10 tweet di Caro Televip su Tiziana Panella

Tiziana Panella è così nazional popolare che i condomini del palazzo dove abita, adesso che la vedono a #tagadala7, sanno che lavoro fa @La7tv (27 ottobre 2015)

Tiziana Panella conduce #tagadala7 con atteggiamento di superiorità: simpatica come la monnezza nel centro di Roma (9 giugno 2016)

Tiziana Panella è scicche potrebbe dirigere il traffico a piazza Venezia, si sbraccia più della Ventura #tagadala7
(23 giugno 2016)

La superficialità con cui #tagadala7 affronta temi complessi è pari solo alla convinzione di Tiziana Panella di essere troppo figa #bruttatv (14 aprile 2017)

Tiziana Panella conduttrice di #Tagada è molto bella e ci si sente. Conduzione “anaicapito anaicapaito”. Lei è lei e gli altri non sono lei. Questo è il pregio. Il difetto: parla sopra ospiti e inviati a cui chiude le frasi, vuole essere protagonista. Pessima. (10 maggio 2018)

Tiziana Panella dà l’impressione di essere convinta di condurre un programma fondamentale per la televisione italiana: fa, nel daytime pomeridiano, tra il 2.74% e il 3.62% di share. La colpa non è la sua ma di chi ce la tiene lì @SalernoSal #tagadala7 @La7tv (6 novembre 2018)

Tiziana Panella: ride, ride, ride, ride. Qualsiasi cosa dice il suo interlocutore, lei ride, ride, ride, ride. Sul suo volto abbonda il riso. Sarà per compensare la scarsezza dei contenuti? #tagadala7 è un programma di cui si deve fare a meno #bruttatv (12 febbraio 2021)

Nella mia televisione ideale Tiziana Panella non la destinerei nemmeno a cambiare le cialde della macchinetta del caffè della redazione di un programma di approfondimento giornalistico. Figuriamoci condurlo #tagadala7 (20 marzo 2021)

Tiziana Panella cavalca giorno dopo giorno le incertezze sui vaccini Covid-19 perseverando nello stile di conduzione da piaciona che mi ricorda un politico piacione: Matteo Renzi. Io la chiamo “anaicapito anacapaito!” (co’ a mano a cucchiara) #tagadala7 (11 giugno 2021)

Daytime pomeridiano: trovo più spontanea Gemma Galgani di #uominiedonne rispetto a Tiziana Panella di #tagadala7 (22 novembre 2021)

A Verissimo 19 minuti di “Tina e Gemma di Uomini e Donne che litigano”: il punto di non ritorno di Silvia Toffanin verso la tv trash

Cara giornalista professionista Silvia Toffanin, nella puntata domenicale di ieri di Verissimo su Canale 5, hai ospitato Tina Cipollari e Gemma Galgani due delle protagoniste del cast di Uomini e Donne di Maria De Filippi.

Dopo i 6 giorni del teatrino politico-parlamentare che ha portato alla rielezione di Sergio Mattarella al Quirinale, il teatrino di Tina e Gemma è stata una boccata d’aria televisiva positiva. Che meraviglia vedere le due nemiche create da Maria De Filippi parlarsi una sull’altra dicendosi sempre le stesse cose in un crescendo di ridondanze lessicali elementari. È proprio vero che da vecchi si torna bambini. Pardon, non solo da vecchi.

Anche tu che sei una giovane giornalista professionista, non più di primissimo pelo, ieri sembravi una bambina. Le tue risatelle a commento delle battute delle due contendenti, sembravano quelle di una bambina davanti alle sue bamboline animate che le rispondono a comando.

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L’ “appuntamento” di Alberto Matano: l’autogol di un conduttore piccolo piccolo

Caro Alberto Matano, due giorni fa hai manifestato la tua contrarietà al modo in cui la concorrenza ti ha letteralmente soffiato in diretta un ospite che la tua inviata stava intervistando. Sia La vita in diretta che Pomeriggio Cinque News in questi giorni si stanno occupando dello stesso caso di cronaca nera, come peraltro avviene spessissimo da anni. Il ritrovamento del cadavere di una donna vi ha portato immediatamente ad intervistare il marito.

È anche così che Rai 1 e Canale 5 riempiono i pomeriggi degli italiani: facendo ore e ore di trasmissione sui morti ammazzati. Non è di certo una novità. La corsa all’esclusiva delle testimonianze dei protagonisti finisce sempre con l’essere una co-esclusiva perché il giorno dopo la concorrenza porta a casa una nuova testimonianza della stessa persona. È un giochetto che normalmente si svolge dietro le quinte delle vostre dirette ma se succede che in diretta si sente forte la voce dell’inviata del programma concorrente mentre l’inviata del tuo programma sta intervistando una persona che un minuto dopo sarà prelevata dalla concorrenza, beh certo ad un conduttore possono girare le scatole.

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Una parola di troppo: la televisione vecchia bacucca

La televisione è un mass media vecchio, fatto da vecchi conduttori per telespettatori vecchi: è questa la prima cosa che ho pensato guardando “Una parola di troppo”, il “nuovo” game show condotto da Giancarlo Magalli nel pomeriggio di Rai 2.

Due righe due su Parliamone di RaiNews24 condotto da Chiara Paduano

Chiara Paduano ha condotto molto bene Newsroom Italia su RaiNews24 e si è guadagnata sul campo la conduzione di Parliamone, uno spazio informativo su misura per lei (nella stessa fascia oraria, dalle 15.05 alle 15.55). Tre o quattro temi non solo di stretta attualità ma anche temi poco trattati e altri decisamente particolari come quello di oggi sul linguaggio dei cetacei spiegato da Daniela Pace biologa dell’Università Sapienza. Si dà spazio anche a realtà della società civile e del mondo produttivo territoriale di qualità con storie significative e particolari da raccontare. È evidente l’impronta di Chiara Paduano nella scelta degli argomenti e degli ospiti che sono gestiti in studio con equilibrio e nel rispetto delle diverse opinioni con il risultato che i racconti sono concreti e comprensibili. 50 minuti di informazione non scontata, interessante e intelligente. L’approccio semplice, educato ed equilibrato di Chiara Paduano è in perfetta sintonia con il titolo. La sigla è una musichetta un po’ troppo da giocoleria ma nessuno spazio informativo è perfetto.

Estate 2021: c’è ancora la pandemia da Covid-19 e Rai 1 la domenica pomeriggio trasmette le repliche di Domenica In anziché offrire programmi in prima visione a chi ha scelto di restare a casa.

Caro direttore di Rai 1 Stefano Coletta, ieri ho pubblicato il seguente tweet:

“Rai 1 in estate propone programmi in prima visione nel daytime del mattino e del pomeriggio. La domenica pomeriggio invece trasmette pezzi di #domenicain in replica. Perché non realizzare una Domenica In Estate con una conduttrice ed ospiti giovani?”.

Mi ha risposto una certa Celestina Pistillo che su LinkedIn risulta essere “Branded Content Development ed Eventi Sponsorizzati (radio, tv, digital) – Responsabile presso Rai Pubblicità”.

Questa Pistillo mi fa la seguente lezioncina:

“Forse perché realizzare dei programmi ha un costo e bisogna fare delle scelte perché il budget di una rete non è illimitato. Detto questo un tempo c’erano solo repliche. Tutti i giorni, tutto il giorno. Varrebbe la pena non commentare sempre in negativo e per sottrazione”.

Caro direttore di Rai 1 Stefano Coletta, credere che io non sappia che fare tv costa tanti soldi è semplicemente ridicolo. Ma lo è ancor di più che una “responsabile” di Rai Pubblicità venga a scassare la uallera ad un abbonato nonché blogger tv considerando quel mio tweet un commento “in negativo e per sottrazione”.
Certi professionisti evidentemente si credono intoccabili e meritano soltanto di essere bloccati (come ho fatto) perché, è un mio sentire, fanno solo un danno alla azienda per cui lavorano.

Caro direttore di Rai 1 Stefano Coletta, il mio era un tweet propositivo. La pandemia da Covid-19 è ancora tra noi e ci sono alcuni milioni di italiani che trascorrono la domenica pomeriggio in casa per tanti motivi. Sono quasi certamente gli stessi che hanno trascorso l’autunno e l’inverno prevalentemente in casa e che, visti i grandi ascolti, hanno probabilmente già visto tutte le Domeniche In di nonna-bis Mara Venier che Rai 1 sta loro riproponendo anche in estate.

Mi sono chiesto, perché non offrire a questo pubblico qualcosa di nuovo, di originale, in prima visione? Che la professionista di Rai Pubblicità mi venga a fare la maestrina su quanto costerebbe un programma estivo da trasmettere la domenica pomeriggio, mi fa pensare che se è Rai Pubblicità a decidere su cosa la Rai deve investire (in estate ad esempio), allora la Rai non ha solo il problema della dipendenza dalla politica ma ha anche il problema di pensare più come una tv commerciale che come un servizio pubblico.

Caro direttore di Rai 1 Stefano Coletta, se come credo verrai riconfermato dal nuovo CdA Rai, mi auguro di vedere la prossima estate su Rai 1 la domenica pomeriggio un programma in prima visione. Un po’ dei soldi necessari per produrlo io li troverei non rinnovando i contratti ad un po’ di responsabili di Rai Pubblicità.

Tiziana Panella conduttrice di Tagadà su La7: io la chiamo “Anaicapito anacapaito”

Stefano Coletta e la mutazione genetica della conduzione di Serena Bortone

Cara Serena Bortone, gli ascolti della prima stagione di Oggi è un altro giorno vengono ritenuti all’altezza della fascia oraria dalle ore 14 alle ore 16 di Rai 1 e quindi il programma sarà confermato anche per la prossima stagione.

È un successo tuo ma principalmente del direttore di rete Stefano Coletta che ti ha fortemente voluto ed ha garantito, fin dalla conferenza stampa di presentazione, che avremmo visto una Serena Bortone come non la conoscevamo. Già, quelli che la conoscevano l’avevano vista all’opera ad Agorà il programma di attualità della tv del mattino di Rai 3 che conduceva con risolutezza soprattutto nella gestione degli ospiti politici che, quando riuscivano a parlare, venivano trattati come scolaretti dalla maestrina Serena. Ma su Rai 1 la maestrina non la potevi fare e ti sei messa a fare la fatina. Oggi è un altro giorno è il programma che ha modificato geneticamente il tuo stile di conduzione. È scomparsa la Bortone che incalzava i politici ed è apparsa la Serena amorevole con tutti che dispensa battiti di ciglia e sorrisi smielati. A spargere la polverina magica per trasformarti a sua immagine e somiglianza non può che essere stato Stefano Coletta che dispensava questa certezza prima che il programma iniziasse ad andare in onda. Cara Serena Bortone, chissà se a settembre Stefano Coletta sarà ancora il direttore di Rai 1. La stampa amorevole si sta spendendo molto per la sua riconferma. Coletta o non Coletta, tu ed il programma Oggi è un altro giorno andrete in onda per almeno un’altra stagione televisiva. C’è chi, per due labilissimi punti di share in più rispetto a Caterina Balivo, la considera una vittoria di Stefano Coletta. Io invece, ogni volta che ti vedo sbattere le ciglia e fare le faccette dolci, penso che la trasformazione della tua conduzione sia una grande sconfitta del direttore di Rai 1. Ha dimostrato ancora una volta che chi fa televisione è capace di plasmare i programmi ed i personaggi tv secondo le necessità dello show business.

La Rai farà tesoro del megaflop Magazzini Musicali?

Sperimentare nuovi format, meglio se ideati da una factory interna, da destinare al pubblico giovane che non guarda la tv, dovrebbe essere tra le priorità della Rai.
In quei casi, i risultati in termini di ascolto andrebbero valutati essenzialmente in funzione della identità e degli obiettivi a breve, medio e lungo periodo della rete che li ospita.

Ma c’è un ma. Se la rete che accoglie il programma sperimentale ha una identità Arlecchino che va dai tutorial di Detto Fatto a Tg2 Post, da I fatti vostri a La caserma, da Stasera tutto è possibile a 90° Minuto, allora qualsiasi calcolo preventivo è inutile perché il risultato non potrà che essere catastrofico. Se si volesse salvare l’idea di un programma come Magazzini Musicali in onda su Rai 2 nel daytime pomeridiano del sabato, si potrebbe giustificare così, l’ingiustificabile 1.1% e 1.2% di share che ha fatto nelle ultime due puntate. Ma sarebbe profondamente ingiusto nei confronti della nobile e poco attuata idea di sperimentazione televisiva. Sì perché l’impianto di Magazzini Musicali è tutto fuorché sperimentale, è, al contrario, un programma obsoleto e per questo chi ci ha investito ha fallito nell’obiettivo principale: riaprire uno spazio musicale nel pomeriggio del sabato di Rai 2 dopo che è stato di fatto annientato dalla nascita di Amici di Maria De Filippi nella versione talent musicale. Due micro interviste, due pezzi live, le classifiche dei più scaricati, le curiosità web: questo è un contenitore musicale moderno? Dov’è l’idea che mi dovrebbe inchiodare allo schermo tv, quando su Instagram i cantanti mi dicono di tutto e di più minuto per minuto? La televisione, e la Rai è LA TELEVISIONE, se vuole sopravvivere, deve saper reinventare i generi e proporne i protagonisti come non li vediamo sui social media, perché la televisione ha ancora un livello qualitativo, dal punto di vista produttivo e tecnico, in grado di sorprendere il telespettatore più esigente. E, ultimo ma non ultimo, puntare su conduttori in grado di arricchire le sorprese e renderle indimenticabili.

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I tweet di Caro Televip (con due tweet di risposta della conduttrice Melissa Greta Marchetto)