Riccardo Iacona e la fiera internazionale delle armi, dove sembra di stare nel film Finché c’è guerra c’è speranza di Alberto Sordi

Caro Riccardo Iacona, le inchieste di Presadiretta (Rai 3, lunedì ore 21.15) sono ottime quando le firmano i tuoi collaboratori ma quando scendi in campo tu diventano delle perle giornalistiche. La puntata di lunedì scorso aveva come tema principale la situazione nelle zone di L’Aquila e dell’Emilia Romagna colpite dai terremoti del 2009 e del 2012. Una situazione ancora difficilissima come sempre ben documentata (con te hanno lavorato Alessandro Macina ed Elena Stramentinoli). Poi ti sei occupato dell’acquisto degli cacciabombardieri F-35 da parte dell’Italia, argomento che sta per tornare di grande attualità visto che il governo a breve dovrà decidere se ridimensionarne l’ordine di acquisto.

Ma il pezzo davvero strepitoso della puntata di Presadiretta di lunedì è stato quello che hai introdotto con queste parole:

“Ho fatto una esperienza incredibile sono andato in una grande fiera internazionale delle armi. Si chiama Euro Satory, si svolge a Parigi ogni due anni. Mi ha aperto gli occhi e la mente e questa esperienza la voglio condividere con voi”.

Per raccontarci quanto vale in soldi e potere il mercato delle armi, hai scelto questa fiera che sembrava il set del film in cui Alberto Sordi impersona un cinico trafficante d’armi. Ti sei fatto un giretto tra gli stand allestiti con tutti i generi di armi: dalle pistole ai lanciamissili; dai carri armati ai droni, alle apparecchiature per la gestione della guerra elettronica e satellitare. Il tutto arricchito dai tuoi commenti informativi ma anche piacevolmente taglienti:

“All’orario di apertura arriva davvero tanta gente. La maggioranza di quelli che entrano è gente che lavora per i ministeri della difesa di tutto il mondo. Uomini e donne che qui sono venuti a rappresentare le industrie militari dei loro paesi, a vedere quello che fanno gli altri, magari nemici, e a gettare ponti per futuri accordi militari commerciali con i paesi amici… e poi ci sono loro, gli uomini in divisa. Sono loro i veri protagonisti che girano da uno stand all’altro con intere delegazioni al seguito e che utilizzano questa fiera per incontri riservati ai più alti livelli. Sono loro, i militari, che fanno da intermediari fra l’acquisto delle armi e la montagna di spesa pubblica che serve per comprarle. E la fiera internazionale delle armi è senza dubbio la loro festa”.

Caro Riccardo Iacona, la somiglianza con il film di Sordi è diventata impressionate quando hai mostrato il palco allestito nello spazio all’aperto dove il pubblico di addetti ai lavori ha potuto ammirare le simulazioni di battaglia e di uso della sofisticatissima mercanzia per fare la guerra in tutti i modi possibili e inimmaginabili. E mentre passeggiavi tra uno stand di fucili automatici della Repubblica Ceca e quello delle pistole Beretta di italica fattura, ci hai dato qualche cifra su questo giro d’affari esplosivo:

“La Francia ha annunciato che le sue esportazioni di armi sono aumentate del 30% nel 2013… l’Arabia Saudita spende l’8% del Pil in armi… al decimo posto ci siamo noi, l’Italia, che spende l’1,7% del Pil in armi, 26 miliardi di euro all’anno cioè 70 milioni di euro al giorno… Quello che è esposto qui muove il 2,5% del Pil mondiale ed è una spesa in aumento…”.

Caro Riccardo Iacona, cifre molto importanti che cozzano con la cifra ridicola di cui si è vantato ieri il premier Enrico Letta di ritorno dal suo viaggio in Kuwait con in valigia 500 milioni di euro promessi come investimento da un loro fondo finanziario per dare ossigeno alle imprese italiane. Visto che, secondo i tuoi dati, spendiamo 70 milioni di euro al giorno per le armi, basterebbe che l’Italia non lo facesse per 8 giorni e i 500 milioni degli arabi non servirebbero. Caro Riccardo Iacona, in diretta dallo storico studio 2 di via Teulada, tieni alta la bandiera della Rai che fa servizio pubblico, dimostrando come un buon programma di inchieste possa reggere egregiamente la prima serata. Aspetto la tua inchiesta su come saranno investiti questi 500 milioni di euro di manna qualità arabica che ha fatto dire a Letta: “Serviranno alle imprese italiane a essere più forti: sono la migliore risposta al disfattismo imperante del nostro Paese. Fuori dall’Italia credono in noi”. Boom! Boom! Boom!

lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.