Una pezza di Lundini: la prima impressione di Caro Televip

All’inizio di una stagione televisiva, l’attesa per i nuovi programmi è sempre quella più grande. Dai nuovi programmi ci si aspetta di più. Un nuovo programma è quello che ti fa sperare in un futuro televisivo migliore. Anche solo a breve termine. Da un nuovo programma comico in seconda serata io mi aspetto il massimo. Dopo una estate di stra-repliche a tutte le ore, la freschezza di una bella novità per farsi quattro sane ed intelligenti risate prima di addormentarsi è quanto di meglio si possa desiderare, televisivamente parlando. È con questa aspettativa che ieri ho visto la prima puntata di Una pezza di Lundini su Rai 2 (il lunedì, martedì, giovedì e venerdì
alle ore 23.25, orario variabile secondo la durata del prime time). Dal titolo, dal promo e dalla sinossi che avevo letto sui siti, mi ero fatto l’idea di vedere un programma di satira sulla tv. Sì, insomma, nella mia testa, “la pezza” ci sarebbe dovuta essere sul serio, irridendo programmi e personaggi televisivi veri. Invece, “la pezza” del titolo è solo nell’annuncio iniziale di Emanuela Fanelli e nell’incipit surreale del conduttore che si sente onorato di essere chiamato a sostituire “Canta a Pietrasanta con Alfonso Cuarón e Alessandro Greco”. Il senso del programma è tutto qui, in questi primi minuti. Gli altri 18 minuti sono un misto “spezzato” fatto di una intervista stralunata, due gag stralunate, la sigla intera di Luna Park del 1979, un monologo di Emanuela Fanelli ironico finto-impegnato, tre mini interventi strimpellati da una live band. Un programma scritto con cura, interpretato bene e che piacerà ai cultori della comicità nonsense raffinata. Ma l’interrogativo è: venti minuti di tv stralunata e nonsense, dopo che hai visto 5/6 puntate, non annoiano? Per quanto mi riguarda risponderò tra due/tre settimane.

La prima puntata di Battute? di Rai 2 vista da Caro Televip

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Recupero su Rai Play la prima puntata di Battute? nell'orario in cui in origine avrebbe dovuto andare in onda su Rai 2. Dopo 1 minuto e 46 secondi posso dire che: finalmente il 2019 ci presenta un'idea televisiva vera. Una idea brillante. Il programma si segue bene anche se la sequenza di battute sulle notizie del giorno è molto incalzante e gli applausi dopo 4/5 battute disturbano. Vediamo se resisto per 20 minuti. "Predapp, la app di Casa Pound": battuta 🔝 finora. Sono al minuto 5 e il programma va. Al minuto 8 finisce la prima sequenza di battute e sale sul palco uno degli umoristi, tale Tommaso, per il suo pezzo: fiacco. Riccardo Rossi entra in corsa alla conduzione: perfetto. Dopo la sequenza al tavolo, i rapidissimi interventi di 4 personaggi: dal barzellettiere all'ospite muto, dall'attore in promozione toccata e fuga all'umorista non giovane. Sugli schermoni i vip ridono e partecipano con domande registrate. Funziona. Il genere di programma con il taglio da 20 minuti era nato giustamente per andare in onda alle ore 20 ed è stato spostato alle 23. Boh e pure mah. Io lo vedrò su Rai Play il giorno dopo alle ore 20 perché secondo me è quello l'orario giusto per il programma. #battute #rai2 #riccardorossi

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Maurizio Crozza e Discovery Italia rinnovano la collaborazione per 3 anni: ancora 3 anni del “Bagaglino di Crozza” che fa sembrare simpatici i politici

Caro Maurizio Crozza, a distanza di anni da un mio post del 2012, resto dell’idea che le tue imitazioni/parodie dei politici contribuiscono ad alimentare un effetto simpatia che l’attuale classe politica, fatta prevalentemente di incapaci, non merita. Ieri sera ho apprezzato la tua versione del grillino Alessandro Di Battista ma ho avuto la conferma della mia teoria: l’effetto simpatia prevale sulla satira.

Non discuto la tua capacità di cogliere tutte le sfumature comunicative dei politici. Dico che, pur evidenziando i difetti e i limiti delle azioni dei politici, la forza del Crozza comico mette in secondo piano la forza dei testi critici che poi evidentemente così forti non sono. A Fratelli di Crozza (sul canale Nove il venerdì alle 21.15) come nel tuo precedente Crozza nel paese delle meraviglie su La7, accade esattamente questo. L’ho già scritto ma lo ribadisco: essere rappresentati nello show di Crozza fa la gioia dei politici di oggi come gli show del Bagaglino facevano la gioia dei politici della Prima Repubblica che stava per crollare. Speriamo sia un precedente di buon auspicio. La cosa che alimenta il mio pessimismo però è che Fratelli di Crozza passa per essere l’unico programma di “satira politica” della televisione generalista italiana. Ci sarebbe anche il diretto concorrente Propaganda Live, che ha preso il tuo posto su La7, ma è un programma di oltre 3 ore in cui la satira politica si limita alle battute di commento sui tweet della settimana e alle vignette animate di Makkox che, anche quando sono molto taglienti, si perdono in quella che è una marmellata di contenuti tra l’impegnato, l’intervista, il reportage, l’ospite musicale e vari, noiosissimi, spiegoni politici. Caro Maurizio Crozza, in questi giorni Discovery Italia editore di Nove ti ha rinnovato il contratto per 3 anni. Evidentemente il 4/5% di share che porti a casa nell’affollatissimo prime time del venerdì, per loro è oro. In assenza di qualcosa di meglio anch’io preferisco il “Bagaglino di Crozza” al nulla. Però sempre il “Bagaglino di Crozza” rimane. La satira politica è un’altra cosa. Ad oggi, il tuo show in ogni edizione ha qualche personaggio azzeccato che tu e l’ottima spalla Andrea Zalone riuscite a valorizzare al meglio. Diciamo che, quando dopo ogni puntata di Fratelli di Crozza, i politici ti attaccheranno con dichiarazioni di fuoco, diventerai un caso politico e ci sarà qualche interrogazione parlamentare, forse allora potrò dire che fai satira. Ma tu non la farai.

Unici di Rai 2: la puntata su Non Stop nel live tweeting di Caro Televip

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Mai dire talk: il solito brutto programma della Italia 1 di oggi, senza capo né coda

Mai Dire Talk: dopo i primi 20 minuti di Mago Forest Show e la solita confusione della Gialappa’s ho fatto uno sforzo immane perché Mago Forest non lo reggo per più di 5 minuti. È la perenne versione cheap di Nino Frassica che però è distante anni luce da lui e non potrà mai raggiungerlo.

Ore 21.56 la co-conduttrice Stefania Scordio si è espressa con 3 frasi e la più significativa è stata quella in cui ci ha detto che è laureata in Antropologia culturale ed etnologia. Poi però ha preso in mano la sua parte di co-conduzione per magnificare le qualità nientepopodimenoche dello youtuber Ciccio Gamer 89 e, soprattutto, per fare questa domanda a Jury Chechi “Ti sei divertito di più a fare sport o a fare politica?”, alla quale l’olimpionico ha risposto “Beh, domanda troppo facile. A fare sport”. Eppure, questo non è stato il momento più triste del programma. Il momento più triste del programma è stato quando Aurora Ramazzotti ha iniziato a sgnanasciarsi dalle risate da sola per questa sua battuta “Si sa che Michelle Hunziker è sempre incinta!”. Greta Mauro è l’altra co-conduttrice. Mi piaceva ma questa proprio non me la doveva fare. Giulia De Lellis che entra in studio come una star e dice “Wow!” e la Gialappa’s Band che manda la pubblicità prima di iniziare il blocco con lei protagonista, sono state le gocce che hanno fatto traboccare il vaso della mia sopportazione. Ho stima di me stesso e non potevo continuare a guardare Mai Dire Talk. L’ennesimo brutto programma di Italia 1 senza né capo né coda.
Italia 1, nella sua storia, ha avuto picchi di alta qualità con show come L’ araba fenice, Emilio, Lupo solitario e anche il primo Mai dire gol della stessa Gialappa’s Band che oggi invece presenta l’inguardabile Mai dire talk. Così cambiano i tempi in casa Mediaset; sempre in peggio.

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Aggiornamento con i dati di ascolto della prima puntata: 931.000 telespettatori e il 5.2% di share. Non solo un programma brutto ma anche un mega flop galattico. Italia 1 se lo merita tutto, questo ennesimo insuccesso di un suo show di prima serata.

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Aggiornamento del 7/12/18

Aristofane fa l’11% di share in prima serata su Rai 1: che bello quel cra cra cra de Le rane con Ficarra e Picone

L’adattamento de Le Rane di Aristofane con Ficarra e Picone fa l’11% di share e oltre 1milione e 800mila spettatori (fonte davidemaggio.it) in prima serata su Rai 1. Un ottimo risultato per un prodotto al quale il pubblico non è abituato.

Anche se programmato il primo sabato di settembre, si tratta di una scelta significativa della Rai e del suo pubblico più fedele.

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Be Happy, lo sketch show di Rai 3 che non dà la felicità

Luciana Littizzetto ospite di C’è posta per te per la prima volta da quando è volto di punta di Rai 1

Camera Café: il flop dei flop della Rai 2 diretta da Ilaria Dallatana

Camera Café è il flop dei flop della Rai 2 diretta da Ilaria Dallatana (ieri 2.9% di share dopo il Tg2 delle 20.30). Un format e un racconto che dovevano restare un brutto ricordo di una brutta tv fatta da Italia 1. Tutte quelle puntate, tutte quelle aspettative in fase di lancio della stagione. Boh e pure mah.

il mio post di luglio

A quelli che esaltano i contenuti e l’idea di Skroll, il programma flop di Makkox sulla La7 di Andrea Salerno

Esaltare il programma Skroll ed il suo autore con recensioni il cui sottotesto è “troppo di alto livello per chi non ha la cultura per capirlo” è un esercizio di stile utile solo ad alimentare l’egocentrismo del recensore ma che, purtroppo per la La7 del nuovo direttore Andrea Salerno, non cambia la sostanza: Skroll di Makkox è un progetto televisivo che dopo solo tre puntate ha già fallito negli ascolti.

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