La Elisabetta Canalis di Zelig 1 non è all’altezza nemmeno della Elisabetta Gregoraci di Made in Sud

Cara Elisabetta Canalis, lasciare Los Angeles per tornare in Italia a co-condurre Zelig 1 non è stata un’idea brillante. Vivere negli States e twittare le tue giornate hollywoodiane dà alla tua carriera un alone di mistero che la rende appetibile a giornaletti gossippari e a Studio Aperto. Un mistero che svanisce non appena sali sul palcoscenico di Zelig 1 (il lunedì in prima serata su Italia 1). I titoli di testa ti definiscono “special guest”.

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I dialoghi tra Boh e Mah. Zelig perde ancora contro Tale e Quale

Boh: Zelig finisce la stagione prendendo per la seconda volta una batosta sugli ascolti da Tale e Quale di Rai 1, un programma sulle imitazioni!

Mah: Ma come, Zelig è da 25 anni che imita se stesso! Allora il programma non ha bisogno di una pausa! Ha bisogno di Carlo Conti come conduttore!

Benvenuti al Nord e Zelig: repetita non iuvant

Caro Claudio Bisio, andare a vedere Benvenuti al Nord non mi ha ben disposto alla visione della puntata numero 100 di Zelig. Il film è uno dei peggiori sequel della storia del cinema italiano e non aiuta il pubblico ad avere fiducia sulla qualità dei film numero 2. Sarebbe anche ingiusto confrontarlo con Benvenuti al Sud che non meritava un seguito così scadente. La logica commerciale evidentemente ha prevalso. Produttore, regista e attori non hanno resistito al fascino del facile successo di botteghino sfruttando la fiducia acquisita con il primo film. Niente più di questo esercizio di egoismo può alimentare diffidenza nel pubblico cinematografico che, nonostante il caro biglietto, esce per vedere un film. Continua a leggere