Heather Parisi contro Lorella Cuccarini: il tweet dopo il flop di Grand Tour

View this post on Instagram

L'eterno duello tra Heather Parisi e Lorella Cuccarini si arricchisce di un semplice ma significativo tweet della showgirl americana: "Houston, abbiamo un problema! Cercasi disperatamente ascolti televisivi per ballerine sovraniste. #sovraniste #sovranismo #heatherparisi (@heather_parisi 17/8/2019). Succede che Grand Tour, il programma estivo co-condotto dalla Cuccarini con Angelo Mellone e Peppone, non sta brillando per ascolti nel prime time estivo di Rai 1, per ben due volte sotto il 10% di share. Il ritorno in grande stile su Rai 1 della Cuccarini (da settembre co-condurrà La vita in diretta) viene sempre più spesso associato alle sue dichiarazioni "sovraniste" così di moda in questo momento politico in cui il partito della Lega di Matteo Salvini vola nei sondaggi. Gli antichi dissapori tra Heather e Lorella, nell'era dei social media sono diventati un atteso fight che periodicamente si ripropone con i due fandom l'un contro l'altro armati. Ora, senza tentare l'impresa impossibile di assegnare la ragione a una o all'altra, si può però affermare che certi "miti televisivi" non avrebbero mai dovuto oltrepassare la linea del tempo artistico che fu. #lorellacuccarini #heatherparisi #grandtour

A post shared by @ akiocarotelevip on

Anche con Fabrizio Salini alla guida, una Rai estiva senza un’idea nuova da riportare nella programmazione autunno-inverno-primavera

View this post on Instagram

Anche con Fabrizio Salini alla guida, una Rai estiva senza un'idea nuova da riportare nella programmazione autunno-inverno-primavera Caro amministratore delegato Rai Fabrizio Salini, anche sotto la tua gestione, nei tre mesi estivi 2019 la Rai ha programmato prevalentemente repliche e non ha proposto idee televisive nuove e significative. È "la regola" che vige da sempre e la tua Rai non ha fatto eccezione. Quello che a me lascia perplesso è che un manager televisivo importante e con alle spalle un curriculum specifico nel settore privato, avendo l'occasione di guidare una realtà produttiva importantissima come la Rai, non colga l'occasione dei 3 mesi estivi per sperimentare nuove idee, nuovi programmi, nuovi personaggi, nuovi conduttori. Non è certo sperimentazione cambiare i conduttori di Uno Mattina Estate, Vita in diretta estate, Reazione a catena e programmare nella prima serata del sabato dei Teche Teche Tè sulle vecchie star della Rai. Mi chiedo come sia possibile che un manager proveniente da produzioni private (con chissà quante idee e programmi tv nei cassetti) non sappia cogliere l'occasione di rivoluzionare i palinsesti estivi di Rai 1, Rai 2, Rai 3 puntando su prodotti di intrattenimento nuovi in un'ottica puramente sperimentale ma con concrete basi per dare alla Rai nuova linfa anche durante la stagione autunno-inverno-primavera. Mi chiedo: un amministratore delegato di una azienda televisiva pubblica di caratura mondiale non dovrebbe porre i tre mesi estivi di programmazione tra i primi posti nel piano di crescita e trasformazione dell'Azienda? Mi chiedo: davvero non c'è la possibilità di far diventare i tre mesi di programmazione estiva altamente produttivi dal punto di vista economico e creativo? Anche con la direzione di Fabrizio Salini la risposta che mi sono dato è sconfortante: no, non c'è. #fabriziosalini #rai

A post shared by @ akiocarotelevip on

Teche teche tè: nel 2019 è solo l’ennesimo monumento all’immobilismo di Rai 1

Su una Rai 1 estiva spenta in prime time, Teche teche tè fa il 16.4% di share. Un ottimo motivo per continuare a rimanere spenta e non sperimentare nuove idee, nuovi programmi, nuovi personaggi, nuovi conduttori con la scusa che è “il pubblico che lo vuole”.
Quando la Rai si renderà conto che non è una cosa di cui gioire sarà troppo tardi. Rai 1 è la prima responsabile dell’immobilismo delle reti generaliste italiane.

Una Rai che esalta il successo estivo di Teche teche tè è un broadcaster con un futuro dietro alle spalle. Sono stato un fan di Teche teche tè ma oggi, nell’anno televisivo 2019, vorrei che Rai 1 utilizzasse quello spazio così importante, per lanciare nuove idee televisive e non per esaltare le glorie passate.

Perché il pubblico ormai abituato al super trash di Canale 5 dovrebbe poi guardare una fiction come Guerra e Pace?

View this post on Instagram

Le fiction e le serie autoprodotte o acquistate all'estero da Mediaset vivono da anni una crisi di ascolto che dovrebbe preoccupare gli azionisti. Sia nella stagione viva, autunno-inverno, che in quella morta, l'estate, gli insuccessi in questo settore dell'Azienda dell'amministratore delegato Pier Silvio Berlusconi sono eclatanti. Ieri una fiction "colossal" come Guerra e Pace ha fatto il 9% di share, solo un punto in più della replica della fiction di Rai 2 Rocco Schiavone. Ecco, proprio il confronto con la Rai nel settore fiction è più che eclatante. La Rai fa delle fiction la sua "cassa depositi e prestiti" che in tutte le stagioni le dà risultati di eccellente e buon livello. In più, questa estate ha fatto centro anche scegliendo una serie come The good doctor che è stato un successo (martedì scorso ha fatto il 20.8% di share). La fiction L'allieva in replica su Rai 1 sta facendo il 17% di share. Tutto può succedere 3, in prima visione su Rai 1, non ha fatto ascolti altissimi 15/16% di share ma si è scontrata con le partite del mondiale di calcio e anche con la finale di un successo Mediaset come Temptation Island. Ed eccoci al punto. Come può Mediaset sperare nel buon risultato delle fiction se ha riempito il palinsesto di Canale 5 con reality vip e nip sempre più trash, con i programmi di Barbara D'Urso e con quelli di Maria De Filippi? Come si può immaginare che il pubblico poi possa accettare Guerra e Pace? La fiction Mediaset è aggrappata al successo dell'Isola di Pietro con Gianni Morandi o di una Rosy Abate ma per il resto langue in un immenso vuoto. A questo punto, se Mediaset non può rinunciare ai programmi trash, per le fiction le conviene andare sul sicuro e acquistare le fiction già trasmesse dalla Rai che potrebbero riportare su Canale 5 il pubblico che di trash non ne può più e di cui la ammiraglia del Biscione è ormai il simbolo. #Mediaset #Canale5 #GFVip #fiction #piersilvioberlusconi #piersilvio

A post shared by @ akiocarotelevip on

Il Servizio Pubblico radiotelevisivo è cosa ben più complessa, articolata e completa rispetto a un programmino estivo come In Onda di La7

View this post on Instagram

In Onda di La7 è brutto in tutte le sue componenti ma quella dei conduttori è la principale e la più significativa. La voglia di presentarsi come "la strana coppia" (sottolineata dalla sigla) è forzatamente ostentata dai conduttori che cercano, nei passaggi a loro avviso fondamentali del programma, il botta e risposta tra di loro più da sit-com che da talkshow di informazione. Ma è solo il fatto che entrambi hanno una vocetta alla "Paperino" a rendere la cosa potenzialmente divertente. Nel vuoto della programmazione estiva, Luca Telese e David Parenzo si sentono protagonisti dell'informazione televisiva al punto di ripetere spessissimo che "In Onda è il servizio pubblico con la pubblicità". Lo dicono per enfatizzare la presenza del loro programma di informazione in diretta a luglio ed agosto, mentre gli altri sono in ferie. È un peccato di presunzione veniale? Boh e pure mah. È vero che lo fanno con quel loro modo da "Paperini" che sta tra il serio ed il faceto ma a me sembra un volersi appropriare, agli occhi del pubblico, di un ruolo che per legge non si ha e vantarsene. Il concetto di "Servizio Pubblico radiotelevisivo e multimediale" è ben più complesso, articolato e completo, come sa chi ha letto il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 28 aprile 2017 con cui "è stata rinnovata la concessione in esclusiva alla RAI Radio Televisione italiana S.p.a., dell’esercizio del servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale sull’intero territorio nazionale" (Contratto di servizio Rai 2018-2022- Pubblicato sulla gazzetta ufficiale n. 55 del 7 marzo 2018). Un ruolo che la Rai, criticabile o meno, svolge egregiamente. Un programmino estivo di informazione come In Onda, così come le tanto osannate "Maratona Mentana" per cui ogni tanto si usa il termine di "Servizio Pubblico" (Mentana non lo ha mai detto), possono dire, e anche vantarsene perché no, di offrire "un servizio informativo al pubblico, con la pubblicità" ma non di "essere il Servizio Pubblico con la pubblicità". Perfino Paperino capirebbe quanto è importante sottolineare la differenza. #La7 #inonda #giornalismo @salernosalrealphoto

A post shared by @ akiocarotelevip on

***

Aggiornamento delle ore 17.15

Luca Telese “risponde” twittando un articolo di Tv Blog che dice quanto sono stati bravi ieri quelli di In Onda La7. Lo capirebbe anche Paperino che il mio post riguarda l’uso del concetto di Servizio Pubblico radiotelevisivo e multimediale.

La prima puntata di In viaggio con lei di Rai 3 nei tweet di Caro Televip

Continua a leggere

Il successo di Temptation Island: l’ennesima prova della indispensabilità di Maria De Filippi per Mediaset

Il successo di Temptation Island che fa il 21% di share in pieno luglio è la dimostrazione di quanto sia ormai importante per il pubblico di Canale 5 (anche per il target giovanissimo), il genere “Uomini e Donne di Maria De Filippi”.

Una forma di “fanatismo” televisivo, di un pubblico che ha fatto di questo genere la propria fonte di svago ed intrattenimento.

Continua a leggere

Techetechete di Rai 1: la puntata “I nostri complessi” (musicali) in sei tweet di Caro Televip

Inizio da mal di testa. Pop corn di Gershon Kingsley portata al successo da Jean-Michel Jarre. Poi “nostri” de che?

Il principale difetto delle puntate musicali di #techetechete è la lunghezza dei singoli brani proposti. Allungano il brodo e così lasciano fuori dal “tema” tantissimi pezzi e artisti.

#techetechete quanto la volete far durare Donna felicità? Tutta l’estate?

Lascio @RaiUno metto sui #MondialiMediaset ho visto il gol della Francia compresi tutti i replay e su Techetechete ancora c’erano i Rokes. Per la serie “allunghiamo il brodo che altrimenti come la facciamo una puntata intera sui complessi musicali”?

Tutta C’è qualcosa di grande dei Lunapop in playback e fuori pezzi e complessi musicali fondamentali. Questo programma così esaltato perché va di moda la nostalgia fa acqua sulle puntate musicali tematiche.

#techetechete dedica una puntata ai gruppi musicali italiani solo con i “vecchi” (non il Quartetto Cetra!), senza i “moderni”. Solo per citare alcuni assenti: Litfiba, Avion Travel, Timoria, Bluvertigo, Negramaro, Subsonica, Baustelle, Marlene Kuntz.

Il supplente di Rai 2: quello che ho imparato sulla social tv facendo decine di tweet positivi ed uno “negativo”

Caro fondatore e presidente della casa di produzione cinematografica e televisiva Palomar Carlo Degli Esposti, i social media sono importanti per il tuo lavoro e infatti sei molto attivo in questo campo. Io ti conosco come @carlopalomar su Twitter perché mi segui, metti mi piace e retwitti i miei tweet positivi su alcune vostre produzioni: Il commissario Montalbano su tutte.

Sia chiaro, non ne ho l’esclusiva visto che probabilmente sei il più grande ritwittatore della storia di Twitter.

Continua a leggere

Il supplente di Rai 2: la tv estiva può essere viva

Caro direttore di Rai 2 Andrea Fabiano, Il supplente è un programmino di quelli che nel loro piccolo fanno più di tanti programmoni. Una classe del quinto anno di una scuola superiore, un insegnante titolare e un supplente “speciale”, un personaggio pubblico che per qualche ora si mette in cattedra scegliendo una materia e gli argomenti su cui tenere la “lezione”.

Un’idea semplice che ha molti punti di forza. Il primo pregio è quello di mostrare l’importanza del ruolo dell’insegnante.

Continua a leggere