#Rai vince ricorso contro #AgCom #chetempochefa #inmezzora #Rai3 non hanno violato il pluralismo a scapito #PdL http://t.co/2A220caUdl
— carotelevip (@carotelevip) February 6, 2014
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Cara Daria Bignardi, non mi piacciono le tue Invasioni Barbariche (il venerdì alle 21.10 su La7) perché hanno tutte solo una finalità: dimostrare al pubblico che i tuoi ospiti hanno detto a te quello che non hanno mai detto in altre interviste ad altri giornalisti. E quando le cose non vanno in questa direzione, sei disposta perfino a gettare la maschera e a rivelare il vero obiettivo dell’intervista. Ti è successo venerdì scorso con il grillino Alessandro Di Battista. Lo hai invitato perché è il grillino del momento, colui che ha preso lo scettro di leader predestinato (lui si sente pronto per fare il presidente del consiglio).

Caro Costantino della Gherardesca, se le prossime tre puntate di Boss in incognito (il lunedì alle 21.10 su Rai 2) saranno come la prima, entrerai di diritto nel club dei conduttori di programmi strappalacrime. Boss in incognito è un reality in cui il proprietario di una grande azienda si camuffa da dipendente al suo primo giorno di lavoro per vedere dal basso i processi produttivi della sua azienda. Hai cominciato con David Hassan presidente dei gruppi 7 Camicie e David Saddler. Si è trasformato in Eddy, vestendosi casual con i jeans che gli calavano e ossigenandosi i capelli. Ha lavorato per una settimana alle dipendenze di cinque suoi dipendenti prendendosi anche i rimproveri che merita un dipendente inesperto e maldestro.

Caro direttore di LaEffe Riccardo Chiattelli, dopo il promettente avvio estivo avete cominciato bene l’autunno e sono lieto di registrare anche la conferma invernale. La Effe Tv mi piace. Anche durante le festività natalizie ho premuto spessissimo il tasto 50 del mio telecomando. Il 7 gennaio poi avete iniziato a trasmettere la terza stagione di Borgen che tanto aspettavo e che non sta deludendo le mie aspettative.

#serviziopubblico #La7 dopo il trionfale red carpet offerto ieri a #DiBattista del #M5S #Santoro si candida per il ruolo di #dudu di Grillo
— carotelevip (@carotelevip) January 24, 2014
Caro direttore del Tg1 Mario Orfeo, da quando è scoppiato il caso “il presidente francese Hollande ha l’amante”, la tua testata se n’è occupata in quasi tutte le edizioni. La notizia nata come un gossip è rimasta tale grazie all’abilità dello staff di Hollande di difenderne la vita privata incluso il ricovero in ospedale della compagna tradita. L’unico spazio di manovra per attaccarlo era quello legato al fatto che le sue scappatelle avrebbero potuto metterlo a rischio sicurezza ma anche quello non ha avuto seguito. Dal punto di vista politico l’imbarazzo più grande che dovrà affrontare Hollande sarà quello di presentarsi all’incontro con Obama da single e all’incontro con Papa Francesco da sposato separato che ha tradito la nuova compagna con una nuova fiamma.

Cara Shonda Rhimes, solo se la first lady Michelle dovesse lasciare il presidente degli Stati Uniti Barack Obama a causa del selfie con la premier danese, rivaluterò la tua serie Scandal. Il gossip sulla crisi matrimoniale dei coniugi Obama sembra uscire dalla tua penna di sceneggiatrice di questa brutta serie che Rai 3 sta trasmettendo il venerdì in dosi massicce (fino a 4 puntate alla volta!). Il direttore di Rai 3 Andrea Vianello ha sbagliato a programmare The Newsroom in prima serata, floppando negli ascolti (2%-3% di share, quando è andato bene), ed ha puntato sul tuo Scandal per risollevare il venerdì sera della rete, senza riuscirci, visto che al massimo ha fatto il 4% di share (quando è andata bene! Venerdì scorso 10/1/14 ha fatto 800mila spettatori circa e il 3% di share). Piace poco al pubblico italiano il tuo Scandal.

Cara Maria De Filippi, la novità a C’è Posta per Te è che va in onda a gennaio anziché come programma di punta del sabato sera autunnale di Canale 5. Non garantisce più il successone di cui l’ammiraglia Mediaset ha bisogno ad inizio stagione ed avete dovuto lasciare il passo a Italia’s Got Talent dove comunque tu hai le mani in pasta. Sabato hai ospitato Gabriel Garko (quello della fiction italiana Il peccato e la vergogna) e Patrick Dempsey (quello della serie americana Grey’s Anatomy), come “sorprese” di due storie strappalacrime.

Caro direttore di Rai 1 Giancarlo Leone, i tuoi tweet quotidiani con le classifiche dello share tv in prima serata, danno la misura di quanto quelle percentuali siano essenziali per tutte le reti. A tutti i direttori delle emittenti televisive va dato atto che da un po’ di tempo non difendono più gli insuccessi di audience rifugiandosi dietro la scusa di aver fatto “ sperimentazione” o di “aver puntato sulla qualità”. Anzi, no. Tu la storia della “sperimentazione” l’hai ritirata fuori un mese fa per rispondere alle critiche ricevute per il docu-reality umanitario Mission. Questo mi fa pensare che saresti tentato di usare la parola “sperimentazione” anche per il programma Così lontani, così vicini (andato in onda il venerdì dal 20 dicembre fino a ieri).
