Il blog di Grillo linka un post di Caro Televip su una intervista di Monica Maggioni a Matteo Renzi. Ma sia chiaro: per me sempre grillini sono!

Ho pagato il canone tv 2014; quello su carta intestata della Agenzia delle Entrate, non quello dello spot su carta intestata Rai.

Cara presidente della Rai Anna Maria Tarantola, l’arrivo del bollettino per il pagamento del canone di abbonamento alla tv è per me sempre motivo di gaudium magnum. Oggi anno mi dispero perché arriva in ritardo e mi assale la preoccupazione: l’Agenzia delle Entrate e la Rai si sono dimenticati di me? Non ho più il privilegio di essere un chiodo fisso nei loro pensieri? Poi la nebbia si dirada perché il portalettere si degna di recapitarmi la missiva insieme ad altre cinque bollette da pagare (già scadute per bontà del servizio postale). Tranquilla, a voi vi ho già pagato ieri, ampiamente entro il termine previsto.

Ho scelto di fare la fila alla posta e non di semplificarmi la vita pagando online o dal tabaccaio; se sofferenza deve essere che sofferenza sia, fino in fondo. Come ho scritto su twitter a due dei vostri direttori che critico di più, Giancarlo Leone (Rai 1) e Andrea Vianello (Rai 3): “sono un blogger puntiglioso ma anche un abbonato puntuale” (ringrazio Andrea Vianello per il “mi piace” di risposta al tweet). Tutte le critiche che faccio alla programmazione Rai non hanno in alcun modo l’obiettivo di dire che la Rai non si merita i soldi che le vengono dal pagamento del canone e l’ho sempre scritto nei dieci anni di gestione di questo blog. La lista dei meriti della Rai è molto più lunga di quella dei demeriti. Questo non vuol dire che dalla Rai non si debba pretendere ancora di più; anzi, “di tutto, di più”, per dirla con lo slogan di un vostro vecchio spot paga-canone. Cara presidente della Rai Anna Maria Tarantola, non ti dico di aver accolto con entusiasmo l’arrivo del bollettino per il pagamento del canone di abbonamento alla tv 2014, però non ho nemmeno reagito come fanno negli spot che vi siete inventati quest’anno per intimarci di pagarlo. Anche perché nella finzione degli spot all’abbonato arriva una busta con la carta intestata della Rai e la accartoccia per buttarla, mentre, la busta vera che arriva a casa, è su carta intestata della Agenzia delle Entrate e non c’ho pensato nemmeno un attimo ad accartocciarla e buttarla; sono andato di corsa alla posta a pagare la tassa.

Dal 7 febbraio le Olimpiadi di Sochi 2014 in chiaro su Cielo Tv, e non sulla Rai, ma non è colpa di Fabio Fazio

Caro Fabio Fazio, c’è sempre una prima volta e questa è la prima volta che prendo le tue difese. Alcuni giornalisti di Rai Sport (Marco Mazzocchi e Alessandro Antinelli su twitter) ti hanno accusato di fare pubblicità a SkySport perché hai intervistato Fabio Caressa e Beppe Bergomi a Che Tempo Che Fa, ovvero il telecronista di punta e uno dei commentatori di punta del principale concorrente della Rai nell’acquisto dei diritti sportivi. Il sindacato dei giornalisti Rai e il comitato di redazione di Rai Sport vogliono che “La Rai chieda immediatamente conto a Fabio Fazio dello spot alla pay-tv, offerto gratuitamente in prima serata”. Evidentemente non hanno visto l’intervista. E’ impossibile che esista un solo non abbonato a Sky che abbia deciso di fare l’abbonamento a Sky dopo quella scialba intervista di cui hai rivendicato la scelta. Il problema è che a Rai Sport sono sotto pressione.

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60 anni di storia Rai: Techetechetè di Rai 1 liquida con un fotogramma muto un personaggio come Luciano Rispoli

Cari presidente e direttore generale della Rai Anna Maria Tarantola e Luigi Gubitosi, ieri Rai 1 ha celebrato, in prima serata, i 60 anni della Rai con uno speciale della trasmissione di memorie televisive Techetechetè intitolato “60 anni di TV. Il compleanno della Rai”. La didascalia di Rai Replay integra il titolo “60 anni di televisione italiana dalla A alla Z: la più divertente, comica, emozionante, affollata, enciclopedica delle rievocazioni”. Non ho visto la trasmissione ma, da quanto leggo sul profilo Facebook del critico televisivo Mariano Sabatini, Techetechetè ha raggiunto le più alte vette della comicità dedicando ad un personaggio come Luciano Rispoli solo un fotogramma muto in ben 135 minuti di Storia dei 60 anni della Rai.

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3 gennaio 1954-2014, la Rai e la televisione italiana compiono 60 anni. Il modo migliore di celebrarsi è quello di rinnovarsi sul serio.

Cari presidente e direttore generale della Rai Anna Maria Tarantola e Luigi Gubitosi, vi ritrovate sulle due poltrone più importanti della Rai Radio Televisione Italiana nel giorno in cui si festeggiano i 60 anni della Rai e quindi delle trasmissioni televisive ufficiali in Italia. Per l’occasione avete emesso un comunicato congiunto che dimostra tutto il vostro attaccamento appassionato all’Azienda, così caldo da sembrare scritto dai vostri corrispettivi della tv pubblica islandese.

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Bruno Vespa che critica Silvio Berlusconi perché avrebbe dovuto amare la Rai: un ottimo motivo per non acquistare Sale, zucchero e caffè (Mondadori editore)

Caro Bruno Vespa, il tuo libro di Natale 2013 s’intitola Sale, zucchero e caffè (Mondadori editore) è non ha certo bisogno di una spintarella promozionale, quindi gliene do una per non essere acquistato. Questa mattina l’ho sfogliato in libreria e, il destino ha voluto che si aprisse nel punto in cui fai una critica a Silvio Berlusconi sul suo rapporto con la Rai Radio Televisione Italiana. Riporto questo brano perché credo che da solo possa qualificare il tuo libro non meramente come un libro di memorie ma come un’opera che non ha nulla da invidiare alle pagine della grande letteratura italiana.

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Datagate: propongo Giovanna Botteri come nuovo portavoce della Casa Bianca al posto di Jay Carney

Cara corrispondente Rai da New York Giovanna Botteri, ieri proprio non ce l’ho fatta ad aspettare l’una di notte per seguire la tua corrispondenza in diretta durante il Tg3-Linea Notte. Ho seguito Piazzapulita su La7, che mi ha conciliato un sonno talmente profondo che questa mattina mi sono svegliato in ritardo. Su twitter, @EmilianoPompei, mi dice che stanotte hai minimizzato il caso Datagate. Così questa mattina sono corso su Rai Replay per ascoltarti. Non volevo credere alle mie orecchie. Tu non hai minimizzato il Datagate. Tu lo hai smontato il Datagate.

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E’ saltata la trattativa tra la Rai e Maurizio Crozza. Un’occasione persa; per Crozza.

Caro Maurizio Crozza, prossimamente non vedremo un Mega Crozza Show su Rai 1 perché è saltata la trattativa, di cui si parla da mesi, tra te e la televisione di Stato a causa delle polemiche alimentate principalmente dall’esponente del PdL Renato Brunetta sui compensi milionari ad alcuni dei televip della Rai, primo fra tutti Fabio Fazio con cui domenica scorsa ha avuto un faccia a faccia a Che tempo che fa (al quale si è accodato Beppe Grillo, yuppy yè!). Nella copertina di Ballarò di ieri sera hai fatto la parodia di Brunetta che fa le pulci ai conti della Rai e, rientrato nei tuoi panni, hai chiuso a tuo modo l’argomento Crozza-contratto-milionario-Rai:

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Sport e diritti tv: aspettarsi dalla Rai l’acquisto, sempre e comunque, è sbagliato. Il caso dei mondiali di ginnastica ritmica di Kiev.

Caro direttore generale della Rai Luigi Gubitosi, i dirigenti dello sport italiano sembrano non voler capire che ormai la Rai non acquisterà più i diritti televisivi degli eventi sportivi se i costi non saranno sostenibili in base al nuovo piano finanziario dell’azienda. Dopo le esternazioni del presidente del Coni Giovanni Malagò riguardo il mancato acquisto di Sochi 2014 (che tale è rimasto a insaputa della grande stampa nazionale), ora è il presidente della Federazione Ginnastica d’Italia a lamentarsi per il mancato acquisto da parte della Rai dei diritti dei campionati mondiali di ginnastica ritmica in programma a Kiev dal 28 agosto all’1 settembre 2013.

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AgCom dà ragione a Brunetta: Fazio e Annunziata “squilibrati”

Cari Fabio Fazio e Lucia Annunziata, l’AgCom (l’autorità garante per le comunicazioni) vi ha ordinato di riequilibrare le presenze di esponenti del centrodestra a Che tempo che fa e a In ½ ora, a seguito di un esposto del capogruppo PdL alla Camera Renato Brunetta. Per chi fa informazione, con la sicurezza nella propria obiettività che ostentate voi, è un richiamo che brucia.

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