Chernobyl: come fai a non chiedere all’AD Fabrizio Salini, “perché non l’ha trasmessa la Rai prima di La7?”

Domenica scorsa ho guardato la maratona Chernobyl (4 episodi) su La7 e ieri l’episodio finale.
Una serie da binge watching che mi ha incollato allo schermo. Avevo delle perplessità legate essenzialmente al periodo di messa in onda in chiaro così fortemente caratterizzato dalla convivenza con il COVID-19.

Appena uscito dal lockdown e con i tanti timori ancora presenti, non volevo angosciarmi con quella terribile tragedia. E invece, pur essendo una miniserie altamente drammatica, Chernobyl di HBO è fatta talmente bene ed è così interessante che mi ha appassionato anche guardandola in un periodo di pandemia. La qualità è la ricetta perfetta della programmazione tv e la qualità di questa miniserie ne è la riprova. Chernobyl è il racconto esemplare di un disastro epocale che ha caratterizzato il ‘900 e resterà nella storia dell’umanità. Quando la televisione investe in un prodotto come questo, svolge un ruolo insostituibile. Se è vero che la storia si scrive con i documenti, le testimonianze e la verifica minuziosa dei fatti è anche vero che una serie tv così concretamente basata sulla realtà e così ben scritta e realizzata, ha una elevata valenza nella divulgazione e nel ricordo di un fatto storico. Per trasmettere in chiaro una miniserie come Chernobyl, il servizio pubblico Rai avrebbe dovuto fare di tutto. Evidentemente non lo ha fatto, visto che a trasmetterla in prima tv in chiaro è stata La7. La Rai investe molto nella produzione di fiction che fanno ottimi ascolti e che vende bene all’estero. Ma dovrebbe anche mettere più impegno e risorse nell’acquisto di prodotti come Chernobyl. È facile prevedere che la Rai acquisterà prossimamente i diritti di Chernobyl. Certo, farsi soffiare da La7 una prima tv in chiaro del genere, non è proprio un risultato da “prima azienda culturale del Paese”.

Fabio Fazio intervista il Presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron a Che tempo che fa.

L’intervista di Massimo Giletti a Jimmy Bennett sulle sue accuse ad Asia Argento: il commento ed il live tweeting di Caro Televip

Massimo Giletti a Non è l’Arena ha intervistato Jimmy Bennett, l’attore che accusa Asia Argento di averlo costretto ad avere un rapporto sessuale completo quando era diciassettenne.

E’ stata una intervista estenuante, non per loro ma per me che la seguivo in tv su La7. Prima di arrivare al succo del discorso Giletti ha allungato l’intervista fino a farne una brodaglia insipida.

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La grande esclusiva di Rai 2: l’anticipo del venerdì della Serie B. Tre tweet di Caro Televip con le risposte del direttore Andrea Fabiano

Le risposte del direttore di Rai 2 Andrea Fabiano

DAZN toppa all’esordio in Serie A. Lazio-Napoli in streaming: chi l’ha vista?

Mondiali Mediaset: i voti di Caro Televip

Acquisto dei diritti in esclusiva

È stata la migliore mossa di Pier Silvio Berlusconi da quando è vice presidente e amministratore delegato. Ascolti altissimi per tutte le dirette delle partite e relativo successo per la vendita degli spazi pubblicitari. Ed in più ha surclassato la Rai. Voto 10.

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Mondiale di calcio Russia 2018: un errore della Rai lasciarlo a Mediaset

Caro direttore generale Rai in scadenza di incarico Mario Orfeo, durante la presentazione dei palinsesti della prossima stagione, hai esaltato gli ascolti Rai della stagione appena conclusa dicendo polemicamente “e questi sono i fatti, il resto è solo rumore di fondo”. È un fatto anche il successo strepitoso di Mediaset che con la trasmissione di tutte le 64 partite del Campionato del Mondo di Calcio “Russia 2018”, sta sbancando gli ascolti estivi. È probabilmente la mossa più azzeccata da parte di Pier Silvio Berlusconi da quando è amministratore delegato e vice presidente di Mediaset.

Nonostante l’assenza dell’Italia, il pubblico ha guardato in massa le partite della prima fase e dagli ottavi in poi sarà un crescendo.

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Quanto mi piace Canale 5 quando fa l’8% di share con Shades of blue

Caro vice presidente e amministratore delegato Mediaset Pier Silvio Berlusconi, in estate vi permettete il lusso di proporre in prima serata su Canale 5 un prodotto di serialità made in Usa come Shades of blue che ha standard qualitativi decisamente superiori al target della vostra rete ammiraglia. Shades of blue è una di quelle serie che Sky lancerebbe su Sky Atlantic in pompa magna ma stavolta è dovuta stare a guardare perché l’avete acquistata voi.

Il fatto che una star di Hollywood come Jennifer Lopez sia la protagonista della serie vi ha fatto decidere di proporla in prima serata sulla rete ammiraglia generalista dopo averla già proposta sia al pubblico degli abbonati Premium sul canale Crime che sulla piattaforma on demand Infinity.

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Stanotte a Venezia di Rai 1: il piacere di augurare il successo ai programmi che lo meritano

Caro direttore di Rai 1 Andrea Fabiano, è una caldissima sera di inizio estate e hai voglia di un rilassante dopocena davanti alla tv. Non hai molta fiducia in quello che la tv di offrirà e invece Rai 1 ti regala una serata televisiva di quelle che ti fa veramente piacere vivere.

Ieri sera i telespettatori di Rai 1 hanno potuto vivere Stanotte a Venezia di Alberto Angela. Un prodotto televisivo unico.

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XFactor 10, Fedez, Chiara Ferragni: un esempio di crossmedialità espansa

La coppia dell’anno, il rapper Fedez e la fashion blogger Chiara Ferragni, in posa sull’account Twitter di lui poco prima della messa in onda del live di XFactor 10 dove è giudice/coach. E lei che sul suo account Twitter precisa “non l’ho vestito io”.
La crossmedialità espansa tra tv, social, fashion e gossip. Oltre il marketing.