Doc Matteo, pardon, Doc nelle tue mani: la solita fiction all’italiana. Che delusione dopo un inizio molto promettente.

Sono tra quelli che hanno seguito la prima messa in onda di Doc nelle tue mani (ad aprile in pieno lockdown 1) con interesse e soddisfazione al punto che mi sono lamentato con il direttore di Rai 1 perché non ha aspettato l’autunno per trasmettere tutte le puntate insieme.

C’ero rimasto male per la fine “monca” dovuta alla interruzione delle riprese per l’emergenza Covid-19. Eppure, con il massimo entusiasmo e tutte le aspettative possibili ho visto il primo ed il secondo episodio della nuova programmazione autunnale. Sarà che l’effetto novità era svanito, sarà che sono evidenti i limiti delle inquadrature, delle sequenze e dei movimenti degli attori dovuti ai protocolli anti-Covid, ma mi sono ritrovato davanti ad una fiction italiana vecchio stile in cui mi è impossibile distinguere il medico interpretato da Luca Argentero dal prete interpretato da Terence Hill. Il produttore della fiction è lo stesso e Don Matteo è stato presente nell’anteprima della prima puntata ma non per questo Doc nelle tue mani doveva diventarne una specie di spin-off. Argentero-DOC, con la sola imposizione del pensiero capisce dal dettaglio più insignificante le malattie più complesse di cui soffrono i malati protagonisti dei singoli episodi. Roba che in confronto Dr. House è un portantino. E tutti gli altri personaggi pronti a dire “DOC avevi ragione tu”, dopo averne dubitato. Per non parlare della storia personale di DOC che si è trasformata in una banale soap opera che inizia e finisce con il sorriso ostentato di Luca Argentero manco fosse Julia Roberts. DOC nelle tue mani per Rai 1 è il successo dell’anno con il 30% di share. Per me è la delusione dell’anno con il 100% di abbandono.

Don Matteo su Netflix Italia: sono seriamente preoccupato

Caro co-founder and Ceo di Netflix Reed Hastings, sto per festeggiare 2 anni da abbonato Netflix Italia ma non so se devo festeggiare. L’arrivo di Don Matteo alimenta l’inquietante interrogativo: Netflix is the new Rai? Si, no, forse.

Il Governo Gentiloni, su proposta del ministro della cultura Dario Franceschini, ha approvato un decreto, a tutela delle opere cinematografiche e di fiction italiane, che obbliga le emittenti televisive ad aumentare gli investimenti e la programmazione delle produzioni italiane. Obblighi ritenuti insostenibili dai principali broadcaster italiani.

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Don Matteo 10 sbanca gli ascolti: i telespettatori di Rai 1 non moriranno democristiani ma demo Lux Vide

Cari presidente e amministratore delegato Lux Vide Matilde e Luca Bernabei, copio e incollo dal sito ufficiostampa.rai.it i dati di ascolto stratosferici che hanno fatto ieri le prime due puntate della fiction Don Matteo 10: 9milioni 677mila telespettatori (33.86% di share) il primo episodio e 8milioni 657mila spettatori (37.44% di share) il secondo.

Numeri che, nel regime di concorrenza attuale, sono paragonabili a quelli della Rai Tv dei tempi del monopolio, quando vostro padre era il potente direttore generale. Oggi è solo il presidente onorario di una delle principali società che producono fiction di successo per la Rai Tv e questo immagino sia di grandissima soddisfazione per chi è stato un dirigente così importante della Rai.

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Invasioni, Giass, La Pista, Il Musichione e i flop occulti valgono di più dei “vergognosi” Don Matteo e il Segreto. Il post di Lord Lucas su Tv Blog.it

Rai 1, tra finta sperimentazione e vera mancanza di idee: Così lontani così vicini e Don Matteo 9

Caro direttore di Rai 1 Giancarlo Leone, i tuoi tweet quotidiani con le classifiche dello share tv in prima serata, danno la misura di quanto quelle percentuali siano essenziali per tutte le reti. A tutti i direttori delle emittenti televisive va dato atto che da un po’ di tempo non difendono più gli insuccessi di audience rifugiandosi dietro la scusa di aver fatto “ sperimentazione” o di “aver puntato sulla qualità”. Anzi, no. Tu la storia della “sperimentazione” l’hai ritirata fuori un mese fa per rispondere alle critiche ricevute per il docu-reality umanitario Mission. Questo mi fa pensare che saresti tentato di usare la parola “sperimentazione” anche per il programma Così lontani, così vicini (andato in onda il venerdì dal 20 dicembre fino a ieri).

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