Bruno Vespa che critica Silvio Berlusconi perché avrebbe dovuto amare la Rai: un ottimo motivo per non acquistare Sale, zucchero e caffè (Mondadori editore)

Caro Bruno Vespa, il tuo libro di Natale 2013 s’intitola Sale, zucchero e caffè (Mondadori editore) è non ha certo bisogno di una spintarella promozionale, quindi gliene do una per non essere acquistato. Questa mattina l’ho sfogliato in libreria e, il destino ha voluto che si aprisse nel punto in cui fai una critica a Silvio Berlusconi sul suo rapporto con la Rai Radio Televisione Italiana. Riporto questo brano perché credo che da solo possa qualificare il tuo libro non meramente come un libro di memorie ma come un’opera che non ha nulla da invidiare alle pagine della grande letteratura italiana.

Dove invece, a mio giudizio, Berlusconi presta il fianco a critiche più che fondate è il business legato ai media. Ho sempre avuto grande ammirazione professionale per gli uomini e le donne di Mediaset, oltre che legami di amicizia personale con tanti di loro. Ma resto un uomo Rai al cento per cento, credo nella bellezza della competizione (oltre che nella rigorosa distinzione di ruoli tra l’uomo politico e l’azionista del gruppo concorrente). Quando il Cavaliere diventò per la prima volta presidente del Consiglio, gli dissi un po’ ingenuamente che avrebbe dovuto amare la Rai. E benché Mediaset fosse allora più forte di oggi, arrivai al punto di chiedergli di fare in modo che, negli ascolti, le sue aziende stessero sempre un passo dietro la nostra. Non ce n’è stato bisogno, perché il paradosso ha voluto che per un lunghissimo periodo, proprio quando la Rai fu diretta da persone vicine a Berlusconi, le differenze in termini di ascolti in nostro favore fossero particolarmente forti, mentre eravamo stati superati quando al timone della nostra azienda c’erano stati uomini di sinistra. Mi dispiace che il Cavaliere, lungi dall’amare la Rai, abbia continuato a combatterla come una concorrente da mortificare. Qui la pancia ha sempre prevalso sul cervello. E quando alla guida della Sipra (oggi Rai Pubblicità) ci sono stati uomini troppo vicini a lui e poco competitivi con Mediaset, confesso di essermi sentito tradito. Come quando ha lasciato cadere la proposta di ridurre il già bassissimo (seppure impopolare) canone Rai e di legarlo a una bolletta (in Francia, per esempio, si paga con l’equivalente dell’Imu), in modo da evitare il mezzo miliardo di evasione annua. Feci per primo pubblicamente questa proposta, che fu raccolta dal deputato del PdL Giancarlo Mazzucca e recepita, alla fine, perfino dal ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani, assai vicino a Berlusconi. Ma non se ne fece niente. (“Quando pronuncio la parola Rai in Consiglio dei ministri, c’è una rivolta” mi disse il Cavaliere. “Mai niente per la Rai di Santoro”). Dopo che Santoro se ne fu andato, scrissi su alcuni giornali una lettera aperta: adesso il governo non aveva più alibi. Ma nemmeno allora si combinò niente. A prescindere dalla Rai, non si pecca di cattivi pensieri se si ricorda che molti grandi gruppi hanno investito in pubblicità sulle reti Mediaset assai più generosamente quando Berlusconi è stato presidente del Consiglio.

Bruno Vespa

da Sale, zucchero e caffè (Mondadori editore)

Caro Bruno Vespa, la tua accusa a Silvio Berlusconi di non aver amato la Rai è profondamente ingiusta. Le cure e le attenzioni che le ha riservato saranno per sempre impresse nella storia dell’azienda con l’operato di persone come Saccà, Minzolini, Masi, Lei e Del Noce, solo per citare i più celebri. Che la Rai abbia superato Mediaset negli ascolti quando Berlusconi era presidente del Consiglio, può aver solo giovato a Berlusconi dal punto di vista politico e di certo non ha fatto fallire Mediaset. Caro Bruno Vespa, ora tu mi dirai perché invito a non comprare Sale, zucchero e caffè (Mondadori editore) quando contiene un brano letterario così forte in cui l’eroe Bruno Vespa impugna la penna per difendere l’amata Rai dall’invasore Silvio Berlusconi. E’ semplice: perché nei vent’anni in cui Silvio Berlusconi è stato al potere e ha avuto il potere sulla Rai, il tuo Porta a Porta è nato, cresciuto e pasciuto e non hai mai fatto una puntata intitolata “Perché Berlusconi non ama la Rai?”.

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