Il Tg1 tiene alta l’attenzione sul caso Hollande-Gayet-Trierweiler e dà la notizia: Valérie sarebbe pronta a perdonarlo

Caro direttore del Tg1 Mario Orfeo, da quando è scoppiato il caso “il presidente francese Hollande ha l’amante”, la tua testata se n’è occupata in quasi tutte le edizioni. La notizia nata come un gossip è rimasta tale grazie all’abilità dello staff di Hollande di difenderne la vita privata incluso il ricovero in ospedale della compagna tradita. L’unico spazio di manovra per attaccarlo era quello legato al fatto che le sue scappatelle avrebbero potuto metterlo a rischio sicurezza ma anche quello non ha avuto seguito. Dal punto di vista politico l’imbarazzo più grande che dovrà affrontare Hollande sarà quello di presentarsi all’incontro con Obama da single e all’incontro con Papa Francesco da sposato separato che ha tradito la nuova compagna con una nuova fiamma.

Ovviamente la stampa popolare francese sta cavalcando il caso ma francamente non riesco a capire come ci siano i margini per essere ancora una notizia inserita nel Tg1 delle ore 20 di ieri. L’introduzione, al servizio del corrispondente Rai da Parigi Antonio Di Bella, fatta dalla conduttrice in studio Emma D’Aquino, mi ha costretto ad interrompere la preparazione della frittata con zucchine che mi stavo cucinando:

“Sarebbe pronta a perdonarlo e a partire con lui per gli Stati Uniti. Così rivelano alcuni amici di Valérie, la compagna del presidente francese Hollande, tradita con l’attrice Julie Gayet. Il corrispondente Antonio Di Bella”.

Caro direttore del Tg1 Mario Orfeo, capisci che ho dovuto smettere di sbattere le uova per non rischiare di esagerare nello sbattimento e schizzare i muri della cucina. Sentire nell’edizione principale del primo telegiornale italiano che “Sarebbe pronta a perdonarlo, così rivelano alcuni amici di Valérie” scombussola tutti i miei principi sull’alto valore del giornalismo. Ma, proprio perché amo il giornalismo, ho dato fiducia al Tg1 e prima di giudicare come inutile la notizia, ho aspettato di seguire il servizio del corrispondente Rai da Parigi Antonio Di Bella corredato da questo testo giornalistico:

“Grazie presidente Hollande per avere usato il nostro casco! Dopo queste foto le nostre vendite sono salite alle stelle! E’ l’annuncio pubblicitario ironico pubblicato oggi su Libération dalla ditta che produce caschi. E non è il solo. Una compagnia di autonoleggio suggerisce al presidente di lasciare lo scomodo scooter per una più confortevole auto a nolo; ovviamente con i vetri oscurati. Manifesti come questi continuano a comparire per le strade di Parigi alla vigilia del viaggio di Hollande in Vaticano. Gruppi di cattolici ostili a matrimonio gay e aborto hanno inviato una petizione al papa. Protetta dalle mura della residenza di stato La Lanterne, Valérie Trierweiler resta sulla sua linea, pronta a perdonare e addirittura pronta ad accompagnare Hollande nel suo prossimo viaggio a Washington. E incassa il sostegno di due ex premier dame, Bernadette Chirac e Carla Bruni. In coincidenza con le sfilate di alta moda a Parigi torna in circolazione poi, un video di una piccola casa di moda che ha per testimonial Julie Gayet, l’attrice al centro dello scandalo. Infine una smentita ufficiale del mobiliere di stato; è falsa la notizia che Valérie, infuriata, avrebbe distrutto molti dei preziosi mobili dell’Eliseo” (dal Tg1 del 22/1/14, edizione delle ore 20).

Caro direttore del Tg1 Mario Orfeo, mi sembra che a proposito di fonti, la più attendibile citata in questo servizio sia quella della smentita del mobiliere di stato. Certo, ho saputo cogliere la sottile ironia di Antonio Di Bella, ma comunque non mi è bastata per ritenere questa notizia, il suo lancio ed il relativo servizio, come indispensabile all’edizione delle 20 del Tg1. Di servizi così i corrispondenti Rai, dalle loro prestigiose sedi in tutto il mondo, ne confezionano molti. RaiNews 24, che ha tanto tempo da riempire, li trasmette spesso a tutte le ore. Persi nel palinsesto di una rete all-news riesco a giustificarli. Così come servizi del genere non mi sembrano totalmente inappropriati quando li vedo nelle edizioni del mattino o del pomeriggio; danno perfetta continuità ai contenuti di trasmissioni come Uno Mattina Magazine, I fatti vostri, La vita in diretta, Mattina in famiglia e Le amiche del sabato. Caro direttore del Tg1 Mario Orfeo, finito il servizio ho ripreso a sbattere, con rinnovata energia, le uova della mia frittata e non ho potuto fare a meno di pensare a cosa avrei scritto oggi se al tuo posto ci fosse stato ancora il direttorissimo Augusto Minzolini. Semplice, avrei fatto lo stesso post. Dunque, complimenti a te!

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