Doc Matteo, pardon, Doc nelle tue mani: la solita fiction all’italiana. Che delusione dopo un inizio molto promettente.

Sono tra quelli che hanno seguito la prima messa in onda di Doc nelle tue mani (ad aprile in pieno lockdown 1) con interesse e soddisfazione al punto che mi sono lamentato con il direttore di Rai 1 perché non ha aspettato l’autunno per trasmettere tutte le puntate insieme.

C’ero rimasto male per la fine “monca” dovuta alla interruzione delle riprese per l’emergenza Covid-19. Eppure, con il massimo entusiasmo e tutte le aspettative possibili ho visto il primo ed il secondo episodio della nuova programmazione autunnale. Sarà che l’effetto novità era svanito, sarà che sono evidenti i limiti delle inquadrature, delle sequenze e dei movimenti degli attori dovuti ai protocolli anti-Covid, ma mi sono ritrovato davanti ad una fiction italiana vecchio stile in cui mi è impossibile distinguere il medico interpretato da Luca Argentero dal prete interpretato da Terence Hill. Il produttore della fiction è lo stesso e Don Matteo è stato presente nell’anteprima della prima puntata ma non per questo Doc nelle tue mani doveva diventarne una specie di spin-off. Argentero-DOC, con la sola imposizione del pensiero capisce dal dettaglio più insignificante le malattie più complesse di cui soffrono i malati protagonisti dei singoli episodi. Roba che in confronto Dr. House è un portantino. E tutti gli altri personaggi pronti a dire “DOC avevi ragione tu”, dopo averne dubitato. Per non parlare della storia personale di DOC che si è trasformata in una banale soap opera che inizia e finisce con il sorriso ostentato di Luca Argentero manco fosse Julia Roberts. DOC nelle tue mani per Rai 1 è il successo dell’anno con il 30% di share. Per me è la delusione dell’anno con il 100% di abbandono.

Ballando con le stelle di Rai 1: l’incubo del sabato sera

Rai 1 con Ballando con le stelle perde con sempre maggiore distacco la sfida del sabato sera autunnale contro Canale 5 che ieri con Tu sì que vales ha fatto 7 punti di share in più (26.9% contro 20%). Il problema è che questa sconfitta non avviene presentando al pubblico un varietà di alta qualità. È così da anni. Da anni lo scrivo.

Ma quest’anno, l’anno dell’esplosione della pandemia Covid-19, è per me inaccettabile che questo inguardabile spettacolo vada in onda sulla rete ammiraglia del servizio pubblico Rai.

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Maria De Filippi ospite di nonna-bis Mara Venier a Domenica In: la Rai 1 di Stefano Coletta che ti fa sentire come un telespettatore di Canale 5

Caro direttore di Rai 1 Stefano Coletta, a chi come me commenta la tv sul blog e sui social da 17 anni, non dovrebbe fare nessun effetto vedere Maria De Filippi ospite di Domenica In su Rai 1. Ho visto e commentato Maria De Filippi ospite del Festival di Sanremo di Paolo Bonolis, più volte ospite a Che tempo che fa di Fabio Fazio, co-conduttrice a titolo gratuito del Festival di Sanremo di Carlo Conti, imitata da Fiorello e in collegamento telefonico durante il Festival di Sanremo di Amedeus, in collegamento telefonico durante l’intervista a Maurizio Costanzo nella Domenica In del 2014 condotta da Mara Venier, ospite protagonista di una puntata di A raccontare comincia tu di Raffaella Carrà.

Insomma, che Maria De Filippi, tra i simboli principali di Mediaset, non dispiaccia alla Rai di ieri e di oggi è una realtà; e non da oggi.

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A proposito dei palinsesti autunnali 2020 della Rai

Non sono un giornalista e quindi non sono invitato alla presentazione dei palinsesti Rai. Leggo con un certo divertimento che la Rai l’ha rinviata dopo averne comunicato la data con un ritardo che sarebbe stato attribuito agli effetti dell’emergenza COVID-19. A me sembra un teatrino inaccettabile da parte della prima azienda culturale del Paese. Non avere programmato una presentazione esclusivamente a distanza già a marzo è l’esempio di quanto il management Rai sia sopravvalutato. E questo nella migliore delle ipotesi. Perché l’idea che mi sono fatto io è che, nel caos totale generato dalla crisi sanitaria COVID-19, il management Rai ha avuto una crisi organizzativa totale e non certo solo per definire e preparare la presentazione a stampa e inserzionisti dei palinsesti autunnali. L’ipotesi peggiore che mi sento di fare è che l’attuale management Rai, abbia una paura terribile di presentare una stagione tv senza avere alcuna certezza su quelle che saranno ad ottobre le misure di contenimento della diffusione del COVID-19 che in qualche misura resteranno. Senza nemmeno lontanamente immaginare cosa accadrebbe se si verificasse la tanto temuta seconda ondata del virus. Allora io dico: un management di altissimo livello dovrebbe presentare una stagione tv completamente differente da quelle che di solito presenta. Dovrebbe fare di necessità virtù e presentare dei palinsesti tanto nuovi quanto adattabili ad una situazione che è chiaro a chiunque sarà ancora incertissima. La prossima stagione tv autunnale avrebbe dovuto essere un laboratorio sperimentale vero. Senza certezze per nessuno: inserzionisti per primi, ai quali la Rai avrebbe dovuto offrire solo la certezza del suo impegno a riempire i palinsesti con programmi sorprendenti e al sicuro da qualsiasi decisione dovesse essere presa a livello governativo. Una pazza idea come questa sarebbe stata come fare un triplo, quintuplo, salto mortale senza rete? E si perché invece presentare i palinsesti dicendo “sempre che…”, come dovranno inevitabilmente fare, che cos’è? Vi vedo caro management Rai mentre mi date del coglione che non sa cosa c’è dietro un bilancio Rai e che propone soluzioni inattuabili. Inutile dire che preferisco fare la figura del coglione piuttosto che vedere interrompere una programmazione autunnale per nuove ragioni di emergenza sanitaria.
Però continuo ad essere convinto che l’autunno televisivo 2020 avrebbe dovuto e potuto essere un laboratorio televisivo costruito giorno per giorno con una programmazione flessibile con alla base idee televisive nuove e adattabili ad ogni fascia oraria. Fanta-televisione potete pensare (se proprio volete essere così gentili da non darmi del coglione). Fanta-management televisivo illuminato e con una gran voglia di affrontare la sfida di tutte le sfide televisive, dico io.

Top Dieci: la Rai 1 post lockdown esalta il primeggiare

In una società altamente competitiva primeggiare è l’obiettivo numero 1, essere il primo in classifica è una ragione di vita. Le classifiche, dal primo al decimo posto, sono la ragione di vita di un programma “novità” che la Rai 1 diretta da Stefano Coletta propone il venerdì in prima serata. Top Dieci, condotto da (e di) Carlo Conti, invita due squadre composte da tre vip ciascuna, ad indovinare quali sono le classifiche della nostra vita, suddivise per anni e tematiche: musica, sport, storia, cinema, attualità e, ovviamente, televisione. Nel 2016, la Rai 1 diretta da Andrea Fabiano aveva proposto il mega-flop Dieci cose nato da un’idea di Walter Veltroni con la presunzione di portare i telespettatori a fare la classifica delle 10 cose più importanti della propria vita. Scrissi allora: “Anche nelle migliori famiglie, in quelle più armoniose e felici, l’idea di fare una classifica delle dieci cose più importanti può provocare più di qualche dubbio, incertezza, melanconia, per quello che non è stato e che poteva essere. Nelle peggiori famiglie, in quelle dove il conflitto è latente o evidente, l’idea di fare una classifica delle dieci cose più importanti può provocare, nel migliore dei casi, liti furibonde” (da carotelevip.net del 18/10/2016).

Dopo 4 anni Rai 1 è riuscita a peggiorare questa idea, trasmettendo un programma che esalta i primi in classifica. I tre mesi di lockdown avrebbero dovuto essere un momento di riflessione anche per chi fa la tv. Dopo quei tre mesi in cui abbiamo tutti dato importanza alle cose più semplici della vita e in cui il voler primeggiare su qualcuno è sembrato così insensato, era lecito aspettarsi da Rai 1, un “nuovo” programma dove non fosse fondamentale essere il primo e tra i primi dieci. Tre mesi di lockdown non ci hanno fatto diventare migliori, come molti speravano. O per lo meno i programmi estivi di Rai 1 non sono migliori.

Lorella Cuccarini a La vita in diretta: una conduzione impalpabile

Rai 1 non può considerare finita la stagione tv a marzo a causa dell’emergenza Coronavirus. Rai 1 deve essere più accesa che mai.

Il concetto di stagione televisiva è saltato l’11 marzo scorso ma questo non vuol dire che una corazzata come Rai 1 debba tirare i remi in barca, lavorare sulla solita stagione estiva depotenziata e concentrarsi sulla prossima stagione autunno-inverno. C’è una situazione di emergenza nazionale a causa del virus COVID-19 e la Rai dovrebbe tirare fuori dai cassetti tutte le idee tv possibili per offrire ai telespettatori programmi di intrattenimento adeguati al momento, sia nei contenuti che nelle forme. È a questo che i signori dirigenti nei loro uffici al 7° piano di viale Mazzini dovrebbero lavorare: a una tv nuova da trasmettere subito. Una instant-tv di qualità, interessante e innovativa che non si fa certo con i collegamenti Skype. Serve la tv vera fatta con tutti i criteri di sicurezza necessari ma non per questo di un livello da “tele-scantinato”. Al direttore della rete ammiraglia Rai che dispone di risorse decisionali, economiche, strutturali, artistiche, tecniche e tecnologiche ineguagliabili in Italia, non si può non chiedere di riaccendere da subito Rai 1 con una presenza viva, brillante e originale. Se il direttore Stefano Coletta non riesce a farlo (sono già passati due mesi dallo scoppio dell’emergenza), dovrebbe lasciare il suo posto a chi sa come raggiungere da subito questo obiettivo.

Domenica In: la puntata del 3 maggio 2020 nel live tweeting di Caro Televip

Mara Venier in collegamento con il Tg1 sfodera il suo solito banale “Come stai?” e ripete il solito “Io sono qui sola soletta con la piccola mia straordinaria squadra”. Ed era in diretta! Non registrata. Ma sembra un disco rotto. E rompe.

Mara Venier che chiede a tutti gli ospiti “Come stai?”. A parte le grattate di coglioni che non si vedono, ma se qualcuno non sta bene, si collega con te a Domenica In?


A Domenica In il racconto delle tavolate al ristorante stellato di Gennarino Esposito della conduttrice Mara Venier con i suoi amici. E chissene frega? Non ce lo metti?

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Daniela Ferolla da Linea Verde a Linea Verde Life: un tweet di Caro Televip

Perché Mediaset non si è giocata la carta Verissimo con Silvia Toffanin contro la Domenica In di Mara Venier?

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La seconda edizione di Domenica In con il ritorno alla conduzione di Mara Venier va a gonfie vele negli ascolti. In assenza di un competitor diretto forte. Mi chiedo: perché Canale 5 non contrappone a Domenica In un programma in grado di contrastare Rai 1 in quella fascia oraria? Me lo chiedo da quando questa estate sono stati presentati i palinsesti autunnali. Non essendo un manager televisivo di altissimo livello non riesco ad immaginare quale logica c'è nel lasciare totalmente campo libero alla concorrenza. Soprattutto per una tv commerciale, vuol dire rinunciare ad essere competitivi in uno spazio ambito dagli inserzionisti. Da blogger tv per passione, mi chiedo: perché Pier Silvio Berlusconi non si è giocato la carta Silvia Toffanin con il suo Verissimo? Il programma è uno dei marchi storici di Canale 5. Negli ultimi anni si è consolidato negli ascolti e Mediaset ha investito risorse importanti sia dal punto di vista produttivo che nella quantità di ospiti. Silvia Toffanin, che a me non piace nemmeno un po', ha trovato una dimensione che sembra piacere al pubblico interessato alle interviste ai personaggi dello spettacolo. La "nuova" Domenica In di Mara Venier vive di interviste ai personaggi dello spettacolo (con poche eccezioni). Lo stile delle due conduttrici, nonostante la differenza generazionale, ha un taglio familiare e anche la differenza generazionale si annulla, visto che Mara Venier sembra una giovincella e Silvia Toffanin sembra mia nonna per quanto è vecchio il suo stile di conduzione. Certo, lasciare la sicurezza del successo di sabato pomeriggio per affrontare la difficilissima sfida della domenica pomeriggio, sarebbe un azzardo. Però se andasse bene, sarebbe una consacrazione importante per un volto importantissimo di Canale 5 come Silvia Toffanin. Purtroppo per questa stagione i giochi sono fatti e Mara Venier continuerà, meritatamente ma indisturbata, a vincere la sfida degli ascolti contro una Canale 5 quasi spenta. Al massimo, per vedere chi fa più ascolti, posso sperare nella ospitata incrociata: Venier ospite di Verissimo e Toffanin ospite di Domenica In. Almeno questo si può? #maravenier #domenicain #silviatoffanin #verissimo

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