Smetto di guardare tutti i programmi di Rai 2 (fino a che non mi passa, se mi passa) per il trattamento ricevuto da telespettatore fan di Maledetti amici miei

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Rai 2 ha interrotto la messa in onda del giovedì di Maledetti amici miei a due puntate dal termine. Il programma stava andando malissimo negli ascolti scendendo fino al 3.5% in prima serata. È un programma di qualità e andava difeso fino alla fine, indipendentemente dagli ascolti. La Rai ha colto "l'occasione" del ritorno di Adrian su Canale 5 al giovedì per interrompere la messa in onda di Maledetti amici miei che avrebbe dovuto saltare una sola settimana e andare in onda lunedì 18 novembre 2019 al termine del gameshow inguardabile Stasera tutto è possibile. Oggi Giovanni Veronesi in un tweet ha scritto: "ALLORA E' UFFICIALE. LE ULTIME DUE PUNTATE DI MALEDETTI AMICI MIEI ANDRANNO IN ONDA IL 25 NOVEMBRE E IL 2 DICEMBRE PER DUE LUNEDI DI FILA". Da telespettatore fan di Maledetti amici miei mi sento trattato con poco rispetto dalla Rai. Ho scritto via Ufficio Stampa all'amministratore delegato Fabrizio Salini: "Nessuna logica di coordinamento palinsesti e nemmeno gli ascolti bassi giustificano il trattamento riservato ai telespettatori affezionati a Maledetti amici miei. Rai 2 non mi merita". E quindi inizio la mia protesta. Nonostante sia uno dei migliori programmi del 2019, non lo guarderò più e non regalerò a Rai 2 il mio live tweeting. Non se lo merita. La Rai 2 che trasmette il "meglio di" Stasera tutto è possibile invece di ritrasmettere subito Maledetti amici miei dopo la inaccettabile pausa, non mi merita. Smetto di seguire tutti i programmi di Rai 2 e non recupererò nemmeno l'ottimo Battute? su RaiPlay finché non mi passa, se mi passa. Caro AD Rai Fabrizio Salini, mi pesa tantissimo rinunciare a Battute? ma smettere di guardare tutta Rai 2 è l'unico strumento di protesta che ho per il trattamento riservatomi da telespettatore fan di Maledetti amici miei. Un caro saluto a tutta la squadra di Battute? mi dispiace ma non vi seguirò più né in seconda/terza/quarta serata né su Rai Play. Smetto di guardare tutti i programmi di Rai 2 finché non mi passa. Se mi passa. #rai2 #maledettiamicimiei #battute #fabriziosalini

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Da oggi Viva Rai Play si può vedere solo su Rai Play: il digital divide by Rai Radio Televisione Italiana

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Un pensiero affettuoso ai telespettatori non digitalizzati di Rai 1 che da stasera non potranno seguire il loro amato Fiorello che va a fare un varietà normalissimo su RaiPlay, una piattaforma in streaming. Boh e pure mah. Caro AD Rai Fabrizio Salini, non credi che da stasera la Rai sarà un esempio di digital divide trasmettendo il nazional-popolare Viva RaiPlay di Fiorello solo su RaiPlay ? Quanti italiani non potranno seguirlo? La Rai Radio Televisione Italiana erige il muro del digital divide con gli abbonati non digitalizzati che non possono seguire in diretta Viva RaiPlay. E complimenti a Fiorello che così sì che entra nella storia… del digital divide by Rai. Intanto su Rai 1 va in onda Mini Viva RaiPlay: tre minuti con il meglio di… Una mega presa per il cuculo! Che pianto! Cosa non si fa per due spicci di audience e per giustificare un programma che di nuovo non ha nemmeno il titolo. Il pezzo con il giornale sta al milionesimo passaggio! #vivaraiplay #fiorello #fabriziosalini #rai1 #raiplay

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Rai 1 interrompe la stagione di Dreamsroad: una pessima scelta

Massimo Gramellini, la tv buonista che non fa bene alla tv

Massimo Gramellini è un po’ il Checco Zalone del giornalismo italiano ma non credo ne possa raggiungere il quoziente intellettivo. Alle scuole elementari ho ascoltato pensierini più complessi, profondi e significativi dei suoi. E Rai 3 gli affida un programma per parlarsi addosso. Boh e pure mah. Nella mia televisione ideale sarebbe a casa a guardarla e non a farla, la televisione.

Beppe Convertini conduttore di Rai 1: un tweet di Caro Televip

Anche con Fabrizio Salini alla guida, una Rai estiva senza un’idea nuova da riportare nella programmazione autunno-inverno-primavera

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Anche con Fabrizio Salini alla guida, una Rai estiva senza un'idea nuova da riportare nella programmazione autunno-inverno-primavera Caro amministratore delegato Rai Fabrizio Salini, anche sotto la tua gestione, nei tre mesi estivi 2019 la Rai ha programmato prevalentemente repliche e non ha proposto idee televisive nuove e significative. È "la regola" che vige da sempre e la tua Rai non ha fatto eccezione. Quello che a me lascia perplesso è che un manager televisivo importante e con alle spalle un curriculum specifico nel settore privato, avendo l'occasione di guidare una realtà produttiva importantissima come la Rai, non colga l'occasione dei 3 mesi estivi per sperimentare nuove idee, nuovi programmi, nuovi personaggi, nuovi conduttori. Non è certo sperimentazione cambiare i conduttori di Uno Mattina Estate, Vita in diretta estate, Reazione a catena e programmare nella prima serata del sabato dei Teche Teche Tè sulle vecchie star della Rai. Mi chiedo come sia possibile che un manager proveniente da produzioni private (con chissà quante idee e programmi tv nei cassetti) non sappia cogliere l'occasione di rivoluzionare i palinsesti estivi di Rai 1, Rai 2, Rai 3 puntando su prodotti di intrattenimento nuovi in un'ottica puramente sperimentale ma con concrete basi per dare alla Rai nuova linfa anche durante la stagione autunno-inverno-primavera. Mi chiedo: un amministratore delegato di una azienda televisiva pubblica di caratura mondiale non dovrebbe porre i tre mesi estivi di programmazione tra i primi posti nel piano di crescita e trasformazione dell'Azienda? Mi chiedo: davvero non c'è la possibilità di far diventare i tre mesi di programmazione estiva altamente produttivi dal punto di vista economico e creativo? Anche con la direzione di Fabrizio Salini la risposta che mi sono dato è sconfortante: no, non c'è. #fabriziosalini #rai

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Un primo pensiero sul possibile ritorno alla conduzione su Rai 1 di Lorella Cuccarini

Uno dei tormentoni che lanciano periodicamente molti addetti ai lavori è quello sulla bravura di Lorella Cuccarini. Ma quant’è brava la Cuccarini? Ma perché non danno 10 programmi da condurre alla Cuccarini? A quanto sembra (rumors) nella prossima stagione tv, Rai 1 sarebbe orientata ad affidarle la co-conduzione di un programma giornaliero pomeridiano. Sembra, pare, dicono che peseranno positivamente su questa possibile scelta, anche le sue dichiarazioni sovraniste. Ma quanto è brava Lorella Cuccarini?

Se Fabio Fazio accetterà di spostarsi su Rai 2, nel placard ci si sarà messo da solo

Caro Fabio Fazio, da telespettatore e da blogger televisivo non sono un fan tuo e dei tuoi programmi Che tempo che fa e Che fuori tempo che fa; e non certo da oggi. Ma penso che a decidere se e come devi andare in onda deve essere la direzione Rai, libera da qualsiasi imposizione diretta o indiretta da parte di qualsiasi politico o membro di governo.

L’indipendenza della Rai dalla politica deve venire prima di qualsiasi altra cosa.

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Due righe due sulla chiusura di Rai Movie

Nel dialogo con Aldo Grasso al Dogliani Tv Festival, Fabrizio Salini sulla chiusura di Rai Movie ha detto: «Non voglio essere ricordato per questo: Rai Cinema investe 70-75 milioni l’anno sui film e ne ha finanziati 219 in tre anni, quindi ci saranno più film ma distribuiti diversamente».

È un ottimista. Se saranno confermati i rumors su un possibile “editto bulgaro” contro Fabio Fazio e per giunta per riportare Massimo Giletti in Rai, passerà alla storia per qualcosa di peggio che per la chiusura di Rai Movie. Ma visto che ad oggi quest’ultima è una certezza, io continuo a chiedermi come fa la Rai a rinunciare ad un brand così forte. E riguardo alla programmazione cinematografica “distribuita diversamente”, non riesco a capire perché non può essere una Rai Movie potenziata a trasmettere più film in prima visione. Non capisco perché non può essere Rai Movie ad avere programmi nuovi con conduttori top sul cinema e sulle serie internazionali ed italiane. Non capisco perché un amministratore delegato della Rai, con tutte le cose che ci sono da migliorare sulla programmazione delle tre reti principali, possa pensare di chiudere un rete che, nonostante i limiti organizzativi e di budget in cui è stata relegata finora, si è comunque consolidata come marchio e come canale, il 24, sul digitale terrestre. Io continuerò a scrivere, parafrasando I Trettré, che “A me, la chiusura di Rai Movie, me pare na strunzata”.

Tv Talk e Barbara D’Urso: un grande amore e niente più

Anche oggi Talk di Rai 3 ha dedicato uno spazio alla tv di Barbara D’Urso.

Che cosa ha fatto di così rilevante per essere ancora una volta oggetto di analisi da parte del programma di analisi sulla tv della Rai Radio Televisione Italiana? Ha messo in scena l’incontro tra la madre naturale e la ex bonas di “Avanti un altro” Paola Caruso e ha tentato di fare la stessa cosa con Serena, la figlia adottiva di Barbara Palombelli e Francesco Rutelli. Il conduttore di Tv Talk ha detto che Barbara D’Urso è “conduttrice popolare che sa affrontare questi temi” (l’adozione). Ecco, se saper affrontare il tema “adozione” è come lo ha affrontato Barbara D’Urso in questi due casi, allora francamente non ho più parole per commentare Tv Talk. Gli altri temi della puntata sono stati: la violenza al tempo dei social (partendo dal caso della baby gang di Manduria); cronaca, processi e tv, ovvero, i programmi tv che hanno parlato del caso Vannini in attesa della sentenza della Cassazione (in particolare Un giorno in pretura di Rai 3); 1 maggio, l’evento televisivo (di Rai 3); il “caso”, “è vero o no il matrimonio di Pamela Prati?”;
Grande Amore di Rai 3 con ospite in studio Carla Signoris; la sfida della satira (quella che fa Giovanni Vernia a Dritto e rovescio di Rete 4); le polemiche su Suor Cristina in tv (ospite esperta Suor Paola diventata popolare con Quelli che il calcio). Un lungo spottone principalmente dei programmi Rai (e di Rai 3 su tutti) mai criticati come meriterebbero e sempre osannati più di quello che meritano. L’idea che mi sono fatto è che infilare Barbara D’Urso così spesso dentro Tv Talk con la scusa che è tv pop, serve solo a racimolare i telespettatori a cui piace quel genere di tv. Sì perché ormai Tv Talk più che un programma di analisi sulla televisione è essenzialmente un programma televisivo attento ai propri ascolti e a tutti i meccanismi che servono per raggiungerli con lo scopo evidente di sopravvivere all’interno di un palinsesto. Anche questa è, purtroppo, la troppo osannata Rai 3 del direttore Stefano Coletta.