Le 10 cose che non mi sono piaciute del Festival di Sanremo 2022

Anche in una edizione molto ben riuscita come questa è impossibile farsi piacere tutto. Ecco la classifica delle 10 cose che non mi sono piaciute.

1 – Checco Zalone: sto ancora aspettando che mi faccia ridere

2 – Fiorello: ripetitivo e datato

3 – Laura Pausini: autoreferenziale fino allo sfinimento

4 – Aver assecondato il fenomeno fantasanremo alimentato da molti cantanti e diventato incontrollabile a suon di Papalina e Zia Mara

5 – Amadeus che finisce il giro in platea salutando Paola Perego: la moglie del suo potentissimo agente

6 – Ornella Muti: meno che ornamentale

7 – Ema Stokholma di Rai Radio 2: ogni volta che ha parlato

8 – La scaletta ed il ritmo della seconda serata

9 – Prima Festival: inutile ed insignificante

10 – Fuori Festival: il programma “molto poco originale” di Rai Play

Le 10 cose che mi sono piaciute del Festival di Sanremo 2022

Era da molti anni che non mi appassionavo e non mi divertivo a guardare il Festival. Mi sono piaciute moltissime cose, difficile sceglierne solo 10 ma questa è la mia top 10.

1 – Il ricordo di Giovanni Falcone, di Paolo Borsellino e dei loro agenti di scorta

2 – Il lavoro come direttore artistico e conduttore di Amadeus

3 – Il terzo posto dell’eterno ragazzo Gianni Morandi che a 77 anni si è presentato in gara come fosse la sua prima Canzonissima

4 – Tutta Maria Chiara Giannetta

5 – Tutta la performance di Cesare Cremonini

6 – Il duetto “cover” Morandi-Jovanotti

7 – Tutta Drusilla Foer

8 – Blanco che prende il microfono e dice “Io voglio diventare Gianni Morandi”

9 – Ex aequo: La rappresentante di lista (la canzone) e Ditonellapiaga (lei di persona personalmente)

10 – Le prime due ore della serata cover tutte da cantare e da ballare

Sanremo 2022: perfetta la terza serata. Si conferma una edizione di successo con ascolti altissimi anche ieri: 54% di share e oltre 9 milioni di telespettatori.

Il Festival di Sanremo è così: ti può deludere una sera e può darti piena soddisfazione il giorno dopo. Ieri la terza serata con tutti i 25 cantanti in gara che si sono esibiti è stata praticamente perfetta. Amadeus si sta guadagnando sul campo il quarto mandato sanremese e non solo per gli ascolti eccezionali.

A leggere i retroscena del Festival si ha la conferma che come direttore artistico è decisivo per il buon risultato dello show. Ho letto, ad esempio, che sarebbe stato lui a “costruire” la coppia Ditonellapiaga e Rettore che originariamente si sarebbero proposte come concorrenti singole. Le loro prime due esibizioni sono state tra le più coinvolgenti e significative del Festival.

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Sanremo 2022: non buona la seconda. Problemi di scaletta, ritmo lentissimo e il comico Checco Zalone da pianto. Ascolti straordinari: 55.8% di share e oltre 11 milioni di telespettatori.

Il Festival di Sanremo dura 5 prime serate in diretta ed è difficilissimo mantenere un livello altissimo tutte le sere come ha dimostrato la seconda di ieri. Meno spazio in avvio alla gara, più spazio, troppo, alla co-conduttrice Lorena Cesarini e agli interventi deludenti del comico Checco Zalone.

L’attrice Lorena Cesarini, emozionatissima per essere stata chiamata da Amadeus, ha puntato tutto sulle manifestazioni di razzismo che ha ricevuto sui social media dopo essere stata ingaggiata per il Festival. Giusto e doveroso denunciare il razzismo subito e dare una risposta nello show più seguito d’Italia anche in difesa di chi lo subisce e non ha voce, ma dal punto di vista televisivo il suo lunghissimo monologo con la lettura di brani da “Il razzismo spiegato a mia figlia” di Tahar Ben Jelloun ha fatto capire subito che il ritmo non sarebbe stato il pregio della serata. Io comunque le girerei il compenso che è stato dato ad Ornella Muti.

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Sanremo 2022: buona la prima con un significativo calando in scaletta nella seconda parte. Ascolti record: 54.7% di share e quasi 11 milioni di telespettatori.

La prima serata del Festival di Sanremo 2022 è stata di ottimo livello, decisamente bene la prima parte, in calando la seconda. Amadeus, al suo terzo Festival e con l’entusiasmo di chi rivede il pubblico in sala dopo il deserto dello scorso anno a causa del Covid-19, è in uno stato di grazia paragonabile al Pippo Baudo dei tempi d’oro.

La scaletta delle prime due ore è volata via e lo show è stato godibile. Le canzoni ad un primo ascolto lasciano una buona impressione. Su tutti spicca l’energia di un Gianni Morandi più eterno ragazzo che mai che con il brano di Jovanotti punta già al podio. È presto per tentare un pronostico. Personalmente non avrei mai immaginato che mi sarebbe piaciuta la canzone di Achille Lauro (Domenica), chissà forse per merito del taglio gospel che gli dà il contributo dell’Harleem Gospel Choir di New York.

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Uà – Uomo di varie età di Claudio Baglioni. Riportare la qualità nel prime time di Canale 5: l’è dura.

Caro vice presidente e amministratore delegato Mediaset Pier Silvio Berlusconi, sto preparando un post intitolato “Il retequattrismo voluto da Pier Silvio Berlusconi: lo stato dell’arte” e te lo anticipo, sei stato condannato. Ma nel frattempo è giusto darti atto che, al contrario, su Canale 5 stai mostrando un significativo impegno per redimerti e provare a fare un po’ di buona televisione.

Il significativo ridimensionamento di Barbara D’Urso avrebbe già dato un senso al miglioramento della stagione autunnale di Canale 5 ma l’inserimento in palinsesto di alcune prime serate di qualità è la dimostrazione che vuoi fare di più. Il ritorno, celebrativo, di Zelig ha restituito alla comicità made in Mediaset una sua identità fatta di personaggi che sono durati nel tempo e in alcuni casi hanno anche lasciato un segno più che positivo. Le prime serate dedicate alla carriera di Iva Zanicchi hanno dato il segnale inequivocabile che se Mediaset vuole sa e può fare delle prime serate di alto e altro livello rispetto al Grande Fratello Vip. Ieri, la definitiva dimostrazione. Canale 5 ha trasmesso la prima di tre puntate di “Uà Uomo di varie età” di Claudio Baglioni. Uno show di alto livello, con decine di numeri 1 ospiti e con una scrittura e una realizzazione televisiva da grande varietà del sabato sera. L’intrattenimento leggero che emoziona, coinvolge e diverte. Eppure lo show di Baglioni è stato visto solo dal 14% del pubblico di Canale 5 che con Tu sì que vales sfiorava il 30% di share. C’è un 16% di pubblico della ammiraglia Mediaset che non va oltre la qualità a livello Maria De Filippi. Se è vero che come editore hai la responsabilità di aver abituato il pubblico di Canale 5 al livello Maria De Filippi è anche vero che evidentemente hai dato finora a quel pubblico ciò che si merita. Caro vice presidente e amministratore delegato Mediaset Pier Silvio Berlusconi, non è una attenuante ma di certo non è colpa tua se quel 16% non capisce la tv di qualità.

Dolce Quiz: il botta e risposta su Twitter tra Akio di Caro Televip e Gigi D’Amato, manager di Alessandro Greco

La settimana scorsa, il programmino Dolce Quiz nel mezzogiorno del sabato di Rai 2 ha esordito con il 7% di share. La “notizia” è stata accolta entusiasticamente dai social-fan di Alessandro Greco che periodicamente ricordano la cancellazione di Zero e Lode come fosse un credito da vantare nei confronti della Rai da parte del loro conduttore preferito. Forse lo è ma di certo non è un programmino come Dolce Quiz che può azzerare quel credito.

Stefano Coletta e la mutazione genetica della conduzione di Serena Bortone

Cara Serena Bortone, gli ascolti della prima stagione di Oggi è un altro giorno vengono ritenuti all’altezza della fascia oraria dalle ore 14 alle ore 16 di Rai 1 e quindi il programma sarà confermato anche per la prossima stagione.

È un successo tuo ma principalmente del direttore di rete Stefano Coletta che ti ha fortemente voluto ed ha garantito, fin dalla conferenza stampa di presentazione, che avremmo visto una Serena Bortone come non la conoscevamo. Già, quelli che la conoscevano l’avevano vista all’opera ad Agorà il programma di attualità della tv del mattino di Rai 3 che conduceva con risolutezza soprattutto nella gestione degli ospiti politici che, quando riuscivano a parlare, venivano trattati come scolaretti dalla maestrina Serena. Ma su Rai 1 la maestrina non la potevi fare e ti sei messa a fare la fatina. Oggi è un altro giorno è il programma che ha modificato geneticamente il tuo stile di conduzione. È scomparsa la Bortone che incalzava i politici ed è apparsa la Serena amorevole con tutti che dispensa battiti di ciglia e sorrisi smielati. A spargere la polverina magica per trasformarti a sua immagine e somiglianza non può che essere stato Stefano Coletta che dispensava questa certezza prima che il programma iniziasse ad andare in onda. Cara Serena Bortone, chissà se a settembre Stefano Coletta sarà ancora il direttore di Rai 1. La stampa amorevole si sta spendendo molto per la sua riconferma. Coletta o non Coletta, tu ed il programma Oggi è un altro giorno andrete in onda per almeno un’altra stagione televisiva. C’è chi, per due labilissimi punti di share in più rispetto a Caterina Balivo, la considera una vittoria di Stefano Coletta. Io invece, ogni volta che ti vedo sbattere le ciglia e fare le faccette dolci, penso che la trasformazione della tua conduzione sia una grande sconfitta del direttore di Rai 1. Ha dimostrato ancora una volta che chi fa televisione è capace di plasmare i programmi ed i personaggi tv secondo le necessità dello show business.

Ulisse non è stato sospeso da Rai 1: il tweet di Alberto Angela a 6 giorni dalla notizia data da Tv Blog che ha generato le proteste sui social da parte dei fan

Alberto Angela scrive oggi 13 maggio 2021 su Twitter: “#Ulisse non si ferma. Stiamo regolarmente montando le ultime due puntate di questa edizione che sono solo state rinviate poiché l’emergenza Covid ha causato dei rallentamenti nelle lavorazioni. La sospensione del programma non è mai stata presa in considerazione da nessuno”.

Caro Alberto Angela, magari fare questo tweet in prossimità dell’uscita della notizia di sospensione data da TV Blog l’8 maggio scorso, avrebbe evitato di allarmare i telespettatori e non avrebbe causato tante proteste contro la Rai.

Tv Blog, una testata specializzata, ha espressamente collegato la chiusura agli ascolti “non consoni” al primetime di Rai 1 e ha scritto che le ultime due puntate “restano per il momento congelate”. Sui social e sul web si sono scatenati i fan.

E questo è stato, da subito, un effetto positivo per il programma. Oltre ai fan, si sono scatenati anche quelli che non accettano che la Rai rinunci per motivi di ascolti, ad un programma con contenuti di qualità. Dibattito innescato e hashtag assicurato.

Il direttore di Rai 1 Stefano Coletta dopo una giornata bollente sui social, alle 20 dello stesso giorno del pezzo di Tv Blog, ha trovato il tempo di fare un tweet per dire che causa Covid Rai 1 era in ritardo con la preparazione delle ultime due puntate di Ulisse.

Solo oggi però, 13 maggio, arriva su Twitter la conferma da parte tua, autore e conduttore. Confermi che state lavorando al montaggio delle ultime due puntate della stagione, anche se non dici quando andranno in onda in primetime su Rai 1. Entro questa primavera? Sì o no? In autunno?

Una cosa è certa: le proteste per la presunta chiusura del programma hanno avuto un effetto promozionale e un effetto test di gradimento molto positivo. Non si sa quando andranno in onda queste due puntate ma di certo l’attesa sui social c’è già.

Caro Alberto Angela, hai impiegato sei giorni per scrivere su Twitter che “la sospensione del programma non è mai stata presa in considerazione da nessuno”. Hai aspettato 6 giorni per poter leggere tutte le proteste e poi con un colpo ad effetto risollevare il morale dei fan?

Tu mi dirai, ma come! Ho fatto il rt del Tweet del direttore Coletta! No, non me lo dire. Faresti un torto alla tua intelligenza. L’idea che mi sono fatto è che negli ultimi 6 giorni sei stato inebriato dall’ondata di affetto per te e per il tuo Ulisse.

Quando è finita l’inebriatura forse ti sei detto “è il caso di fare un tweet di persona personalmente per dire che il programma non è sospeso”. Ora aspettiamo il tweet con le date di queste due benedette puntate. Fallo presto! Così sfrutti anche questo inaspettato, ma immagino graditissimo, effetto promo.

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I miei tweet dopo la notizia data da Tv Blog

RT

Il successo di Pio e Amedeo in prima serata, ovvero, lo stato infelicissimo della televisione italiana

Felicissima Sera con Pio e Amedeo in prima serata su Canale 5 per tre venerdì è stato un successo di ascolti: 20.1%-21.1%-22.5% di share (con una media di 4 milioni di telespettatori a puntata). Una buona (?) parte dei critici professionisti li ha esaltati. Siamo di fronte al più classico esempio di televisione agonizzante nei contenuti gestiti da conduttori-comici, che qualcuno ha l’ardire di definire “irriverenti”.

Pio e Amedeo sono l’espressione peggiore della volgarità televisiva ostentata, arrogante, ignorante. Guardarli ed ascoltarli vuol dire accondiscendere ad un modello di comunicazione che vuole imporre una ingiustificata e reiterata volgarità espressiva. La maleducazione come tema ineluttabile. Le parolacce come lessico caratterizzante. Il pensiero inqualificabile spacciato per dominante. Ma ciò che rende Pio e Amedeo quanto di peggio si possa trasmettere in tv in prima serata è che qua e là nel programma piazzano momenti di “buonismo” e di “serietà” mostrando dei filmati per giustificare la loro “scorrettezza”, dandole come “valore e significato” quello di essere uno strumento per far riflettere sulle ipocrisie ed i comportamenti di una società che loro hanno la presunzione di far finta di rapprentare. Pio e Amedeo, per giustificare il loro modo di essere in televisione, dicono: “Siamo in Italia!”. E questa è la loro battuta più infelice ed inaccettabile. Dovrebbero solo dire: “Siamo Pio e Amedeo”. I due rappresentanti simbolo dello stato di incoscienza della televisione italiana. Quanto è infelice una così tanto sguaiata felicità.