Il pubblico di Mtv Italia sceglie Ginnaste Vite Parallele come Best Mtv Show 2013. Alla faccia della parodia di Caterina Guzzanti.

Caro direttore di Mtv Italia Antonella Di Lazzaro, l’autoreferenzialità televisiva raggiunge il suo apice nell’auto-celebrazione con l’auto-assegnazione di premi. Mtv, nelle sue versioni internazionali, fa un largo ricorso agli “Awards” e ora anche la versione italiana ha i suoi “Awards”. Sabato, in diretta da Firenze, è andata in onda la prima edizione degli MTV Awards italiani. Questo inizio di estate televisiva è tutto un premiarsi in tv, con gli sponsor che si scatenano nel dare il proprio nome agli show di premiazione. I Wind Music Awards, assegnati a tutti i cantanti che passavano per il Foro Italico, hanno persino ottenuto la prima serata in diretta su Rai 1. I vostri MTV Awards hanno ricalcato i format sperimentatissimi degli show di Mtv con l’alternanza di esibizioni live, video e premiazioni, introdotti da un paio di conduttori “gggiovani” (in questo caso Ubaldo Pantani e Virginia Raffaele). Di solito rifuggo da questi show ma sabato gli ho dato uno sguardo almeno fino alla premiazione della categoria Best MTV Show.

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Ginnaste, seconda edizione: quanto è bella la tv quando è bella.

Cara Ilaria Bernardini, la seconda stagione di Ginnaste-Vite parallele (programma nato da una tua idea, in onda su Mtv) è bella come e più della prima serie. Inizialmente ho temuto che la ripetitività delle situazioni potesse annoiare ma in poche puntate avete saputo rinnovarvi mantenendo inalterata l’originalità che vi contraddistingue. Il racconto della preparazione olimpica di alcune delle ragazze della squadra italiana di ginnastica artistica è straordinario. Si vive l’intensità emotiva dei grandi atleti, si soffre, si sogna, si lotta, ci si impegna con loro. Chi come me vi segue dalla prima puntata della prima stagione, non può che essere entusiasta di vedere come la televisione riesce ancora a trasmettere emozioni e valori veri documentando una realtà così particolare.

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Ginnaste (e ginnasti), vite parallele verso le Olimpiadi di Londra.

Cara regista di Ginnaste Vite Parellele Sara Ristori, la seconda serie che hai girato mantiene inalterate le caratteristiche che me l’hanno fatta piacere da subito. Siete riusciti a superare i due ostacoli più insidiosi: l’assenza dell’effetto novità e la ripetitività delle situazioni. Ci sono tre nuove ginnaste Emily, Serena e Francesca che fanno squadra con Sara e Carlotta, due delle protagoniste della prima edizione. Stavolta date maggiore spazio anche ai giovanissimi della squadra maschile che sono, per il momento, il punto debole del programma ed il perché ce lo spiegano proprio loro dicendoci che i maschi affrontano la vita sportiva con maggiore propensione al “ca**eggio”. A questa ammissione io aggiungerei una spiccata propensione al divismo che sembra essere meno presente nelle ragazze. Continua a leggere