Uno Mattina in Famiglia: la conduzione di Ingrid Muccitelli e Luca Rosini in un tweet di Caro Televip

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B come sabato di Rai 2

B come sabato: Andrea Delogu e Gabriele Corsi, una co-conduzione spenta per un programma che non accenderà mai il sabato pomeriggio di Rai 2. Non è questo il programma di cui aveva bisogno la seconda rete Rai che da anni è alla ricerca di un programma per rilanciarlo il suo sabato pomeriggio, in una fascia strategica con una concorrenza agguerrita. Proporre questo programma vuol dire sprecare un altro anno.

La romanità ostentata da Tiberio Timperi

Una perplessità grande come una casa sulla ottava edizione di Tale e Quale Show di Rai 1

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La presenza di Guendalina Tavassi nel cast ha dato il colpo di grazia alla mia già scarsa voglia di seguire l'ottava edizione di Tale e Quale Show il venerdì su Rai 1. Lo spessore ed il curriculum artistico dell'ex concorrente del Grande Fratello, non so che numero, meritava la presenza nel cast di un programma di prima serata della ammiraglia Rai? Un prime time che dà il là alla stagione autunnale della Rai? Io sono molto piu che perplesso. Capisco il budget limitato ma non posso fare a meno di chiedermi: alla cifra con cui è stata ingaggiata Guendalina Tavassi, Rai 1 non è stata in grado di trovare un personaggio con una storia artistica più ricca e, aspetto non secondario visto il genere di programma, con qualità canone e interpretative di livello superiore? La sua esibizione nei panni di Giusy Ferreri è stata la più brutta che io abbia mai visto in un talent show musicale in 15 anni di blogging tv. Carlo Conti, che ha fatto di questo programma uno dei trampolini di lancio della propria carriera in qualità di conduttore e autore top player, l'ha ritenuta all'altezza di questo show? Chissà, forse non ama più questo show come un tempo. #taleequaleshow #carloconti #rai1 #guendalinatavassi #talentshow

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Caterina Balivo ed Elisa Isoardi: perché  Vieni da me e La prova del cuoco possono già essere considerati dei flop

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Caterina Balivo ed Elisa Isoardi: perché  Vieni da me e La prova del cuoco possono già essere considerati dei flop È finita la prima settimana di programmazione quotidiana di Vieni da me condotto da Caterina Balivo e della Prova del cuoco condotto da Elisa Isoardi, entrambi su Rai 1. Il primo (in onda alle ore 14), un programma nuovo ed il secondo (ore 11.30) un programma con un titolo vecchio ed un impianto radicalmente nuovo. Ad entrambi quindi, si dovrebbe lasciare il tempo di crescere per far abituare il pubblico alle tante novità. Entrambi stanno deludendo in termini di ascolto; quello della Balivo addirittura sotto il 10% di share, in pratica doppiato dalla concorrenza. Alla Isoardi servono 2/3 punti di share in più per respirare mentre la Balivo ha bisogno di almeno 4/5 punti di share in più per non affogare. Questo in termini quantitativi. Se però si parla già di flop è anche perché i programmi deludono sia dal punto di vista della struttura che della conduzione. Rai 1 ha investito risorse importanti su questi due progetti e le lacune che stanno mostrando sono incredibili e difficilmente si potrà colmarle tutte in corsa. È lecito chiedersi come sia possibile che la prima rete televisiva italiana abbia valutato all'altezza delle sfide che li attendevano questi due nuovi format così come sono andati in onda nella prima settimana. Ma a far parlare di flop sono anche le deludentissime conduzioni. È proprio quando un programma ha dei problemi che devono venir fuori il carisma, l'esperienza e le capacità di chi per mesi e mesi è stato protagonista di anticipazioni, articoli e interviste sulla stampa e di campagne promozionali molto curate e martelllanti che, giustamente, ne hanno enfatizzato la centralità. Nel momento della prima verità, sia Caterina Balivo che Elisa Isoardi non sono state determinanti per far partire con il piede giusto i due progetti. E se questo non è un flop, dimmelo tu cos'è #vienidame #laprovadelcuoco #rai1 #caterinabalivo #elisaisoardi

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La nuova Prova del cuoco con Elisa Isoardi: in tv, cambiare si può e si deve ma solo per migliorare. Non è questo il caso.

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Non sono un fan di Antonella Clerici ma le ho sempre riconosciuto di aver condotto La prova del cuoco con la capacità di farsi amare dal vasto pubblico del mezzogiorno di #Rai1, una qualità che è stata per quasi venti anni un patrimonio dell'ammiraglia Rai. La nuova conduttrice titolare del programma, Elisa Isoardi, non mi dà neanche lontanamente la stessa sensazione. La trovo inadatta a questo ruolo che eppure aveva già ricoperto come supplente della Clerici in maternità. Ma allora ebbe ben altro approccio. Sapeva di essere la riserva "provvisoria" e interpretò quel ruolo nell'unico modo che poteva garantirle di farcela: ovvero inserirendosi nell'impianto del programma senza stravolgerlo e affidandosi ai tanti cuochi e personaggi che ne erano i simboli. Quella che sta andando in onda da lunedì scorso per me non è #laprovadelcuoco ma un qualcosa di alieno ad essa che ne porta il titolo, a mio avviso, immeritatamente. Un cambio così radicale di un format consolidato e popolare è un errore clamoroso. Si è forse creduto che questo completo restyling di facciata e di sostanza potesse consentire alla Isoardi di non dover sostenere il confronto da "titolare a titolare" con la Clerici? Niente di più sbagliato. Quasi tutto doveva rimanere come era fino a pochi mesi fa. Solo entrando in punta di piedi in quello che per tanti telespettatori era un mondo incantato, #elisaisoardi poteva provare a diventare una di famiglia e piano piano portare le sue modifiche. Solo rispettando quella liturgia avrebbe poi potuto farla sua e personalizzarla. La struttura del programma era così solida che è stato un vero delitto demolirla. E per costruire cosa? Un ibrido tra gli ultimi due programmi della Isoardi e un cooking show? A tutto questo si aggiunge il modo di porsi di Elisa Isoardi. Se è vero che non la aiuta una fisicità statuaria è anche vero che in tv non c'è niente di peggio di una statua che vuole fare la sciolta. L'effetto goffaggine è inevitabile. Oggi ha messo le mani in un piatto con la naturalezza di una babysitter inesperta che per la prima volta cambia il pannolino con la pupù al primo bambino che le capita di accudire. Ed io, da telespettatore, ne ho sentito l'odore.

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Vieni da me di Rai 1: la seconda puntata nel live tweeting di Caro Televip

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#vienidame Il programma si può salvare basta eliminare un dettaglio: Caterina Balivo. Primo ospite di oggi Katia Ricciarelli che in confronto Gemma Galgani è divertente. La Balivo non è mai stata e mai sarà da #Rai1. Probabilmente nemmeno Angelo Teodoli, che l'ha fortemente voluta, è da Rai 1. Ispirarsi ad un format così legato ad una conduttrice come Ellen DeGeneres, vuol dire trovare una conduttrice che per prima cosa deve avere la battuta sempre pronta per alimentare il contraddittorio brillante con l'ospite vip. La Balivo non ce l'ha. Un talkshow leggero si deve condurre con entusiasmo e brio ma urlare e sghignazzare proprio no. Anche smanacciare e sbracciarsi come un direttore d'orchestra impazzito dovrebbe essere proibito ad una conduttrice. È lei il primo limite del programma. Il primo blocco di oggi con Katia Ricciarelli è stato insignificante. Che per uno show che dovrebbe fare delle interviste agli ospiti vip il proprio fiore all'occhiello, vuol dire non avere nemmeno l'occhiello. La storia del 91enne paracadutista aveva un minimo di potenziale ma Caterina Balivo e gli autori hanno preferito la centralità della conduttrice al racconto dell'ospite che aveva molto da dire ma non ha potuto perché la Balivo ha fatto tutto lei. Il problema principale di Caterina Balivo che emerge dalla conduzione di Vieni da me è che Giovanni Ciacci le era indispensabile per sembrare spiritosa e brillante. Nei giochi telefonici prima viene l'interazione con la persona e poi il gioco. L'abilità della conduzione sta nel tirare fuori qualcosa di divertente e particolare in quei pochi secondi e non di far rispondere solo alla domanda "a casa di chi siamo?". Ospiti di oggi: Katia e Ascanio del Grande Fratello, Katia Ricciarelli e il nonnino paracadutista con i nipoti. Gli unici che avevano qualcosa da dire erano questi ultimi ma la Balivo era troppo concentrata a dirlo lei. La parte people show senza people. Vieni da me è debolissimo. La strombazzata "ispirazione" all' Ellen DeGeneres Show è giustificata solo dal fatto che così Rai1 (pagando quanto?) è al riparo dai problemi di plagio. Ma parliamo della differenza che c'è tra una pesca succosa e un cetriolo.

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Speriamo che la quota 100 almeno ci tolga il Gigi Marzullo Show dal palinsesto notturno di Rai 1

Caro Gigi Marzullo, desiderare di vederti andare in pensione è legittimo per chi spesso e volentieri è dedito allo zapping dall’una di notte in poi. Dalla prima puntata di Mezzanotte e Dintorni sono passati 29 anni. Poi sono arrivati tanti altri tuoi figli televisivi notturni: Sottovoce, Cinematografo, Mille e un libro, Applausi, L’appuntamento, Settenote.

La Rai ti è stata talmente grata di aver ideato e condotto questi programmi che nel 2013 ti ha nominato responsabile di Rai Notte.

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La grande esclusiva di Rai 2: l’anticipo del venerdì della Serie B. Tre tweet di Caro Televip con le risposte del direttore Andrea Fabiano

Le risposte del direttore di Rai 2 Andrea Fabiano

La prima lettera dell’amministratore delegato Fabrizio Salini ai dipendenti Rai e una certa idea di Rai, quella del vice premier Matteo Salvini

Caro amministratore delegato della Rai Fabrizio Salini, il vice premier nonché ministro dell’Interno Matteo Salvini sta difendendo la scelta di Marcello Foa come presidente anche dopo il no della commissione parlamentare di vigilanza. L’idea che mi sono fatto è che si tratti di una strategia per contrattare di tutto e di più con il suo alleato Silvio Berlusconi.

Il “caso Foa-Rai” ha ribadito, se ce ne fosse ancora bisogno, la centralità della Rai nella politica italiana e non solo come simbolo.

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