Andrea Salerno in risposta a Caro Televip: “Skroll è un tentativo di qualità, praticamente a zero budget, che per me ha sempre senso tentare”

Caro direttore di La7 Andrea Salerno, da blogger tv non mi esalto e non esulto per il flop di un programma come Skroll di cui ho scritto il 7 agosto che sarebbe stato un flop in quella forma, in quella collocazione oraria e con quel “conduttore” alla prima esperienza da “solista”.

Da blogger appassionato di tv quale sono, quando ci sono i presupposti di dialogo con gli interessati, provo maggiore soddisfazione nel fare proposte.

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Propaganda Live su La7: oltre un’ora e 20 minuti (spot inclusi) non ce la posso fare a vederlo

Caro Diego Bianchi in arte Zoro, per essere uno a cui Gazebo non piaceva ho resistito anche troppo (1 ora e 20 minuti inclusi 3 blocchi pubblicitari, uno prima e dur durante la trasmissione) a vedere la prima puntata di Propaganda Live su La7 (il venerdì, ore 21.15).

L’impianto del programma è identico a Gazebo che facevi su Rai 3 solo che è tutto più espanso perché devi riempire quasi 3 ore in prima serata cosa che hai tentato anche su Rai 3 con scarsi risultati. Dati di ascolto a parte (567 mila telespettatore e il 3% di share, fonte davidemaggio.it) c’è moltissimo da lavorare per farlo diventare un prodotto da prima serata.

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Gazebo News di Rai 3: Diego Bianchi e “l’unico” italiano ad aver vinto il Nobel per la letteratura

 

 

 

Gazebo, ancora un superflop in prima serata. Rai 3 e gli intoccabili sopravvalutati che piacciono a pochissimi

Cara direttore di Rai 3 Daria Bignardi, tra le trasmissioni che hai dichiarato “intoccabili” c’è Gazebo, un programma sopravvalutato soprattutto dalla nicchietta di telespettatori che lo segue ritenendolo cult quando cult non è. Diego Bianchi in arte Zoro è retrocesso da dinamico fantasista a pigro moviolista, impantanato in una ripetitività cronica.

Però tutti i difetti di Gazebo il grande pubblico non può vederli perché il programma vivacchia in terza serata per la gioia del gruppetto di fan con le fette di mortadella sugli occhi e i tappi nelle orecchie.

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Gazebo di Rai 3 stagione 4: meno politica e più reportages. Restate di stucco è un ZoroTrucco

Caro Diego Bianchi in arte Zoro, l’autore principe di Gazebo (su Rai 3 la domenica alle 23.40) Andrea Salerno, sventola su twitter le recensioni della prima puntata della vostra quarta stagione firmate dai due principali critici televisivi italiani: Aldo Grasso (Corriere della Sera) e Antonio Dipollina (la Repubblica).

I critici professionisti vi amano dal primo istante e rispetto a quell’amore, ripetutamente dichiarato, non possono fare passi indietro da gigante ma solo passettini, senza però ipotizzare perché Gazebo, nato sulle ceneri di Tolleranza Zoro come programma di satira politica, decide dopo 3 stagioni di occuparsi meno di politica ed affrontare i grandi temi da trasmissione giornalistica d’inchiesta.

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Gazebo non è un programma cult e nemmeno da prima serata

Caro direttore di Rai 3 Andrea Vianello, nascondere in terza serata il programma Gazebo ha consentito ai suoi pochi fan di continuare a spacciarlo sui social come un programma cult. Invece è un programmino fatto in economia di contenuti.

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Diego Bianchi che come Zoro duettava con l’altra sua anima comunista, ha preso il posto di Parla con me di Serena Dandini ufficialmente perché il programma del divano rosso costava troppo.

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Backstage del film Arance e Martello di Diego Bianchi: d’ora in poi Rai 3 concederà lo stesso spazio a tutti i film in uscita?

Caro Diego Bianchi in arte Zoro, nella tua rincorsa a Pif, ti sei misurato nella regia cinematografica. E’ appena uscita la tua opera prima Arance e Martello. Qualsiasi lontanissima intenzione di andare al cinema mi è passata vedendo il backstage trasmesso sabato da Rai 3 dopo Blob e prima del film di prima serata.

Il film racconta la storia della chiusura del mercato rionale di via Orvieto nel quartiere San Giovanni di Roma con i negozianti che chiedono aiuto alla sezione del PD dove tu hai svolto la tua militanza politica fin da giovinetto.

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La freschezza che si rinnova del vecchio Pif e la ripetitività cronica del nuovo Zoro

Caro Pierfrancesco Diliberto in arte Pif, ieri sono andati in onda i primi due episodi della sesta edizione de Il testimone (su Mtv il il martedì alle 21 e il giovedì alle 23), un programma che, nonostante le repliche a go-go, riesci sempre a rendere interessante e vario. Tu sei sempre lo stesso, immobile nel tuo stile televisivo, eppure ogni puntata de Il testimone è un esemplare unico e irripetibile. Le location e le persone che incontri sono talmente varie che smuovono la tua immobilità. La tua abilità, unica, è quella di individuare i giusti contesti, le storie, le persone; e  non è cosa da poco.


Mandare in onda in successione la puntata sulla settimana della moda milanese e poi quella sulla Groenlandia è il classico colpo di genio al quale ormai ci hai abituato. Un contrasto comunicativo e ambientale dirompente.

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Streaming Renzi-Grillo: il moviolista Zoro ci mostra l’ex gieffino, ora grillino, Rocco Casalino al lavoro

Caro Diego Bianchi in arte Zoro, in qualità di moviolista del backstage del teatrino della politica italiana, ieri a Gazebo (Rai 3 martedì, mercoledì e giovedi ore 23.15) hai documentato cosa accadeva nella sala stampa attigua alla sala della Camera dei deputati, dove si stava svolgendo la consultazione in streaming tra il presidente del consiglio incaricato Matteo Renzi e il comico Beppe Grillo. Quello che tu chiami “circo mediatico” si è arricchito ultimamente di un personaggio funambolico: Rocco Casalino, uno dei responsabili della comunicazione del Movimento 5 Stelle.

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