pressing #Canale5

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Aspettando Pressing su Canale 5: l’esordio flop di Giorgia Rossi

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Giorgia Rossi ieri, con il suo modo di fare "mondiale", ha condotto Aspettando Pressing dalle 22.40 su Canale 5. Il programma ha esordito con un risultato bassissimo il 4.6% di share, doppiato da La Domenica Sportiva condotta su Rai 2 da Giorgia Cardinaletti che non deve esaltarsi perché l'8.2% di share per il programma di Rai Sport è un risultato deludente. L'arrivo del conduttore titolare Pierluigi Pardo, oltre a coprire il flop della Rossi, solleverà Pressing sotto tutti i punti di vista: contenuti e ascolti. In quanto a Giorgia Rossi credo che dopo questo mega flop (non ricordo un risultato del genere per un programna di Canale 5) dovrebbe fare il nobile gesto di dire a chi ce l'ha messa che è il momento di toglierle la conduzione e destinarla al nobile lavoro in redazione. #SportMediaset #GiorgiaRossi #Pressing #AspettandoPressing #Canale5

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