The good fight su Tim Vision: le prime impressioni nei tweet di Caro Televip

The Good Fight su Tim Vision: più Suits che The good wife. Ogni episodio (ne ho visti 4 di fila) scorre che è un piacere. Plot ben strutturato. Personaggi molto ben delineati. Mix perfetto tra storie di serie e di puntata. Quando una serie va, va da subito.

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Grey’s Anatomy: 5 Instagram Stories di Ellen Pompeo dal set

Cara Shonda Rhimes, seguo con interesse le Instagram Stories di Ellen Pompeo, l’attrice protagonista della tua serie Grey’s Anatomy. Il racconto attraverso i social network (anzi, social media come li chiama giustamente Ellen Pompeo) è un elemento essenziale della strategia di comunicazione individuale di una star della tv ma anche del prodotto televisivo di cui è parte, visto che alimenta l’interesse non solo in funzione promozionale ma anche e soprattutto perché è uno strumento diretto con i fandom in tutto il mondo.

Se è vero che i personaggi del mondo dello spettacolo non possono più fare a meno di essere social è anche vero che in moltissimi casi si può fare a meno di seguire i social dei personaggi del mondo dello spettacolo.

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Don Matteo su Netflix Italia: sono seriamente preoccupato

Caro co-founder and Ceo di Netflix Reed Hastings, sto per festeggiare 2 anni da abbonato Netflix Italia ma non so se devo festeggiare. L’arrivo di Don Matteo alimenta l’inquietante interrogativo: Netflix is the new Rai? Si, no, forse.

Il Governo Gentiloni, su proposta del ministro della cultura Dario Franceschini, ha approvato un decreto, a tutela delle opere cinematografiche e di fiction italiane, che obbliga le emittenti televisive ad aumentare gli investimenti e la programmazione delle produzioni italiane. Obblighi ritenuti insostenibili dai principali broadcaster italiani.

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Nel pomeriggio di La7 torna la serie classica di Star Trek: tre tweet di Caro Televip

aggiornamento del 19 settembre 2017

Shonda Rhimes lascia la Abc e passa a Netflix: gli abbonati italiani avranno un posto in prima fila?

Caro co-founder and Ceo di Netflix Reed Hastings, Netflix ha messo a segno il colpo di telemercato dell’anno strappando la produttrice e showrunner Shonda Rhimes alla Abc dove negli ultimi 15 anni ha sfornato serie di successo come Grey’s Anatomy, Scandal e Le regole del delitto perfetto. Shondaland, la casa di produzione di Shonda Rhimes, è una garanzia e Netflix, che dal 2019 non avrà più in catalogo serie e film Disney (avrà due suoi canali streaming), ha risposto togliendo per quattro anni alla Abc (di proprietà Disney), la “numero 1”.

In attesa di vedere quali saranno le nuove produzioni di Shondaland per Netflix, la domanda è: quale impatto avrà questa novità non tanto in Usa ma da noi in Europa?

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Quanto mi piace Canale 5 quando fa l’8% di share con Shades of blue

Caro vice presidente e amministratore delegato Mediaset Pier Silvio Berlusconi, in estate vi permettete il lusso di proporre in prima serata su Canale 5 un prodotto di serialità made in Usa come Shades of blue che ha standard qualitativi decisamente superiori al target della vostra rete ammiraglia. Shades of blue è una di quelle serie che Sky lancerebbe su Sky Atlantic in pompa magna ma stavolta è dovuta stare a guardare perché l’avete acquistata voi.

Il fatto che una star di Hollywood come Jennifer Lopez sia la protagonista della serie vi ha fatto decidere di proporla in prima serata sulla rete ammiraglia generalista dopo averla già proposta sia al pubblico degli abbonati Premium sul canale Crime che sulla piattaforma on demand Infinity.

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Gypsy di Netflix stagione 1: tante situazioni aperte, troppe

Ho imparato a non fidarmi delle mie prime impressioni sulle serie originali Netflix. Troppe volte delle serie che promettevano benissimo mi hanno deluso: due su tutte Tredici (la finirò ma non smanio di farlo) Stranger Things (interrotta e non la finirò). Gypsy prometteva scintille ma poi si è rivelata una fiammella fioca. La storia principale ha tentato il decollo senza riuscirci e si è arenata in una estenuante ricerca del brivido soft-core senza mai raggiungerlo.

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Gypsy di Netflix: prime impressioni dopo 3 episodi 

La doppia vita e identità della psicoterapeuta Jean Holloway che ha una attrazione tanto fatale quanto potenzialmente molto pericolosa per la ex di un suo paziente. Gypsy, la serie di Netflix interpretata e prodotta da Naomi Watts, intriga fin dal primo episodio nonostante l’apparente lentezza. La bravura della protagonista è tale da sostenere anche i momenti in cui la scrittura fatica a prendere ritmo. Gli episodi da 50 minuti comunque scorrono e ho l’impressione che la misura dei 10 episodi a stagione sia quella giusta. Il limite può essere l’incrocio tra le storie dei pazienti di Jean e la storia di Jean madre e moglie che ha deciso di sdoppiarsi in Dianne alla ricerca del brivido “oscuro”. I casi che Jean deciderà di risolvere entrando nelle vite dei suoi pazienti saranno all’altezza del caso principale, il suo? Vedremo.


La conferenza stampa di Non Uccidere 2 e il fantasma di Antonio Campo Dall’Orto 

Caro ex direttore generale della Rai Antonio Campo Dall’Orto, durante la conferenza stampa di presentazione della stagione 2 della serie Non Uccidere aleggiava il tuo fantasma di neo dimissionario. Però ho dovuto aspettare l’intervento del produttore di Freemantle Media Italia Lorenzo Mieli prima di sentire pronunciare il tuo nome e cognome.

La conferenza stampa (vista in streaming) è andata in scena nel solito salone con gli arazzi e con le solite dichiarazioni roboanti delle direttrici interessate: Eleonora Andreatta (Rai Fiction), Iliaria Dallatana (Rai Due), Maria Pia Ammirati (Rai Teche).

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