Per Amadeus condurre Reazione a catena su Rai 1 è una vera cuccagna

Caro Amadeus, per te il ritorno alla conduzione di un preserale su Rai 1, dopo ben 8 anni, è una vera cuccagna. Dopo il tuo passaggio milionario a Mediaset che non ti ha dato il successo che avevi raggiunto con L’Eredità, e dopo il purgatorio del mezzogiorno su Rai 2, eccoti di nuovo alla conduzione di un programma top. Reazione a catena è il game show estivo di Rai 1 campione di ascolti della scorsa estate e, per quanto la tv estiva sia considerata meno importante, per te rimane una vera cuccagna.

Un po’ meno felice è Pino Insegno che ha condotto le prime quattro edizioni.

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Rai 2: una rete che aveva proposto la conduzione di The Voice of Italy a Victoria Cabello dopo averlo fatto condurre a Fabio Troiano

Caro direttore di Rai 2 Angelo Teodoli, che Victoria Cabello non fosse adatta a Quelli che il calcio era evidente fin dalla prima edizione ma tu hai avuto bisogno di farle condurre anche la seconda prima di sostituirla, male, con Nicola Savino.

Dopo un anno di stop televisivo, Victoria Cabello ha trovato posto come giudice di XFactor e, intervistata oggi da Chiara Maffioletti del Corriere della Sera, non nasconde la sua delusione per come è finito il rapporto con Rai 2:

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Il ritorno di Sportitalia e l’impresa impossibile di trovare l’erede di Monica Bertini

Cara Monica Bertini, ti farà piacere sapere che da lunedì 2 giugno 2014 riprenderanno le trasmissioni di Sportitalia sul canale 153 del digitale terrestre. L’editore Tarak Ben Ammar torna a rilevare l’emittente insieme all’imprenditore Naguib Onsi Sawiris dopo la chiusura dello scorso ottobre. Tu che eri uno dei volti di punta di Sportitalia nel frattempo hai trovato posto a Sky Sport come da me auspicato.

Michele Criscitiello era l’anima di quella Sportitalia e stavolta lo sarà ancora di più: direttore e responsabile di contenuti, acquisizione diritti e licenziatario del marchio.

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In Treatment su La7: complimenti per la resistenza a chi riuscirà a vedere tutte le 35 puntate

Caro Sergio Castellitto, in questi giorni sei il protagonista della campagna pubblicitaria del canale Sky Atlantic HD, un canale dedicato alle serie tv fatte di grandi storie, la cui importanza riassumi così:

“Le storie? La bellezza delle storie è che sono ovunque, in ogni angolo del mondo. Basta sapere ascoltare. E spesso sono lì, dove non ti saresti mai aspettato di trovarle. Hanno solo bisogno di essere raccontate. Ma quando abbiamo trovato la nostra storia, vorremmo, vorremmo che non finisse mai. Staremmo svegli anche tutta la notte soltanto per conoscerne un pezzetto in più. Ma non è forse questo che dovrebbe fare una grande storia? Entrarci dentro, diventare parte di noi, e accompagnarci; per tutta la vita”.

E a proposito di storie, nulla più di In Treatment (da ieri in prima visione in chiaro su La7, il martedì alle 21.15) dovrebbe rientrare in questa tua visione poetica.

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Enrico Mentana, Fabrizio Masia, il male necessario dei sondaggi e gli exit poll 2014 che forse era meglio non dare

Caro Enrico Mentana, ad un anno di distanza si è ripetuto il flop dei sondaggi elettorali che stavolta ha assunto proporzioni abissali che ne mettono seriamente in dubbio l’utilità, soprattutto per chi fa informazione. Lo scorso anno, in occasione delle elezioni politiche, solo Alessandra Ghisleri aveva i dati giusti; stavolta neanche lei. Ieri sera, ospite di Piazzapulita (La7), la sondaggista di fiducia di Silvio Berlusconi ha balbettato una vana difesa mentre Paolo Mieli la incalzava chiedendole come mai non è stata in grado di prevedere una vittoria schiacciante del PD sul M5S di ben 20 punti percentuali di differenza (40.81% contro il 21.15%).

Oggi tutti deridono i sondaggisti e il primo pensiero come sempre va a te che nei sondaggi credi così tanto da averli fatti diventare un appuntamento fisso del lunedì all’interno del TgLa7.

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Rai 1 ha trasmesso di sabato in prima serata la telenovela portoghese Legàmi, con tanto di telepromozione di Giorgio Mastrota

Cara presidente della Rai Anna Maria Tarantola, avere un presidente come te che per sua ammissione guarda poco la tv è una manna per un direttore di rete come Giancarlo Leone che può dare sfogo ai suoi istinti più stravaganti senza che nessuno lo richiami all’ordine. In occasione dell’ultimo Festival di Sanremo lo avevo invitato a farsi meno selfie e a dare più qualità alla programmazione di Rai 1 ma evidentemente la bassa qualità a lui piace.

E’ andato a scovare una telenovela portoghese che ha vinto addirittura un Emmy (nel 2011) e l’ha proposta in prima serata sabato scorso riuscendo a fare qualcosa come 2milioni e 100mila spettatori ed uno share del 9.38%.

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