Un’altra telestagione estiva di repliche Rai: e non mi venite a dire che serve per salvare il bilancio.

È stata l’estate dell’Italia campione d’Europa nel calcio e delle 40 medaglie vinte dall’Italia all’Olimpiade di Tokyo. È stata l’estate di Orietta Berti e Fedez in testa alle classifiche con Mille e di molti altri bruttissimi tormentoni musicali. È stata l’estate del ritorno dei talebani alla guida dell’Afghanistan e del tragico ritiro delle truppe americane da Kabul. È stata l’estate del green pass. È stata l’ennesima estate televisiva spenta, senza alcuna novità.

Aspettarsi qualcosa di nuovo dalla programmazione televisiva estiva è ormai, da anni, un’utopia. A cominciare dalla Rai. Una “responsabile di Rai Pubblicità” (che ho prontamente bloccato insieme a certi suoi amichetti televip) è venuta a spiegarmi che fare televisione costa ed è per questo che la Rai manda in onda così tante repliche e non investe in programmi da offrire in estate in prima visione. Il nuovo amministratore delegato Carlo Fuortes, appena insediato, ha detto che la Rai negli ultimi tre anni ha avuto un deficit di 300 milioni di euro, roba da portare i libri in tribunale entro tre o quattro anni. Quindi vorrei dire a quella tipa di Rai Pubblicità: a cosa è servito negli ultimi tre anni risparmiare sulla programmazione estiva? E ancora: i tanto strombazzati risultati di Rai Pubblicità in occasione dei grandi eventi televisivi come il Festival di Sanremo, servono solo a ripagare gli investimenti del singolo evento? E, ultimo ma non ultimo: non si può risparmiare sui costi dell’acquisto di certi format, sui costi di produzione di programmi che fanno flop e sugli ingaggi di certi conduttori, al fine di garantire programmi in prima visione tutto l’anno? Una gestione finanziaria virtuosa si deve poter raggiungere anche con dei palinsesti estivi per la maggior parte in prima visione. Tocca alla nuova governance raggiungere questo obiettivo. Sperarlo è l’unica cosa che può fare l’abbonato che critica la Rai ma le vuole bene.

La vita in diretta estate: la co-conduzione di Andrea Delogu vista da Caro Televip

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Stra-repliche estive Rai. Le domande di una lettrice di Caro Televip che, su Twitter ed Instagram, ho girato al direttore di Rai 1 Stefano Coletta.

Caro direttore di Rai 1 Stefano Coletta, a proposito dell’estate di repliche nella programmazione Rai (di cui la tua Rai 1 è capofila) ti giro il commento di una telespettatrice ad un mio post su Facebook. Io non so cosa rispondere, tu?

Chiede Lidia Geraci:

“ma fanno repliche di cose già…replicate!!! Su tutti i canali!! RAI PREMIUM, che era già “dedicata” alle repliche, non si può più guardare!!! Ancora il Maresciallo Rocca??? Ancora a Un passo dal cielo???? Ma poi non riflettono mai dal punto di vista dell’utente…figurati…Se vogliono continuare sulla strada delle repliche, perché non i grandi classici?? Perché non fare una scelta accurata su quanto, in passato, ha fatto conoscere al grande pubblico la letteratura..il teatro?? Perfino TECHETECHETE, con il dovuto rispetto per Mina, quante volte dobbiamo rivederla con Battisti, con Sordi, con Totò, con Carrà …..???
Non ti pare che tutto questo sia apertamente mancanza di rispetto per il pubblico?? Menefreghismo? Ignoranza?? Spiegatemelo perché io non capisco”.

Caro direttore di Rai 1 Stefano Coletta, la signora Lidia Geraci meriterebbe una risposta esaustiva. Non credi?

Focus Mediaset: miglior rete dell’estate 2020

Sembra incredibile ma è una rete Mediaset quella che mi ha offerto la migliore programmazione nell’estate televisiva 2020. Nel nulla cosmico delle stra-repliche e delle fiction di seconda mano, i documentari ben assortiti di Focus TV (canale 35) sono il meglio che si possa trovare sulle reti gratuite del digitale terrestre. A tutte le ore, Focus Tv mi ha offerto documentari più interessanti di qualsiasi altro programma in onda su tutte le reti. “Cose di questo mondo”, “Mega disastri” e “Indagini ad alta quota” mi hanno salvato tutte le volte che sono scappato da Uno Mattina Estate, C’è tempo per… e Ogni Mattina. È grazie a “Tesla XFiles” che ho potuto apprezzare la bellezza di cambiare canale quando va in onda La vita in diretta estate su Rai1. E poi: “I segreti della Bibbia”, “Tra cielo e terra”, “Ancient discoveries”, “Il lato selvaggio dell Grecia”, “Navi da guerra”, “Mega ingegneria”, “Beautiful Serengeti”, “Viaggiatori, uno sguardo sul mondo”, “Mega costruzioni”, “Universo ai raggi x”, “Into the wild”, “L’Italia dei vulcani” e tanti altri titoli. Stasera in prima tv parte la stagione 13 di Indagini ad alta quota che è senza dubbio migliore di tutti i prime time estivi del sabato sera trasmessi da Rai 1 e Canale 5.
Certo mi fa uno strano effetto tessere le lodi di una rete Mediaset ma così è. E credo che anche in autunno tornerò spesso a sintonizzarmi sul Canale 35 come ancora di salvezza nei tanti momenti di brutta tv che di certo verranno programmati in autunno da tutte le reti generaliste.

Una estate tv Rai striminzita, come sempre: ma quest’anno si potrà dare la colpa al virus COVID-19

Non si può pretendere che l’estate televisiva 2020 sia migliore delle precedenti perché l’emergenza sanitaria causata dal virus COVID-19 ha stroncato la stagione tv regolare a febbraio e ai piani alti di tutte le emittenti televisive i pensieri sono stati ben altri che rendere interessante la programmazione estiva. Qualsiasi novità dovesse esserci, sarà più che una mosca bianca.

Le pretese nei confronti della Rai hanno comunque sempre un senso. Quello che sta trasmettendo era stato per buonissima parte già programmato prima dell’emergenza sanitaria. La struttura produttiva Rai soffre di una elefantiasi cronica che nessuna governance e management è mai riuscita a snellire. Anzi, l’aver indebolito le strutture produttive e creative interne a vantaggio delle mega società esterne, sta mostrando tutti i suoi limiti e non ci voleva una pandemia per scoprirlo. Da anni, anch’io, nel mio piccolissimo, ho sollecitato la Rai a ridare vita alla “fabbrica delle idee” interna; energie sprecate, le mie. Che cosa esce dalla fabbrichetta delle idee della Rai? Striminzitic Show, il Teche teche tè personale di Renzo Arbore su Rai 2, ovvero l’auto-celebrazione di quando aveva delle eccellenti idee televisive. È per me inconcepibile che la dirigenza Rai non utilizzi i tre mesi della stagione televisiva estiva per sperimentare nuovi programmi, nuove idee, nuovi artisti, nuove conduzioni, nuove soluzioni tecniche e produttive che prevedano la centralità delle risorse e delle strutture interne.

Tv estiva: mai come quest’anno dovrebbero esserci delle novità come simbolo e non solo Teche Teche Tè

Teche Teche Tè inizierà con le puntate in access prime time da giovedì 2 luglio. La novità di quest’anno è che ogni giorno sarà dedicato ad un argomento:
LUN – Sceneggiati
MAR – Sanremo Graffiti
MER- Viaggio in Italia
GIO – I numeri uno
VEN – Jukebox
SAB – Il varietà
DOM – I temi
Ieri è andata in onda in seconda serata una puntata Jukebox sugli Anni ’80 che per me ha sancito l’inizio ufficiale della stagione televisiva estiva fatta di stra-repliche, di serie tedesche e francesi di seconda e terza scelta, di talkshow di informazione condotti dalle seconde e terze linee della conduzione, di film visti e rivisti, di spot ripetitivi come non mai. Teche Teche Tè, per quanto tenti di rinnovarsi, è il simbolo di un periodo lunghissimo dell’anno televisivo quasi inutile soprattutto se riferito alla Rai per cui paghiamo il canone per 12 mesi e non per 9. Da quando faccio il blogger tv ho sempre auspicato che i tre mesi estivi venissero impiegati dalla Rai per sperimentare idee e personaggi televisivi nuovi. Vedremo quali e quanti saranno in questa estate così importante per la ripartenza dell’Italia dopo l’emergenza Covid-19. Una ripartenza che non può non passare anche da una programmazione televisiva aperta al nuovo e con contenuti di qualità. Ogni nuova buona idea tv e ogni nuova brillante conduzione che sapranno rinnovare la tv estiva facendola uscire dal “chiuso per ferie”, darà un contributo alla voglia di rilancio del Paese che tutti abbiamo.

Heather Parisi contro Lorella Cuccarini: il tweet dopo il flop di Grand Tour

Anche con Fabrizio Salini alla guida, una Rai estiva senza un’idea nuova da riportare nella programmazione autunno-inverno-primavera

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Anche con Fabrizio Salini alla guida, una Rai estiva senza un'idea nuova da riportare nella programmazione autunno-inverno-primavera Caro amministratore delegato Rai Fabrizio Salini, anche sotto la tua gestione, nei tre mesi estivi 2019 la Rai ha programmato prevalentemente repliche e non ha proposto idee televisive nuove e significative. È "la regola" che vige da sempre e la tua Rai non ha fatto eccezione. Quello che a me lascia perplesso è che un manager televisivo importante e con alle spalle un curriculum specifico nel settore privato, avendo l'occasione di guidare una realtà produttiva importantissima come la Rai, non colga l'occasione dei 3 mesi estivi per sperimentare nuove idee, nuovi programmi, nuovi personaggi, nuovi conduttori. Non è certo sperimentazione cambiare i conduttori di Uno Mattina Estate, Vita in diretta estate, Reazione a catena e programmare nella prima serata del sabato dei Teche Teche Tè sulle vecchie star della Rai. Mi chiedo come sia possibile che un manager proveniente da produzioni private (con chissà quante idee e programmi tv nei cassetti) non sappia cogliere l'occasione di rivoluzionare i palinsesti estivi di Rai 1, Rai 2, Rai 3 puntando su prodotti di intrattenimento nuovi in un'ottica puramente sperimentale ma con concrete basi per dare alla Rai nuova linfa anche durante la stagione autunno-inverno-primavera. Mi chiedo: un amministratore delegato di una azienda televisiva pubblica di caratura mondiale non dovrebbe porre i tre mesi estivi di programmazione tra i primi posti nel piano di crescita e trasformazione dell'Azienda? Mi chiedo: davvero non c'è la possibilità di far diventare i tre mesi di programmazione estiva altamente produttivi dal punto di vista economico e creativo? Anche con la direzione di Fabrizio Salini la risposta che mi sono dato è sconfortante: no, non c'è. #fabriziosalini #rai

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Teche teche tè: nel 2019 è solo l’ennesimo monumento all’immobilismo di Rai 1

Su una Rai 1 estiva spenta in prime time, Teche teche tè fa il 16.4% di share. Un ottimo motivo per continuare a rimanere spenta e non sperimentare nuove idee, nuovi programmi, nuovi personaggi, nuovi conduttori con la scusa che è “il pubblico che lo vuole”.
Quando la Rai si renderà conto che non è una cosa di cui gioire sarà troppo tardi. Rai 1 è la prima responsabile dell’immobilismo delle reti generaliste italiane.

Una Rai che esalta il successo estivo di Teche teche tè è un broadcaster con un futuro dietro alle spalle. Sono stato un fan di Teche teche tè ma oggi, nell’anno televisivo 2019, vorrei che Rai 1 utilizzasse quello spazio così importante, per lanciare nuove idee televisive e non per esaltare le glorie passate.