La crisi di governo piomba sull’autunno Rai: per te, per tutti

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La crisi di governo piomba sull'autunno Rai: per te, per tutti. La crisi di governo a Ferragosto apre scenari politici dei quali è difficile prevedere gli sviluppi. Quello che è facile prevedere è che la Rai subirà l'ennesima paralisi causata dai venti della politica che, quando diventa così incerta, ha inevitabilmente un effetto congelamento sul servizio pubblico radio-televisivo. Se è vero che le stagioni tv autunnale e invernale sono state già ampiamente pianificate, è altrettanto vero che chi sta per affrontare l'autunno tv in Rai, qualsiasi sarà il suo ruolo, sentirà forte sul proprio lavoro una "pressione" anche solo indiretta, data dalla incertezza politica. La parlamentarizzazione a Ferragosto della crisi del governo M5S-LEGA allunga i tempi dell'incertezza politico-istituzionale. Se si andrà a votare in autunno, tutti i programmi e tutti i conduttori partiranno con il freno a mano tirato chiamato "par condicio". Se ci sarà un governo tecnico, di garanzia o di scopo solo per fare la finanziaria, in Rai ci si limiterà alla gestione ordinaria (in attesa della prossima crisi di governo). E anche quella la faranno tenendo un profilo bassissimo, tendente all'invisibile. Sarà una Rai "congelata" a mio avviso non solo dal punto di vista organizzativo ma anche creativo. Una Rai che fatica a produrre idee nuove quando c'è il sereno perché dovrebbe farlo quando c'è la tempesta? Persino Rosario Fiorello, uno degli showman più attesi della prossima stagione autunnale Rai, potrebbe subire tutti i limiti creativi della par condicio elettorale. Ormai anche i varietà televisivi vengono ricondotti all'agone politico e i politici sono i primi a farlo commentandoli sui social media. Un argomento, un ospite, una semplice battuta, possono diventare oggetto di campagna elettorale per giorni. Praticamente impossibile lavorare serenamente. Che Ferragosto di fuoco per chi sta lavorando all'autunno 2019 della Rai! #crisidigoverno #crisigoverno #rai

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Anche con Fabrizio Salini alla guida, una Rai estiva senza un’idea nuova da riportare nella programmazione autunno-inverno-primavera

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Anche con Fabrizio Salini alla guida, una Rai estiva senza un'idea nuova da riportare nella programmazione autunno-inverno-primavera Caro amministratore delegato Rai Fabrizio Salini, anche sotto la tua gestione, nei tre mesi estivi 2019 la Rai ha programmato prevalentemente repliche e non ha proposto idee televisive nuove e significative. È "la regola" che vige da sempre e la tua Rai non ha fatto eccezione. Quello che a me lascia perplesso è che un manager televisivo importante e con alle spalle un curriculum specifico nel settore privato, avendo l'occasione di guidare una realtà produttiva importantissima come la Rai, non colga l'occasione dei 3 mesi estivi per sperimentare nuove idee, nuovi programmi, nuovi personaggi, nuovi conduttori. Non è certo sperimentazione cambiare i conduttori di Uno Mattina Estate, Vita in diretta estate, Reazione a catena e programmare nella prima serata del sabato dei Teche Teche Tè sulle vecchie star della Rai. Mi chiedo come sia possibile che un manager proveniente da produzioni private (con chissà quante idee e programmi tv nei cassetti) non sappia cogliere l'occasione di rivoluzionare i palinsesti estivi di Rai 1, Rai 2, Rai 3 puntando su prodotti di intrattenimento nuovi in un'ottica puramente sperimentale ma con concrete basi per dare alla Rai nuova linfa anche durante la stagione autunno-inverno-primavera. Mi chiedo: un amministratore delegato di una azienda televisiva pubblica di caratura mondiale non dovrebbe porre i tre mesi estivi di programmazione tra i primi posti nel piano di crescita e trasformazione dell'Azienda? Mi chiedo: davvero non c'è la possibilità di far diventare i tre mesi di programmazione estiva altamente produttivi dal punto di vista economico e creativo? Anche con la direzione di Fabrizio Salini la risposta che mi sono dato è sconfortante: no, non c'è. #fabriziosalini #rai

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Senio Bonini: il “chigista” impeccabile di RaiNews 24, con qualsiasi governo

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Caro Senio Bonini, fare il "chigista" (da Palazzo Chigi, sede del Governo Italiano) per RaiNews24 è un lavoro che io non farei mai. Dover ripetere più volte al giorno le dichiarazioni del governo, di qualsiasi governo, mi darebbe un senso di asfissia non figurata. Credo che avrei anche convulsioni sparse ed effetti da Imodium. Le veline governative erano, sono e saranno sempre indigeste. Ma è un lavoro che qualcuno deve pur fare e tu lo fai con una innegabile passione ed una ferrea applicazione. Sei impeccabile nel racconto della giornata dei membri di governo: nel parlare, nel vestire, nelle espressioni neutre del volto. Se sei rimasto a fare il "chigista" nel passaggio dai governi di centrosinistra a quello grillino-salviniano vuol dire che è davvero difficile trovarlo uno bravo come te. Solo oggi che mi racconti quello che dice il governo del cambiamento sono in grado di apprezzare in pieno le tue qualità di "chigista": mi sembravi "renziano" quando Matteo Renzi era Presidente del Consiglio e mi sembri "salviniano" e "grillino" oggi . Impeccabile. Davvero impeccabile, Senio Bonini di #RaiNews24 #seniobonini #giornalismo

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Due righe due sulla chiusura di Rai Movie

Nel dialogo con Aldo Grasso al Dogliani Tv Festival, Fabrizio Salini sulla chiusura di Rai Movie ha detto: «Non voglio essere ricordato per questo: Rai Cinema investe 70-75 milioni l’anno sui film e ne ha finanziati 219 in tre anni, quindi ci saranno più film ma distribuiti diversamente».

È un ottimista. Se saranno confermati i rumors su un possibile “editto bulgaro” contro Fabio Fazio e per giunta per riportare Massimo Giletti in Rai, passerà alla storia per qualcosa di peggio che per la chiusura di Rai Movie. Ma visto che ad oggi quest’ultima è una certezza, io continuo a chiedermi come fa la Rai a rinunciare ad un brand così forte. E riguardo alla programmazione cinematografica “distribuita diversamente”, non riesco a capire perché non può essere una Rai Movie potenziata a trasmettere più film in prima visione. Non capisco perché non può essere Rai Movie ad avere programmi nuovi con conduttori top sul cinema e sulle serie internazionali ed italiane. Non capisco perché un amministratore delegato della Rai, con tutte le cose che ci sono da migliorare sulla programmazione delle tre reti principali, possa pensare di chiudere un rete che, nonostante i limiti organizzativi e di budget in cui è stata relegata finora, si è comunque consolidata come marchio e come canale, il 24, sul digitale terrestre. Io continuerò a scrivere, parafrasando I Trettré, che “A me, la chiusura di Rai Movie, me pare na strunzata”.

“Roma non perdona. Come la politica si è ripresa la Rai” di Carlo Verdelli (Feltrinelli) il live tweeting della lettura di Caro Televip.

Ho appena acquistato (17/3/19) il libro di Carlo Verdelli “Roma non perdona. Come la politica s’è ripresa la Rai” (Feltrinelli ed). Ho letto le prime 5 pagine e dire che spara a raffica, alzo zero, è poco. #poveraRai

Lette le prime 20 pagine del libro di Verdelli sulla Rai: sarà tutto un “quanto sarebbe stata bella la Rai di Campo Dall’Orto se Renzi non l’avesse mandata a schiantarsi contro un iceberg e la cassa con il mio piano editoriale non fosse finita in magazzino?”

Dal libro di Verdelli sulla Rai: “sembra un transatlantico arenato che, se non riprende in fretta il mare, rischia di trasformarsi in una carcassa da smembrare, come la sciagurata Costa Concordia”. Non era la persona giusta nel posto giusto #poveraRai

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Il Movimento 5 Stelle contro Andrea Fabiano in difesa di Antonio Ricci: una interrogazione parlamentare che fa più ridere del Gabibbo

Caro direttore di Rai 2 Andrea Fabiano, se l’interrogazione parlamentare contro di te (del 4 ottobre 2018 seduta n.44 atto n. 4-00638) l’avesse presentata il Gabibbo, mi ci sarei fatto una risata ma visto che l’hanno presentata i senatori pentastellati Lannutti, Di Nicola, Pesco, Paragone, Urraro, Pellegrini M. e Puglia, me ne faccio due di risate.

Una cosa che non sta né in cielo né in terra, che solo in questi tempi in cui la politica è intrisa di propaganda può essere presa in considerazione da chi ha interesse a strumentalizzarla.

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6 lettere di Caro Televip a Giovanna Botteri

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Nomine Rai: il buono, il brutto e il cattivo

Caro Fabrizio Salini, sei il direttore generale con funzioni di amministratore delegato designato dal “governo del cambiamento” Lega-M5S per la Rai Radio Televisione Italiana. In attesa dell’ok definitivo di CdA e Commissione Parlamentare di Vigilanza, stai già svolgendo, a tua insaputa, il ruolo de “il buono”.

Le nomine Rai, come e più di sempre, stanno alimentando il dibattito politico e i social media sono più caldi delle temperature caldissime di questo fine luglio 2018.

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Mondiale di calcio Russia 2018: un errore della Rai lasciarlo a Mediaset

Caro direttore generale Rai in scadenza di incarico Mario Orfeo, durante la presentazione dei palinsesti della prossima stagione, hai esaltato gli ascolti Rai della stagione appena conclusa dicendo polemicamente “e questi sono i fatti, il resto è solo rumore di fondo”. È un fatto anche il successo strepitoso di Mediaset che con la trasmissione di tutte le 64 partite del Campionato del Mondo di Calcio “Russia 2018”, sta sbancando gli ascolti estivi. È probabilmente la mossa più azzeccata da parte di Pier Silvio Berlusconi da quando è amministratore delegato e vice presidente di Mediaset.

Nonostante l’assenza dell’Italia, il pubblico ha guardato in massa le partite della prima fase e dagli ottavi in poi sarà un crescendo.

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Ricordo di Paolo Ferrari pensando al Nero Wolfe con Tino Buazzelli