60 anni di storia Rai: quando ci dispiaceva perché finiva Indietro tutta di Renzo Arbore

Caro Renzo Arbore, la struttura Rai Notte ha da poco terminato di trasmettere su Rai 2 le repliche di Indietro tutta. L’ultima puntata, quella in cui eravate tutti in costume da bagno pronti per andare al mare, è stata emozionante come allora, quanto la vidi in diretta. Sarà la nostalgia, sarà che la sento ancora mia quella tv (ma che sto cantando Sarà la nostalgia di Sandro Giacobbe? Boh e pure mah).

Sarà che dopo così tanti anni c’è chi come Antonio Ricci ancora prova ad imitarvi nella speranza disperata di dare una atmosfera scanzonata allo studio della sua ultima, jurassica, idea televisiva intitolata Giass e che in prima serata su Canale 5 ha fatto piangere non solo per la scarsissima qualità ma anche per gli ascolti (11.4% di share) da chiusura immediata del programma (se Pier Silvio Berlusconi non lo farà dimostrerà una preoccupante sudditanza nei confronti di Antonio Ricci). Era notte fonda un venerdì di qualche settimana fa mentre tu e il bravo presentatore Nino Frassica facevate il giro dello studio per salutare le decine di personaggi che avevano animato la trasmissione. Alla fine della puntata ho rivissuto il piccolo dispiacere di allora nel vedere finire un appuntamento televisivo di quelli che non perdevo mai. Indietro tutta, come Quelli della notte, erano programmi che davano la stessa dipendenza che oggi danno le serie tv americane più celebrate. Chi oggi fa la tv dovrebbe studiare puntata per puntata, momento per momento, un programma come Indietro tutta (il link a tutte le puntate su Rai.Tv). I ventidue minuti dell’ Identi chi è Quiz con Massimo Troisi sono qualcosa di straordinario e ancora oggi insegnano (a chi sa apprendere) come si possa fare un intrattenimento televisivo leggero di alto livello, partendo da un’idea banale. Caro Renzo Arbore, vedere oggi in prima serata su Rai 2, la mamma di Indietro tutta, un programma come Made in Sud, fa venire solo una gran rabbia. La mia valutazione non è figlia solo della nostalgia televisiva. Quando si ha l’occasione di confrontare due epoche televisive e valutarne oggettivamente lo spessore e la qualità è evidente che la televisione di oggi ne esce demolita perché rarissimamente si trovano programmi che lasciano il segno come Indietro tutta. Mi piace chiudere questo post (oltre che con il video della partecipazione di Massimo Troisi) con la definizione di televisione con cui il prof. Pisapia chiuse il ciclo di trasmissioni di Indietro tutta.

Arbore: Il professor Pisapia, che nel corso di questi lunghi mesi ha visto televisione su televisione, senta, professore. Ci dica una parola definitiva, dopo che lei ha visto per tanti anni televisione su televisione su televisione, monitors su monitors. Che cos’è, finalmente, in fine, la televisione?

Professor Pisapia: La televisione è un parallelepipedo più o meno grande, con un solo lato trasparente, attraverso il quale se ne vedono di tutti i colori.

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