Boss in incognito, il reality strappalacrime che mostra i capitalisti dal volto umano

Caro Costantino della Gherardesca, se le prossime tre puntate di Boss in incognito (il lunedì alle 21.10 su Rai 2) saranno come la prima, entrerai di diritto nel club dei conduttori di programmi strappalacrime. Boss in incognito è un reality in cui il proprietario di una grande azienda si camuffa da dipendente al suo primo giorno di lavoro per vedere dal basso i processi produttivi della sua azienda. Hai cominciato con David Hassan presidente dei gruppi 7 Camicie e David Saddler. Si è trasformato in Eddy, vestendosi casual con i jeans che gli calavano e ossigenandosi i capelli. Ha lavorato per una settimana alle dipendenze di cinque suoi dipendenti prendendosi anche i rimproveri che merita un dipendente inesperto e maldestro.

Ha svolto queste mansioni: commesso in due suoi punti vendita; corriere che consegna la merce; operaio addetto allo stoccaggio e all’’imballaggio del prodotto finito; operaio tessile nella fabbrica di camicie. Il Boss Hassan ha una storia familiare difficile e si commuove pensando ai sacrifici fatti dal padre e al fratello che non c’è più. E’ un milionario che si è fatto da solo. Lo scopo principale del reality è quello di far incontrare al Boss alcuni suoi dipendenti così da poter capire come vivono, che sogni hanno. Fa anche qualche osservazione sulle cose che devono essere migliorate nel processo produttivo ma il suo vero obiettivo è quello di parlare con i dipendenti scelti per la trasmissione al fine di misurare il valore del capitale umano della sua azienda e premiare chi se lo merita. C’è la ragazza che ha perso il padre a 5 anni ed ha cominciato giovanissima a lavorare per aiutare la famiglia. C’è la commessa non più giovanissima con una situazione economica difficile che lavora per il Boss con un contratto a tempo determinato e dimostra una passione per il suo lavoro e un attaccamento all’azienda straordinari. C’è la laureata in lingue che ha dovuto mettere da parte le aspirazioni legate al titolo di studio per lavorare come commessa. C’è il dipendente dello stabilimento turco che ha iniziato facendo l’uomo delle pulizie e poi è diventato esperto di tutto il processo produttivo del confezionamento delle camicie. C’è la mamma single, separata, con un figlio che il marito non ha voluto riconoscere. Con ciascuno di loro il Boss parla dell’azienda e della loro vita.
Caro Costantino della Gherardesca, tu fai da raccordo; un po’ con i commenti fuori campo e qualche volta interagendo direttamente con il Boss. Eccovi nella stanza del bed and breakfast nel quale il programma lo ha “costretto” a vivere per una settimana. Lui sente tanto la mancanza della famiglia che adora. Tu gli mostri un video in cui il figlio maggiore gli manifesta tutto il suo amore e la sua stima al punto che il Boss si mette a piangere. Nella prima parte del programma le lacrime sono state poche ma ogni inquadratura, ogni parola, ha gettato le basi per il diluvio di lacrime previsto per il gran finale della prima puntata di questo nuovo reality firmato Rai 2. Certo, si fa un po’ di fatica a credere che nessuno di quei dipendenti riconosca nel maldestro Eddy il Boss David Hassan. Nell’era di google si fa fatica a non pensare che un qualsiasi dipendente di 7 Camicie non abbia mai digitato il nome e cognome del proprietario milionario per cui lavora senza ricevere dal motore di ricerca decine e decine di pagine e fotografie. Si fa un bel po’ di fatica a pensare che nessuno dei cinque protagonisti non lo abbia riconosciuto anche nei panni di Eddy. In una scena infatti sei costretto a spiegare al pubblico che il Boss David Hassan nei panni di Eddy, entra in un suo negozio di Roma coprendosi il volto con la sciarpa per non rischiare di essere riconosciuto. Per non parlare poi del modo di parlare e di fare di Eddy che sono evidentemente di un uomo con uno stile e modi di fare non comuni.
Caro Costantino della Gherardesca, certo si fa molta, moltissima, fatica ad accettare la giustificazione riguardo alla presenza delle tante telecamere che raccontano questi incontri: “stiamo girando un documentario sul mondo del lavoro”. La presenza delle telecamere ha sempre l’effetto di influenzare i comportamenti ma i racconti personali erano veri. Così come è molto vero che David Hassan ha lo stabilimento di produzione delle camicie a Istanbul dove
“la manodopera è a livello di quella italiana ma si riesce a contenere i costi”.
Caro Costantino della Gherardesca, Boss in incognito ha la struttura in crescendo di tutti i reality e anche se durante tutta la puntata avete sparso emozioni e lucciconi agli occhi, il vero diluvio di lacrime arriva alla fine quando il Boss in incognito si svela ai suoi dipendenti. Li convoca nel suo ufficio di presidente presso la sede centrale facendogli venire il coccolone. In particolare, la commessa più anziana che ha il contratto a tempo determinato, è convinta che sta per essere licenziata e comincia a piangere per la disperazione. Ma il Boss in incognito si svela “Sono Eddy!” ed elargisce ricchi doni. Alla ragazza orfana di padre regala un viaggio a Parigi da fare con il suo fidanzato come sognava e le paga anche i tre anni di rate della macchina. Abbraccio lunghissimo e lacrime con singhiozzo (anche da parte del Boss). Alla mamma single regala un viaggio a Genova con il figlio che desidera vedere l’acquario e arricchisce il premio aggiungendoci 10.000 euro finalizzati agli studi del bambino che, le dice, “deve andare all’università”. Lacrime trattenute dalla mamma single (per un fatto di carattere suppongo) ma lacrime a fiumi a casa dei telespettatori. Il dipendente turco che aveva iniziando scopando per terra diventa responsabile di un settore dello stabilimento. La commessa con la laurea in lingue viene promossa responsabile commerciale delle zone Spagna del nord, Belgio e Portogallo. La commessa più anziana che già si vedeva licenziata esce dall’ufficio del Boss con un contratto a tempo indeterminato, 10.000 euro per lei e il pagamento da parte del Boss di un vecchio debito di 6.000 euro lasciatole dal marito con un avvocato. Un finale da favola. Caro Costantino della Gherardesca, io mio fermo qui. Non seguirò le prossime tre puntate di Boss in incognito. Rai 2 mi ha abituato a programmi che fanno piangere ma in senso figurato e non sul serio. Certo, se però David Hassan mi vuole dare 10.000 euro per seguire le altre tre puntate (anche se non c’è lui) allora mi sacrifico e mi metto pure a piangere.

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