Il successo di Pio e Amedeo in prima serata, ovvero, lo stato infelicissimo della televisione italiana

Felicissima Sera con Pio e Amedeo in prima serata su Canale 5 per tre venerdì è stato un successo di ascolti: 20.1%-21.1%-22.5% di share (con una media di 4 milioni di telespettatori a puntata). Una buona (?) parte dei critici professionisti li ha esaltati. Siamo di fronte al più classico esempio di televisione agonizzante nei contenuti gestiti da conduttori-comici, che qualcuno ha l’ardire di definire “irriverenti”.

Pio e Amedeo sono l’espressione peggiore della volgarità televisiva ostentata, arrogante, ignorante. Guardarli ed ascoltarli vuol dire accondiscendere ad un modello di comunicazione che vuole imporre una ingiustificata e reiterata volgarità espressiva. La maleducazione come tema ineluttabile. Le parolacce come lessico caratterizzante. Il pensiero inqualificabile spacciato per dominante. Ma ciò che rende Pio e Amedeo quanto di peggio si possa trasmettere in tv in prima serata è che qua e là nel programma piazzano momenti di “buonismo” e di “serietà” mostrando dei filmati per giustificare la loro “scorrettezza”, dandole come “valore e significato” quello di essere uno strumento per far riflettere sulle ipocrisie ed i comportamenti di una società che loro hanno la presunzione di far finta di rapprentare. Pio e Amedeo, per giustificare il loro modo di essere in televisione, dicono: “Siamo in Italia!”. E questa è la loro battuta più infelice ed inaccettabile. Dovrebbero solo dire: “Siamo Pio e Amedeo”. I due rappresentanti simbolo dello stato di incoscienza della televisione italiana. Quanto è infelice una così tanto sguaiata felicità.

Il Caro Televip 2020 è… Alfonso Signorini

Come da tradizione del mio blog dal 2004, nell’ultimo post dell’anno decreto, a mio più che sindacabile giudizio, il Caro Televip simbolo dell’anno televisivo appena concluso.

Il Caro Televip 2020 è…

Alfonso Signorini

Il non-conduttore del padre di tutti i reality trash che tiene in piedi il primetime di una tv commerciale mai così brutta. Degno scudiero di Pier Silvio.

Perché Mediaset non si è giocata la carta Verissimo con Silvia Toffanin contro la Domenica In di Mara Venier?

View this post on Instagram

La seconda edizione di Domenica In con il ritorno alla conduzione di Mara Venier va a gonfie vele negli ascolti. In assenza di un competitor diretto forte. Mi chiedo: perché Canale 5 non contrappone a Domenica In un programma in grado di contrastare Rai 1 in quella fascia oraria? Me lo chiedo da quando questa estate sono stati presentati i palinsesti autunnali. Non essendo un manager televisivo di altissimo livello non riesco ad immaginare quale logica c'è nel lasciare totalmente campo libero alla concorrenza. Soprattutto per una tv commerciale, vuol dire rinunciare ad essere competitivi in uno spazio ambito dagli inserzionisti. Da blogger tv per passione, mi chiedo: perché Pier Silvio Berlusconi non si è giocato la carta Silvia Toffanin con il suo Verissimo? Il programma è uno dei marchi storici di Canale 5. Negli ultimi anni si è consolidato negli ascolti e Mediaset ha investito risorse importanti sia dal punto di vista produttivo che nella quantità di ospiti. Silvia Toffanin, che a me non piace nemmeno un po', ha trovato una dimensione che sembra piacere al pubblico interessato alle interviste ai personaggi dello spettacolo. La "nuova" Domenica In di Mara Venier vive di interviste ai personaggi dello spettacolo (con poche eccezioni). Lo stile delle due conduttrici, nonostante la differenza generazionale, ha un taglio familiare e anche la differenza generazionale si annulla, visto che Mara Venier sembra una giovincella e Silvia Toffanin sembra mia nonna per quanto è vecchio il suo stile di conduzione. Certo, lasciare la sicurezza del successo di sabato pomeriggio per affrontare la difficilissima sfida della domenica pomeriggio, sarebbe un azzardo. Però se andasse bene, sarebbe una consacrazione importante per un volto importantissimo di Canale 5 come Silvia Toffanin. Purtroppo per questa stagione i giochi sono fatti e Mara Venier continuerà, meritatamente ma indisturbata, a vincere la sfida degli ascolti contro una Canale 5 quasi spenta. Al massimo, per vedere chi fa più ascolti, posso sperare nella ospitata incrociata: Venier ospite di Verissimo e Toffanin ospite di Domenica In. Almeno questo si può? #maravenier #domenicain #silviatoffanin #verissimo

A post shared by @ akiocarotelevip on

Mediaset e la holding olandese: il vocale di Caro Televip

Una certezza che ho dopo l’intervista di ieri di Silvia Toffanin a Pamela Prati in cui l’ex ballerina del Bagaglino ha confessato: “Mark Caltagirone non esiste”

View this post on Instagram

Non ho scritto nulla sul caso "Prati-Caltagirone" perché da subito ho capito che il livello di discussione sarebbe stato talmente basso che non meritava nemmeno un minuto del mio tempo. Ho seguito "il caso" su Dagospia che ne ha rivelato tutti gli aspetti chiari e oscuri, facendo un curatissimo lavoro giornalistico (un bravo, in particolare, a Giuseppe Candela) per svelare la verità principale, ovvero che il presunto sposo della ex ballerina del Bagaglino non è mai esistito in quanto persona in carne ed ossa. Su come i programmi Mediaset hanno cavalcato nelle ultime settimane questo caso, un piccolo caso, diciamo "un casino" mediatico, mi viene da fare solo questa osservazione. Il programma Verissimo di Canale 5 condotto da Silvia Toffanin, ha raccontato da par suo "il caso" con interviste esclusive a Pamela Prati. Il fatto che la giornalista professionista Silvia Toffanin sia compagna di vita del vice presidente e amministratore delegato Mediaset Pier Silvio Berlusconi, non è un dettaglio e non è una cosa irrilevante a mio avviso. Se Silvia Toffanin ha prestato il suo volto e la sua professionalità per trattare come ha trattato il caso Prati-Caltagirone, non posso fare a meno di pensare che Mediaset, al suo massimo livello dirigenziale, abbia dato l'OK a dare tutta la rilevanza che ha dato al "caso", al "casino", Prati-Caltagirone. Da blogger televisivo, dopo aver visto la puntata di ieri di Verissimo in cui Silvia Toffanin ha raccolto, faccia a faccia in uno studio vuoto, la confessione di Pamela Prati che "Mark Caltagirone non esiste", ho solo una cosa da dire: il "casino" Prati-Caltagirone finirà mentre, purtroppo, questa Mediaset continuerà a trasmettere programmi per me inguardabili. #silviatoffanin #verissimo #piersilvioberlusconi #pamelaprati #markcaltagirone #canale5 #mediaset

A post shared by @ akiocarotelevip on

Maria De Filippi: “I social non determinano il risultato di una trasmissione televisiva”. Un pensiero per chi lavora per promuovere i suoi programmi sui social.

View this post on Instagram

Cara Maria De Filippi, durante "A raccontare comincia tu" del 25/4/2019 su Rai 3, Raffaella Carrà ti ha chiesto: "Perché i social sono così importanti nelle varie trasmissioni televisive? Perché è un contatto diretto con il pubblico?". Tu hai risposto: "Guarda, io i social li leggo ma non penso che i social determinano il risultato di una trasmissione televisiva. Per me no. Poi molti lo pensano". Cara Maria De Filippi, concordo. Secondo me, televip, emittenti televisive, produzioni tv, uffici stampa, uffici marketing, uffici comunicazione e addetti ai lavori, esagerano nel dare importanza alle opinioni espresse sui social media. Esagerano tutti quelli che fanno parte direttamente o indirettamente degli entourage dei televip a monitorare i social in modo così sistematico e a sprecare tutte quelle energie fisiche e mentali per esaltare sui social il proprio lavoro, rispondere alle critiche, retwittare e mettere i cuoricini ai commenti positivi. È una esagerazione stare lì a vedere se sì è nei trending topics e con quante menzioni ed interazioni anche in riferimento alla concorrenza. Cara Maria De Filippi, il mio pensiero in questo momento va a tutti i professionisti della tua Witty Tv che sui social si dannano l'anima per promuovere le vostre produzioni sul web e sui social media e che da oggi sanno che per la loro capa "i social non determinano il risultato di una trasmissione". Dopo questa affermazione secondo me non gli conviene nemmeno metterlo nel curriculum che hanno lavorato per promuovere sui social media i programmi di Maria De Filippi. #araccontarecominciatu #mariadefilippi #raffaellacarra #socialtv #socialmedia

A post shared by @ akiocarotelevip on

Il silenzio dell’acqua: i live tweeting di Caro Televip

Continua a leggere

Pier Silvio Berlusconi “In Italia c’è una grandissima concorrenza, persino esagerata. Ci sono più canali in Italia che in tutti gli altri paesi del mondo”. Chissà chi è il colpevole.

Pier Silvio Berlusconi è soddisfatto del bilancio positivo 2018 di Mediaset.

L’amministratore delegato e vice presidente Mediaset si compiace di parlarsi addosso davanti alla telecamera del suo Tg5 e a me fa tanto ridere soprattutto quando, a sostegno dei risultati ottenuti, dice:

“Per quanto riguarda il settore dei media c’è una grandissima concorrenza, persino esagerata. Ci sono più canali in Italia che in tutti gli altri paesi del mondo e in più c’è una concorrenza fatta da questi giganti del web che portano via fette di pubblicità, che è la nostra vita, senza creare occupazione e senza pagare le tasse. Detto questo noi siamo ottimisti, fa parte del nostro DNA. come l’anno passato abbiamo lavorato in maniera intensa, siamo pronti a nuovi investimenti e io spero che, una azienda italiana leader nell’industria dei contenuti, possa a breve fare anche dei nuovi passi verso altri paesi. Mediaset è già leader della televisione in Italia e in Spagna ora è un progetto, ma a breve speriamo diventerà qualcosa di più concreto, vorremmo crescere a livello internazionale” (Tg5, edizione delle 20 del 13/3/2019).

Non mi stupisco più del fatto che l’amministratore delegato e vice presidente di Mediaset ripeta da anni sempre le stesse frasette. Ma devo ringraziarlo perché un suo grande classico, ovvero, la affermazione che in Italia ci sono più canali televisivi che in tutto il resto del mondo (“concorrenza persino esagerata”, dice), per me è un capolavoro comico. Hai ragione Pier Silvio! E’ stata quella Legge Gasparri fatta dal governo Berlusconi a metterti in questa condizione e per anni tuo padre si è vantato di aver aumentato l’offerta radiotelevisiva in Italia! Legge Gasparri che ha dato la possibilità a Mediaset di avere, tutti, i tanti canali che ha e che contribuiscono a fare dell’Italia il paese con più canali televisivi al mondo. Ma che dico ridere, Pier Silvio Berlusconi mi fa scompisciare dalle risate.

Dai, facciamo finta che Adrian, la serie evento, non sia mai esistita

Caro vice presidente e amministratore delegato Mediaset Pier Silvio Berlusconi, capisco che, per un milanese purosangue come te, Adriano Celentano possa essere un mito. Lo è per l’Italia intera, come artista che ha segnato un’epoca ed è sicuramente uno dei miti della musica leggera e dello spettacolo italiano.

Così, quando è venuto da te per chiederti di partecipare al progetto della serie animata Adrian, ne sarai stato onorato e gli hai detto sì, facciamolo. Per me è stato un errore, tuo e suo.

Continua a leggere

La nuova Retequattro, in attesa di Piero Chiambretti e Roberto Giacobbo in prima serata: chi l’ha vista?

Caro amministratore delegato e vicepresidente Mediaset Pier Silvio Berlusconi, la rivoluzione che avrebbe dovuto rilanciare Retequattro per il momento è una battaglia persa, sia per quanto concerne gli ascolti che rispetto all’identità di rete.

Gli ascolti delle novità, Stasera Italia con Barbara Palombelli, Quarta Repubblica con Nicola Porro e W l’Italia con Gerardo Greco, sono tutti perdenti contro la concorrenza.

Continua a leggere