Caro Bruno Vespa, a Porta a Porta hai trattato l’annoso problema dell’amore tra persone che hanno una differenza d’età che supera i vent’anni.

A catturarmi è stata la elettrizzante introduzione che hai fatto nell’anteprima:
Caro Bruno Vespa, a Porta a Porta hai trattato l’annoso problema dell’amore tra persone che hanno una differenza d’età che supera i vent’anni.

A catturarmi è stata la elettrizzante introduzione che hai fatto nell’anteprima:
Cara Giorgia Cardinaletti di Rai News 24, dopo un paio di giorni trascorsi a rincorrere le ombre di George Clooney e della sua promessa sposa, finalmente sei riuscita a fare la (da te) tanto attesa cronaca in diretta della prima uscita insieme da sposati dei due vip. Il tuo direttore Monica Maggioni ha ritenuto indispensabile la spesa di spedirti a Venezia per tre giorni con collegamenti in diretta minuto per minuto per raccontare questo fatto di cronaca rosa.

E tu l’hai ripagata con una performance giornalistica che non dimenticherai più e nemmeno io. D’ora in poi per me sarai per sempre la giornalista con la zeppola che ha fatto le dirette per Rai News 24 da Venezia “quando George Clooney si è sposato”.
Segreti e Delitti ha una fattura più Nuzzi, rispetto a Quarto grado. Molto Il codice da Vinci che incontra Realtime.
— Lord Lucas (@lord_tvblog) July 2, 2014
Cara Eleonora Daniele, se esiste un programma per il quale sei adatta, di certo non è Estate in diretta di Rai 1. Le tue conduzioni non si sono mai distinte per una solare ed istintiva simpatia e Estate in diretta non sembra proprio essere nelle tue già poche corde.

L’impostazione è pressoché la stessa della invernale La vita in diretta, e punta molto sui casi di cronaca nera che ti richiedono un indurimento della mascella tale da rendere la tua espressione più glaciale di quella che hai di tuo.
#FF back @carotelevip per onestà intellettuale e modo di comunicare
— Marida Caterini (@maridacaterini) May 9, 2014
Cara Barbara D’Urso, con una comodissima intervista a Silvio Berlusconi, hai chiuso la stagione 2013/2014 di Domenica Live (ancor più comoda di quella di un anno e mezzo fa). Ve ne siete stati spaparanzati sulle poltrone avvolgenti dello studio televisivo più amato dal fondatore di Canale 5 dove, per 52 minuti, ha potuto blandamente parlare delle cose a lui più care: se stesso, Francesca Pascale e il cane Dudù.
Caro Pierfrancesco Diliberto in arte Pif, ieri sono andati in onda i primi due episodi della sesta edizione de Il testimone (su Mtv il il martedì alle 21 e il giovedì alle 23), un programma che, nonostante le repliche a go-go, riesci sempre a rendere interessante e vario. Tu sei sempre lo stesso, immobile nel tuo stile televisivo, eppure ogni puntata de Il testimone è un esemplare unico e irripetibile. Le location e le persone che incontri sono talmente varie che smuovono la tua immobilità. La tua abilità, unica, è quella di individuare i giusti contesti, le storie, le persone; e non è cosa da poco.

Mandare in onda in successione la puntata sulla settimana della moda milanese e poi quella sulla Groenlandia è il classico colpo di genio al quale ormai ci hai abituato. Un contrasto comunicativo e ambientale dirompente.
Caro Bruno Vespa, non seguo le puntate di Porta a Porta in cui celebri i 60 anni della Rai perché l’unica volta che mi sono sforzato di farlo stavi celebrando l’esordio come conduttore Rai di Carlo Conti a Discoring. Carlo Conti con i capelli lunghi e gli occhialoni anni ’80 è una di quelle immagini che ti fanno cambiare immediatamente canale e ti allontanano per sempre da una trasmissione perché pensi che potrebbe capitare persino di vedere immagini ancora più impressionanti. E, anche se in questo momento è il conduttore di punta di Rai1, mi è parso spropositato lo spazio che gli hai dedicato, però lo hai fatto in coerenza con la considerazione che ha la Rai della propria storia.

Caro Enrico Mentana, stasera, mentre tutta l’Italia televisiva si accalcherà per vedere la prima serata della 64esima edizione del festival della canzonetta italiana, tu andrai in onda in diretta su La7 con una puntata di Bersaglio mobile intitolata “Renzi o no?”. Da giornalista di razza cavalchi l’onda dei #RenziDays buttandoti senza rete, La7, contro la canterina macchina da guerra di Rai 1. Nessuna emittente televisiva nella settimana sanremese ha predisposto una controprogrammazione degna di questo nome. Solo tu, da solo, a mani nude, lanci la sfida. Giovanni Floris e Michele Santoro si sono eclissati. Il primo per motivi di squadra-Rai, il secondo per motivi di audience che non sarebbe in grado di garantire agli inserzionisti. E tu ti sei infilato nel buco del martedì con la speranza di racimolare qualche telespettatore di Floris. Così mentre Fazio e Littizzetto intontiranno gli italiani con la spensieratezza preconfezionata parola per parola, tu eserciterai il diritto di cronaca politica per commentare e decodificare la prima giornata di consultazioni ufficiali del premier incaricato Matteo Renzi.

Cara Daria Bignardi, non mi piacciono le tue Invasioni Barbariche (il venerdì alle 21.10 su La7) perché hanno tutte solo una finalità: dimostrare al pubblico che i tuoi ospiti hanno detto a te quello che non hanno mai detto in altre interviste ad altri giornalisti. E quando le cose non vanno in questa direzione, sei disposta perfino a gettare la maschera e a rivelare il vero obiettivo dell’intervista. Ti è successo venerdì scorso con il grillino Alessandro Di Battista. Lo hai invitato perché è il grillino del momento, colui che ha preso lo scettro di leader predestinato (lui si sente pronto per fare il presidente del consiglio).
