60 anni di storia Rai: L’ospite delle due, il primo talk show della tv italiana ideato e condotto da Luciano Rispoli

Caro Mariano Sabatini, grazie per il regalo che mi hai fatto inviandomi un articolo pubblicato sul Radiocorriere Tv n. 12 del marzo 1975, che ho il piacere di condividere con i lettori di Caro Televip. L’articolo è un documento importante per la storia della televisione italiana che quest’anno celebra i suoi 60 anni. E’ una testimonianza giornalistica sulla nascita del primo talk show italiano “L’ospite delle due”, ideato e condotto da Luciano Rispoli. Ti seguo da dieci anni, sei stato il primo giornalista professionista con cui sono entrato in contatto da blogger e condivido con te la stima per Luciano Rispoli; io da telespettatore che ne apprezzava lo stile e le trasmissioni e tu da professionista che con lui ha lavorato e da cui ha imparato molto.

Questo articolo ha il pregio assoluto di andare ben oltre quella che a qualcuno sembrerà una esagerazione di Mariano Sabatini e Akio che appena possono ricordano il contributo di Luciano Rispoli alla nascita e alla crescita della televisione italiana.

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Volevamo Luciano Rispoli commendatore e il Presidente Giorgio Napolitano ci ha ascoltato

Caro Bruno Vespa, ti farà piacere sapere che il Capo dello Stato Giorgio Napolitano ha nominato Luciano Rispoli Commendatore della Repubblica Italiana. Si tratta di un riconoscimento prestigioso che, l’uomo, l’ex dirigente Rai, l’autore e il conduttore tv Luciano Rispoli si è ampiamente meritato nel corso della sua lunga e significativa carriera. Il presidente Napolitano è stato sensibile alla lettera che gli aveva inviato il giornalista e scrittore Mariano Sabatini (qui nell’intervista di Simone Gambacorta su La Città) a cui ha fatto seguito una petizione online che anche Caro Televip aveva sottoscritto con entusiasmo.

E’ stato un piacere leggere l’annuncio di Mariano Sabatini.

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60 anni di storia Rai: quando Elisa Isoardi prese il posto di Antonella Clerici alla Prova del cuoco

Cara Antonella Clerici, tra le pagine più significative della storia della Rai Tv c’è quella della tua epica battaglia di donna lavoratrice che ha fatto di tutto per tornare a condurre la Prova del cuoco su Rai 1 dopo l’aspettativa per maternità, periodo in cui il programma venne affidato alla conduzione di Elisa Isoardi. Una lotta epica che ricordo di aver seguito sulle pagine di Caro Televip fin dalle prime roventi battute.

Correva l’anno 2009:

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60 anni di storia Rai: quando ci dispiaceva perché finiva Indietro tutta di Renzo Arbore

Caro Renzo Arbore, la struttura Rai Notte ha da poco terminato di trasmettere su Rai 2 le repliche di Indietro tutta. L’ultima puntata, quella in cui eravate tutti in costume da bagno pronti per andare al mare, è stata emozionante come allora, quanto la vidi in diretta. Sarà la nostalgia, sarà che la sento ancora mia quella tv (ma che sto cantando Sarà la nostalgia di Sandro Giacobbe? Boh e pure mah).

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60 anni di storia Rai: quando Rai 1 trasmetteva Parola mia di Luciano Rispoli nella fascia oraria in cui oggi trasmette L’Eredità di Carlo Conti

Caro Bruno Vespa, non seguo le puntate di Porta a Porta in cui celebri i 60 anni della Rai perché l’unica volta che mi sono sforzato di farlo stavi celebrando l’esordio come conduttore Rai di Carlo Conti a Discoring. Carlo Conti con i capelli lunghi e gli occhialoni anni ’80 è una di quelle immagini che ti fanno cambiare immediatamente canale e ti allontanano per sempre da una trasmissione perché pensi che potrebbe capitare persino di vedere immagini ancora più impressionanti. E, anche se in questo momento è il conduttore di punta di Rai1, mi è parso spropositato lo spazio che gli hai dedicato, però lo hai fatto in coerenza con la considerazione che ha la Rai della propria storia.

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Dal 7 febbraio le Olimpiadi di Sochi 2014 in chiaro su Cielo Tv, e non sulla Rai, ma non è colpa di Fabio Fazio

Caro Fabio Fazio, c’è sempre una prima volta e questa è la prima volta che prendo le tue difese. Alcuni giornalisti di Rai Sport (Marco Mazzocchi e Alessandro Antinelli su twitter) ti hanno accusato di fare pubblicità a SkySport perché hai intervistato Fabio Caressa e Beppe Bergomi a Che Tempo Che Fa, ovvero il telecronista di punta e uno dei commentatori di punta del principale concorrente della Rai nell’acquisto dei diritti sportivi. Il sindacato dei giornalisti Rai e il comitato di redazione di Rai Sport vogliono che “La Rai chieda immediatamente conto a Fabio Fazio dello spot alla pay-tv, offerto gratuitamente in prima serata”. Evidentemente non hanno visto l’intervista. E’ impossibile che esista un solo non abbonato a Sky che abbia deciso di fare l’abbonamento a Sky dopo quella scialba intervista di cui hai rivendicato la scelta. Il problema è che a Rai Sport sono sotto pressione.

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60 anni di storia Rai: Techetechetè di Rai 1 liquida con un fotogramma muto un personaggio come Luciano Rispoli

Cari presidente e direttore generale della Rai Anna Maria Tarantola e Luigi Gubitosi, ieri Rai 1 ha celebrato, in prima serata, i 60 anni della Rai con uno speciale della trasmissione di memorie televisive Techetechetè intitolato “60 anni di TV. Il compleanno della Rai”. La didascalia di Rai Replay integra il titolo “60 anni di televisione italiana dalla A alla Z: la più divertente, comica, emozionante, affollata, enciclopedica delle rievocazioni”. Non ho visto la trasmissione ma, da quanto leggo sul profilo Facebook del critico televisivo Mariano Sabatini, Techetechetè ha raggiunto le più alte vette della comicità dedicando ad un personaggio come Luciano Rispoli solo un fotogramma muto in ben 135 minuti di Storia dei 60 anni della Rai.

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3 gennaio 1954-2014, la Rai e la televisione italiana compiono 60 anni. Il modo migliore di celebrarsi è quello di rinnovarsi sul serio.

Cari presidente e direttore generale della Rai Anna Maria Tarantola e Luigi Gubitosi, vi ritrovate sulle due poltrone più importanti della Rai Radio Televisione Italiana nel giorno in cui si festeggiano i 60 anni della Rai e quindi delle trasmissioni televisive ufficiali in Italia. Per l’occasione avete emesso un comunicato congiunto che dimostra tutto il vostro attaccamento appassionato all’Azienda, così caldo da sembrare scritto dai vostri corrispettivi della tv pubblica islandese.

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Molto meglio la replica di un documentario di Rai Storia su Sandro Ciotti che la settima puntata di Pechino Express in prima visione su Rai 2

Cara direttore di Rai Storia Silvia Calandrelli, continuo ad avere conferme che il pensionamento di Giovanni Minoli non può che fare bene a Rai Storia. Ieri sera mi stavo annoiando a guardare la settima puntata di Pechino Express e facendo zapping mi sono imbattuto nel documentario della serie RES intitolato Sandro Ciotti un uomo solo al microfono (firmato da Alessandro Chiappetta). Era già andato in onda ma il bello di una emittente tematica come Rai Storia è che le repliche sembrano sempre una prima visione perché il telespettatore è troppo preso dai canali maggiori e spessissimo si perde delle vere e proprie perle televisive sui canali minori. L’abilità con cui confezionate il vostro palinsesto consente per fortuna di recuperare i programmi persi.

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