Barack Obama ospite di Fabio Fazio a “Che Libro che Fa”

Che Tempo Che Fa è un format televisivo che prevede uno spazio in cui il conduttore, prendendo spunto da un loro libro in uscita, ne parla amabilmente ed entusiasticamente con gli autori. Fabio Fazio ha ospitato centinaia di autori di libri: grandi scrittori come Amos Oz, premi Oscar come Tom Hanks, imprenditori come Lapo Elkann. Ieri ha ospitato, in collegamento da Washington, l’ex presidente degli Stati Uniti d’America Barack Obama che ha scritto il suo primo libro di memorie presidenziali. Il conduttore ha selezionato alcuni temi del libro e l’autore ha risposto raccontando aneddoti e concetti espressi nell’opera.

Chi definisce questo spazio come “una intervista” probabilmente non ha idea di cosa sia una intervista. La scelta di Fabio Fazio è coerente con tutta la sua storia professionale. Gli accordi sui contenuti che la responsabile del casting Monica Tellini ha preso con lo staff di Obama erano ovviamente incentrati solo sul libro. Dunque perché criticare il taglio promozionale del dialogo (non intervista)? Perché la storia degli ultimi 13 anni ci dice che Obama non è come i tantissimi politici, ex presidenti come Gorbaciov e presidenti in carica come Macron compresi, che hanno dialogato con Fabio Fazio. Perché se la Rai Radio Televisione Italiana lancia con un promo presidenziale per una settimana in modo martellante la sua presenza in un programma di prima serata, io da telespettatore, abbonato, appassionato di politica e persona che ha vissuto nel periodo in cui Obama è stato candidato e poi per due mandati presidente degli Stati Uniti, mi aspetto una intervista vera che preveda anche significative e specifiche domande di politica, una intervista che lasci il segno nella storia dell’informazione. Perché se vedo Obama in diretta sulla televisione italiana non me lo aspetto confinato nello spazio “Che Libro che Fa”. Vorrei ascoltare una intervista, non un dialogo essenzialmente promozionale. Una scelta legittima e coerente con il modo di fare tv da parte di Fabio Fazio. Ma celebrarla come una grande intervista è un errore dal punto di vista tecnico. È stata una riuscitissima strategia di marketing del conduttore e dello scrittore. Nulla di più. E, soprattutto, considerarla un appuntamento della Rai con la storia è semplicemente ridicolo.

Cosa resterà degli anni Obama: Michelle ospite di James Corden ed Ellen Degeneres

Cari James Corden ed Ellen Degeneres, chi come me è stato profondamente deluso dagli 8 anni di Barack Obama alla Casa Bianca non può che ricercare negli otto anni di Michelle Obama come first lady, l’aspetto più interessante di questa comunque storica presidenza.

Quando ieri nell’ultimo discorso da presidente Barack ha reso omaggio a Michelle, è scattata immediatamente la standing ovation alla quale mi aggiungo anch’io.

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Barack Obama è a fine mandato: speriamo lo sia anche Giovanna Botteri come corrispondente Rai da New York

Cara corrispondente Rai da New York Giovanna Botteri, spero proprio che quello che inizia sia il tuo ultimo semestre negli Stati Uniti come narratrice appassionata e per nulla appassionante della presidenza di Barack Obama (presumo che il tuo sostituto prenderà servizio a gennaio 2017 insieme al nuovo presidente). 

Tra i danni della infelice presidenza di Obama, annovero anche gli 8, dico 8, anni di tue corrispondenze da New York, qualcosa di più di un semplice posto fisso; praticamente hai preso la residenza a New York.

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Obama, Lo Porto, Renzi: sembra una puntata di House of Cards ma purtroppo non lo è

Caro showrunner di House of Cards Beau Willimon, il 17 aprile 2015 il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha ricevuto in visita ufficiale il presidente del Consiglio dei Ministri italiano Matteo Renzi.

Una visita cordialissima celebrata davanti alle telecamere con battute sulla eccellente qualità del vino italiano.

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Barack Obama anatra zoppa: ora dovrà mettere in pratica le ore passate a vedere House of Cards

Cara Maria Luisa Rossi Hawkins, quando ieri hai twittato “Vecchie promesse e vecchia politica dopo le elezioni di mezzotermine USA”, sapevo che non dovevo perdermi la tua rubrica Stelle a Strisce su TgCom24 e non mi hai deluso.


Con la tua solita concretezza hai sintetizzato la situazione da “anatra zoppa” in cui si trova il presidente Usa Barack Obama dopo che il Partito Democratico ha subito una pesante sconfitta nelle elezioni di medio termine.

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Giovanna Botteri lascia New York e vola a Buenos Aires proprio quando The President Obama avrebbe più bisogno di lei

Cara Giovanna Botteri, sei volata da New York a Buenos Aires per raccontare la vigilia della finale della Coppa del Mondo Brasile 2014 vista dai tifosi argentini.


Il tuo servizio è andato in onda nel Tg1 delle 20 con questo testo giornalistico intervallato dall’indispensabile contributo dei tifosi: 

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Datagate: propongo Giovanna Botteri come nuovo portavoce della Casa Bianca al posto di Jay Carney

Cara corrispondente Rai da New York Giovanna Botteri, ieri proprio non ce l’ho fatta ad aspettare l’una di notte per seguire la tua corrispondenza in diretta durante il Tg3-Linea Notte. Ho seguito Piazzapulita su La7, che mi ha conciliato un sonno talmente profondo che questa mattina mi sono svegliato in ritardo. Su twitter, @EmilianoPompei, mi dice che stanotte hai minimizzato il caso Datagate. Così questa mattina sono corso su Rai Replay per ascoltarti. Non volevo credere alle mie orecchie. Tu non hai minimizzato il Datagate. Tu lo hai smontato il Datagate.

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Giovanna Botteri e la sensazione che sul Datagate “la situazione sia un po’ sfuggita di mano ai vertici dell’amministrazione Obama”

Cara corrispondente Rai dagli Usa Giovanna Botteri, ti vedo sempre meno sorridente quando parli del presidente degli Stati Uniti Barack Obama. Ho come l’impressione che l’entusiasmo con cui ce l’ hai raccontato fino al gennaio scorso, cominci a scemare. Quello che negli ultimi 5 anni ci hai descritto come la grande speranza dell’America e quindi del mondo, è solo un presidente degli Stati Uniti d’America e come tale si comporta. Oggi torna di grande attualità il caso della National Security Agency americana che secondo The Guardian ha spiato le telefonate di 35 leader di altri paesi. La notizia, per quanto non sia una primizia visto che il caso Snowden è già esploso qualche mese fa, riprende vigore perché tra gli intercettati c’è la cancelliera tedesca Angela Merkel.

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Giovanna Botteri e l’entusiasmo per l’inizio degli ultimi quattro anni di presidenza del grande incantatore Obama

Cara corrispondente Rai dagli Usa Giovanna Botteri, quando ieri ti ho visto in collegamento per il Tg3 pensavo fossi a Disneyland invece eri alla cerimonia di insediamento per il secondo mandato presidenziale di Barack Obama. Ad ingannarmi, oltre alla scenografia da parata, ha contribuito il tuo sorriso pieno di entusiasmo per la partecipazione all’evento. Ad Obama è legata una parte importantissima della tua storia professionale. Hai vissuto intensamente la sua prima trionfale campagna elettorale e l’hai raccontata per quello che era: “una grande speranza di cambiamento”. L’entusiasmo che avevi tu, lo avevamo in molti.

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