Anteprima I giorni del Quirinale di RaiNews24: Roberto Vicaretti e l’elezione diretta del Presidente della Repubblica francese

Caro direttore di RaiNews24 Paolo Petrecca, io non ho capito se i tuoi giornalisti-conduttori ci fanno o ci sono “simpatici”. Avevo appena finito di scrivere un post su Gianluca Semprini che mi sono ritrovato a scriverne uno su Roberto Vicaretti. Nella anteprima de “I giorni del Quirinale” ha ospitato il giornalista francese di Libération Erik Joszef e il docente della Temple University Philadelphia Pietro Paganini.

Anche Vicaretti come Semprini cerca di caratterizzare il proprio stile di conduzione, dandomi l’impressione di sentirsi molto “smart”. Nel coinvolgere il giornalista di Libération nella discussione sulle articolate trattative politico-parlamentari per l’elezione del Presidente della Repubblica italiana, ha fatto questa “simpatica” affermazione: “Beati voi francesi che lo scegliete in modo semplice il Presidente della Repubblica. Lo eleggete direttamente e vi togliete i problemi”.

Caro direttore di RaiNews24 Paolo Petrecca, il sorrisetto della serie “sto facendo il conduttore smart” impresso sul volto di Roberto Vicaretti non ha di certo attenuato la mia irritazione per cotanta leggerezza di un giornalista della Rai. E a quanto pare non sono stato il solo a ritenerla tale visto che il professore della Temple University Philadelphia prima di rispondere ad una domanda di Vicaretti, gli ha detto: “Ho scoperto che lei è presidenzialista!”.

Vicaretti colto in fallo ha risposto: “Io non sono presidenzialista” e poi ha smozzicato una specie di scusa riferendosi alle schede bianche della prima votazione di ieri. Sempre con quell’aria di uno che vorrebbe dire “Ma dai! È ovvio che stavo a scherzà”.

Caro direttore di RaiNews24 Paolo Petrecca, in un momento in cui la nostra politica è in forte difficoltà dando la possibilità a chi vuole delegittimarla di alimentare le teorie sul semi-presidenzialismo e sul presidenzialismo, secondo te, un giornalista-conduttore della Rai può permettersi il lusso di fare certe “simpatiche” battute?

No, non sono io ad essere pignolo, siete voi ad essere superficiali in casi del genere. Siete la rete all-news del servizio pubblico! Le battute su quanto è semplice eleggere un presidente in una repubblica presidenziale, lasciatele stare! L’Italia, ad oggi, è una repubblica parlamentare con le sue regole ed i suoi principi costituzionali.

È mai possibile che un giornalista-conduttore di RaiNews24 non si renda conto che una battuta del genere in questo momento è del tutto inopportuna?

Caro direttore di RaiNews24 Paolo Petrecca, però devo dire che è stato molto divertente vedere l’ospite, fare la contro-battuta al tuo giornalista-conduttore. Un pezzo di tv da mostrare in tutte le scuole di giornalismo televisivo come esempio di figuraccia in diretta.

I giorni del Quirinale di RaiNews24: Gianluca Semprini e le schede con i voti ai personaggi televisivi

Caro direttore di RaiNews24 Paolo Petrecca, lo spazio che dedichi alle dirette durante l’elezione del Presidente della Repubblica s’intitola “I giorni del Quirinale” e lo conducono Gianluca Semprini e Sabrina Bellomo. Ieri, primo giorno di votazione, dalle ore 15 alle ore 20 c’è stato l’affollamento mediatico che un evento così importante determina.

Erano contemporaneamente in onda con ospiti in studio, inviati a Monte Citorio e diretta dall’Aula: lo Speciale Tg1, lo Speciale Quarta Repubblica di Retequattro, lo Speciale Maratona Mentana TgLa7, lo Speciale I giorni del Quirinale di RaiNews24, lo Speciale Corsa al Colle di SkyTg24. Nessuno “Speciale” ha brillato per qualità ma il vostro ha brillato per essere lo “Speciale” che ti fa cambiare canale al primo sguardo.

Tutto merito del co-conduttore che si sente poco co e molto conduttore Gianluca Semprini. Il suo modo di stare davanti alle telecamere mi irrita in situazioni ordinarie, figuriamoci in una situazione straordinaria come questa, in cui la sua abituale voglia di fare una conduzione da “splendido” si amplifica a dismisura nel tentativo di essere “il più splendido”. Non lo digerisco da quella volta che, come conduttore del confronto su SkyTg24 tra gli aspiranti sindaci Virginia Raggi e Roberto Giachetti, prese un foglio di carta, lo appallottolò e lo gettò a terra prima di fare una domanda sul problema della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti a Roma.

Tutta la sua storia successiva in Rai non mi ha fatto cambiare idea, anzi, sembra impossibile ma la mia idea su di lui peggiora ogni volta che lo vedo in onda. Cosa mi infastidisce principalmente del suo modo di condurre? Il tono da sentenza definitiva che assume in ogni frase che pronuncia. Le espressioni del volto che sembrano autocompiacersi mentre parla. La costante determinazione nel mettersi al centro della scena con considerazioni che troppo spesso sconfinano nell’editoriale anche nel porre le domande più semplici a qualsiasi categoria di interlocutore. La cronica corsa all’interruzione degli ospiti ai quali difficilmente concede di rispondere compiutamente. Difetti che a mio avviso si vedono ancora di più quando si ritrova a condividere la conduzione.

Nel caso specifico, tutta la mia solidarietà va a Sabrina Bellomo la cui pazienza nei confronti di Semprini mi appare sconfinata. Quanto deve essere fastidioso vedere che chi ti è accanto smania per prendere la parola per primo, per dire la parola in più, si impegna con costanza a fare la chiosa più elaborata?

Caro direttore di RaiNews24 Paolo Petrecca, ieri tutti i difetti che addebito a Gianluca Semprini si sono manifestati inevitabilmente nel primo lunghissimo Speciale “I giorni del Quirinale”. A questi se ne è aggiunto uno che per me li supera tutti, ovvero, la voglia di sottolineare un aspetto dello scrutinio che lui ha ritenuto fosse una curiosità divertente: le schede con i nomi dei personaggi della televisione. Lo spettacolo non edificante, e non nuovo, della scrittura sulla scheda da parte di alcuni “grandi elettori” dei nomi di Amadeus, Alberto Angela e Bruno Vespa è stato sottolineato da Gianluca Semprini con quel sorriso un po’ così che hanno quelli a cui la cosa non sembra grave.

A rendere ai miei occhi quel sorriso ancora meno appropriato si è aggiunta una delle chiose di Semprini che ha tenuto a sottolineare alla collega al suo fianco ed ai telespettatori che la Rai stava prendendo molti voti.

Caro direttore di RaiNews24 Paolo Petrecca, tu potresti accusarmi di essere troppo intransigente nel non concedere nessun margine per una battuta ad un giornalista che sta conducendo uno spazio in diretta di lunga durata. In tal caso respingerei l’accusa al mittente. Per prima cosa perché da cittadino sono infastidito da come dei parlamentari si comportano nello svolgimento di un compito così importante a livello istituzionale, mentre da telespettatore ed abbonato Rai mi sono immedesimato nella situazione in cui si è trovata Stefania Bellomo la cui espressione del volto in quel momento a me comunicava questo “quando la finisci sarà sempre troppo tardi”.

Caro direttore di RaiNews24 Paolo Petrecca, se è vero che i giornalisti televisivi devono comunque caratterizzare il loro stile di conduzione che può piacere o meno a pochi o a tanti, è anche vero che ci sono delle situazioni in cui è sottilissimo il confine tra il sottolineare una curiosa nota di cronaca ed il velato, non manifestato, cazzeggio.

Ieri Gianluca Semprini mi ha dato l’impressione che quel confine gli sarebbe tanto piaciuto valicarlo in una direzione ben precisa ed opposta a quella che da telespettatore abbonato Rai e da blogger televisivo mi aspetto da un giornalista Rai che commenta in diretta il primo scrutinio per l’elezione del Presidente della Repubblica.

Festival di Sanremo 2022 con il ritorno del pubblico al Teatro Ariston: il dubbio che mi ha fatto venire il direttore di Rai 3 Franco Di Mare.

Caro direttore artistico e conduttore del Festival di Sanremo 2022 Amadeus, l’anno scorso sono stato un accanito sostenitore della misura anti-Covid che prevedeva il Teatro Ariston senza pubblico in sala. Era necessario dare un segnale fortissimo alla platea televisiva dello show più visto in Italia. Quest’anno sono convinto che la Rai saprà applicare al meglio le misure di prevenzione previste dal protocollo governativo sui teatri. Ho letto che avete attivato la procedura di prenotazione per i posti in sala e anche il primo promo ci mostra un Ariston con il pubblico e quindi non dovrebbero esserci dubbi.

Eppure, in Rai, c’è un importante dirigente che ieri mi ha fatto venire il dubbio. Franco Di Mare nel suo programma “Frontiere” in onda il sabato pomeriggio su Rai 3, parlando della situazione attuale della diffusione del Covid-19 in Italia, ha detto che negli stadi si è tornati ad una capienza di 5.000 spettatori e poi riguardo al Festival ha detto:

“Eravamo pronti a un Festival di Sanremo come ai vecchi tempi. Si sta tornando invece a quello dello scorso anno con una Sanremo blindata. Anche se, dopo giorni di dubbi e attese, la presenza del pubblico al Teatro Ariston è stata, per il momento, confermata. Ma il 1° febbraio prossimo quando la kermesse inizierà, quale sarà la situazione? Chi può dirlo (da Frontiere – Rai 3 del 15/01/2022).

Caro direttore artistico e conduttore del Festival di Sanremo 2022 Amadeus, inutile dirti che Franco Di Mare ha pronunciato queste parole con quel suo modo di fare che a me sembra sempre da giornalista che non deve chiedere mai perché ha già tutte le risposte nelle domande che fa.

Ovviamente, se un importante dirigente Rai dice una cosa del genere non lo fa certo per generare allarmismo. Vuol solo dire che dall’alto della sua grande esperienza di giornalista e della sua notevole preparazione come direttore della terza rete Rai, non si sente di escludere che la curva di diffusione del virus possa salire al punto di mettere in crisi il governo e fargli cambiare quei protocolli sanitari che oggi vi consentono di ospitare il pubblico all’Ariston.

Ovviamente facciamo tutti i debiti scongiuri perché eventualmente in ballo non ci sarebbe solo la sicurezza del pubblico del Teatro Ariston ma vorrebbe dire che il dubbio di Di Mare sarebbe diventato una triste realtà per la sicurezza di tutti gli italiani.

Io invece quest’anno voglio essere ottimista e immaginare un Festival di Sanremo quasi normale a cominciare dalla presenza del pubblico in sala.

Anche se da ieri non posso fare a meno di chiedermi: perché Franco Di Mare ha tirato fuori questo dubbio su Sanremo?
La risposta che mi sono dato è che anche lui vuole partecipare allo sport nazionale delle prossime 4 settimane: parlare del Festival di Sanremo.
Sono io che do troppo credito ad un dubbio di Franco Di Mare. Forse questo mi accade perché da dirigente Rai va in onda anche come conduttore e mi può rimanere il dubbio che non sia il conduttore a parlare ma il dirigente che ne sa qualcosa in più grazie al suo ruolo ai piani altissimi di Viale Mazzini.

Ora, lasciamo stare i dubbi e torniamo alle certezze: Sanremo è Sanremo. Anche per Franco Di Mare.

Nomine Rai: il nuovo modello organizzativo, lo ha pensato il ragionier Fantozzi?

Caro amministratore delegato Rai Carlo Fuortes, il CdA Rai nell’assemblea del 16 dicembre 2021 ha deliberato un nuovo modello organizzativo in cui:

“le Direzioni di genere prendono il posto delle Direzioni di Rete e di altre Direzioni aziendali, secondo una suddivisione di competenze per argomento. Le Direzioni di Genere sono tenute d’ora in avanti a elaborare e curare la programmazione che troverà realizzazione a partire dal palinsesto estivo” (da http://www.rai.it/ufficiostampa del 16/12/21).

La nuova struttura operativa con i relativi direttori è la seguente:

  • Direzione Prime Time (programmi di intrattenimento serale), Stefano Coletta;
  • Direzione Day Time (programmi di intrattenimento nell’arco della giornata) Antonio Di Bella;
  • Direzione Cultura ed Educational, Silvia Calandrelli;
  • Direzione Documentari, Fabrizio;
  • Direzione Fiction, Maria Pia Ammirati;
  • Direttore di Kids, Luca Milano;
  • Direzione Contenuti Digitali, Elena Capparelli;
  • Direzione Cinema e Serie Tv, Francesco di Pace.

Il 18 novembre 2021, il Consiglio di Amministrazione aveva nominato Alessandra De Stefano Direttrice per lo Sport e Mario Orfeo Direttore per l’Approfondimento.

Caro amministratore delegato Rai Carlo Fuortes, in una azienda con caratteristiche ministeriali come la Rai, il giro delle poltrone è prassi consolidata. Inutile dire che i venti politici hanno una consolidata importanza nelle scelte. Quindi se avete pensato a questa riorganizzazione con l’obiettivo di vederne i risultati a partire dalla stagione estiva 2022, vuol dire che nelle vostre previsioni la politica almeno fino ad allora avrà altro a cui pensare. Pandemia a parte, c’è un Presidente della Repubblica da eleggere e bisogna vedere quali effetti questa elezione avrà sui difficili equilibri su cui si fonda l’alleanza di governo. Ma è facile prevedere che fino a settembre 2022 non se ne parla di sciogliere le camere (così tutti i parlamentari potranno maturare la onorevole pensione) e questo vorrebbe dire che si va a fine legislatura, con le elezioni politiche nella primavera del 2023 e nuovo giro di poltrone dei direttori Rai, chissà, forse, nell’autunno 2023. Fino ad allora meglio non smuovere le acque e piazzare, sulla base degli equilibri già esistenti, i direttori che stanno già ben posizionati nei piani alti di Viale Mazzini e che altrimenti non sapreste dove sistemare.

Caro amministratore delegato Rai Carlo Fuortes, la nomina alla direzione di genere che più mi lascia incredulo è quella assegnata a Stefano Coletta: Direzione Prime Time (programmi di intrattenimento serale). Lui che come direttore di Rai 1 vanta un altissimo numero di sconfitte nel primetime del sabato sera nei confronti diretti con la concorrente Canale 5. È intenzione del CdA Rai di indebolire anche tutti gli altri primetime aziendali? Boh e pure mah. C’è poi la nomina di Antonio Di Bella alla Direzione Day Time (programmi di intrattenimento nell’arco della giornata), quella in cui i numeri dicono che Stefano Coletta ha fatto meglio. Vuol dire che, vista la impostazione giornalistica di Di Bella, la Rai pensa di intrattenerci nei daytime con una specie di retequattrismo e di la7ttismo? Boh e pure mah.

Diventa quindi realtà l’idea che fu del tuo predecessore Fabrizio Salini, di depontenziare le direzioni delle singole reti e di accentrare in capo a delle strutture tematiche la selezione dei contenuti da distribuire nei vari palinsesti aziendali. Boh e pure mah.

Ci sarà un solo mega-direttore-galattico a decidere cosa devono guardare i telespettatori di una rete Rai ad una determinata ora.

E me lo chiamate nuovo modello organizzativo? A me, me pare una fantozzata, per non dire una corazzata Potëmkin.

Nell’autunno del 2021 Rai 1 ha trasmesso ancora Ballando con le stelle

Su Rai 1 si è conclusa l’ennesima, inutile, edizione di Ballando con le stelle. L’inutilità di questo programma sta essenzialmente in due aspetti negativi. Il primo è la cronica mancanza di innovazione che fossilizza il sabato sera della prima rete televisiva italiana nella importante stagione autunnale.

Il secondo aspetto negativo è che non alimenta l’archivio delle Teche Rai con contributi artistici di alta qualità come merita la storia della televisione pubblica. Il programma con la conduzione imbalsamata di Milly Carlucci esce nel peggiore dei modi dal confronto con Canale 5. Per 7 puntate è stato umiliato negli ascolti da Tu sì que vales e nelle ultime tre puntate è stato surclassato dal confronto con la altissima qualità di Uà lo show di varietà di Claudio Baglioni. La Rai dovrebbe essere un punto di riferimento nella produzione di show innovativi, di alta qualità e al passo con i tempi. Invece è ferma ad un format del 2005.

Citofonare Rai 2 con Simona Ventura e Paola Perego: l’ultima (si spera) invenzione del direttore Ludovico Di Meo

La direzione di Ludovico Di Meo è riuscita ad indebolire ulteriormente la già precaria situazione dell’offerta televisiva di Rai 2. Se si escludono i grandi eventi sportivi come l’olimpiade di Tokyo e gli europei di pallavolo femminile e maschile, la seconda rete Rai ha inanellato una sequenza di flop difficilmente ripetibile, unita alla produzione di programmi di cui non si sentiva il bisogno. A dicembre la direzione Di Meo finirà ma nel frattempo i programmi mediocri continuano. La domenica mattina va in onda Citofonare Rai 2, un programma che tra i tanti demeriti ha anche quello di proporre l’esperimento di co-conduzione di Simona Ventura e Paola Perego.

Il programma è talmente vecchio che io che ho 57 anni mi sento fuori target di una trentina di anni. Citofonare Rai 2 nelle intenzioni vorrebbe raccontare e accompagnare la domenica degli italiani. Sì, degli italiani ultraottantenni.

Da Grande di Alessandro Cattelan su Rai 1: ascolti e critica lo hanno bocciato. La lezione che il conduttore probabilmente ancora non ha imparato.

Caro Alessandro Cattelan, nel primo promo di Da Grande, ispirandoti alla sigla di Mr. Bean, atterravi su Rai 1 spiaccicandoti violentemente al suolo per poi rialzarti con difficoltà e con dolori sparsi da tutte le parti, andando via claudicante e lamentandoti per il dolore. Quel promo è la prova evidente che ben sapevi a cosa andavi incontro con il tuo esordio in prima serata su Rai 1.

Gli ascolti delle due puntate sono stati disastrosi: il 19 settembre hai totalizzato il 12.67% di share (2.376.000 telespettatori) e il 26 settembre hai persino peggiorato, facendo il 12% (2.196.000 telespettatori).

Il direttore di Rai 1 Stefano Coletta e quel “tranquillamente” sugli ascolti di Da Grande con Alessandro Cattelan

Il direttore di Rai 1 Stefano Coletta dice che Da Grande condotto da Alessandro Cattelan, senza concomitanza con la vittoria all’Europeo dell’Italvolley maschile, avrebbe potuto fare “tranquillamente il 16%”.
Quindi domenica prossima lo farà tranquillamente oppure farà molto di più? No perché se l’Italvolley ha tolto a Da Grande solo il 3.5% di share è lecito aspettarsi da un programma di così alto livello produttivo, uno scatto d’orgoglio per zittire chi lo ha criticato puntando a raddoppiare quei 3.5 punti di share e fare il 19.5%.
La domanda è: se però la seconda e ultima puntata di Da Grande dovesse fare tra il 14% ed il 15% di share in assenza di concomitanza con una finale sportiva con l’Italia vincente, il direttore di Rai 1 dovrebbe tranquillamente dimettersi, sì o no?

Estate 2021: c’è ancora la pandemia da Covid-19 e Rai 1 la domenica pomeriggio trasmette le repliche di Domenica In anziché offrire programmi in prima visione a chi ha scelto di restare a casa.

Caro direttore di Rai 1 Stefano Coletta, ieri ho pubblicato il seguente tweet:

“Rai 1 in estate propone programmi in prima visione nel daytime del mattino e del pomeriggio. La domenica pomeriggio invece trasmette pezzi di #domenicain in replica. Perché non realizzare una Domenica In Estate con una conduttrice ed ospiti giovani?”.

Mi ha risposto una certa Celestina Pistillo che su LinkedIn risulta essere “Branded Content Development ed Eventi Sponsorizzati (radio, tv, digital) – Responsabile presso Rai Pubblicità”.

Questa Pistillo mi fa la seguente lezioncina:

“Forse perché realizzare dei programmi ha un costo e bisogna fare delle scelte perché il budget di una rete non è illimitato. Detto questo un tempo c’erano solo repliche. Tutti i giorni, tutto il giorno. Varrebbe la pena non commentare sempre in negativo e per sottrazione”.

Caro direttore di Rai 1 Stefano Coletta, credere che io non sappia che fare tv costa tanti soldi è semplicemente ridicolo. Ma lo è ancor di più che una “responsabile” di Rai Pubblicità venga a scassare la uallera ad un abbonato nonché blogger tv considerando quel mio tweet un commento “in negativo e per sottrazione”.
Certi professionisti evidentemente si credono intoccabili e meritano soltanto di essere bloccati (come ho fatto) perché, è un mio sentire, fanno solo un danno alla azienda per cui lavorano.

Caro direttore di Rai 1 Stefano Coletta, il mio era un tweet propositivo. La pandemia da Covid-19 è ancora tra noi e ci sono alcuni milioni di italiani che trascorrono la domenica pomeriggio in casa per tanti motivi. Sono quasi certamente gli stessi che hanno trascorso l’autunno e l’inverno prevalentemente in casa e che, visti i grandi ascolti, hanno probabilmente già visto tutte le Domeniche In di nonna-bis Mara Venier che Rai 1 sta loro riproponendo anche in estate.

Mi sono chiesto, perché non offrire a questo pubblico qualcosa di nuovo, di originale, in prima visione? Che la professionista di Rai Pubblicità mi venga a fare la maestrina su quanto costerebbe un programma estivo da trasmettere la domenica pomeriggio, mi fa pensare che se è Rai Pubblicità a decidere su cosa la Rai deve investire (in estate ad esempio), allora la Rai non ha solo il problema della dipendenza dalla politica ma ha anche il problema di pensare più come una tv commerciale che come un servizio pubblico.

Caro direttore di Rai 1 Stefano Coletta, se come credo verrai riconfermato dal nuovo CdA Rai, mi auguro di vedere la prossima estate su Rai 1 la domenica pomeriggio un programma in prima visione. Un po’ dei soldi necessari per produrlo io li troverei non rinnovando i contratti ad un po’ di responsabili di Rai Pubblicità.