Il caso Tosi-Ranucci-Report. La Gabanelli: “Non abbiamo mai pagato un informatore e mai lo pagheremo”. Cara Milena, io ti credo. Però che brutta quell’ inforchettata nel video di Libero Tv.

Cara Milena Gabanelli, in tanti anni di onorata carriera hai dovuto difenderti spesso da critiche e accuse da parte di chi è stato al centro delle inchieste di Report, la importante trasmissione giornalistica di Rai 3. Stavolta è il sindaco leghista di Verona Flavio Tosi che, ancor prima che la vostra inchiesta su di lui vada in onda, ha denunciato per diffamazione il giornalista di Report Sigfrido Ranucci. Sabato mattina mi ha fatto una certa impressione leggere un articolo sul quotidiano Libero, così intitolato:

L’ombra della macchina del fango. “Report mi ha offerto soldi per sputtanare Tosi”. Un giornalista Rai viene registrato mentre promette soldi a un militante: voleva ottenere un presunto video hard col sindaco. Che denuncia tutto in procura. La Gabanelli: stavamo verificando una notizia. (da Libero, 22/2/14 articolo firmato da Matteo Pandini).

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Streaming Renzi-Grillo: il moviolista Zoro ci mostra l’ex gieffino, ora grillino, Rocco Casalino al lavoro

Caro Diego Bianchi in arte Zoro, in qualità di moviolista del backstage del teatrino della politica italiana, ieri a Gazebo (Rai 3 martedì, mercoledì e giovedi ore 23.15) hai documentato cosa accadeva nella sala stampa attigua alla sala della Camera dei deputati, dove si stava svolgendo la consultazione in streaming tra il presidente del consiglio incaricato Matteo Renzi e il comico Beppe Grillo. Quello che tu chiami “circo mediatico” si è arricchito ultimamente di un personaggio funambolico: Rocco Casalino, uno dei responsabili della comunicazione del Movimento 5 Stelle.

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Enrico Mentana da solo, a mani nude, contro la prima serata di Sanremo 2014. Forse però pensa di giocarsi la carta Beppe Grillo.

Caro Enrico Mentana, stasera, mentre tutta l’Italia televisiva si accalcherà per vedere la prima serata della 64esima edizione del festival della canzonetta italiana, tu andrai in onda in diretta su La7 con una puntata di Bersaglio mobile intitolata “Renzi o no?”. Da giornalista di razza cavalchi l’onda dei #RenziDays buttandoti senza rete, La7, contro la canterina macchina da guerra di Rai 1. Nessuna emittente televisiva nella settimana sanremese ha predisposto una controprogrammazione degna di questo nome. Solo tu, da solo, a mani nude, lanci la sfida. Giovanni Floris e Michele Santoro si sono eclissati. Il primo per motivi di squadra-Rai, il secondo per motivi di audience che non sarebbe in grado di garantire agli inserzionisti. E tu ti sei infilato nel buco del martedì con la speranza di racimolare qualche telespettatore di Floris. Così mentre Fazio e Littizzetto intontiranno gli italiani con la spensieratezza preconfezionata parola per parola, tu eserciterai il diritto di cronaca politica per commentare e decodificare la prima giornata di consultazioni ufficiali del premier incaricato Matteo Renzi.

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Primo grande mistero del nuovo governo Renzi: chi sarà l’incaricato del TgLa7 a contattare via sms il premier?

Caro Enrico Mentana, come tutti quelli che lavorano, mi sono perso lo Speciale TgLa7 pomeridiano sulla direzione del PD che ha costretto l’illustre esponente del PD Enrico Letta a rassegnare le dimissioni da presidente del Consiglio. Però vi ho seguito su twitter ed è stato avvincente come un mistery, soprattutto quando la tua redazione si è vantata scrivendo: “Renzi scherza: ricevo Sms da La7, siamo in pubblicità”. Solo oggi ho potuto apprezzare compiutamente la ricchezza di quel tweet (al quale ho anche risposto) andando a vedere il video (a fine post) in cui Matteo Renzi dice: “Meraviglioso. Mi arriva un messaggio da La7: siamo in pubblicità, aspetta! Io non è che posso. Neanche… è una roba. Lasciamo stare”.

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Sochi 2014 su Cielo Tv: due picchi di audience non fanno una teleolimpiade

Caro amministratore delegato di Sky Italia Andrea Zappia, non sto seguendo le #SkyOlimpiadi perché non sono un vostro abbonato ma non le sto seguendo nemmeno in chiaro su Cielo Tv. Non è per pigrizia che non vado sul canale 26 del digitale terrestre ma perché spesso mi dimentico che sono in corso le olimpiadi invernali di Sochi 2014. Il fatto che non le trasmetta in chiaro la Rai è un limite enorme alla pubblicizzazione dell’evento. Un’olimpiade non è solo la diretta ma anche tutto il resto. Il fatto che la Rai non abbia le dirette vuol dire che tutte le trasmissioni non sportive non ne parlano e che i telegiornali ci fanno un servizio solo se un italiano va a medaglia. 

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La Rai vince il ricorso al Tar contro l’AgCom: Rai 3 ed i suoi programmi Che Tempo Che fa e In Mezz’ora non hanno violato le regole sul pluralismo televisivo a scapito del PdL

 

Riccardo Iacona e la fiera internazionale delle armi, dove sembra di stare nel film Finché c’è guerra c’è speranza di Alberto Sordi

Caro Riccardo Iacona, le inchieste di Presadiretta (Rai 3, lunedì ore 21.15) sono ottime quando le firmano i tuoi collaboratori ma quando scendi in campo tu diventano delle perle giornalistiche. La puntata di lunedì scorso aveva come tema principale la situazione nelle zone di L’Aquila e dell’Emilia Romagna colpite dai terremoti del 2009 e del 2012. Una situazione ancora difficilissima come sempre ben documentata (con te hanno lavorato Alessandro Macina ed Elena Stramentinoli). Poi ti sei occupato dell’acquisto degli cacciabombardieri F-35 da parte dell’Italia, argomento che sta per tornare di grande attualità visto che il governo a breve dovrà decidere se ridimensionarne l’ordine di acquisto.

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Bruno Vespa deve perfezionare la tecnica dell’intervista poltrona a poltrona

Caro Bruno Vespa, nella tua pluridecennale ricerca della #profondasintonia con tutti i politici di tutti gli schieramenti, hai aggiunto un nuovo significativo elemento che non è meramente scenografico ma molto operativo: l’intervista poltrona a poltrona. Questa settimana ho seguito con grande interesse la puntata di Porta a Porta in cui hai intervistato Angelino Alfano, segretario del partito Nuovo Centro Destra. Non mi sono concentrato sulle domande e sulle risposte perché sono rimasto affascinato dall’impianto scenografico dell’intervista. Niente di clamorosamente nuovo eppure c’era qualcosa di innovativo. Tu e l’intervistato seduti uno di fronte all’altro in soffici poltrone bianche.

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