Sanremo 2014: caro Giancarlo Leone, meno selfie, prego. Più qualità, grazie.

Caro direttore di Rai 1 Giancarlo Leone, mi fa sempre piacere vedere un lavoratore che si diverte lavorando. Mi dà la sensazione che il suo lavoro renderà felici e soddisfatte anche le persone che beneficeranno di quel lavoro. Tu, in qualità di capo delegazione Rai, sei a Sanremo per coordinare i lavori della 64esima edizione del Festival della canzone italiana. E ti stai divertendo un mondo e al mondo lo comunichi attraverso twitter. Eccoti accanto alla super ospite della prima serata Laetitia Casta.

Siete in conferenza stampa e la felicità vi esplode tra le mani al punto che tu fai l’autoscatto a corredo di un tweet d’amore per la tua famiglia: “Dedicato a mia moglie. @diamara72 vi penso sempre mentre sono qui a @SanremoRai”. Moglie, sono arrivato uno! Si proprio come un ciclista felice ma suonato a causa della fatica. Poi uno si siede in poltrona per vedere il Festival con tutto entusiasmo trasmesso dal capo delegazione di Rai1 tramite i suoi selfie e rimane pietrificato. Fabio Fazio è imbambolato. Luciana Littizzetto è indiavolata. Il filo della trasmissione è annodato. Gli ospiti sono l’ombra di quello che erano un tempo. La scenografia è banalmente copiata a Il gioco dei 9 di Raimondo Vianello. La regia, che dispone di mezzi costosissimi e sofisticatissimi, è trattenuta. La musica è assente e, le poche canzoni trasmesse, sono brutte. Il concetto di grande bellezza che vi ispira è narrato da un pistolotto iniziale di Fabio Fazio, interrotto dalla protesta di due operai licenziati che minacciano di buttarsi dai ponteggi del teatro se Fazio non leggerà la loro lettera in diretta. Questo evento “straordinario” annulla di fatto gli effetti di una possibile contestazione di Beppe Grillo all’interno del teatro ma non può essere per questa ragione che poi la serata è andata di male in peggio. Solo il prefestival firmato da Pif ha raggiunto il livello di qualità che ci si aspetta dalla Rai; e infatti non è un personaggio televisivo Rai. Caro direttore di Rai 1 Giancarlo Leone, hai sbandierato con orgoglio il grande risultato gestionale di questo Festival, ovvero, che lo chiuderete in attivo dal punto di vista economico. Oggi vi farete grandi per i grandi ascolti ma non ci darete mai i risultati di una rilevazione scientifica sulla qualità e il gradimento da parte di quell’immenso pubblico. Per voi direttori di rete la qualità è una cosa da sbandierare solo quando un programma va male in termini quantitativi. Quando i numeri dell’Auditel vi danno ragione allora dite che il pubblico è sovrano e che se ha visto un programma è perché gli è piaciuto e potete vantarvi: “Moglie! Sono arrivato uno!”.

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