Il successo della quattordicesima edizione di Ballando con le stelle condanna Rai 1 all’immobilismo creativo

Il successo della quattordicesima edizione di Ballando con le stelle di Milly Carlucci che batte la diciottesima edizione di Amici di Maria De Filippi, condanna Rai 1 alla politica dell’immobilismo, dà forza ai dirigenti schiavi del “chi vince ha sempre ragione”, anche quando si vince con un programma vecchio che non fa crescere la rete in originalità. E allora è giusto che chi scrive di tv dia tutto il risalto che dà a mezzo punto di share in meno o in più. Lo vuole chi fa la tv e non solo per vendere gli spazi pubblicitari ma per bearsi di vittorie tanto effimere quanto immeritate. Ripetere per decenni sempre gli stessi programmi televisivi solo perché “vincono” le serate con numeri che un tempo sarebbero stati considerati disastrosi è il segno dei tempi, non solo televisivi, purtroppo. Ottenere il massimo del minimo con il minimo. E la Rai Radio Televisione Italiana non dovrebbe mai fare, dare e ottenere il minimo.

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Suor talent show Cristina torna in tv: che peccato.

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Suor talent show Cristina torna in tv: che peccato. Suor talent show Cristina torna in tv come concorrente di Ballando con le stelle dopo aver vinto la seconda edizione di The Voice of Italy nel 2014. Inutile dire che "l'effetto novità" è inesistente e dallo schermo viene fuori solo una consumata donna di spettacolo. Il suo essere suora non la mette al riparo da tutti i vezzi ed i vizi delle persone che fanno spettacolo, a cominciare dall'ostentazione di essere consapevole dei meccanismi dello showbiz e di cavalcarli quando l'onda è favorevole senza risparmiarsi. Suor talent show Cristina non perde occasione per ricordare al pubblico quanto sia grata al Signore per il dono che le ha fatto nell'essere dotata di una bravura artistica che l'ha portata in televisione. Non perde occasione di ricordare al pubblico che lei è lì perché quando il Signore chiama e indica una strada non si può dirgli di no. Sulla pista di Ballando con le stelle, suor talent show Cristina si esibisce con entusiasmo, dinamismo, gioia e capacità. Il problema è che quando le danno il microfono per parlare, sembra non riuscire a trattenere una fastidiosissima ed accentuata presunzione. Lancia messaggi alle donne, dà consigli, spiega la vita in una frase. Il suo sorriso evangelico, una delle caratteristiche che ne hanno decretato il successo, viene smorzato dal suo verbo indottrinante. Se è vero che l'essere suora è anche e soprattutto un donarsi al prossimo, è anche vero che se il prossimo lo sommergi con la tua personalità debordante, quello prima o poi fugge perché di persone con questo grave difetto è piena la giornata di tutti noi. E non che se lo fai dallo show televisivo del sabato sera di Rai 1 sembri più simpatica. Anzi. #suorcristina #sistercristina #ballandoconlestelle #rai1

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Quei venerdì un po’ così della televisione generalista gratuita italiana

La affollata prima serata del venerdì è diventata affollatissima venerdì 22 marzo 2019: La corrida, Ciao Darwin, Quarto grado, Propaganda live, la Finale di Italia’s got talent, Fratelli di Crozza, NCIS, Qualificazione Euro 2020, film Veloce come il vento.

La divisione degli ascolti in casi come questo è molto significativa dei valori in campo nel panorama televisivo generalista gratuito, in questo momento.

Non conta solo il dato individuale ma soprattutto il distacco dai competitor. Rai 1 (18.64%) sotto di 3 punti rispetto a Canale 5 (21.83%). Lo show “più vicino” alle due ammiraglie è la finale in diretta, ripeto, la finale, di Italia’s got talent su TV8 distaccata di 12 punti e 15 punti di share. Un abisso, anche calcolando che è uno show di punta prodotto da Sky appositamente per sfidare la concorrenza sul digitale terrestre gratuito. Non vale in questo caso essere arrivati terzi (gli strateghi del marketing aggiungeranno al 6.6% il dato del simulcast con mamma Sky Uno sul satellite, totale 8.2%). Se Sky piange, il resto di Rai e Mediaset, così come La7 e Discovery con Nove, non ridono. Tutte le proposte alternative vanno dal 3% a meno del 6% di share. Conclusione. Nella serata più affollata della tv generalista gratuita italiana, Rai 1 e Canale 5 totalizzano oltre il 40% di share con due show vecchi, anzi, vecchissimi. La concorrenza con maggior potenziale (8 canali) e con offerte di certo non nuove, in totale fa il 36%, punto più, punto meno. Per il telespettatore della tv generalista gratuita tutto questo vuol dire solo una cosa: le emittenti televisive anche nella prossima stagione non investiranno su programmi e conduttori nuovi perché non ci sono i presupposti statistici per muoversi dall’immobilismo che attanaglia tutti gli editori televisivi che dal punto di vista produttivo preferiscono “la certezza” di questi numeri. Per loro è un fatto aziendale, per il telespettatore è uno stato di fatto. O ti mangi queste minestrine riscaldate o ti abboni ad un servizio a pagamento con i contenuti che preferisci.

La finale di Sanremo Young stra-battuta dalla prima di Ciao Darwin: un tweet di Caro Televip

Fabio Fazio intervista il Presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron a Che tempo che fa.

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Fabio Fazio intervista il Presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron a Che tempo che fa. La location in un androne con una scala come sfondo per Macron e due porte per Fazio non è proprio il massimo dell'eleganza per una intervista importante. Più che una intervista è srato un monologo interrotto dai primi piani di ascolto del conduttore che rideva, rideva, rideva. Mi è venuto un dolore alla cervicale solo a vedere Fabio Fazio che faceva di SÌ con la testa in continuazione come l'orsetto della Duracell. Ha stabilito il record mondiale di "sì con la testa" per tutti i secoli dei secoli. Il momento "giornalisticamente" più discutibile è stato quando Fazio ha invitato Macron a rivolgersi direttamente agli italiani. Decisamente troppo a favore dell'intervistato per i miei gusti. Fabio Fazio ha fatto lo scoop di intervistare il Presidente della Repubblica francese Macron ma poi se l'è giocato malissimo facendo come sempre una "intervista" alla Fazio, senza una domanda critica. Tutto normale. Molto rumore per il nulla. Televisivamente però resta un colpaccio e Fabio Fazio ha comunque vinto perché ha generato una grande attesa e sono pochi i programmi che oggi ci riescono. #chetempochefa #fabiofazio #emmanuelmacron #rai1

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Mara Venier e quei “bravi ragazzi” Mamhood e Stefano De Martino

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Cara Mara Venier, oggi nella prima parte di Domenica In hai ospitato il cantante vincitore di Sanremo 2019 Mamhood e, il ballerino prossimamente conduttore di Made in Sud su Rai 2, Stefano De Martino. "Due bravi ragazzi", così li hai definiti con una certa enfasi. Ora, che esistano al mondo e nel mondo dello spettacolo dei "bravi ragazzi", non dovrebbe essere una cosa da sottolineare; dovrebbe essere la normalità. Poi però ho capito perché era così importante definirli "bravi ragazzi": il tuo incontro con loro era orientato a raccontare principalmente il loro vissuto familiare piuttosto che la loro carriera artistica. Così mi sono ritrovato di fronte a te che con Mamhood prendevi la strada che finora hanno preso tutti gli intervistatori, ovvero il suo essere figlio di un padre egiziano che se n'è andato quando aveva 5 anni e lo splendido rapporto che ha con la madre sarda. Francamente mi sono detto: "Intervista inutile, tutto già sentito". Eppure qualche secondo dopo l'avrei rivalutata perché sei riuscita a fare di peggio con l'altro "bravo ragazzo" Stefano De Martino. In questo caso il gossip ha prevalso perché De Martino non ha vinto Sanremo però è di stretta attualità il presunto ritorno di fiamma con l'ex (?) moglie Belen Rodriguez. Per dimostrare quanto è stato divertente questo spazio di Domenica In basta dire che quando hai mandato una clip "esclusiva" in cui il tuo amico Alfonso Signorini ci ha spiegato come stanno le cose, lo stesso Stefano De Martino ha detto "tutti dovrebbero avere un Alfonso Signorini che gli spiega la vita". E quando hai chiesto, per ben 2 volte, alla regia di trasmettere il filmato pubblicato da un sito in cui si vedono De Martino e Belen che si scambiano abbracci e tenere effusioni all'aeroporto, ho deciso che per me la puntata di Domenica In finiva lì. Hai detto di aver invitato molte volte anche Belen ma, da quello che ho capito, ci sono problemi con il suo contratto in esclusiva con Mediaset. Per fortuna. Ps. Mi informano che Belen non ha un contratto in esclusiva con Mediaset. Spero comunque di non vederla a Domenica In. #domenicain #rai1 #maravenier #belenrodriguez #stefanodemartino #mamhood

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Uno Mattina e “il summit” del Vaticano sugli abusi dei preti sui minori: 10 minuti del tutto insoddisfacenti

Caro amministratore delegato Rai Fabrizio Salini, sembra ieri che mi lamentavo per lo spazio dato da Uno Mattina al film premio Oscar Il caso Spotlight. Sembra ieri che chiedevo a Franco Di Mare di parlare, nel suo corsivo Sarò Franco, del cardinale Pell e del processo ai preti australiani. Ed invece era il 2016.

Ieri, 19 febbraio 2019, ad Uno Mattina hanno dedicato ben 10 minuti al “summit”che si tiene in questi giorni in Vaticano sul tema della difesa dei minori dagli abusi, ivi compresi quelli sessuali compiuti dai sacerdoti.

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Sanremo 2019: tre tweet di Andrea Fabiano e le risposte di Caro Televip

Caro ex direttore di Rai 1 e di Rai 2 Andrea Fabiano, dopo un lungo periodo di silenzio sei tornato a scrivere su Twitter per elogiare l’operato della Rai in occasione del tanto criticato Festival di Sanremo 2019.

La tua è una voce autorevole e competente che prendo in seria considerazione e proprio per questo ritengo valga la pena riproporla su questo blog e risponderti da par mio in qualità di uno dei pochi abbonati Rai che ha scelto di non vedere nemmeno un secondo di questa edizione del Festival.

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Perché non è vero che Sanremo è sempre Sanremo: soprattutto Sanremo 2019

Caro direttore artistico del 69° Festival della Canzone Italiana di Sanremo Claudio Baglioni, non mi piace il cast dei cantanti in gara e questo sarebbe già un buon motivo per non guardare lo show. La sopravvalutatissima Virginia Raffaele co-conduttrice con te e Claudio Bisio difficilmente avrei potuto digerirla per più di una serata. Poi ci sono le polemiche sulla quota artisti legati ad una sola agenzia che non mi predispone alla visione serena.

Aver invitato Alessandra Amoroso in qualità di super ospite è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso della santa pazienza.

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