Archivi categoria: serie tv

Quanto mi piace Canale 5 quando fa l’8% di share con Shades of blue

Caro vice presidente e amministratore delegato Mediaset Pier Silvio Berlusconi, in estate vi permettete il lusso di proporre in prima serata su Canale 5 un prodotto di serialità made in Usa come Shades of blue che ha standard qualitativi decisamente superiori al target della vostra rete ammiraglia. Shades of blue è una di quelle serie che Sky lancerebbe su Sky Atlantic in pompa magna ma stavolta è dovuta stare a guardare perché l’avete acquistata voi.

Il fatto che una star di Hollywood come Jennifer Lopez sia la protagonista della serie vi ha fatto decidere di proporla in prima serata sulla rete ammiraglia generalista dopo averla già proposta sia al pubblico degli abbonati Premium sul canale Crime che sulla piattaforma on demand Infinity. Che l’abbiate trasmessa in prima visione in chiaro in pieno luglio, ci dice che non vi aspettavate grandi ascolti e infatti le prime tre serate con episodi doppi e tripli hanno fatto ascolti bassi: 1milione796mila (9.9% sh); 1milione545mila (9% sh); 1milione433mila (8.2%) (fonte davidemaggio.it). Nonostante fosse evidente da subito che la serie non avrebbe fatto grandi ascolti avete continuato a trasmetterla in prima serata su Canale 5. Mentre scrivo è ancora prevista una ultima prima serata mercoledì prossimo con ben 4 episodi in onda tutti insieme. Arrivati a questo punto sarebbe davvero assurdo cambiare rete e proporla su Italia 1 per salvare la media di Canale 5. Io sono tra i telespettatori che aspettano con piacere di vedere come finirà questa prima stagione. Un piacere doppio. Il primo, dato dalla gradevolezza della serie che ritengo di ottima qualità e con un eccellente cast a cominciare da Jennifer Lopez e Ray Liotta.

La seconda cosa che mi fa piacere è tornare a vedere Canale 5 con interesse per un prodotto seriale che ormai da anni non mi aspetto più di vedere su Canale 5. Caro vice presidente e amministratore delegato Mediaset Pier Silvio Berlusconi, sono tra quelli che hanno vissuto con entusiasmo il periodo pionieristico delle serie Usa sulle reti Mediaset, allora Fininvest: da Dallas a Magnum P.I.; da Love boat a Chips; da Fantasilandia a Hazzard; da L’uomo da 6 milioni di dollari a L’uomo di Atlantide; da La donna bionica alle Charlie’s Angels; da Quincy ad Agenzia Rockford, fino ad arrivare all’inizio dell’ “era moderna” con XFiles e Twin Peaks. Era l’epoca dei videoregistratori e con quelli più evoluti si programmava la registrazione “cieca”; mettevi dentro una videocassetta da 180 minuti e registravi un programma mentre ne vedevi un altro! Oppure mentre non eri in casa! Era il massimo della modernità e della libertà poter vedere e rivedere le nostre serie preferite fino a che il nastro magnetico non si smagnetizzava o si rompeva o tua madre ci registrava sopra tre puntate della soap opera Sentieri. Caro vice presidente e amministratore delegato Mediaset Pier Silvio Berlusconi, in questo luglio 2017 vedendo la stagione 1 di Shades of blue in prima visione in chiaro su Canale 5, ho un po’ rivissuto quelle sensazioni da telespettatore di una Canale 5 pioniera delle serie tv Usa. Siamo rimasti in pochi a premere il tasto 5 del telecomando per vedere prodotti come questo a leggere i numeri degli ascolti.

Ma la colpa non è di Shades of blue se fa l’8% di share in prima serata. L’offerta tv si è frantumata e la concorrenza è tanta per le reti generaliste. Però è anche vero che l’offerta di Canale 5 è profondamente cambiata ed avete abituato il pubblico a programmi usa e getta, prodotti a basso costo, destinando la serialità di qualità sulle reti a pagamento (insieme ad altri contenuti “pregiati” per usare un aggettivo a te caro). È lì che il mercato andava ed è lì che una rete commerciale ha condotto il pubblico che aveva la possibilità di permettersi i vostri abbonamenti Premium e/o quelli di Sky. Inutile dire che si tratta della naturale evoluzione del mercato mondiale legata allo sviluppo tecnologico oltre che alle nuove esigenze di marketing. Però mi è sembrato significativo registrare su questo blog dedicato prevalentemente alla tv generalista gratuita che, con Shades of blue, sono tornato ad aspettare il giorno in cui Canale 5 ha trasmesso la serie, ho visto tutte le puntate e non ho pensato a Canale 5 come alla rete di Amici di Maria De Filippi, del Grande fratello Vip, dell’Isola dei famosi, di Paolo Bonolis , de Il segreto e delle fiction prodotte da Mediaset e Tao Due. È stato bellissimo.

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Gypsy di Netflix stagione 1: tante situazioni aperte, troppe

Ho imparato a non fidarmi delle mie prime impressioni sulle serie originali Netflix. Troppe volte delle serie che promettevano benissimo mi hanno deluso: due su tutte Tredici (la finirò ma non smanio di farlo) Stranger Things (interrotta e non la finirò). Gypsy prometteva scintille ma poi si è rivelata una fiammella fioca. La storia principale ha tentato il decollo senza riuscirci e si è arenata in una estenuante ricerca del brivido soft-core senza mai raggiungerlo.

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Gypsy di Netflix: prime impressioni dopo 3 episodi 

La doppia vita e identità della psicoterapeuta Jean Holloway che ha una attrazione tanto fatale quanto potenzialmente molto pericolosa per la ex di un suo paziente. Gypsy, la serie di Netflix interpretata e prodotta da Naomi Watts, intriga fin dal primo episodio nonostante l’apparente lentezza. La bravura della protagonista è tale da sostenere anche i momenti in cui la scrittura fatica a prendere ritmo. Gli episodi da 50 minuti comunque scorrono e ho l’impressione che la misura dei 10 episodi a stagione sia quella giusta. Il limite può essere l’incrocio tra le storie dei pazienti di Jean e la storia di Jean madre e moglie che ha deciso di sdoppiarsi in Dianne alla ricerca del brivido “oscuro”. I casi che Jean deciderà di risolvere entrando nelle vite dei suoi pazienti saranno all’altezza del caso principale, il suo? Vedremo.


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La conferenza stampa di Non Uccidere 2 e il fantasma di Antonio Campo Dall’Orto 

Caro ex direttore generale della Rai Antonio Campo Dall’Orto, durante la conferenza stampa di presentazione della stagione 2 della serie Non Uccidere aleggiava il tuo fantasma di neo dimissionario. Però ho dovuto aspettare l’intervento del produttore di Freemantle Media Italia Lorenzo Mieli prima di sentire pronunciare il tuo nome e cognome.

La conferenza stampa (vista in streaming) è andata in scena nel solito salone con gli arazzi e con le solite dichiarazioni roboanti delle direttrici interessate: Eleonora Andreatta (Rai Fiction), Iliaria Dallatana (Rai Due), Maria Pia Ammirati (Rai Teche).

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Quando Canale 5 trasmetteva serie tv cult con gli annunci di Fiorella Pierobon: Twin Peaks da stasera ritorna su Cielo TV

 

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La porta rossa di Rai 2: il mio primo binge watching su Rai Play 

Caro direttore generale e amministratore delegato Rai Antonio Campo Dall’Orto, ieri ho visto il finale di stagione 1 della serie La porta rossa prodotta da Rai Fiction e andata in onda in 12 episodi su Rai 2.

Questa è già una notizia ma lo è all’ennesima potenza se ti dico che a questo traguardo sono arrivato utilizzando, con piena soddisfazione, una della grandi novità della tua Rai: il servizio di streaming Rai Play.

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Il commissario Montalbano di Rai 1: l’episodio Come voleva la prassi, fa il record dei record di ascolto

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Reed Hastings al Mobile World Congress 2017: musica per le mie orecchie di abbonato Netflix 

Caro co-founder and Ceo di Netflix Reed Hastings, sono un abbonato di Netflix Italia sempre più convinto di esserlo. Ieri sera ho iniziato a vedere American Crime Story Il caso OJ Simpson che, nonostante l’interesse, non ho voluto seguire su Rai 4 con le modalità settimanali e ad orario fisso della tv generalista gratuita.

Quello che pago a Netflix mensilmente vale anche solo perché elimina il pensiero di avere giorni ed orari fissi per guardare una serie o un film. nei giorni scorsi sei stato il protagonista principale dei keynote del Mobile World Congress 2017 che si è appena concluso a Barcellona.

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You Me Her: su Netflix la stagione 1 della commedia romantica sul poliamore bello e possibile

Caro showrunner di You Me Her John Scott Shepherd, ieri mentre finivo il binge watching su Netflix Italia della stagione 1, negli Usa su Audience Network andava in onda il primo episodio della stagione 2 della tua serie romantica sul poliamore. Ieri era il giorno di San Valentino e quindi anche il giorno dei protagonisti di You Me Her.

Quella che apparentemente potrebbe sembrare una serie erotico-pruriginosa su un triangolo moglie-marito-escort (interpretati dagli ottimi Rachel Blanchard, Greg Poheler e Priscilla Faia) è invece una commedia romantica scritta molto bene: divertente, intrigante a tratti profonda.

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Roma Fiction Fest 2016: tutti i premi del concorso internazionale 

La giuria di esperti presieduta da Richard Dreyfuss e composta da Annabel Scholey, Umberto Contarello, Lorenzo Richelmy, Paola Turci ha assegnato i seguenti premi ai titoli del Concorso Internazionale del Roma Fiction Fest 2016.

Premio RomaFictionFest miglior nuova TV Series

MIDNIGHT SUN

Svezia, Francia, 2016 | Creato da Mårlind & Stein | Prodotto da Atlantique Productions, Nice Drama, Canal+, SVT, Filmpool Nord per SVT, Canal + | 8×60’

Premio Speciale della Giuria

NATIONAL TREASURE

Regno Unito, 2016 | Creato da Jack Thorne | Prodotto da The Forge Productions per Channel 4 | 4×60’

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