Nemico Pubblico Live: basta togliere le candid camera, aggiungere un comico e una band esordienti e il programma può aspirare ad essere un mini Saturday Night Live

Caro direttore di Rai 3 Andrea Vianello, dopo Sconosciuti, ho trovato un altro programma figlio della tua direzione che mi piace. S’intitola Nemico Pubblico Live e da ieri va in onda il martedì, in seconda serata, tra Ballarò e Linea Notte del Tg3 (6 puntate). Un programma che avete definito “Una scommessa” perché Rai3 “vuole proporre per la prima volta al suo pubblico la Stand up comedy, un genere poco conosciuto in Italia, soprattutto in tv, che nel mondo, da decenni, riempie teatri, comedy club e palinsesti televisivi”. Dopo la prima puntata e, indipendentemente dagli ascolti, per me la scommessa l’avete già vinta.

L’anima di questa edizione prima edizione di Nemico Pubblico Live è Giorgio Montanini, unico monologhista, co-autore e interprete principale delle 2 candid camera previste dal format.

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Per una Chiara Francini così, potrei anche tentare di vedere qualche minuto di Colorado

Cara Chiara Francini, ieri in attesa di vedere la Moto GP su Cielo Tv, sono capitato su Mediaset Extra che trasmetteva la replica della prima puntata di Colorado 2014 da te condotta insieme a Diego Abbatantuono. Mi sono bastati pochi istanti per rimanere piacevolmente stupito dalla tua conduzione che ha fatto passi da gigante in confronto alla scialba conduzione di Fashion Style.

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La Elisabetta Canalis di Zelig 1 non è all’altezza nemmeno della Elisabetta Gregoraci di Made in Sud

Cara Elisabetta Canalis, lasciare Los Angeles per tornare in Italia a co-condurre Zelig 1 non è stata un’idea brillante. Vivere negli States e twittare le tue giornate hollywoodiane dà alla tua carriera un alone di mistero che la rende appetibile a giornaletti gossippari e a Studio Aperto. Un mistero che svanisce non appena sali sul palcoscenico di Zelig 1 (il lunedì in prima serata su Italia 1). I titoli di testa ti definiscono “special guest”.

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Il pubblico di Mtv Italia sceglie Ginnaste Vite Parallele come Best Mtv Show 2013. Alla faccia della parodia di Caterina Guzzanti.

Caro direttore di Mtv Italia Antonella Di Lazzaro, l’autoreferenzialità televisiva raggiunge il suo apice nell’auto-celebrazione con l’auto-assegnazione di premi. Mtv, nelle sue versioni internazionali, fa un largo ricorso agli “Awards” e ora anche la versione italiana ha i suoi “Awards”. Sabato, in diretta da Firenze, è andata in onda la prima edizione degli MTV Awards italiani. Questo inizio di estate televisiva è tutto un premiarsi in tv, con gli sponsor che si scatenano nel dare il proprio nome agli show di premiazione. I Wind Music Awards, assegnati a tutti i cantanti che passavano per il Foro Italico, hanno persino ottenuto la prima serata in diretta su Rai 1. I vostri MTV Awards hanno ricalcato i format sperimentatissimi degli show di Mtv con l’alternanza di esibizioni live, video e premiazioni, introdotti da un paio di conduttori “gggiovani” (in questo caso Ubaldo Pantani e Virginia Raffaele). Di solito rifuggo da questi show ma sabato gli ho dato uno sguardo almeno fino alla premiazione della categoria Best MTV Show.

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A Massimo Giletti basta un collegamento audio che non funziona per dire: “Grillo, inizio a pensare che qualche ragione tu ce l’abbia”.

Caro Massimo Giletti, non seguo più l’Arena di Domenica In su Rai 1 perché lo ritengo un talk show superfluo. Qualsiasi argomento decidi di trattare è stato già ampiamento trattato dagli altri talk show che ti precedono in settimana. Qualsiasi argomento decidi di trattare non aggiungi mai nulla di nuovo alle ore di chiacchiere inconcludenti già fatte da altre trasmissioni (da cui prendi i contributi video). Tu però sei convinto di portare un contributo significativo ai temi di cui il telespettatore già sa tutto e questo è il tuo peccato originale dal quale non hai alcuna intenzione di redimerti. Domenica scorsa hai ritenuto indispensabile dedicare la prima parte dell’Arena a Grillo e ai suoi grillini. Per farlo, proprio come hanno fatto gli altri, hai puntato tutto sulla partecipazione in collegamento di Oliviero Toscani che in qualità di esperto di Grillo e di grillismi è uno degli opinionisti più presenti in tv, secondo solo a Jacopo Fo.

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Mario Giordano e l’amo di Beppe Grillo a cui gli piace tanto abboccare

Caro direttore di TgCom24 Mario Giordano, l’aspetto più rilevante della campagna elettorale 2013 è che tutti i politici a capo delle coalizioni hanno invaso tutte le trasmissioni radiotelevisive come mai era accaduto prima. Tutti tranne uno: Beppe Grillo. Anzi, no, che dico; Beppe Grillo in tv c’è stato come e forse più di tutti gli altri politici solo che nella forma che ha scelto lui, ovvero, farsi riprendere mentre fa i monologhi comici ai comizi. Gli altri politici di riferimento delle coalizioni si sono fatti intervistare individualmente da quasi tutte le tv e le radio, correndo rischi minimi mentre Grillo ha scelto di non correre nemmeno quelli. Le tv hanno abboccato al suo amo e trasmettono quasi integralmente i suoi monologhi/comizi comici facendogli massimizzare a costo zero la presenza televisiva che invade tutti i tg e gli spazi informativi.

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Ballarò: Marcorè sostituisce Crozza. Necessità fa virtù.

Caro Neri Marcorè, ieri sera hai sostituito Maurizio Crozza nella copertina di Ballarò. Lui è al Festival di Sanremo dove domani sera si esibirà in un temutissimo intervento comico in piena par condicio elettorale. Ma tu sei stato un sostituto brillantissimo. Hai riproposto la tua imitazione di Maurizio Gasparri che, con il tentativo di ritorno in auge di Berlusconi, si è dimostrata attualissima. Un monologo riuscitissimo, divertente, ritmato, intelligente che diventerà una clip cult su YouTube.

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