Perché il pubblico ormai abituato al super trash di Canale 5 dovrebbe poi guardare una fiction come Guerra e Pace?

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Le fiction e le serie autoprodotte o acquistate all'estero da Mediaset vivono da anni una crisi di ascolto che dovrebbe preoccupare gli azionisti. Sia nella stagione viva, autunno-inverno, che in quella morta, l'estate, gli insuccessi in questo settore dell'Azienda dell'amministratore delegato Pier Silvio Berlusconi sono eclatanti. Ieri una fiction "colossal" come Guerra e Pace ha fatto il 9% di share, solo un punto in più della replica della fiction di Rai 2 Rocco Schiavone. Ecco, proprio il confronto con la Rai nel settore fiction è più che eclatante. La Rai fa delle fiction la sua "cassa depositi e prestiti" che in tutte le stagioni le dà risultati di eccellente e buon livello. In più, questa estate ha fatto centro anche scegliendo una serie come The good doctor che è stato un successo (martedì scorso ha fatto il 20.8% di share). La fiction L'allieva in replica su Rai 1 sta facendo il 17% di share. Tutto può succedere 3, in prima visione su Rai 1, non ha fatto ascolti altissimi 15/16% di share ma si è scontrata con le partite del mondiale di calcio e anche con la finale di un successo Mediaset come Temptation Island. Ed eccoci al punto. Come può Mediaset sperare nel buon risultato delle fiction se ha riempito il palinsesto di Canale 5 con reality vip e nip sempre più trash, con i programmi di Barbara D'Urso e con quelli di Maria De Filippi? Come si può immaginare che il pubblico poi possa accettare Guerra e Pace? La fiction Mediaset è aggrappata al successo dell'Isola di Pietro con Gianni Morandi o di una Rosy Abate ma per il resto langue in un immenso vuoto. A questo punto, se Mediaset non può rinunciare ai programmi trash, per le fiction le conviene andare sul sicuro e acquistare le fiction già trasmesse dalla Rai che potrebbero riportare su Canale 5 il pubblico che di trash non ne può più e di cui la ammiraglia del Biscione è ormai il simbolo. #Mediaset #Canale5 #GFVip #fiction #piersilvioberlusconi #piersilvio

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Giorgia Rossi, la giovane rampante che mi ha mandato per storto i #MondialiMediaset

Caro amministratore delegato e vice presidente Mediaset Pier Silvio Berlusconi, tra le cose che ho meno apprezzato dei #MondialiMediaset c’è la conduzione dello studio live pre-post partita da parte di Giorgia Rossi. Non la trovo spontanea, anzi, mi dà l’idea di una conduzione impostata, studiata a tavolino in tutto su modelli pre-esistenti in chissà quale tv americana.

Il suo ostentato eccesso di sicurezza mi ha infastidito da subito e con il passare dei giorni sempre di più.

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Per la serie i grandi flop di Rai 2 in prima serata: Le spose di Costantino

Caro direttore di Rai 2 Andrea Fabiano, ieri il docu-reality Le spose di Costantino ha fatto il 3.6% di share in prima serata. L’idea che mi sono fatto è che il Costantino del titolo del programma è un problema.

Continuare a puntare su Costantino Della Gherardesca come conduttore di prima serata è uno degli errori più grandi di Rai 2. Pechino Express (che non brilla) si regge per i cast e non certo per la conduzione. Non so quando è stata l’ultima volta che Rai 2 ha fatto il 3.6% in prima serata. So che con questo risultato Le spose di Costantino entra nella storia della tv come mega flop. Certo, ci sarà chi dirà che aveva Don Matteo11 (31% di share) come “concorrente” e che quindi il cambio del giorno di programmazione lo aiuterà. Un programma che parte così basso non va da nessuna parte. Va solo spostato in seconda serata. Il discorso su Costantino Della Gherardesca come conduttore invece, Rai 2 dovrebbe riconsiderarlo completamente. Lontano da Pechino Express, un format che ripeto non brilla per ascolti ma ha uno zoccolo duro di spettatori che lo fanno vivacchiare, non fa la differenza. È un conduttore per un pubblico di nicchia per il quale tra l’altro bisogna scegliere dei programmi in cui lui abbia una centralità che però troppo spesso non riesce a sostenere senza esaltarla eccessivamente. È un personaggio tv che dopo un po’ stanca. E il suo dopo un po’ è passato da un bel po’.

Camera Café: il flop dei flop della Rai 2 diretta da Ilaria Dallatana

Camera Café è il flop dei flop della Rai 2 diretta da Ilaria Dallatana (ieri 2.9% di share dopo il Tg2 delle 20.30). Un format e un racconto che dovevano restare un brutto ricordo di una brutta tv fatta da Italia 1. Tutte quelle puntate, tutte quelle aspettative in fase di lancio della stagione. Boh e pure mah.

il mio post di luglio

Tutta l’inutilità di Skroll, un blob dei social-network firmato Makkox su La7

Caro direttore di La7 Andrea Salerno, ci sono programmi televisivi per cui non vale la pena sprecare tante parole. Skroll di Makkox (dal lunedì alle venerdì alle ore 19.30 su La7) è la tua prima proposta totalmente inutile.

Perché dovrei vedere un blob dei social-network fatto da un altro quando minuto per minuto me lo faccio da solo sul mio smartphone?

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Selfie, le cose cambiano: dopo le fiction, il più grande flop stagionale di Canale 5

il postino (o piccolo post) 

Selfie, le cose cambiano è un format che non mi è piaciuto da subito. Anche al pubblico di Canale 5 non è piaciuto. Dopo la curiosità iniziale, 20.2% di share per la prima puntata, nella seconda puntata è sceso al 15.8%. Dopo una pausa, che non è stata rigeneratrice, è tornato in onda cambiando giorno di programmazione  (dal lunedì al venerdì) ed ha chiuso ieri sera crollando al 13.3%. È un mega flop di tutte le componenti: ideatrice, autori, produzione, conduttrice, cast, rete. Avevo scritto che se fosse sceso al 13% sarei tornato ad avere un po’ di fiducia nel pubblico di Canale 5. Che Mediaset, invece, torni ad avere un po’ della mia fiducia è sempre meno probabile.

Chiude Politics di Rai 3: resterà come il flop simbolo della direzione di Daria Bignardi 

La chiusura del talkshow di attualità politica Politics di Rai 3 dispiacerà ai pochissimi telespettatori che lo hanno seguito. Ma siamo sicuri che sia stato un flop? Si, lo è stato se ci limitiamo a valutare i bassissimi ascolti. Se invece valutiamo che Politics ha sostituito il Ballarò di Massimo Giannini che non piaceva all’ex presidente del Consiglio Matteo Renzi allora può considerarsi un grande successo. Quello spazio così come era nella tradizione della rete oggi non esiste più, di fatto è stato azzerato. Ora va ricostruito. Una operazione impossibile a stagione abbondantemente iniziata. Riuscirà Rai 3 ad ottobre del 2017 a presentare un programma ed un conduttore in grado di rilanciare la prima serata informativa del suo martedì sera? Io credo di no se Daria Bignardi ne sarà ancora la direttrice.

Rai 2: Ilaria Dallatana perde la sfida di Sunday Tabloid in onda la domenica alle ore 19

Cara direttrice di Rai 2 Ilaria Dallatana, mi chiedo se farai una conferenza stampa per ammettere l’errore che hai fatto lanciando il programma di informazione Sunday Tabloid che da ieri non va più in onda alle ore 19 della domenica a causa dei bassissimi ascolti.

L’account Twitter ufficiale mi dice che il programma tornerà il giorno 8 dicembre, in diretta, in seconda serata. A me il programma non è piaciuto né come format né come contenuti e quindi non lo seguirò nemmeno in seconda serata.

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In attesa della decisione più utile su Politics con Gianluca Semprini

Il postino (o piccolo post)

Gianluca Semprini a SkyTg24 conduceva i faccia a faccia elettorali. In quello tra Virginia Raggi e Roberto Giachetti, per introdurre il tema “Roma città sporca”, appallottolò un foglio di carta e lo gettò al centro del palcoscenico dicendo che Roma era sporca e chiedendo ai due candidati sindaco la loro ricetta. Un gesto inutilmente plateale. Questa estate è passato alla Rai per fare Politics su Rai 3 e lo ha promosso con degli spot inutilmente plateali. Un programma che dopo due puntate è già a rischio chiusura: una decisione che sarebbe utilmente plateale.

La tv colta perde la sfida dell’offerta gratuita sul digitale terrestre: La Effe ora è solo per gli abbonati Sky. La community “appassionata, attenta e affettuosa”, boccia la scelta dell’editore Feltrinelli

Caro editore Carlo Feltrinelli, dopo tre anni La Effe Tv abbandona il canale 50 del digitale terrestre gratuito per entrare nel mondo a pagamento di Sky (canale 139). Ne siete entusiasti voi del gruppo Feltrinelli

“SKY è un partner di alta qualità, ideale per proseguire il percorso intrapreso da #feltrinelli con laeffe e per ulteriori sinergie future”.

Sono stra-entusiasti quelli di Sky

“Con l’esclusiva di @laeffetv insieme a @SkyArteHD e @ClassicaHD creiamo nella nostra offerta un polo di canali culturali. Benvenuti #laeffe!”.

Il motivo che vi ha spinto a questo passo è molto più chiaro del tweet con cui lo spiegate:

“laeffe su SKY per consolidare il palinsesto in modo sostenibile e aprirsi a ulteriori sperimentazioni editoriali”.

Il motivo è quello che voi chiamate “modo sostenibile” e detto in parole povere vuol dire che il vostro progetto sul digitale terrestre era in profondo rosso dal punto di vista economico.

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