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La vecchia Domenica In di Pippo Baudo antidoto naturale e prezioso contro la tv trash 

Caro Pippo Baudo, ieri stavo guardando la tua Domenica In mentre su Canale 5 andava in onda l’ennesima puntata trash di Domenica Live condotto da Barbara D’Urso. Me ne sono accorto dai commenti su Twitter ed ho cambiato canale giusto il tempo di vedere che dopo la rissa tra il giornalista Filippo Facci e l’avvocato di Ilona Staller, la discussione a colpi di urla continuava tra il figlio della Staller ed altri figli di.

Niente di nuovo sotto il sole nero di Mediaset: l’ennesima domenica trash sulle reti del vice presidente Pier Silvio Berlusconi, ci conferma in modo inequivocabile che questo andazzo è una precisa scelta aziendale. L’ennesimo tonfo di stile del programma condotto da Barbara D’Urso dunque non è una notizia. Così come non lo è il fatto che contemporaneamente tu su Rai 1 facevi tutta un’altra televisione.

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​Domenica In di Rai 1: la puntata del 27/11/16 in 10 tweet di Caro Televip

ecco il comico come avevo ampiamente consigliato oggi Maurizio Battista 
questo è quello che passa il mercato. Se devi aggiustare una Domenica In programmata all’ultimo momento utile
Baudo fa bene a tenere salde le redini di questa #DomenicaIn è l’unico che la può portare fino a maggio in queste condizioni
Baudo che fa pure il rapper. Peccato per quella palla al piede tua e della trasmissione
a #DomenicaIn gli effetti scia dei vecchi Mixer video anni ’80 @AndreaFabiano tu eri un bambino. Te li ricordi sui clip della disco music? 
Baudo intervista Dacia Maraini che chiede scusa all’altra presenza nulla perché si rivolge solo a Baudo
il momento talkshow prendendo spunto da un libro, da un film, è interessante ma sempre troppo lento
Manuela Zero canta dal vivo e non più in playback con il balletto alla Bagaglino. E anche questa è fatta ✔ bene
Zampaglione da solo non regge i momenti musicali però sempre meglio che tre momenti talk
Ok: 3 canzoni di Zampaglione, 1 talk, 2 monologhi del comico Battista, 1 live della Zero, 1/2 lettura dell’attrice 
DomenicaIn oggi voto 6=

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Domenica in: trovare un altro ruolo a Chiara Francini si può, si deve

Caro direttore di Rai 1 Andrea Fabiano, mi aspettavo tutto un altro ruolo per Chiara Francini nella nuova Domenica In di Pippo Baudo su Rai 1. Mi aspettavo che ci avrebbe regalato pezzi di tv da rivedere poi a TecheTecheTè e invece è la delusione più grande di questo primo mese di vita del programma.

Il suo è un ruolo di contorno come solo Baudo sa disegnarlo per le sue partner. Sulla carta lei sarebbe la “star” femminile del programma e invece è relegata a conduttrice dell’ultima fila che ogni tanto il coreografo fa fugacemente passare in prima fila.

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Domenica in di Rai 1: primi piccoli aggiustamenti della frittata

Sono tornato a vedere la Domenica In 2016/17 di Pippo Baudo ad un mese di distanza dalla prima puntata. Sapevo che non sarebbe stato facile aggiustare la frittata ma Rai 1 ci sta provando. Quando può ospita un cantante big (oggi Renato Zero) e se lo tiene tutta la puntata intervallando le sue esibizioni e le domande di pubblico e conduttore, con due spazi talk e un balletto. Gli spazi talk sono ancora troppo lenti ma il problema principale è il contributo delle due donne che avrebbero dovuto essere il valore aggiunto al programma. È impossibile togliere l’impostazione del Bagaglino a Manuela Zero e quando balla cantando in playback sembra di tornare alla tv degli Anni ’80. Chiara Francini è la mia sconfitta. Credevo ci avrebbe regalato pezzi cult da rivedere su TecheTecheTé e invece è la palla al piede della trasmissione. Una valletta della tv in bianco e nero farebbe di più e meglio. 

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La Domenica In 2016/17 di Pippo Baudo: ormai la frittata è fatta, si può solo aggiustarla per non farla sembrare tv del XX secolo

Caro direttore di Rai 1 Andrea Fabiano, quando ho visto la conferenza stampa in streaming della Domenica In 2016/17 di Pippo Baudo ti ho scritto su Twitter: “ci sono tutti gli elementi per fare un ottimo show”. Si perché avevate annunciato uno show e invece nella prima puntata mi sono ritrovato Pippo Baudo che faceva 3 interviste inframezzate da 3 mezze canzoni.

Che tirasse un’aria da tv del XX secolo l’ho capito dalla copertina dell’ anteprima. La voce fuori campo dell’ottantenne Pippo Baudo che diceva “Signore e Signore dal Teatro 18 di Cinecittà va ora in onda Domenica In”. Il pensiero è subito andato a Maurizio Costanzo che lo diceva l’anno scorso. Poi la copertina si è materializzata. Roba da tv delle origini con la grafica di Carosello e gli spezzoni di presentazione degli ospiti, lunghi e datati.

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La prima puntata della Domenica In 2016/17 di Pippo Baudo: i tweet di Caro Televip

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Il ritorno di Pippo Baudo a Domenica In. Rai, il domani comincia ieri

Caro Pippo Baudo, non esulto perché la Rai Radio Televisione Italiana ti ha ridato la conduzione di un tuo programma storico come Domenica In, come non ho esultato l’anno scorso perché lo ha affidato alle cure di Maurizio Costanzo facendo un flop clamoroso. Che Rai 1 abbia bisogno di richiamare Pippo Baudo per ridare una identità a Domenica In è la prima grande sconfitta del nuovo direttore Andrea Fabiano.

Il rispetto per la tua storia professionale non è in discussione. Quello che è in discussione è la capacità di un direttore di rete di trovare un’idea nuova per il contenitore della domenica pomeriggio della prima rete televisiva italiana.

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Paola Perego e “lo scoop” una suora concorrente di The Voice of Italy

Cara Paola Perego, l’aria di primavera risveglia una certa eccitazione alla Vita in diretta (Rai 1). Ieri Pippo Baudo, in collegamento dalla comunità per tossicodipendenti di San Patrignano, ha portato come cattivo esempio, il recente caso di cronaca con protagonista Federica Gagliardi, giornalisticamente ribattezzata “la dama bianca” quando fece parte della delegazione che accompagnò il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi al G8 di Toronto del 2010. Nel parlare di lei, Pippo Baudo si è lasciato andare ad una espressione molto colorita che ha messo in seria difficoltà il co-conduttore Franco Di Mare. Ma ieri a La vita in diretta anche il direttore di Visto Roberto Alessi, opinionista fisso dei tuoi spazi gossippari, era particolarmente eccitato.

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La guerra dei mondi: la nuova dimensione del talk show firmato Rai 3.

Cara presidente della Rai Anna Maria Tarantola, quello che è accaduto venerdì scorso in prima serata su Rai 3 ha più del ridicolo che dell’incredibile. Succede che il nuovo direttore di Rai 3 Andrea Vianello si è inventato un nuovo talk show intitolato La guerra dei mondi affidandolo ad un nuovo conduttore, David Parenzo. Succede che nell’ultima puntata la contrapposizione delle opinioni sia sfociata in un diverbio tra lo scrittore Aldo Busi e la deputata PdL Laura Ravetto che ha abbandonato lo studio. La cosa non ha dell’incredibile perché se si ospita in un talk show il provocatore Busi per contrapporlo alla provocatrice Ravetto, il minimo è che ne venga fuori una gran confusione.

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Il Viaggio di Baudo al 6% di share e la fiction Pupetta al 20%. Uno scambio tweet (con precisazione) a proposito del concetto di educazione e rieducazione alla qualità televisiva

Care @maridacaterini e @GeorgiaLuzi, qualcuno ha frainteso l’uso del termine rieducare alla qualità televisiva di un nostro scambio di tweet, allora lo spiego. Non si parlava di rieducare il pubblico televisivo nel senso repressivo del termine come si è voluto erroneamente intendere. E’ ovvio che ognuno è libero di vedere quello che gli pare in tv. Con @maridacaterini si parlava di qualità dell’offerta televisiva. Negli ultimi vent’anni (di più?) c’è stata una corsa al ribasso della qualità televisiva, EDUCANDO e abituando il pubblico a prodotti televisivi di bassa qualità. Puntare a fare programmi di buona e alta qualità si RIEDUCHEREBBE il pubblico alla bellezza del mezzo televisivo. In tal senso ho detto anche a @GeorgiaLuzi che chi fa tv “ha un ruolo essenziale nello scegliere cosa fare in tv e come farlo”. Chi come me ama la tv (ed ha cuore la qualità della tv)  vuole che la tv esprima il suo potenziale al meglio dando anche un contributo alla crescita culturale della società. In termini pedagogici (non politici) alla EDUCAZIONE degli individui contribuisce in modo significativo anche la qualità dell’ambiente in cui si vive. E la tv fa parte dell’ambiente in cui viviamo. Un grazie sentito a @maridacaterini e @GeorgiaLuzi da Akio. Continua a leggere

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