La nascita della tv del mattino su TV8: Ogni Mattina visto da Caro Televip

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Anna Billò è molto brava ma ha la grinta necessaria per sostituire Ilaria D’Amico a Sky Calcio Show?

Cara Anna Billò, mi piace il tuo modo di condurre lo studio live degli eventi calcistici. Sei la “signora” dell’Europa League e crescono le tue quotazioni come sostituta di Ilaria D’Amico alla conduzione di “Sky Calcio Show”, suo regno indiscusso per 15 anni che l’ha fatta diventare la “signora” del calcio. Su questa eventualità la stessa D’Amico ha dichiarato: “Fa l’Europa League da tanto tempo ed è in Sky da almeno quindici anni in conduzione. Se fosse lei avrebbe l’esperienza per fare bene” (da ilfattoquotidiano.it del 21/8/2020 intervista di Giuseppe Candela).

Cara Anna Billò, sei una delle telegiornaliste sportive più brave e competenti. Hai uno stile di conduzione misurato ed elegante che punta alla centralità dei contenuti e non della conduzione. Tutto questo basta per sostituire Ilaria D’Amico? No, non basta. Ci vuole anche una dose di grinta che mi sembra essere un tuo limite per quello spazio calcistico che ha tra le caratteristiche principali il contraddittorio post-partita con gli allenatori. Lì si gioca un terzo tempo scoppiettante tra opinionisti Sky e allenatori. Non c’è dopo partita Sky che non generi polemiche che poi alimentano la discussione di tutti i media nei giorni successivi. Spesso è proprio l’incalzante Ilaria D’Amico a scatenare le reazioni più calde degli allenatori. Ieri dopo la finale di Europa League persa contro il Siviglia, hai avuto l’allenatore dell’Inter Antonio Conte al microfono dello studio live di TV8 che ha gestito la comunicazione a suo piacimento con gli opinionisti-polemisti Lele Adani, Beppe Bergomi, Riccardo Trevisani, buoni buoni ad assecondarlo. Nemmeno tu lo hai incalzato come serviva quando ha parlato del futuro dell’Inter “con o senza Conte”. Sì ti sei inserita ripetendo “con o senza Conte?”, ma lo hai fatto con una vocetta tanto educata quanto poco efficace e Conte ha proseguito fino a far emergere la concreta possibilità di un suo addio all’Inter ma non certo per merito delle tue domande senza grinta. Cara Anna Billò, per sostituire Ilaria D’Amico serve un po’ di sana “cattiveria” giornalistica. Ce l’hai?

I dati di ascolto di Ogni mattina su TV8 diventano due: un “giochetto” vecchio come il cucco

Dopo la puntata di esordio ho scritto che sulla prima parte, quella dalle 10 alle 11.55, ci si poteva lavorare mentre invece la seconda parte dalle 12.30 alle 14, dopo il Tg8, era “completamente da cancellare. Irrecuperabile”.

Dopo oltre un mese di programmazione gli ascolti complessivi delle due parti di programma erano inchiodati tra l’1 e l’1.3% di share. Poiché gli ascolti sono fondamentali per mantenere in vita il programma e bloccare una eventuale fuga degli inserzionisti pubblicitari, si è intrapresa la strada della divisione nominativa del programma così da farlo diventare per l’Auditel “due programmi” e quindi far rilevare 2 dati differenti. Ciò ha evidenziato, anche a noi che non avevamo i dati parziali, che la prima parte fa un ascolto che supera il 2% e la seconda parte resta inchiodata all’1%. Il “giochetto” della divisione in parti di un programma per valorizzare gli ascolti è vecchio come il cucco. Non mi sorprende che una tv commerciale lo adotti. Anche se non posso fare a meno di citare Totò: “Caro lei! È la somma che fa il totale!”. Quello che mi sorprende è che la rete abbia deciso di non chiudere la seconda parte. Spera che possa crescere? La trasformerà facendola diventare un gioiello di innovazione ed efficacia televisiva? Boh e pure mah. Quello che so è che di chi fa questi giochetti per salvare un programma vecchio, inutile e brutto non ho fiducia. Più che mai quindi spero in un abbandono totale da parte degli inserzionisti pubblicitari e nella chiusura pure della prima parte che un po’ mi piaceva. Da telespettatore, avere fiducia in chi fa televisione per me è fondamentale. E, per quanto legittimo e logico, un “giochetto” come questo sugli ascolti a me toglie ogni fiducia in chi fa un programma di intrattenimento ma anche e soprattutto di informazione.

Ogni Mattina su TV8: la puntata di esordio nel live tweeting di Caro Televip

(prima parte)

Adriana Volpe IO IO IO IO IO. Ma stiamo scherzando? Questa sta facendo il santino di se stessa! Inizia con una autocelebrazione inaccettabile.

La sigla avrebbe voluto tanto essere quella di Uno Mattina ma non ce l’ha fatta.

Dopo l’inizio in cui Adriana Volpe ha ringraziato il pubblico che l’ha sostenuta dopo l’uscita da Grande Fratello Vip, avrebbe meritato già una pietra tombale questo programma di TV8.

Il programma parte con la storia di Alex Zanardi. Una scelta da acchiappa-pubblico.

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Cara Lodovica Comello, è ora che cominci a pensare un po’ di più a noi “ragazzi in cuor nostro”

Cara Lodovica Comello, in cuor nostro siamo e saremo sempre, tutti, dei ragazzi. Uno dei miei programmi televisivi preferiti s’intitola “Le ragazze” e le protagoniste raccontano la loro vita partendo dal momento in cui avevano vent’anni, un’età che a pieno titolo può essere definita quella in cui siamo proprio dei “ragazzi”, anagraficamente. Tu quest’anno ne compirai 30 di anni e tra pochi mesi avrai un bambino. Una giovane, splendida, donna, che come tutti può e deve sentirsi una ragazza anche se una ragazza non lo è più. Tra una settimana su TV8 inizierà Italia’s Got Talent, che condurrai per la quarta volta, ed hai fatto un brevissimo video-lancio sui social media con questo incipit: “Ragazzi, tra una settimana esatta ricomincia Italia’s Got Talent…”. Cara Lodovica Comello, capisco che la base dei tuoi fan è composta da “ragazzi” ma volevo ricordarti che il programma va in onda su una tv generalista in chiaro come TV8 che ambisce a grandi numeri di ascolto soprattutto con show che devono piacere ad un pubblico un bel po’ più vasto dei “ragazzi”.

L’investimento produttivo di mamma Sky è molto importante per questo show e non credo che l’obiettivo di pubblico sia solo quello dei “ragazzi”. Certo, tu sei una conduttrice molto dinamica e smart anche nel linguaggio, quindi usare la parola “ragazzi” sui social media per te è come bere un bicchier d’acqua. Però, sai, anche noi non più ragazzi anagraficamente siamo smart e siamo telespettatori di reti generaliste molto più dei ragazzi. Sai, anche noi non più ragazzi anagraficamente leggiamo i post e guardiamo i video sui social media. Se, la conduttrice che lancia un programma dice “ragazzi”, e lo dice con quel suo modo di fare così giovane, io di colpo mi sento fuori categoria e un po’ ci rimango male. È da ieri che mi chiedo: “Ma quindi la Comello a me che non sono più un ragazzo anagraficamente, non mi vuole tra i telespettatori di Italia’s Got Talent 2020?”. Mi dico: “La Comello è troppo brava a comunicare sui social. Da come ha detto “ragazzi” è chiaro che si rivolgeva ai ragazzi che sono ragazzi anagraficamente e non solo in cuor loro. Cara Lodovica Comello, una quasi mamma, quasi trentenne, può iniziare a comprendere perché mi pongo questi interrogativi apparentemente non così importanti. Potresti dirmi: “Eh, vabbè, ho iniziato il lancio dicendo… ragazzi! E allora? Che sarà mai?”. Ed io ti risponderei: “Sarà o no giunto il momento che Lodovica Comello cominci a pensare di più ad un pubblico di signore e signore piuttosto che di ragazzi? Sì o no?”. Non dico che avresti dovuto iniziare il lancio con un “Signore e signori…” ma almeno senza quel “ragazzi…” troppo yeah! yeah! Rivolgersi al pubblico, a tutto il pubblico, con uno stile giovane e dinamico è un conto ma dare dei ragazzi a tutti i telespettatori di Italia’s Got Talent è un altro. Come diceva Anna Magnani ai suoi truccatori: “Non togliermi neppure una ruga. Le ho pagate tutte care”. Cara Lodovica Comello, sui social media, come davanti alla tv, ci sono tantissimi telespettatori con le rughe ai quali essere chiamati “ragazzi” con tono “yeah! yeah!” può risultare fastidioso al punto di decidere di non guardare quel programma per “ragazzi”. Ora che entri nel club dei trentenni (a Roma si dice… pure te ce cominci ave’ nà certa…), da brava conduttrice quale sei, dovresti pensare un po’ di più a noi telespettatori “ragazzi in cuor nostro”.

Vite da copertina con Giovanni Ciacci ed Elenoire Casalegno: ennesimo flop di un programma “nuovo” di TV8

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Quei venerdì un po’ così della televisione generalista gratuita italiana

La affollata prima serata del venerdì è diventata affollatissima venerdì 22 marzo 2019: La corrida, Ciao Darwin, Quarto grado, Propaganda live, la Finale di Italia’s got talent, Fratelli di Crozza, NCIS, Qualificazione Euro 2020, film Veloce come il vento.

La divisione degli ascolti in casi come questo è molto significativa dei valori in campo nel panorama televisivo generalista gratuito, in questo momento.

Non conta solo il dato individuale ma soprattutto il distacco dai competitor. Rai 1 (18.64%) sotto di 3 punti rispetto a Canale 5 (21.83%). Lo show “più vicino” alle due ammiraglie è la finale in diretta, ripeto, la finale, di Italia’s got talent su TV8 distaccata di 12 punti e 15 punti di share. Un abisso, anche calcolando che è uno show di punta prodotto da Sky appositamente per sfidare la concorrenza sul digitale terrestre gratuito. Non vale in questo caso essere arrivati terzi (gli strateghi del marketing aggiungeranno al 6.6% il dato del simulcast con mamma Sky Uno sul satellite, totale 8.2%). Se Sky piange, il resto di Rai e Mediaset, così come La7 e Discovery con Nove, non ridono. Tutte le proposte alternative vanno dal 3% a meno del 6% di share. Conclusione. Nella serata più affollata della tv generalista gratuita italiana, Rai 1 e Canale 5 totalizzano oltre il 40% di share con due show vecchi, anzi, vecchissimi. La concorrenza con maggior potenziale (8 canali) e con offerte di certo non nuove, in totale fa il 36%, punto più, punto meno. Per il telespettatore della tv generalista gratuita tutto questo vuol dire solo una cosa: le emittenti televisive anche nella prossima stagione non investiranno su programmi e conduttori nuovi perché non ci sono i presupposti statistici per muoversi dall’immobilismo che attanaglia tutti gli editori televisivi che dal punto di vista produttivo preferiscono “la certezza” di questi numeri. Per loro è un fatto aziendale, per il telespettatore è uno stato di fatto. O ti mangi queste minestrine riscaldate o ti abboni ad un servizio a pagamento con i contenuti che preferisci.

Italia’s got talent: vista la poca varietà della programmazione delle reti generaliste negli ultimi anni, se tornasse anche nel 2020 non sarebbe uno scandalo… ma…

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Italia's Got Talent venerdì prossimo chiuderà la fase delle audition. Sette puntate di audition sono troppe per tenere alta la qualità, l'interesse e per sostenere il confronto con i competitor  che hanno programmi in diretta oppure registrati a pochi giorni dalla messa in onda, non un anno prima. E poi c'è il grande limite della ripetitività dei generi delle esibizioni. Nonostante quello che dicono spesso i giudici "è una cosa che non si era mai vista a Got Talent", la minestra, spesso il brodino, è sempre quella, mischiata, ribollita, a volte insipida. Rispetto ai talent musicali e culinari, che pure hanno stancato per la loro ripetitività, da Italia's Got Talent mi aspetto di essere stupito ma accade sempre più raramente e per me il venerdì su TV8 non è più un appuntamento imperdibile. Tutte le volte che nelle prime 6 puntate della stagione 2019 ho dato uno sguardo al programma, ho visto sempre le stesse esibizioni, lo stesso palco, la stessa regia, la stessa scrittura, gli stessi giudizi dei giudici con annessi gli stessi siparietti di sempre anche se con nuovi giudici, le stesse faccette e commenti dietro le quinte della conduttrice. Insomma niente che avrebbe potuto inchiodarmi a vedere il programma. Gli ascolti, con una media del 6.1%, rispetto alla media di TV8 e visto l'affollamento televisivo del venerdì sera, sono buoni ma non eccellenti. Si tratta di un grande show con un impegno produttivo molto costoso ed impegnativo. Se a mamma Sky i conti torneranno, il prossimo anno Italia's Got Talent tornerà per la quinta volta oltre che su SkyUno anche sul digitale terrestre in chiaro su TV8 (la prima volta sulle reti del gruppo andò in onda anche su Cielo TV la settimana dopo la trasmissione su SkyUno). Vista la poca varietà della programmazione delle reti generaliste negli ultimi anni, non sarebbe uno scandalo. Ma per me non esisterà come non è esistito quest'anno. Un format stereotipato che come blogger tv non considero più degno di attenzione e che da telespettatore considero come l'ennesimo ottimo motivo per rinnovare l'abbonamento a Netflix. #igt #tv8it

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Lodovica Comello per la terza volta alla conduzione di Italia’s got talent: peccato, potrebbe e dovrebbe fare altri show

Bruno Barbieri 4 Hotel: il nuovo programma da stra-repliche di TV8

Nonostante una prima puntata dolomitica spettacolare, acchiappa molto meno di 4 Ristoranti, per il ritmo e per la conduzione troppo recitata di Bruno Barbieri rispetto a quella naturale di Alessandro Borghese. Dopo aver visto il direttore nel programma 4 Hotel ho deciso: al Klima Hotel di Milano, io non ci andrò. E gli altri albergatori non sono meglio. Mi hanno dato l’idea che gli albergatori milanesi sono antipatici a livelli esagerati. Quando partecipare ad un programma televisivo non è una buona promozione. Un programma che potrà essere replicato da TV8 tante volte quanto 4 Ristoranti.