In fuga da Sky: dopo Current Tv anche Babel tv lascia la piattaforma satellitare italiana di Rupert Murdoch

Caro magnate della televisione planetaria Rupert Murdoch, “I clienti Sky meritano solo il meglio”; questa è una delle tantissime frasi promozionali che accompagnano l’offerta dei pacchetti della tua piattaforma satellitare italiana. L’impacchettamento dell’offerta Sky è fatta non solo dai canali del tuo gruppo ma anche da decine e decine di canali di altri editori. Una offerta ricca che ogni tanto però perde qualche pezzo perché evidentemente ci sono delle realtà editoriali che non riescono a sostenere i costi da te imposti per la presenza nei tuoi pacchetti. L’ultima emittente a dover lasciare la piattaforma Sky (dopo 3 anni di presenza) è Babel Tv, finora visibile sul canale 136. L’editore del canale, TheBlogTV, nell’annunciare che dal 1 aprile 2014 Babel Tv non sarà più in onda su Sky, ha ringraziato “tutti coloro che hanno reso possibile questo progetto unico, a partire da Sky” ma non ha specificato nei dettagli i motivi per cui abbandona Sky. Presumo che i motivi siano di sostenibilità economica.

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Nella nuova Italia di Matteo Renzi torna il vecchio Grande Fratello di Pier Silvio Berlusconi

Caro vice presidente Mediaset Pier Silvio Berlusconi, da ieri l’Italia ha un nuovo presidente del Consiglio, Matteo Renzi, che non ha solo la metà degli anni di tuo padre ma ha anche 6 anni meno di te. Il suo mandato inizia in contemporanea con l’inizio della messa in onda della tredicesima edizione del Grande Fratello che torna su Canale 5, lunedì 3 marzo 2014, dopo due anni di pausa che tu speri sia servita a farlo tornare agli antichi fasti di audience. Quando dicesti che il Grande Fratello aveva bisogno di un periodo di riposo mi illusi che fosse un riposo eterno. L’edizione numero 12 del Grande Fratello fece piangere più del solito.

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Che Tempo che Fa? Tempo da ombrello a Equitalia

Caro Fabio Fazio, che tu non sia il David Letterman italiano mi è sempre stato chiaro; che tu non sia un grande intervistatore, pure. Ti considero la versione di sinistra di Bruno Vespa con l’aggravante che non capisco perché la sinistra debba avere una versione di Bruno Vespa. Nemmeno l’annunciata intervista a Diego Armando Maradona mi ha fatto scegliere di vedere Che Tempo che Fa. Ho preferito farmi del male con 3 episodi consecutivi di Grey’s anatomy 9 su La7. Ieri però sono dovuto andare su Rai Replay a rivedere il pezzo dell’intervista in cui Maradona ha fatto il gesto dell’ombrello rivolto ad Equitalia.

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Mediaset chiude Radio Belva dopo la prima puntata: il pubblico tradizionale di Retequattro lo apprezzerà

Caro direttore di Retequattro Giuseppe Feyles, hai sospeso Radio Belva dopo la prima, terribile, puntata. A Mediaset preferite non usare il termine chiusura perché l’orgoglio professionale ve lo impedisce e vi costringe a trasformare un errore grande come una casa in un errore “di messa a punto” per cui dovete “tornare ai box”. L’uso della metafora da formula 1 mi ha fatto ridere almeno quanto le vostre dichiarazioni ufficiali.

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Con Radio Belva, Retequattro sprofonda nell’abisso del trash e il pubblico la abbandona

Caro direttore di Retequattro Giuseppe Feyles, dopo la messa in onda della prima puntata di Radio Belva non basterebbero 100 puntate del raffinato Downton Abbey per risollevare la tua rete dall’abisso trash in cui sta sprofondando. Hai deciso che, oltre a Quinta Colonna, ci voleva qualcosa di ancora più sconclusionato per demolire il concetto di talk show di attualità e politica. Per farlo ti sei rivolto a due specialisti dell’ammuina radiofonica: Giuseppe CrucianiDavid Parenzo, animatori del programma La Zanzara su Radio 24. Cruciani e Parenzo hanno fatto della provocazione il segno distintivo del loro giornalismo e, in questo periodo di crisi economica, sociale e politica, cavalcano lo smarrimento generale, alimentandolo con la confusione delle loro quotidiane iperboliche rappresentazioni radiofoniche dell’Italia.

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Flavio Insinna e i profondi significati di Affari tuoi

Caro Flavio Insinna, ti credo quando dici che ritieni un privilegio essere tornato a condurre Affari tuoi su Rai 1. La popolarità che ti garantisce è un privilegio di pochi altri personaggi televisivi. Credo anche che tu sia altrettanto convinto di tutte le grandi qualità che attribuisci a questo gioco televisivo in cui tutte le sere all’ora di cena gli italiani vedono i concorrenti buttarsi a caso su un pacco e aprirlo sperando di vincere fino a 500.000 euro senza alcun merito e fatica. Ti credo perché tu sei il più buonista di tutti i buonisti che attualmente conducono programmi televisivi in Italia. Sei un po’ il papa Francesco dei conduttori televisivi.

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Nord Sud Ovest Est di Italia 1: l’ennesima operazione nostalgia basata su dei miti il cui unico pregio è di averci tormentato

Caro Max Pezzali, alla guida di un furgoncino Volkswagen simbolo dell’epoca hippie, conduci il programma estivo di Italia 1 Nord Sud Ovest Est – Tormentoni on the road (il lunedì alle 21.10). Il viaggio ci dovrebbe condurre alla riscoperta delle canzoni che hanno “tormentato” le estati degli italiani dagli anni ’80 ai giorni nostri. Nel furgoncino, a farti da spalle, ci sono anche Jake La Furia dei Club Dogo e Paola Iezzi di Paola e Chiara. Tra un indovinello sul cantante che state andando a visitare ed un “te la ricordi questa?”, il lentissimo furgoncino hippie vi porta a destinazione (lento quanto il ritmo della trasmissione).

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Il Viaggio di Baudo al 6% di share e la fiction Pupetta al 20%. Uno scambio tweet (con precisazione) a proposito del concetto di educazione e rieducazione alla qualità televisiva

Care @maridacaterini e @GeorgiaLuzi, qualcuno ha frainteso l’uso del termine rieducare alla qualità televisiva di un nostro scambio di tweet, allora lo spiego. Non si parlava di rieducare il pubblico televisivo nel senso repressivo del termine come si è voluto erroneamente intendere. E’ ovvio che ognuno è libero di vedere quello che gli pare in tv. Con @maridacaterini si parlava di qualità dell’offerta televisiva. Negli ultimi vent’anni (di più?) c’è stata una corsa al ribasso della qualità televisiva, EDUCANDO e abituando il pubblico a prodotti televisivi di bassa qualità. Puntare a fare programmi di buona e alta qualità si RIEDUCHEREBBE il pubblico alla bellezza del mezzo televisivo. In tal senso ho detto anche a @GeorgiaLuzi che chi fa tv “ha un ruolo essenziale nello scegliere cosa fare in tv e come farlo”. Chi come me ama la tv (ed ha cuore la qualità della tv)  vuole che la tv esprima il suo potenziale al meglio dando anche un contributo alla crescita culturale della società. In termini pedagogici (non politici) alla EDUCAZIONE degli individui contribuisce in modo significativo anche la qualità dell’ambiente in cui si vive. E la tv fa parte dell’ambiente in cui viviamo. Un grazie sentito a @maridacaterini e @GeorgiaLuzi da Akio. Continua a leggere