Il successo di Pio e Amedeo in prima serata, ovvero, lo stato infelicissimo della televisione italiana

Felicissima Sera con Pio e Amedeo in prima serata su Canale 5 per tre venerdì è stato un successo di ascolti: 20.1%-21.1%-22.5% di share (con una media di 4 milioni di telespettatori a puntata). Una buona (?) parte dei critici professionisti li ha esaltati. Siamo di fronte al più classico esempio di televisione agonizzante nei contenuti gestiti da conduttori-comici, che qualcuno ha l’ardire di definire “irriverenti”.

Pio e Amedeo sono l’espressione peggiore della volgarità televisiva ostentata, arrogante, ignorante. Guardarli ed ascoltarli vuol dire accondiscendere ad un modello di comunicazione che vuole imporre una ingiustificata e reiterata volgarità espressiva. La maleducazione come tema ineluttabile. Le parolacce come lessico caratterizzante. Il pensiero inqualificabile spacciato per dominante. Ma ciò che rende Pio e Amedeo quanto di peggio si possa trasmettere in tv in prima serata è che qua e là nel programma piazzano momenti di “buonismo” e di “serietà” mostrando dei filmati per giustificare la loro “scorrettezza”, dandole come “valore e significato” quello di essere uno strumento per far riflettere sulle ipocrisie ed i comportamenti di una società che loro hanno la presunzione di far finta di rapprentare. Pio e Amedeo, per giustificare il loro modo di essere in televisione, dicono: “Siamo in Italia!”. E questa è la loro battuta più infelice ed inaccettabile. Dovrebbero solo dire: “Siamo Pio e Amedeo”. I due rappresentanti simbolo dello stato di incoscienza della televisione italiana. Quanto è infelice una così tanto sguaiata felicità.

Lorella Cuccarini e la giuria di Amici 2021

Nel corso degli anni alcune tra le più celebrate conduttrici televisive, nel momento di maggiore difficoltà della loro carriera, sono state accolte da Maria De Filippi nei suoi programmi e questo ha dato loro la spinta per un rilancio di cui non sempre si è avuta la conferma. Se è vero che Mara Venier, dopo la cura di Maria, è tornata con successo alla conduzione di Domenica In, è altrettanto vero che Simona Ventura, a cui la De Filippi aveva affidato Selfie, le cose cambiano, fatica non poco a ritrovare il successo di un tempo. Dopo la fine turbolenta dell’esperienza a La vita in diretta in coabitazione con Alberto Matano, anche Lorella Cuccarini si è rifugiata in un programma di Maria De Filippi, Amici, dove fa la maestra di danza. Non so se tale partecipazione avrà un effetto positivo o negativo sul futuro della carriera della ex “più amata dagli italiani”. Quello che so è che il lavoro di Lorella Cuccarini come maestra degli allievi di Amici, sarà giudicato dalla seguente giuria scelta da Maria De Filippi per l’edizione 2021: Stefano De Martino e Stash (ex allievi del programma) e da Emanuele Filiberto di Savoia. Se un’artista con il curriculum di Lorella Cuccarini accetta una cosa del genere, non so come sarà il suo futuro ma di certo il presente non è roseo.

Maria De Filippi ospite di nonna-bis Mara Venier a Domenica In: la Rai 1 di Stefano Coletta che ti fa sentire come un telespettatore di Canale 5

Caro direttore di Rai 1 Stefano Coletta, a chi come me commenta la tv sul blog e sui social da 17 anni, non dovrebbe fare nessun effetto vedere Maria De Filippi ospite di Domenica In su Rai 1. Ho visto e commentato Maria De Filippi ospite del Festival di Sanremo di Paolo Bonolis, più volte ospite a Che tempo che fa di Fabio Fazio, co-conduttrice a titolo gratuito del Festival di Sanremo di Carlo Conti, imitata da Fiorello e in collegamento telefonico durante il Festival di Sanremo di Amedeus, in collegamento telefonico durante l’intervista a Maurizio Costanzo nella Domenica In del 2014 condotta da Mara Venier, ospite protagonista di una puntata di A raccontare comincia tu di Raffaella Carrà.

Insomma, che Maria De Filippi, tra i simboli principali di Mediaset, non dispiaccia alla Rai di ieri e di oggi è una realtà; e non da oggi.

Continua a leggere

Paolo Bonolis e il mal di pancia per le repliche di Avanti un altro e Ciao Darwin 7

Per quanto possa non piacere a Paolo Bonolis, che vede inflazionata la sua presenza in tv, Mediaset fa benissimo a massimizzare il suo investimento su di lui trasmettendo ad oltranza Avanti un altro e Ciao Darwin 7 in replica a causa del blocco produttivo dovuto all’emergenza COVID-19. Entrambi i programmi hanno retto bene nella sfida degli ascolti, anzi, Ciao Darwin ha più volte battuto le repliche proposte da Rai 1 nel prime time del sabato.
Paolo Bonolis invece dovrebbe lamentarsi con maggiore frequenza del fatto che Mediaset non investe in nuove idee televisive e in nuovi programmi che lo vedano protagonista. Se accetti di riempire il tuo contratto in esclusiva con la conduzione di programmi vecchi (di cui sei anche ideatore e autore), accetti a maggior ragione che l’editore di una tv commerciale li sfutti fino ad esaurimento dell’investimento. E comunque lo stesso Bonolis dovrebbe sapere che programmi come Avanti un altro e Ciao Darwin più che inflazionarne l’immagine, ne rafforzano la indispensabilità per Mediaset (insieme a Maria De Filippi e Gerry Scotti). E visto che un contratto come quello che gli ha fatto (e probabilmente gli farà) Mediaset, in Rai oggi come oggi può solo sognarlo, sarebbe il caso che si tenesse i suoi mal di pancia su questo ciclo di repliche il cui valore per l’editore potrà capitalizzare anche lui al momento della trattativa per il prossimo contratto. Come ben sa Paolo Bonolis, il pianto frutta.

Mediaset potrebbe chiudere Tiki Taka con Pierluigi Pardo: punterà tutto su Giorgia Rossi nonostante gli ascolti flop?

Ho letto su leggo.it (articolo di Marco Castoro del 27/5/2020): “Tiki Taka, c’è aria di chiusura: Mediaset costretta ai tagli dopo il calo della pubblicità. Il programma condotto da Pierluigi Pardo potrebbe chiudere definitivamente i battenti e non riprendere né con il ritorno del calcio giocato, né la prossima stagione ”.

L’articolo dice che il calo di entrate pubblicitarie avuto da Mediaset “metterebbe in ginocchio pure un colosso” e quindi il primo motivo di questa scelta sarebbe quello di una spesa insostenibile per una intera stagione tv. Tiki Taka era il titolo principale di Sport Mediaset. Pierluigi Pardo lo ha fatto crescere e negli anni scorsi ha dato del filo da torcere negli ascolti alla Domenica Sportiva di Rai 2. Pardo ha dato al programma un piglio dinamico, scanzonato a tratti divertente e quando ad inizio della stagione 2019/2020 ha avuto la intuizione di accoppiare Bobo Vieri e Antonio Cassano come opinionisti, ha raggiunto il livello massimo di personalità del format, unendo l’esperienza sul campo e la competenza tecnica ad un piacevole effetto divertissement dato dal carattere della coppia di ex calciatori. Ogni volta che ho seguito il programma, la coppia Vieri-Cassano, sapientemente gestita da Pierluigi Pardo, valeva il prezzo di sintonizzarsi su una rete Mediaset. Solo quando erano presenti in studio i giornalisti Sandro Sabatini e Giorgia Rossi, cambiavo canale perché in quel caso il prezzo da pagare nel seguire il programma, per la mia considerazione del giornalismo sportivo, era insostenibile. Per Tiki Taka sarebbe “allo studio una nuova formula editoriale per la prossima stagione. Con Pierluigi Pardo si valuteranno nuove collaborazioni giornalistiche nell’ambito dell’informazione sportiva Mediaset” (da leggo del 30/5/2020). L’idea che mi sono fatto è che lo spazio di Tiki Taka sarà riempito con la presenza massiccia di Giorgia Rossi al centro di uno studio a gestire due opinionisti interrompendoli per parlare a macchinetta facendo vedere quanto ne sa di calcio. Se così sarà, continuerà a perseguitarmi la domanda che mi faccio da anni: chi continua a mandare in onda Giorgia Rossi nonostante le sue conduzioni non facciano mai ascolti entusiasmanti?

Tre leader del movimento delle Sardine ospiti di Amici di Maria De Filippi: i tweet di Caro Televip

++Le sardine apriranno il serale di #amicidimariadefilippi come una scatoletta di tonno++.

La sardina Santori dice di guardare la partecipazione del “movimento” ad #Amici19
prima di giudicarla. Avrebbe ragione se nella mia testa già non sentissi gli applausi e le urla del pubblico (rinforzate dalla regia) che li acclama come hanno fatto con Renzi.

Dopo la foto con Benetton, l’ingresso trionfale nello studio del talent show #Amici19 perché dice la sardina “è lì che ci sono i giovani”. Ok, anche questo movimento punta al mainstream. Avanti un altro!

Maria De Filippi per Canale 5 è come Montalbano e Don Matteo per Rai 1

L’esordio della edizione 2020 di C’è posta per te su Canale 5 è impressionante in termini di ascolto: 30,2% di share e 5,9 milioni di telespettatori. Numeri da programma tv “evento” o da fiction Rai imbattibili come Don Matteo e Montalbano. Se aggiungiamo i numeri di Tu sì que vales, Temptation Island Vip, Uomini e Donne e Amici è evidente che il potere di Maria De Filippi è più solido che mai al punto di mettere in secondo piano i risultati di ascolto al di sotto dei suoi standard come quelli di Amici Celebrities.

Il potere a cui mi riferisco è quello di essere il fulcro delle strategie Mediaset cosa che influenza anche le scelte editoriali della Rai. Da anni Rai 1 cerca di trovare un programma di emotainment nella speranza di replicare il successo di C’è posta per te con risultati più che deludenti come nel caso di Senza parole e La porta dei sogni, solo per citare quelli con
conduttrici importanti come Antonella Clerici e Mara Venier che hanno fatto meno della metà della percentuale di share di C’è posta per te. Un format che ha meccanismi precisissimi ed efficacissimi. Un format che nelle mani della sua ideatrice-conduttrice non perde smalto anno dopo anno e il cui racconto, per quanto ripetitivo nella sostanza, mantiene una imprevedibilità che inchioda il pubblico fino all’ultimo istante dell’ultima storia in scaletta. Maria De Filippi non si perde in fronzoli, va sistematicamente e puntualmente al sodo anche nelle sue lunghe introduzioni e poi, magistralmente, in ogni momento che precede la decisione di aprire o chiudere la busta gigante della scenografia, una immagine televisiva diventata il simbolo della riapertura o della chiusura di un rapporto affettivo. Maria De Filippi è la sacerdotessa di un programma che è la madre di tutte le messe cantate televisive. Lei non conduce, celebra. Legge i suoi testi sacri, li commenta e li condivide con i suoi fedeli telespettatori. È il confessore al quale ci si rivolge nella speranza di vedere tornare una luce splendente nella propria vita affettiva. Ma quali Don Matteo e Montalbano! La De Filippi è molto più potente!

Perché Mediaset non si è giocata la carta Verissimo con Silvia Toffanin contro la Domenica In di Mara Venier?

View this post on Instagram

La seconda edizione di Domenica In con il ritorno alla conduzione di Mara Venier va a gonfie vele negli ascolti. In assenza di un competitor diretto forte. Mi chiedo: perché Canale 5 non contrappone a Domenica In un programma in grado di contrastare Rai 1 in quella fascia oraria? Me lo chiedo da quando questa estate sono stati presentati i palinsesti autunnali. Non essendo un manager televisivo di altissimo livello non riesco ad immaginare quale logica c'è nel lasciare totalmente campo libero alla concorrenza. Soprattutto per una tv commerciale, vuol dire rinunciare ad essere competitivi in uno spazio ambito dagli inserzionisti. Da blogger tv per passione, mi chiedo: perché Pier Silvio Berlusconi non si è giocato la carta Silvia Toffanin con il suo Verissimo? Il programma è uno dei marchi storici di Canale 5. Negli ultimi anni si è consolidato negli ascolti e Mediaset ha investito risorse importanti sia dal punto di vista produttivo che nella quantità di ospiti. Silvia Toffanin, che a me non piace nemmeno un po', ha trovato una dimensione che sembra piacere al pubblico interessato alle interviste ai personaggi dello spettacolo. La "nuova" Domenica In di Mara Venier vive di interviste ai personaggi dello spettacolo (con poche eccezioni). Lo stile delle due conduttrici, nonostante la differenza generazionale, ha un taglio familiare e anche la differenza generazionale si annulla, visto che Mara Venier sembra una giovincella e Silvia Toffanin sembra mia nonna per quanto è vecchio il suo stile di conduzione. Certo, lasciare la sicurezza del successo di sabato pomeriggio per affrontare la difficilissima sfida della domenica pomeriggio, sarebbe un azzardo. Però se andasse bene, sarebbe una consacrazione importante per un volto importantissimo di Canale 5 come Silvia Toffanin. Purtroppo per questa stagione i giochi sono fatti e Mara Venier continuerà, meritatamente ma indisturbata, a vincere la sfida degli ascolti contro una Canale 5 quasi spenta. Al massimo, per vedere chi fa più ascolti, posso sperare nella ospitata incrociata: Venier ospite di Verissimo e Toffanin ospite di Domenica In. Almeno questo si può? #maravenier #domenicain #silviatoffanin #verissimo

A post shared by @ akiocarotelevip on

Intervista rilasciata da Barbara D’Urso a Claudia Rossi de Il Fatto Quotidiano Magazine. Le due dichiarazioni che mi “allarmano” e le due “cosette” che mancano nell’intervista

Barbara D’Urso ha rilasciato (oggi, 27/6/2019) a Claudia Rossi de Il Fatto Quotidiano Magazine, una intervista trionfale di fine stagione tv in cui esalta i risultati dei suoi programmi e si difende dalle critiche di chi la accusa di fare tv del dolore: “La mia tv è esattamente come quella che fa il mio competitor. Se c’è un femminicidio, i miei giornalisti cercano di parlare con la mamma della ragazza che non c’è più. I giornalisti del competitor cercano di fare esattamente la stessa cosa”.

A chi la accusa di fare tv trash risponde: “In inglese “trash”significa “immondizia”. Allora, cos’è trash nei miei programmi? Il fatto che io rida, faccia venire in trasmissione il Ken Umano e la ragazza con la vita più stretta? Allora anche il Guinness World Record è trash. Sono trash perché nei miei talk urlano? In tv si urla dalla mattina alla sera. Lo ripeto, c’è una lunga lista di programmi di successo che vengono etichettati così. Forse il pubblico li sceglie perché ha solo voglia di staccare la spina, ma non per questo deve essere giudicato”. La giornalista Claudia Rossi fa presente a Barbara D’Urso che il successo di ascolti di Live Non è la D’Urso è stato sostanzialmente merito dell’affaire Prati-Caltagirone ma non la pungola sulla più grande sconfitta della stagione tv 2018/2019, ovvero, la chiusura di Domenica Live nella fascia in cui veniva regolarmente battuta dalla Domenica In di Mara Venier. Di questa intervista di Claudia Rossi a Barbara D’Urso mi colpiscono due dichiarazioni allarmanti. La prima riguardo al pubblico che Barbara D’Urso dice di avere: “Fino a qualche tempo fa ero convinta che il mio pubblico fossero le signore che stanno a casa e guardano la tv mentre stirano ma in realtà ho scoperto che mi guardano un sacco di giovani”. E poi, alla domanda “Dove e come si vede tra 15 anni?”, Barbara D’Urso risponde: “Come dove mi vedo? In televisione, naturalmente”. Intanto io ribadisco un concetto: nella stagione 2018/2019 Canale 5 ha dovuto chiudere Domenica Live condotto da Barbara D’Urso nella fascia oraria in cui perdeva contro Domenica In di Mara Venier e, visto che anche di questo nell’intervista non si parla, aggiungo anche gli ascolti deludenti del ritorno della fiction La Dottoressa Giò in prima serata su Canale 5. Per fortuna, nell’era dei social media, certi televip non se la possono cantare e suonare a proprio piacere.

La Corrida omaggio a Corrado: il live tweeting di Caro Televip

Continua a leggere