Il mondiale di calcio 2026 “visto” (si fa per dire) sulla Rai: poche nozze e moltissimi fichi secchi

Il mondiale di calcio 2026 “visto” (si fa per dire) sulla Rai è qualcosa di indicibile. Una partita al giorno, telecronache inascoltabili, highlights con le voci smozzicate delle dirette (Brasile-Marocco), programmi in studio noiosi, vecchi, stantii.

L’abbonato Rai si sveglia una domenica mattina alle 6 con la voglia di guardare Australia-Turchia ma su Rai 1 c’è RaiNews24. Su Rai 2 c’è Un ciclone in convento. Antinelli conduce Notti mondiali con una terribile enfasi urlata e tanto auto-compiacimento.

Il problema non è il costo dei diritti ma la incapacità Rai, ormai conclamata, di saper fare le nozze con i fichi secchi. Perché ha troppi fichi secchi a libro paga. La Rai ministeriale è una delle peggiori realtà
del Paese.

Rai Sport è come la Nazionale di calcio che non si qualifica per i mondiali da 3 edizioni con la differenza che purtroppo #RaiSport scende in campo. La peggiore Rai di sempre non poteva fare il miracolo di migliorare la Rai cominciando dall’azzerare Rai Sport.

Marco Fiocchetti e le telecronache degli incontri di Jannik Sinner agli Internazionali d’Italia 2025: difficile riuscire a fare peggio.

Jannik Sinner è tornato dopo tre mesi di squalifica alla attività agonistica partecipando agli Internazionali d’Italia. Un evento importante che la Rai ha seguito trasmettendo in diretta i suoi incontri su Rai 1, Rai 2 e Rai 3, con una oculata riorganizzazione dei palinsesti. Spazio anche ad alcuni match di Lorenzo Musetti e Jasmine Paolini. Uno spiraglio di luce nella programmazione del tennis della Rai dopo un buio durato anni? No, un inevitabile interesse ed investimento sul momento d’oro del tennis italiano che ha numerosi giocatori di primissimo livello con cui ha vinto la Coppa Davis per due volte consecutive e la Billie Jean King Cup.

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Parigi 2024, la “grande” Francia e l’inquinamento della Senna: che flop!

La Francia ha sfoggiato un grande show sulla Senna per la cerimonia di apertura dei Giochi della XXXIII Olimpiade.
È la stessa Senna inquinata, un giorno sì ed il seguente no, dove si sono tenute le gare di triathlon mettendo a rischio la salute degli atleti.

Oggi il Belgio ha ritirato la propria squadra dalla staffetta mista di triathlon dopo che la sua atleta Claire Michel, che aveva partecipato alla gara individuale nella Senna, si è sentita male. Ancora non si sa se l’infezione da Escherichia coli sia dovuta alla sua gara nella Senna ma anche la Svizzera ha avuto un analogo problema con un suo atleta.

Non è bastato un investimento di 1,5 miliardi di dollari per garantire di poter nuotare in sicurezza. Il 17 luglio svorso la sindaca di Parigi, Anne Hidalgo, ha indossato la muta e si immersa nel fiume a favore di telecamere. Ma oggi la situazione è tutt’altro che chiara e limpida.
La “grande” Francia sta facendo una grandissima figura de merde.

Parigi 2024 e la scelta di non fare la cerimonia di apertura nello stadio

Amo lo sport da sempre. Seguire le olimpiadi in televisione è una abitudine da sempre. La cerimonia di apertura all’interno dello stadio, che da quel momento diventa olimpico, è uno dei momenti indimenticabili per un telespettatore. La sfilata festante degli atleti, una delegazione dietro l’altra, le bandierine sventolate, le divise coloratissime, i tantissimi volti che restituiscono tutto l’entusiasmo dei partecipanti. E poi lo schieramento sul campo in attesa del giuramento degli atleti, dei giudici e della frase di apertura dei giochi da parte del presidente della nazione organizzatrice.

E l’accensione del braciere, simbolo di tutti i simboli olimpici. Sì, anche lo show è importante. Negli anni, ne ho 60, ne ho visti di meravigliosi, coinvolgenti ed emozionanti. Ma lo sport olimpico ha una sacralità che solo l’accensione del braciere all’interno dello stadio può rappresentare. Usare una mongolfiera come braciere mobile vuol dire rinunciare all’abbinamento atleti-stadio-fuoco sacro nel braciere che ha rappresentato le olimpiadi moderne dalla loro nascita fino a ieri, quando la Francia ha rotto una tradizione magica e incancellabile.

L’olimpiade di Parigi 2024 si è aperta con uno show sulla Senna rovinato dalla pioggia. Ma è stata la scelta di non fare la cerimonia di apertura all’interno dello stadio a rendere l’inizio di questa olimpiade solo uno show.

Finale di salto in alto Budapest 2023: confusione Rai con lietissimo fine. Il thread di Caro Televip.

Rai 2 interrompe la finale del salto in alto con Gianmarco Tamberi per trasmettere il Tg2. Bragagna ci dice di andare su RaiSport HD Canale 58 che però sta trasmettendo l’ultimo set di Bulgaria-Romania degli europei di pallavolo. Si attende la fine del set. Giustamente.

Quando inizia il collegamento con Budapest c’è una batteria dei 400h. Di Tamberi riusciamo a vedere un salto registrato e subito dopo un salto in diretta. Ma c’è la pubblicità e la gara viene interrotta di nuovo. Una confusione!

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Rai Sport e il Mondiale Qatar 2022: l’unico neo degli ascolti al top

La Nazionale italiana di calcio non si è qualificata al campionato mondiale di calcio Qatar 2022 ma le partite trasmesse dalla Rai hanno ottenuto risultati di ascolto eccellenti: dalle partite dei gironi eliminatori (gli orari di trasmissione erano televisivamente perfetti: alle ore 11, alle 14, alle 17 e alle 20), fino ai quarti di finale.

È quindi facile prevedere che gli ascolti di semifinali e finale saranno ancora più alti.

L’investimento della Rai sui diritti in esclusiva (170 milioni di euro) si è rivelata una scelta tra le più felici degli ultimi anni. Da abbonato Rai non posso che essere soddisfatto di questo risultato.

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Paola Ferrari la tocca piano sulla sua esclusione nei programmi di RaiSport su Qatar World Cup 2022.

Un thread con i virgolettati tratti da Spy Calcio di Fulvio Bianchi su Repubblica.it del 30 novembre 2022

Paola Ferrari: “Esclusa dai Mondiali, senza una spiegazione. Mi occupo dei Mondiali dall’82, fin da ragazzina, ho cominciato con le televisioni private. Ora ho molta amarezza, sono stata completamente tolta dai Mondiali del Qatar dalla Rai, mi hanno tolto tutto dalla sera alla mattina senza alcuna giustificazione da parte dell’azienda, che non mi ha minimamente difeso. Non mi è stata data alcuna spiegazione, l’azienda non mi ha difeso per niente. Io conducevo la Nazionale, gli spazi degli Europei da anni, non mi aspettavo minimamente quello che mi hanno fatto. Io non avrei mai fatto ‘Il Circolo dei Mondiali’. Avrei fatto una trasmissione più tecnica, più legata al mondo del calcio, mi sarei occupata principalmente dei giocatori dei club italiani che giocano nei Mondiali, perché siamo un campionato che dà moltissimi calciatori. Quindi avrei fatto una trasmissione completamente diversa. A me il connubio calcio spettacolo non dispiace affatto, ma è molto difficile da fare specialmente quando si parla di un Mondiale con così tanti significati e valori da mettere in discussione”.

Dichiarazioni tratte dalla rubrica Spy Calcio di Fulvio Bianchi su Repubblica.it del 30 novembre 2022

Rai Sport al mondiale Qatar 2022 nei tweet di Caro Televip (1)

Studio Rai per Qatar 2022.
Alessandro Antinelli dà gli appuntamenti delle partite dei mondiali di calcio che andranno in onda sulla Rai domani e aggiunge “ma non è tutto! Stasera Austria-Italia!”. Chi non sa nulla di calcio penserà che l’Italia gioca ai mondiali. Non ha aggiunto “l’amichevole” Austria-Italia. Stare su Rai 1 prima de L’eredità vuol dire avere anche un pubblico di non sportivi  che la domanda se la saranno posta. Antinelli è uno di quelli che sembra sentirsi bravissimo ma purtroppo per lui non lo è.
#RaiSport  #giornalismo
(20 novembre 2022)

Alessandro Antinelli conduttore dello studio delle partite in primetime su Rai 1 di #QatarWorldCup2022 sempre così rigido, sempre così serioso, sempre così incastonato nel ruolo di uno dei top player della #raisport oggi. Già, la Rai, oggi: così incastonata. (21 novembre 2022)

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Lia Capizzi e quel ditino alzato di cui la Domenica Sportiva non aveva bisogno

Lia Capizzi giornalista sportiva ex Mediaset e ex Sky (per 18 anni) è stata fortemente voluta dalla direttrice di RaiSport Alessandra De Stefano come “novità” della Domenica Sportiva 2022-23

Il suo ruolo è quello di co-conduttrice ed opinionista accanto ad Alberto Rimedio, soprattutto negli spazi dedicati agli “altri sport” e relativi atleti. Negli anni a SkySport si è conquistata credibilità ed autorevolezza e i suoi rapporti con il mondo dello sport, a tutti i livelli, sono di sicuro molto solidi.

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Pressing-Prima serata su Retequattro: un flop da cui si salva solo Monica Bertini.

Caro amministratore delegato Mediaset Pier Silvio Berlusconi, la stagione autunnale di Retequattro parte a fine agosto con l’esperimento Pressing-Prima serata, il programma che di solito propone gol e commenti al campionato di calcio in seconda serata su Italia 1.

Retequattro è ormai diventata una rete fatta di talkshow di attualità e politica in prima serata quindi hai pensato bene di metterci anche lo sport nella naturale collocazione domenicale e in diretta concorrenza con la Domenica Sportiva di Rai 2. È un esperimento per vedere se va altrimenti lo ridimensionerai riportandolo alle 23 su Italia 1. Gli ascolti della prima puntata sono stati disastrosi: 2.9% di share. Chissà, forse è stata la prima ed ultima puntata in prima serata su Retequattro. Cosa non ha funzionato? Quasi tutto. A cominciare dalla co-conduzione di Marco Callegari e Monica Bertini. O meglio, non ha funzionato Marco Callegari che ha un ritmo da palinsesto notturno. Sembra un pretino di campagna che dice la messa per le vecchiette alle 6 di mattina. Il suo momento più dinamico è quando appoggia il mento sulla mano e si mette ad ascoltare. Gli opinionisti fanno la differenza in negativo. Sandro Sabatini, il riccetto con il gel, è immotivatamente convinto di dire cose indispensabili e probabilmente non dorme la notte nella speranza di finire a Striscia la notizia visto che tira per la giacchetta Antonio Ricci: “Lo so che mi sto candidando ai nuovi mostri ma Dzeko è più forte di Lukaku”. Riccardo Trevisani, ex Sky Sport, uno che ad ogni intervento sembra voler prima di tutto specificare “io so’ io e voi…”. Franco Ordine dà al programma quel senso di “Prociesso di Bisgardi” di cui non si sente il bisogno. Fabrizio Biasin dà al programma quel senso di emittente locale di cui non si sente il bisogno. Massimo Mauro dà al programma quel senso di “ma ti rendi conto che mi pagano pure”, di cui non si sente il bisogno. Solo Monica Bertini si distingue per entusiasmo e voglia di dare ritmo al programma. È una conduttrice di razza e sa sporcarsi le mani quando il talk diventa più ruvido. Ma con quella palla al piede di Callegari non può fare la differenza. Caro amministratore delegato Mediaset Pier Silvio Berlusconi, ora sta a te decidere se è già il caso di fare il pollice verso oppure dare ancora qualche possibilità a questo programma che non rispetta il suo incalzante titolo. Chissà se anche tu come me ieri hai pensato a Pierluigi Pardo. Fossi in te, anziché fargli causa perché avrebbe rotto l’esclusiva con voi per fare le telecronache di DAZN, lo richiamerei per sostituire Massimo Callegari già da domenica prossima.