La Domenica Ventura su Rai 2: un’ora di televisione inutile

Simona Ventura ci promette che sarà pregna. Per il momento è pregna di già visto. La conduttrice urla come sempre, ribatezza “di Donatello” il David di Michelangelo, parla sugli ospiti, impedisce a Francesco Rocchi di parlare del fair play finanziario della Juve per non essere considerata anti juventina. Molto male. Ennesimo programma inutile nel panorama televisivo italiano. Un’ora di televisione insignificante dal primo all’ultimo minuto. È un record.

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Vieni da me: se Caterina Balivo mi consiglia di fare una buona pennica il pomeriggio

Cara Caterina Balivo, da buon romano cinquantacinquenne, ho il culto della pennichella, o pennica, come la chiamiamo più comunemente noi romani accorciandola per faticare di meno a dirlo.

Quindi puoi capire con quale trasporto ho accolto il tuo invito via Twitter a dedicarmi ad una “buona pennica il pomeriggio 😘”.

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Due righe due, al termine della prima edizione di A raccontare comincia tu

Si è conclusa la prima stagione di A raccontare comincia tu, il programma di Rai 3 condotto da Raffaella Carrà. A me, l’idea di far incontrare un personaggio top dello show leggero italiano come lei con altri personaggi top dello spettacolo, della cultura e dello sport, è piaciuta, quindi auspico una seconda edizione per la quale suggerisco alcuni cambiamenti.

Eviterei di ospitare i personaggi televisivi di cui si sa tutto e che non hanno alcuna intenzione di raccontare di loro qualcosa che non faccia parte dell’agiografia ufficiale. Eviterei di ospitare i campioni dello sport divisivi. Farei le interviste sempre e solo nella casa vera del personaggio. Nella prima edizione è mancato l’approfondimento. Tutto molto, troppo, in superficie. Nella puntata più riuscita, quella con il maestro Riccardo Muti, ci ha pensato lui a farsi l’auto-approfondimento ed è stata davvero molto interessante. Mi piacerebbe che gli autori percorressero itinerari biografici meno scontati. Il parallelo tra la vita professionale di Raffaella Carrà e i personaggi non è indispensabile. In alcuni casi è stato davvero troppo forzato. In alcuni casi, il vasto repertorio televisivo della conduttrice ha riempito la puntata per farla arrivare al taglio di 1 ora e 40 minuti. Gli ascolti dicono che le sei puntate hanno fatto una media del 6.4% di share. Le quattro puntate con Loren (6.8%), Muti (4.9%), Bonucci (3.9%) e Sorrentino (3.5%) hanno fatto una media del 4.7%. Le puntate con Fiorello (9.4%) e De Filippi (10%) hanno avuto l’unico pregio di alzare la media generale di ascolto ma il programma ha dato il meglio, nei contenuti e nella forma, senza di loro. Ciò detto, è un programma che mi piacerebbe ritrovare nella prossima primavera televisiva.

Un invito al direttore di Rai 3 Stefano Coletta a mantenere la misura che tutti ti riconoscono.

Caro direttore di Rai 3 Stefano Coletta, volevo invitarti a mantenere la misura che tutti ti riconoscono. Capisco che alla sfida degli ascolti televisivi è difficile resistere ma il direttore di una rete Rai deve essere il massimo dell’oggettività.

Un programma come A raccontare comincia tu condotto da Raffaella Carrà vive di alti e bassi sia per quanto riguarda gli ascolti che per quanto riguarda la bellezza delle puntate.

Io ne ho viste 4 e mi sono piaciute le due con Sophia Loren e Riccardo Muti che hanno fatto molta meno share (6.8% e 4.9%) rispetto alle due con i “televisivi” Fiorello e Maria De Filippi (9.4% e 10%) che ho trovato noiose. La quinta puntata con Leonardo Bonucci ha fatto il 3.9% ed io ero tra quelli che l’hanno accuratamente evitata. Calcolatrice alla mano, le 5 puntate andate in onda finora hanno fatto una media del 7% di share ma ad alzarla hanno contribuito in maniera significativa le due puntate con i campioni di ascolto televisivi. La media, senza di loro, è un onorevole 5.2% di share. Se io fossi il direttore di Rai 3 commenterei i dati di ascolto alla fine del ciclo di un programma che inevitabilmente ha alti e bassi di share vista la scelta non omogenea degli ospiti in quanto a potenzialità di ascolto in prima serata. Il giorno dopo, mi concentrerei più sul fare dei tweet evidenziando alcuni aspetti significativi di ciascuna puntata piuttosto che a retwittare il mio ufficio stampa per un 10% raggiunto con un ospite che è il volto di punta dell’ammiraglia della concorrenza, commerciale, per giunta. Caro direttore di Rai 3 Stefano Coletta, A raccontare comincia tu è un programma che mi piacerebbe ritrovare nella prossima stagione televisiva. L’idea che mi sono fatto però è che sceglierei meglio nella categoria sport ed eviterei di ospitare i personaggi televisivi anche se ti fanno fare i picchi di share. Così non ti verrà nemmeno la voglia di esultare per gli ascolti e magari su twitter ci dirai qualcosa di più significativo sui contenuti.
#rai3 #raffaellacarra #araccontarecominciatu #stefanocoletta

A raccontare comincia tu: tanto belle le puntate con i miti Sophia Loren e Riccardo Muti quanto brutte quelle con i televip Fiorello e Maria De Filippi

Cara Raffaella Carrà, ho seguito dall’inizio alla fine le prime 4 puntate di A raccontare comincia tu. Mi sono piaciute molto la seconda e la terza con ospiti Sophia Loren e Riccardo Muti. Non mi sono piaciute per nulla la prima e la quarta con ospiti Fiorello e Maria De Filippi.

Con l’attrice ed il direttore d’orchestra, il programma ha mostrato la sua anima più interessante, ovvero, quella di saper tirare fuori l’anima della persona più che esaltare il personaggio.

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A raccontare comincia tu di Raffaella Carrà: la puntata con ospite Maria De Filippi nel live tweeting di Caro Televip

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A raccontare comincia tu di Raffaella Carrà: la puntata con ospite Maria De Filippi nel live tweeting di Caro Televip Allora Maurizio Costanzo è a dieta. Sapevatelo. Maria De Filippi ha una terza abbondante ma non se ne accorge nessuno. Sapevatelo. La storia del maglione del fratello indossato da Maria De Filippi: ma che due ⚽️⚽️. Come la puntata con Fiorello, quella con Maria De Filippi è di una noia esagerata. Ora il racconto del pagamento delle multe con il lingotto di famiglia 😩. Adesso parlano dei bassotti di Maria De Filippi 😴. Ma la conduttrice chi è Raffaella Carrà o Maria De Filippi che le chiede "ma come è nato il tuca tuca?". Proprio come la prima puntata con Fiorello anche quella con Maria De Filippi è poco interessante. Tutte cose dette e ridette. Una cosa moscia che per ravvivarla esagerano con i pezzi di repertorio di Raffaella Carrà. Il racconto dell' esame di maturità di Maria De Filippi: per me persino Emma Marrone e Alessandra Amoroso hanno cambiato canale. A raccontare comincia tu sta facendo lo scoop dell'anno: la grande Maria De Filippi non ha niente da raccontare in un programma dove ci si racconta. Che storiona di corna quella tra Costanzo e la De Filippi! Perfetta per C'è posta per te. Massimo rispetto per il racconto di Maria De Filippi del vile e drammatico attentato subito da lei e Maurizio Costanzo. La vita professionale e personale di Maria De Filippi: appassionante come un cruciverba in polacco. In pratica si è raccontata di più la conduttrice #raffaellacarra che l'ospite #mariadefilippi. Maria De Filippi "Come s'intitola il programma? #uominiedonne? Perché gli uomini e le donne sono così". Ecco, finalmente #araccontarecominciatu ci ha detto chi è veramente Maria De Filippi. Puntata brutta, brutta, brutta. Niente di nuovo ed interessante sulla persona e sul personaggio televisivo. Solo uno spottone per una televip, per giunta volto della concorrenza, che di certo non ne ha bisogno. Finora 4 puntate. La 2 e la 3 con Sophia Loren e Riccardo Muti, bellissime. La 1 e la 4 con Fiorello e Maria De Filippi, bruttissime. Raffaella Carrà e gli autori non hanno saputo tirare fuori l'anima dei "televisivi" ma solo il guscio. #rai3

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The Voice of Italy: Simona Ventura caricata a pallettoni in difesa della sua scelta Elettra Lamborghini. Per la serie “chi male comincia”.

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Quello di Simona Ventura a The Voice of Italy non sarà un bel ritorno alla conduzione Rai se manterrà l'atteggiamento che ha avuto oggi nella conferenza stampa di presentazione. Un conto è la sicurezza di una professionista che sa di avere nuovamente in mano un programma con buone potenzialità e un conto è mostrarsi piena di certezze su cast, concorrenti e produzione prima di vedere l'effetto che faranno in onda. Perché poi è solo quando va in onda che un prodotto televisivo completa il suo ciclo e può essere giudicato. La cosa che ho trovato più fastidiosa è stata la difesa esagerata della scelta di Elettra Lamborghini come giudice/coach. Ad un giornalista che esprimeva delle perplessità sulla scelta di una artista con all'attivo due canzoni nel suo curriculum, Simona Ventura ha risposto mostrando un fastidiosissimo senso di superiorità con risposte tipo: "beh, avere due canzoni all'attivo non vuol dire nulla… c'è gente che ha costruito carriere su una canzone". Oppure del tipo "è una mia scommessa che difenderò fino alla fine… è una che piace molto ai giovani che la seguono…". E poi ha chiuso con una delle sue frasi fatte, nel suo stile vecchio e trapassato: "Elettra Lamborghini a The Voice ci sta come il limone in mezzo alle cozze". In attesa di vedere se questa Elettra Lamborghini sarà cozza o limone, per il momento sappiamo che Simona Ventura la difenderà fino alla fine perché è lei che l'ha voluta, è lei che l'ha scelta. Per quanto mi riguarda questo è tutto meno che una garanzia. #simonaventura #tvoi #rai2 #elettralamborghini

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La seconda puntata di A raccontare comincia tu con ospite Sophia Loren tutta un’altra storia rispetto alla prima con Fiorello: in meglio.

Il postino (o piccolo post) dopo la prima puntata.

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Un dubbio atroce: e se il problema principale di "A raccontare comincia tu" fosse Raffaella Carrà? Credevo che Fiorello sarebbe stato il limite principale della prima puntata di "A raccontare comincia tu" (il giovedì in prima serata su Rai 3) e invece temo (ma spero di sbagliare) che il limite principale del programma sarà la conduttrice-ascoltatrice Raffaella Carrà. A raccontare comincia tu, all'esordio, ha mostrato una scrittura piatta senza spunti che potessero nobilitare il nobilissimo verbo del titolo: raccontare. In nessun momento delle due lunghissime ore di conversazione sul divano, il racconto è stato sorprendente. Tutto già detto e nessuna voglia di portare l'ospite ad andare oltre il già detto. Il problema è che Raffaella Carrà non sembra proprio la persona giusta per "spingere" l'ospite a raccontare qualcosa in più rispetto alla propria "biografia ufficiale". E allora mi è venuto un dubbio atroce: e se la scrittura fosse piatta perché funzionale alla conduzione che non sa o non vuole andare in profondità? È come se la scrittura del programma fosse vincolata ad uno stile di conduzione che si ferma alla superfice del racconto perché quella le basta. Se è vero che lo scopo di "A raccontare comincia tu" è quello di mettere in scena un colloquio gradevole e senza morbosità, è anche vero che 2 ore di racconto tutto in superficie, senza approfondimento, è meno interessante di un santino. Ma spero di sbagliarmi e di vedere ed ascoltare, nelle prossime 5 puntate, dei racconti arricchenti, coinvolgenti e approfonditi come mi aspetto da un programma che ha inserito nel titolo il nobile verbo "raccontare". #araccontarecominciatu #rai3 #raffaellacarra #fiorello

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Un dubbio atroce: e se il problema principale di “A raccontare comincia tu” fosse Raffaella Carrà?

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Un dubbio atroce: e se il problema principale di "A raccontare comincia tu" fosse Raffaella Carrà? Credevo che Fiorello sarebbe stato il limite principale della prima puntata di "A raccontare comincia tu" (il giovedì in prima serata su Rai 3) e invece temo (ma spero di sbagliare) che il limite principale del programma sarà la conduttrice-ascoltatrice Raffaella Carrà. A raccontare comincia tu, all'esordio, ha mostrato una scrittura piatta senza spunti che potessero nobilitare il nobilissimo verbo del titolo: raccontare. In nessun momento delle due lunghissime ore di conversazione sul divano, il racconto è stato sorprendente. Tutto già detto e nessuna voglia di portare l'ospite ad andare oltre il già detto. Il problema è che Raffaella Carrà non sembra proprio la persona giusta per "spingere" l'ospite a raccontare qualcosa in più rispetto alla propria "biografia ufficiale". E allora mi è venuto un dubbio atroce: e se la scrittura fosse piatta perché funzionale alla conduzione che non sa o non vuole andare in profondità? È come se la scrittura del programma fosse vincolata ad uno stile di conduzione che si ferma alla superfice del racconto perché quella le basta. Se è vero che lo scopo di "A raccontare comincia tu" è quello di mettere in scena un colloquio gradevole e senza morbosità, è anche vero che 2 ore di racconto tutto in superficie, senza approfondimento, è meno interessante di un santino. Ma spero di sbagliarmi e di vedere ed ascoltare, nelle prossime 5 puntate, dei racconti arricchenti, coinvolgenti e approfonditi come mi aspetto da un programma che ha inserito nel titolo il nobile verbo "raccontare". #araccontarecominciatu #rai3 #raffaellacarra #fiorello

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Il live tweeting della prima puntata

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La seconda puntata con Sophia Loren decisamente bella. Completamente l’opposto rispetto alla prima

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Un dubbio atroce: e se il problema principale di "A raccontare comincia tu" fosse Raffaella Carrà? Credevo che Fiorello sarebbe stato il limite principale della prima puntata di "A raccontare comincia tu" (il giovedì in prima serata su Rai 3) e invece temo (ma spero di sbagliare) che il limite principale del programma sarà la conduttrice-ascoltatrice Raffaella Carrà. A raccontare comincia tu, all'esordio, ha mostrato una scrittura piatta senza spunti che potessero nobilitare il nobilissimo verbo del titolo: raccontare. In nessun momento delle due lunghissime ore di conversazione sul divano, il racconto è stato sorprendente. Tutto già detto e nessuna voglia di portare l'ospite ad andare oltre il già detto. Il problema è che Raffaella Carrà non sembra proprio la persona giusta per "spingere" l'ospite a raccontare qualcosa in più rispetto alla propria "biografia ufficiale". E allora mi è venuto un dubbio atroce: e se la scrittura fosse piatta perché funzionale alla conduzione che non sa o non vuole andare in profondità? È come se la scrittura del programma fosse vincolata ad uno stile di conduzione che si ferma alla superfice del racconto perché quella le basta. Se è vero che lo scopo di "A raccontare comincia tu" è quello di mettere in scena un colloquio gradevole e senza morbosità, è anche vero che 2 ore di racconto tutto in superficie, senza approfondimento, è meno interessante di un santino. Ma spero di sbagliarmi e di vedere ed ascoltare, nelle prossime 5 puntate, dei racconti arricchenti, coinvolgenti e approfonditi come mi aspetto da un programma che ha inserito nel titolo il nobile verbo "raccontare". #araccontarecominciatu #rai3 #raffaellacarra #fiorello

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Barbara Alberti sull’aborto ad Accordi & Disaccordi su Nove

“Le donne hanno in abominio l’aborto più della Chiesa”, Barbara Alberti ha fatto un grande pezzo ad Accordi e disaccordi su Nove.
La Alberti ha una intelligenza, una cultura ed una capacità comunicativa e di scrittura straordinarie. Così, in “assolo” è strepitosa. La apprezzo meno nei talk dove tutte le sue grandissime qualità ogni tanto si perdono per l’incapacità dei conduttori di valorizzarla e anche per colpa sua che in certi casi diventa tranchant nel modo sbagliato. Ma è una grande, a me piace molto.

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