caro televip 2003

venerdì, novembre 28, 2003

Ipse dixit

Il circo e la televisione sono la stessa cosa. Sono piene di animali.

Piero Chiambretti.

Da “Fenomeni” del 26/12/99

Il postino (o piccolo post)

Caro Max Giusti, la tua è la migliore imitazione del momento. Non è una imitazione di Biscardi, è l’imitazione di Biscardi.

giovedì, novembre 27, 2003

Ipse Dixit

In Italia l’ultimo che ha inventato qualcosa è stato Enzo Tortora, dalle rubriche di Portobello è uscita tutta la tv del dolore, e poi gli Stranamori, il Chi l’ha visto?, le piazze di Guardì.

Pippo Baudo

da “Il Venerdì di Repubblica” del 13/12/96

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mercoledì, novembre 26, 2003

Pippo, stavolta hai toppato.

Pippo, te la ricordi Ieri e oggi? Che bella trasmissione. E Trent’anni della nostra storia? Ma si, quella di Frajese. Bella. Non mi dire che non ti ricordi di Ieri, oggi e domani?, non la conducevi tu, ma c’eri lo stesso per la storia del presidente Manca. Anche Cinquanta è una bella trasmissione sulla televisione. E non poteva essere altrimenti visto che tu sei una garanzia e che è quasi uguale ad una trasmissione di successo come Novecento. Beh, allora non c’è problema mi dirai. Ecco il problema. L’essere stato L’uomo che ha inventato la televisione ti obbliga a darle sempre il massimo. In questo caso il tuo massimo è stato il minimo per la televisione. Mi spiego. La televisione nel bene e nel male negli ultimi cinquant’anni ha avuto un ruolo importante in Italia. La celebrazione di questo anniversario avrebbe dovuto essere molto più approfondita. Non so se la Rai ha previsto un programma del genere, ma tu giocando d’anticipo con una trasmissione in prima serata dal titolo così roboante hai annullato gli effetti di una eventuale concorrenza. Frammenti di televisione, seppure tematici, non sono sufficienti per spiegare che cosa è stata e cosa ha significato per il paese e per intere generazioni di italiani. Già ti sento con quel vocione urlare ma io faccio il varietà! Allora parliamo e non ci capiamo. Io ti sto dicendo che la tua trasmissione, probabilmente, ci ha privato di un bel mattone-celebrativo in seconda serata magari a cura di Sergio Zavoli e Enzo Biagi. Capisci che perdita.

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Il mio primo commentatore

Ringrazio speedo per il suo commento di incoraggiamento inserendolo nei link fra i colossi della comunicazione televisiva. Non so se sarà contento di starci. Spero di capire presto come si fa a creare e a rinominare un box di link così da poterli accorpare secondo il tema. C’è qualcuno che può spiegarmelo? Riguardo alle immagini ho già visto che è abbastanza complicato e poi a questo blog serviranno poco. Mica volete che vi piazzo lì i faccioni dei personaggi tv?

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Ipse dixit

La tv è una: la sola vera divisione è fra chi la fa bene e chi la fa male.

Maurizio Costanzo

da Il Messaggero del 26/5/02

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martedì, novembre 25, 2003

L’ignorante, il ciccione e l’infedele.

Gad Lerner è impazzito. Questo avranno pensato gli insonni che il sabato sera, anzichè prendere la solita pillola per dormire si guardano dieci minuti de l’Infedele. Dopo la trasmissione di sabato scorso non avranno più questa certezza. Ma come, tu mi dici che rappresenti l’altro sabato sera della televisione italiana, lo fai per tutte le puntate e poi all’improvviso cambi idea? Ma come, io mi metto sulla poltrona con il plaid pronto a farmi un sonnellino e tu m’intitoli la trasmissione: Risate, censura, condanne: un regime o una farsa? Poveri insonni. Ma come io fuggo da panariello, Maria De Filippi e Sconsolata e tu m’inviti Marco Travaglio la sera della condanna di primo grado a Previti per corruzione? E no Gad. Per colpa tua la serata si fa eccitante e non si dormirà. Le pillole, ma dove le ho messe. Ma come, io ero abituato ad una lunga serie di ospiti sconosciuti, dotti e soporiferi e tu mi fai un collegamento con Sabina Guzzanti e Giuliano Ferrara? E no Gad. No si fa così. Se avessi preso dieci caffè l’effetto non sarebbe stato così eccitante. E quando Ferrara inizia a dare dell’ignorante alla Guzzanti e questa gli dà del ciccioneex comunista pagato dalla Cia tu che fai? Mandi la pubblicità? E no Gad. Lo stile picco d’ascolto commercial-popolare non era nei patti. Le pillole le ho finite. Non le ho comprate perchè stasera contavo di addormentarmi con la tv. Ma come si può riposare se mentre nella più tranquilla delle trasmissioni si scambiano epiteti come teppista squadrista, arbiter elegantiarum e fetecchia. E no Gad. Che cosa mi combini, apprezzi la fetecchia perchè ti ricorda Totò. E no Gad. lasciamo stare gli artisti. caro Gad, sabato scorso sei stato infedele ai tuoi spettatori insonni e ha strizzato l’occhio a quelli orfani di Santoro. Ma sei impazzito? Attento che rischi l’accusa di lesa maestà.

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Post di presentazione

Una segretaria RAI al telefono: “Pronto? Qui è la televisione…”

Eduardo de Filippo: “Aspetti che le passo il frigorifero!”

da “Il televisore” di Giuliano Galletta, 1995 – Paravia

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martedì, dicembre 23, 2003

Tanto bella e tanto quieta

Se ci fosse un premio per il personaggio tv più pacato non avresti rivali. In confronto a te il Luciano Rispoli di Parola mia è un esagitato. Ricordo quando Cesare Cadeo, a Calciomania, ti vezzeggiava come una bambina. Oggi sei uno dei volti più noti e rassicuranti della televisione italiana. Lo studio di Verissimo, tra una gravidanza e l’altra, è la tua quieta e quasi decennale dimora. Al massimo ti allontani per raccontare storie di famiglie reali e una volta all’anno sei la Carlucci di Mediaset nel Concerto in Vaticano. Ci sono occasioni in cui la tv ha bisogno di garanzie e sia tu che Milly lo siete. Con lo stesso garbo, stile ed eleganza hai scritto una serie di libri sul galateo. Capisci che mi sono preoccupato quando ti ho visto rispondere, senza inibizioni, alla intervista doppia delle Iene. Mi son detto: ecco anche Cristina Parodi è tentata dalla tv urlata. Sai Cristina, proprio non ti ci vedo. Non sei tipo da isola, anche se ti è familiare e hai detto di preferirla al Grande fratello. Non sei il tipo che alza la voce ed interrompe bruscamente il principe Giovannelli mentre parla di Stefanie di Monaco. Non ti presenterai mai in tv con la gonna sopra al ginocchio al posto del pantalone elegante. Non sostituirai mai i tuoi tenui colori pastello con dei colori sgargianti ed aggressivi. Non azzarderai mai una leonesca permanente al posto della angelica e piallata pettinatura classica. Non cambierai mai il tuo tranquillo sorriso rigato con un minaccioso cipiglio televisivo. Ma se all’improvviso questa tua quietezza sfociasse in una irresistibile carica agonistica trasformandoti nella più irriverente, risoluta, nonchè unica, anchorwoman italiana allora sarebbe veramente dura per i vari Ferrara, Santoro, Vespa, Costanzo, Lerner, Ballarò ed Excalibur.

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Il postino (o piccolo post)

Cara Roberta Capua, ieri mentre un falcone addestrato eseguiva delle acrobazie nello studio di Uno mattina, tu non facevi altro che dire: che meraviglia! E’ bravo mamma mia! Sempre più difficile! Mi sei sembrata meno entusiasta dopo che il falcone ti ha sfiorato il naso durante uno spettacolare, quanto inutile, volo radente sulla tua testa. Ovviamente dopo pochi secondi era pronto il replay da tutti i punti di vista.

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Il postino (o piccolo post)

Caro Paolo Bonolis, fedele a te stesso, domenica scorsa hai iniziato la puntata natalizia di Domenica in disteso a terra o, come hai detto tu, a pelle di leone sul pavimento. Stavi con le braccia in fuori, tipo croce, in mezzo ad un albero illuminato elettronicamente e con la testa avvolta da una sfera di luce bianca. Hai fatto una specie di sermone che hai concluso dicendo che è si bello ricevere ma quanto è bello dare. Così tanto per tenerti in allenamento.

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venerdì, dicembre 19, 2003

Riassunto delle lettere confidenziali che ho postato finora

1) L’ignorante, il ciccione e l’infedele (destinatario Gad Lerner)

2) Pippo stavolta hai toppato (destinatario Pippo Baudo)

3) Quello che il tempo (destinatario Fabio Fazio)

4) Senza colpa (destinataria Simona Ventura)

5) Nuvole benefiche (destinatario Paolo Bonolis)

6) Naomo senza bip (destinatario Giorgio Panariello)

7) Beata gioventù (destinatario Bruno Vespa)

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Ipse dixit

La televisione è come un autobus: per salirci deve scendere qualcuno.

Enrica Bonaccorti

da il “Maurizio Costanzo Show – Uno contro tutti” del 27/12/00

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Il post di Flaiano

Devoto: fra trent’anni l’Italia sarà non come l’avranno fatta i governi, ma come l’avrà fatta la televisione.

Ennio Flaiano – da Diario degli errori – Bompiani

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giovedì, dicembre 18, 2003

A video spento sto leggendo: Non ti muovere di Margaret Mazzantini.

Se non fosse uscito in edizione tascabile super economica non lo avrei comprato. Avrei sbagliato perchè il libro è bello, è scritto bene da una donna che sa cosa significa essere un uomo. La protagonista del libro è la vita, così semplicemente complessa.

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A video spento rileggerei: L’importanza di chiamarsi Ernesto di Oscar Wilde.

Per passare un pomeriggio di puro divertimento e spensieratezza. Un esempio di talento letterario al servizio del lettore. Equivoci continui e personaggi esilaranti. Un testo scorrevole ed illuminato. Un piccolo grande classico che non invecchierà mai. Leggere, e ancor di più rileggere, Ernesto è una terapia d’urto per sorridere alla vita. O forse è solo quel che dice il sottotitolo una commedia frivola per gente seria.

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Ipse dixit

Quello che mi fa rabbia di Eco è che lui nega di aver mai fatto l’autore di “Lascia o raddoppia?”. E invece era lì, era il cocco della redazione, se ne stava coi cervelloni che formulavano le domande.

Mike Bongiorno

da “Il Venerdì di Repubblica” del 25/10/96

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Ipse dixit

Nel 1961 scrissi un pezzullo su di lui e da allora vengo perseguitato. Basta con Bongiorno.

Umberto Eco

da “Il Corriere della Sera” del 29/12/96

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Il postino (o piccolo post)

Caro Pippo Baudo, non ce l’ho con te sia chiaro. Nell’ultima puntata di Cinquanta hai detto che Umberto Eco ha scritto un libro intitolato Fenomenologia di Mike Bongiorno. Non è un libro ma, come lo ha definito lo stesso Eco, un falso saggio di 7 pagine che fa parte di una conosciutissima raccolta intitolata Diario minimo. Caro Pippo a te che ti costava dire ha scritto un saggio anzichè ha scritto un libro. E non mi tirare fuori la storia che in televisione bisogna parlare semplice perchè la parola saggio è semplicissima e non credo che i telespettatori abbiano difficoltà a comprenderne il significato.

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mercoledì, dicembre 17, 2003

Il postino (o piccolo post)

Sono bloccato all’aeroporto da una improvvisa (o improvvisata?) assemblea sindacale del personale alitalia. Personaggi televisivi che ho incontrato finora: Vanessa Gravina (attice di soap), Fedro del Grande Fratello e Cochi Ponzoni, uno dei personaggi che ha fatto la storia della televisione italiana in bianco e nero.

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martedì, dicembre 16, 2003

Il post di Flaiano

Da quando alla televisione sente parlare i cronisti delle autorità anche lui non arriva più: giunge. Non sta più a sentire: ascolta. Non aspetta: attende. Se scende, scende ossequiato o attorniato. E poi: esamina, fa presente, prende provvedimenti, si intrattiene cordialmente, auspica l’intervento, dà la preminenza, resta dentro i confini, attende cautamente, esprime la soddisfazione, riassume, sottolinea, riafferma, rinnova, presenzia, partecipa, – e tutto questo con le persone di famiglia.

Ennio Flaiano – da Frasario essenziale per passare inosservati in società (Fogli di diario 1967) – Bompiani 1998.

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lunedì, dicembre 15, 2003

Beata gioventù

Ti immagino bambino a scuola seduto al primo banco con il fiocco perfetto ed il grembiule lindo. Mi immagino la maestra che ti chiama alla cattedra: Vespa Bruno, vieni a leggere il tuo tema alla classe. E tu felice davanti ai compagni, con il quaderno aperto, che racconti l’intervista fatta al preside mentre, durante le vacanze estive, gioca a bocce con gli amici. Bravo Bruno. Aspetti signora maestra, non ho finito. Voglio leggere anche il riassuntino dell’incontro con il più ricco del paese che mi ha disegnato sul quaderno gli schemini di come gioca la sua squadra di subbuteo. Bravo Bruno, che bello. Lo sa signora maestra, il parroco ha telefonato alla mamma per chiederle se posso andare a leggere il tema anche ai compagni di catechismo. Bravo Bruno, anzi bravissimo. Alcune passioni da bambino ce le hai ancora. I plastici per esempio. Quanto ti piacciono i plastici! In tv spesso ci giochi, sposti i personaggi entrandoci dentro con le mani, ci spieghi come sono accaduti i fatti come se fossimo i tuoi compagni delle elementari. E poi le macchinine. Quanto ti piacciono le macchinine! Mi ricordo di quella volta che ne hai fatta entrare in studio una grande grande, rossa, bella. E tu che l’accarezzavi e l’ammiravi estasiato. Ti immagino, come un bambino in attesa del Natale, lanciare i dadi del gioco dell’oca e ad ogni casella scontare la penitenza di andare a pubblicizzare il tuo ultimo tema, pardon, libro, in tutte le trasmissioni televisive. E’ bello avere tanti amici che t’invitano e ti fanno le feste. E tu gioiosamente passi di tv in tv come la poetica donzelletta recando in mano un mazzolin di schemi calcistici. Ieri hanno catturato Saddam che si nascondeva in una buca di 2 metri per 2. Voglio proprio vedere che plastico t’inventi.

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venerdì, dicembre 12, 2003

Il postino (o piccolo post)

Caro Ezio Greggio, nella puntata di Striscia del 4 dicembre scorso anziché commentarlo, uno strafalcione lo hai fatto. Riferendoti ad una improbabile esibizione del mago Casanova, hai parlato di pérformance. Bene, hai sbagliato a mettere l’accento sulla e iniziale. Dovevi metterla sulla o. E’ un errore che faccio spesso anch’io.

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giovedì, dicembre 11, 2003

Ipse dixit

La televisione crea mostri, la televisione li distrugge. Sono due facce della stessa medaglia?

Enzo Biagi

da “Il fatto” del 25/1/02

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mercoledì, dicembre 10, 2003

Ipse dixit

La televisione è come il mare. Non bisogna darle del tu perché improvvisamente ti si rivolta contro.

Gianfranco Funari

da “Stasera c’è Funari” del 03/02/02

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Naomo senza bip

Non so se Bonolis te l’ha detto ma l’amministratore del mio condominio ha riparato l’antenna e così sabato ti ho potuto vedere. Il forzato anno sabbatico non ti ha cambiato. Panariello è sempre Panariello. Non mi importa se la trasmissione è quasi uguale alle prime due edizioni. Che importa se dura più di Via col vento e i giochi della lotteria sono divertenti come il monoscopio. I tuoi personaggi, anche se ripetuti, sono sempre divertenti e realisticamente ingrigiscono. Non è così importante se il monologo sulla pubblicità non è proprio una novità e molti degli spot che fai cantare in coro al palapubblico è da qualche anno che non vanno più in onda. Almeno l’ippopotamo dei pannolini lo hai tolto. Non me la sono presa nemmeno quando nelle prime due edizioni di Torno sabato hai ripetuto il pezzo di Johnny e la casa del terrore. Non so se lo hai già fatto anche quest’anno o se lo rifarai. Se accadesse non me la prenderei perché è uno dei pezzi di televisione più belli degli ultimi anni. Poco importa se il tuo varietà non varia tanto. Mi sono preoccupato invece quando il tuo Naomo si è presentato con l’asciugamano stretto in vita. Ho pensato che volevi finire pure tu in mutande come Moranti per avere la meglio sulle carrambate postali. A dire il vero una novità c’è. No, non parlo della bellona di turno. Parlo delle parolacce. Non le dici più. Sei passato ai doppi sensi e alle ammiccatine. Chi ti ha fatto togliere le parolacce non capisce niente del tuo personaggio. ‘O Giorgio, mi spieghi perché in una tv che è tutta un bip…bip… solo tu hai deciso di rinunciare ai tuoi colorati rafforzativi. Guarda che ti potrebbero pure chiedere di rinunciare alla tua toscanità. Pensaci Giorgino.

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martedì, dicembre 09, 2003

Ipse dixit

Dopo Berlusconi in tv niente fu come prima. Prima c’era la tv bulgara, adesso c’è quella della spazzatura e della mistificazione. Una tv che non mostra la società com’è, ma la trasforma in società dello spettacolo. Una continua recita, un continuo artificio che si vuol far passare per verità. In un simile contesto noi attori siamo i più penalizzati scavalcati da dei dilettanti allo sbaraglio. E allora, se i politici cercano di rubarci il mestiere, a noi comici non resta che metterci al loro posto, impegnandoci sulla scena a esplorare quei territori da loro trascurati.

Paolo Rossi

da “Corriere della Sera” dell’11/11/01

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Il postino (o piccolo post)

Caro Enrico Papi, era un po’ che non seguivo Sarabanda. Come cantante non sei migliorato.

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venerdì, dicembre 05, 2003

Ipse dixit

Per la tv urticante c’è sempre bisogno di una pomata d’intelligenza.

Paolo Bonolis

da “Panorama” del 20/09/01

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giovedì, dicembre 04, 2003

Nuvole benevole

Per un guasto all’antenna condominiale da oltre due mesi non vedo Raiuno. Ti risparmio i commenti sul mio amministratore di condominio. Quindi mi sono perso il tuo esaltante inizio di stagione. Ti ho visto su Blob mentre assistevi una donna incinta che faceva l’ecografia in diretta. Immagino che ci sarà la dovuta suspance sia sul sesso che sul nome del nascituro. Mi auguro di fare in tempo a vedere il parto in diretta. Amministratore permettendo. Ho sentito che sei anche inciampato in un sondaggio antiberlusconi e non contento hai dichiarato che non voterai più per il suo partito. Sembra anche che ci sia la registrazione di te che parli di regime. E non solo sei sopravvissuto, ma sei anche su tutti i giornali: Bonolis batte Costanzo e Ricci. Si perché pare che oltre al prevedibile primato domenicale stai anche superando l’insuperabile tg satirico semplicemente aprendo delle scatole infiocchettate. Grazie a te gli ascolti di Raiuno hanno avuto un’impennata. Lunedì scorso caro Paolo eri in onda contemporaneamente su tre canali: in diretta ad Otto e mezzo; in onda e registrato presumo su Raiuno con le scatole; ritiravi il tapiro con evangelico rispetto nei confronti degli sconfitti. Quindi riassumendo: ti interessi delle origini della vita, eviti l’ ira dei potenti, appari contemporaneamente in 3 trasmissioni, resusciti gli ascolti, sei evangelico, affronti audace gli dei della tv commerciale. Probabilmente la prolungata presenza tra le nuvole pubblicitarie ti ha avvicinato ai misteri della creazione, ti ha conferito uno scudo protettivo, ti ha trasmesso il dono dell’ubiquità catodica e ti ha regalato il tocco taumaturgico per le crisi di idee televisive. Ma allora perché con Laurenti non funziona? Ho capito. Anche fra le nuvole ci sono i raccomandati.

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mercoledì, dicembre 03, 2003

Ipse dixit

Chi fa la tv non può permettersi il lusso di criticarla.

Gianni Boncompagni

da “Il Corriere della Sera” dell’11/02/97

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Ipse dixit

La tv ha bisogno del cinema come i fast-food di hamburger.

Roberto Benigni

da “E l’alluce fu” – Einaudi, 1996.

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lunedì, dicembre 01, 2003

Senza colpa

Andy Warhol ha detto che la televisione rende tutti famosi per 15 minuti. Ma se uno famoso lo è già, oppure lo è stato o pensa di esserlo? A queste domande inutili avremo delle risposte inutili quando sarà terminato l’effetto cueva. E tu Simona non sentirti responsabile di quello che sta succedendo, perché non è colpa tua. Non è colpa tua se gli undici isolani sono ospiti anche delle lezioni notturne del Consorzio Nettuno. Non sentirti in colpa se Fabio Testi va a meno trasmissioni di Susanna Torretta. Che colpa ne hai tu se Barbara Chiappini ha capito sull’isola di essere bella senza trucco e si fa spalmare di torta alla panna dalla iena Lucci. Qualcuno potrebbe dire che è colpa tua se sempre più spesso vengono ritrasmessi i vecchi balletti di Carmen Russo; ma sbaglierebbe. E’ forse colpa della Ventura se l’avventura sull’isola ha determinato una barbosa serie di ospitate di Walter Nudo? Il pianto che non conosce confini della Ruta, tornerà presto sorriso, come nella frase coniata per lei da Sandro Ciotti, magari mentre presenterà lo Zecchino d’Oro. Se poi Tacconi anziché alla Domenica Sportiva finirà ospite fisso di Guardì tu che cosa puoi farci? Dimmi che colpa ne hai tu se Silvestri lo continueranno a chiamare Daniele e se Ringo smetterà di fare il d.j. Meriti certo un plauso per aver svezzato Giada e tolto per un pò Mazzocchi dalle fatiche sportive. Ora Simona mi devi scusare perché sta per cominciare la prima puntata di Casa Pappalardo, la trasmissione che ci racconta quasi in diretta la vita di Adriano, quella di tutti i giorni, e non me la posso perdere. No Simona, non devi sentirti in colpa.

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Ipse dixit

La tv non ha compiti educativi. Risponde solo alle domande della gente.

Davide Mengacci

Da “Tv Sette” n. 7/1997

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Il postino (o piccolo post)

Caro Gad Lerner, non sei impazzito. Sabato scorso l’Infedele è tornato la trasmissione di sempre. Hai parlato di economia italiana ed europea con ospiti sconosciuti e soporiferi. E quando l’ex ministro Visco ha detto che la discussione era interessante ma causidica, allora ho gioito addormentandomi poco dopo.

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Quello che il tempo

Mio nonno aveva una passione per le previsioni del tempo. Quando in tv c’era il colonnello Bernacca in casa vigeva un rispettoso silenzio. Caroselli gli sarebbe piaciuto, Giuliacci e la sua mossetta lo avrebbero divertito ma si sarebbe fidato. Quello con il farfallino che racconta i proverbi non lo avrebbe entusiasmato. I duetti tra Fede e miss Italia li avrebbe evitati. Ma tu Fabio lo avresti fatto arrabbiare. Da alcuni anni nelle interviste non fai che parlare di questa idea di un programma sulle previsioni del tempo. Poi ti ho visto con un nano in mano ma senza ombrello e allora ho pensato che avessi rinunciato a fare il Bernacca. Qualche settimana dopo il nano è scomparso ed anche tu, dal video, seppure con un equo indennizzo. Fino a questa estate quando i giornali hanno cominciato a parlare del tuo ritorno in tv con il meteo. Quindi ti ho visto nel promo in cui manifestavi il dubbio amletico sul titolo: Piove governo…(tuono) oppure Chetempochefa? E allora è stato chiaro che il meteo sarebbe stato il pretesto per fare una comune trasmissione di satira sull’attualità politica e di denuncia. Ne sono certo: mio nonno si sarebbe arrabbiato e noi nipoti avremmo subito il rimbrotto generazionale: …ai miei tempi era un’altra cosa…adesso la politica la mettono pure nelle previsioni del tempo… Insomma ti avrebbe accusato di contaminare il suo rito serale togliendogli la sacralità.

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