La Domenica Sportiva: la conduzione di Giorgia Cardinaletti non è mai decollata e mai lo farà

Cara Giorgia Cardinaletti, ci sono momenti in cui chi fa televisione deve tirare le somme del proprio lavoro e prendere altre strade professionali. Credo sia questo il momento in cui devi, tu per prima, dire a Rai Sport che la tua esperienza come conduttrice della Domenica Sportiva è finita.

I bassi ascolti di questa edizione, domenica 25 marzo 2018 hanno toccato il fondo: 816mila telespettatori e il 5.3% di share su Rai 2 (fonte davidemaggio.it). Un dato che non può essere ricondotto solo alla pausa del campionato di calcio di Serie A.

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Disfatta dell’Italia contro il Costarica? I giornalisti di Rai Sport potranno dire “Io c’ero”

Caro direttore generale Rai Luigi Gubitosi, stai per mettere mano alla riduzione delle reti Rai sul digitale terrestre e Rai Sport dovrebbe essere la prima a perdere una delle due reti che ha. Auspico anche che dopo Brasile 2014, la testata Rai Sport venga azzerata con il cambio del direttore e una riduzione drastica dei giornalisti (da destinare ad altre testate Rai, magari per rafforzare quelle regionali).

Rai Sport ha bisogno di diventare una struttura snella e meno “ministeriale”, con giornalisti giovani presi dall’immenso bacino del popolo delle partite iva che hanno tanta voglia di fare.

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Marco Mazzocchi, la toccatina a Paolo Bonolis e quel microfono del servizio pubblico Rai che non si prende troppo sul serio

Cara presidente della Rai Anna Maria Tarantola, la testata Rai Sport continua a raccontare la Coppa del Mondo Fifa Brasile 2014 come può e non è un granché. Il problema è che anche quel poco di buono che fa viene oscurato dalla voglia incontenibile di protagonismo di molti suoi giornalisti che nei casi più eclatanti finiscono per diventare dei siparietti televisivi ridicoli come nel caso di Marco Mazzocchi che chiede a Paolo Bonolis di farsi dare una toccatina al sedere come portafortuna per la nazionale di calcio italiana.

Durante il programma Notti Mondiali di mercoledì scorso, Paolo Bonolis era ospite di Eugenio De Paoli nello studio Rai di Rio de Janeiro e al termine del suo intervento è stato messo in mezzo da Marco Mazzocchi in collegamento da Casa Italia.

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Rai Storia ripropone il documentario “Sandro Ciotti, un uomo solo al microfono”. Nessun erede all’orizzonte nella Rai Sport di oggi

Cara direttore di Rai Storia Silvia Calandrelli, non è la prima volta che trasmetti in replica il documentario su Sandro Ciotti intitolato Un uomo solo al microfono di  Alessandro Chiappetta, ma io stasera alle ore 21 lo rivedrò per l’ennesima volta con piacere e con lo spirito dell’abbonato Rai che vuole capire se sbaglia ad essere così severo con la Rai Sport che sta raccontando i mondiali di calcio 2014.

Su questo documentario ho già scritto un post da cui riprendo poche righe:

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Brasile 2014: Rai Sport è da archeologia televisiva

Caro direttore generale Rai Luigi Gubitosi, sono iniziati i mondiali di calcio Brasile 2014 e con essi è iniziato il tiro ai piccioni Rai e Rai Sport. Sottrarmi a questo esercizio balistico mi è impossibile. Innanzi tutto perché sono un abbonato Rai e poi perché mi piace la tv fatta bene e la Rai, ormai ombra del suo blasone e della sua storia, non la fa più la tv fatta bene. E non è colpa della tua spending review.

La Rai invecchia a vista d’occhio vittima della gestione di tipo ministeriale degli anni passati che ha ancora effetti deleteri sui singoli programmi che vanno in onda.

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Brasile 2014: il mondiale più difficile per la Rai, in lotta con la forte concorrenza di Sky e con gli ingenti tagli di Matteo Renzi

Caro direttore di Rai Sport Mauro Mazza, so che in fondo, molto in fondo, al tuo cuore, condividerai il sentimento con cui da abbonato Rai mi appresto a vedere le 25 partite della Coppa del Mondo di calcio Brasile 2014 che trasmetterà la Rai. Ieri mentre scrivevo il post con il calendario di tutte le partite della fase a gironi, ho avuto un certo numero di flashback relativi alla mia storia di telespettatore dei mondiali di calcio.

Flashback di quando ero un bambino e poi un adolescente appassionato di calcio e calciatore di campionati FIGC dai giovanissimi fino all’Under 20 regionale.

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Sochi 2014 su Cielo Tv: due picchi di audience non fanno una teleolimpiade

Caro amministratore delegato di Sky Italia Andrea Zappia, non sto seguendo le #SkyOlimpiadi perché non sono un vostro abbonato ma non le sto seguendo nemmeno in chiaro su Cielo Tv. Non è per pigrizia che non vado sul canale 26 del digitale terrestre ma perché spesso mi dimentico che sono in corso le olimpiadi invernali di Sochi 2014. Il fatto che non le trasmetta in chiaro la Rai è un limite enorme alla pubblicizzazione dell’evento. Un’olimpiade non è solo la diretta ma anche tutto il resto. Il fatto che la Rai non abbia le dirette vuol dire che tutte le trasmissioni non sportive non ne parlano e che i telegiornali ci fanno un servizio solo se un italiano va a medaglia. 

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Dal 7 febbraio le Olimpiadi di Sochi 2014 in chiaro su Cielo Tv, e non sulla Rai, ma non è colpa di Fabio Fazio

Caro Fabio Fazio, c’è sempre una prima volta e questa è la prima volta che prendo le tue difese. Alcuni giornalisti di Rai Sport (Marco Mazzocchi e Alessandro Antinelli su twitter) ti hanno accusato di fare pubblicità a SkySport perché hai intervistato Fabio Caressa e Beppe Bergomi a Che Tempo Che Fa, ovvero il telecronista di punta e uno dei commentatori di punta del principale concorrente della Rai nell’acquisto dei diritti sportivi. Il sindacato dei giornalisti Rai e il comitato di redazione di Rai Sport vogliono che “La Rai chieda immediatamente conto a Fabio Fazio dello spot alla pay-tv, offerto gratuitamente in prima serata”. Evidentemente non hanno visto l’intervista. E’ impossibile che esista un solo non abbonato a Sky che abbia deciso di fare l’abbonamento a Sky dopo quella scialba intervista di cui hai rivendicato la scelta. Il problema è che a Rai Sport sono sotto pressione.

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-100 giorni alle Olimpiadi di Sochi 2014. Ricordo al presidente del Coni Malagò che, in chiaro, le trasmetterà Cielo Tv e non la Rai

Caro presidente del Coni Giovanni Malagò, è passato un mese da quando ad Olimpia è stata accesa la fiaccola delle olimpiadi invernali di Sochi 2014 e ora mancano 100 giorni all’inaugurazione. Saranno le tue prime olimpiadi da presidente del Coni e saranno ricordate anche per le 100 ore di diretta televisiva in chiaro trasmesse dalla piccola Cielo TV (succursale sul digitale terrestre del colosso Sky) e non dalla Rai Radio Televisione Italiana, come da te fortemente auspicato.

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Il presidente del Coni Malagò non può immaginare che le olimpiadi invernali di Sochi 2014 non vengano trasmesse dalla Rai. Io invece si.

Caro direttore generale della Rai Luigi Gubitosi, il neo presidente del Coni Giovanni Malagò ha espresso la sua preoccupazione sul fatto che la Rai possa non essere in grado di raggiungere un accordo con Sky per la trasmissione gratuita in chiaro delle Olimpiadi invernali di Sochi 2014. Sky ha acquistato i diritti completi dell’evento ma per legge deve consentire che 100 ore di diretta vengano trasmesse in chiaro e gratis. Il tutto però deve comunque passare attraverso una transazione commerciale tra voi e Sky che evidentemente non vi soddisfa visto che Malagò ha dichiarato: “Non posso immaginare che l’evento sportivo più importante del pianeta non venga trasmesso dal servizio pubblico. Spero che i vertici della Rai possano rivedere una decisione, ammesso che sia stata già presa, che rappresenterebbe un clamoroso precedente, ma sono sicuro che si troverà una soluzione positiva per tutti” (da ansa.it del 3/6/13).

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