Uno Mattina e Il caso Spotlight: quello che hanno detto nella puntata del 3/3/2016

Cara Francesca Fialdini, oggi è giovedì ed ho aspettato lo spazio cinema di Uno Mattina perché mi avevi scritto su twitter che forse sareste tornati a parlare del film Il caso Spotlight, Oscar come miglior film. E’ da lunedì che parlo e non mi capite. Quello che continuo a chiedervi (a voi come ad altre trasmissioni) è di dire chiaro e tondo che, alla gravità dei fatti penali rilevati, si aggiunge la gravità dei silenzi delle autorità ecclesiastiche che insabbiarono quei fatti. E’ questo il tema principale del film (basta vedere il trailer per capirlo). E’ questa la denuncia del film: non devono accadere mai più casi di preti pedofili e la Chiesa non deve mai più coprirli qualora accadessero di nuovo. Niente, questa semplice ma fondamentale cosa, proprio non ce la fate a dirla (ho usato i colori magari ti aiuta). La battuta che ti ho fatto in tal senso su twitter non era né maliziosa né in malafede. Era un modo “social” per sollecitarti a dirlo con la tua autorevolezza/testimonianza di donna credente e cattolica prima che conduttrice e giornalista del servizio pubblico.  

Questo è quello che avete detto oggi nello spazio cinema di Uno Mattina su Rai 1:

Paolo Sommaruga: Dobbiamo dire che il film che ha vinto l’Oscar è un grandissimo film, Il caso Spotlight. Io ci voglio tornare perché racconta una storia vera, l’inchiesta del giornale di Boston che portò alla luce alcuni casi di pedofilia, abusi commessi da sacerdoti della diocesi di Boston. E ieri il cardinale, l’archivescovo di Boston il cardinale O’Malley ha detto che questo film, come il lavoro dei mass media ha aiutato la Chiesa a fare un po’ di trasparenza, a iniziare un’opera di pulizia al suo interno.

Francesca Fialdini: e che va visto! E’ un film che va visto.

Cara Francesca Fialdini, da abbonato Rai, da telespettatore e da blogger televisivo, ho perso la mia “piccola battaglia” di dialogo costruttivo con te, una importante conduttrice e giornalista del servizio pubblico Rai.
Da questa “piccola battaglia” (da te definita ostinazione che premia solo te stesso… anzi non premia nessuno. Al massimo ti appaga e non si capisce come…) ne esco con la deludente conferma che, in certi casi, è inutile aspettarsi la completezza dell’informazione.

ps. Tu almeno alla fine hai invitato il pubblico ad andare a vedere il film. Il giornalista di lungo corso Franco Di Mare invece, silenzio assoluto su Il caso Spotlight; un film sul valore del giornalismo. 

Rai 1 e i pomeriggi con i morti ammazzati: il neo direttore Andrea Fabiano confermerà questo andazzo?

Caro neo direttore di Rai 1 Andrea Fabiano, fino a qualche giorno fa sei stato il vice direttore del tuo predecessore Giancarlo Leone, dunque è difficile aspettarsi da te rivoluzioni sulla linea editoriale di Rai 1. Anche perché il tuo predecessore Giovanni Leone è stato promosso “coordinatore editoriale di tutte le reti Rai”, quindi figuriamoci quanto sarà differente la tua Rai 1 dalla sua.

Però, da abbonato prima che da blogger televisivo, devo augurarmi che qualcosa cambierà a cominciare dalla quantità e dalla qualità dello spazio che La vita in diretta dedica alla cronaca nerissima.

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Maria De Filippi non è così coraggiosa come sembra

Cara Maria De Filippi, ultimamente non dimostri di avere un grande coraggio professionale. Per l’ennesima volta non sei andata in onda di sabato con C’è posta per te in occasione della finale del Festival di Sanremo. Tu, la regina degli ascolti televisivi hai rinunciato allo scettro senza nemmeno tentare di difenderlo anche solo per dimostrare a te stessa che una regina non ha paura di scendere dal trono per una sera.

Tu mi dirai che davanti ad una trasmissione della concorrenza che fa il 50% di share non ha alcun senso per una tv commerciale farsi schiacciare facendo il 10% di share se ti va bene. Ok, lasciamo stare il Festival di Sanremo e prendiamo Pequenos Gigantes, il nuovo programma da te prodotto per Canale 5 che sa di vecchissimo (il venerdì alle 21.15).

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Belen Rodriguez conduttrice di Pequenos Gigantes su Canale 5: quattro tweet di Caro Televip

La vera Belen è la dimostrazione che Virginia Raffaele non è una grande imitatrice: l’originale è molto peggio 

La bruttezza di #pequenosgigantes è direttamente proporzionale alla incapacità di Belen di essere meno banale dei bambini

Mi è impossibile seguire una trasmissione in cui Belen si sforza di parlare come l’imitazione di Belen per oltre due ore #pequenosgigantes

Pequenos Gigantes pone fine alla possibile carriera di Belen Rodriguez come conduttrice. Senza qualcuno a farle da balia è come questi bimbi

Antonella Steni dimenticata dalla Rai: sarebbero bastati dieci minuti su Google per buttare giù un bel pezzo in ricordo dell’attrice

Caro Paolo Limiti, chissà, forse dovremo aspettare il tuo ritorno con un programma in Rai per vedere ricordare e celebrare come si deve i grandi dello spettacolo italiano che ci lasciano.

Il 18 gennaio scorso è morta Antonella Steni e la Rai “se l’è dimenticata” come scrive Mariano Sabatini su La Città Quotidiano:

“E’ un fiume ininterrotto sulla mia pagina pubblica Facebook e su Twitter di commenti, tra rimpianto e indignazione, per la scomparsa passata sotto silenzio da Rai e giornali dell’attrice-cantante Antonella Steni. Non una riga, non un misero speech ai Tg per la diva radiotelevisiva degli anni Cinquanta e Sessanta di tante scenette, parodie, imitazioni, scioglilingua in coppia con Elio Pandolfi: altro fenomeno, purtroppo quasi del tutto dimenticato da questa televisione dalla memoria a corrente alternata (da La Città Quotidiano Teramo del 2/2/2016, articolo di Mariano Sabatini).

L’idea che mi sono fatto è che la Rai non se l’è dimenticata Antonella Steni; in Rai per me non c’è più nessuno che sa chi è stata Antonella Steni per lo spettacolo italiano (cinema e teatro) e per la Rai (radio e tv).

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I fatti vostri: secondo me Paolo Fox ancora rosica per una strepitosa battuta del 2008 di Giancarlo Magalli

Caro Michele Guardì, ci sarà un perché se l’astrologo Paolo Fox è sbottato in diretta per rivendicare i suoi 18 minuti di tempo facendo una piazzata ai colleghi de I fatti vostri (su Rai 2 il 19/1/16). Evidentemente il suo contratto con Rai 2 prevede quei 18 minuti da gestire in prima persona come un “sole” in mezzo ai pianeti Adriana Volpe, Demo Morselli, Marcello Cirillo e Giancarlo Magalli che in quel momento lui probabilmente ritiene debbano solo fargli da cornice.

L’astrologo è sbottato “erano anni che volevo dirvelo!”, perché il resto del cast lo disturbava mentre lui raccontava l’oroscopo, e si è lamentato che i suoi 18 minuti erano diventati solo 8 (il post di Massimo Galanto di Tv Blog-Blogo da cui ho appreso la “notizia” con tanto di video). Era così arrabbiato da andare oltre la protesta vantandosi polemicamente degli ascolti dello spazio da lui gestito. Caro Michele Guardì, quella alimentata da Paolo Fox è una piccola ma significativa polemica.

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Il giornalismo televisivo ai tempi di Matteo Renzi: il caso Lilli Gruber, Otto e Mezzo La7. Per fortuna che oggi è arrivato Netflix Italia

Cara Lilli Dietlinde Gruber, ieri sera a Otto e Mezzo (dal lunedì al sabato alle 20.45 su La7) è andato in onda il monologo ininterrotto del presidente del Consiglio Matteo Renzi che ha presentato  al tuo pubblico la legge di stabilità 2015.

E’ un momento fondamentale della comunicazione istituzionale del suo governo e tu hai portato il tuo contributo limitandoti a fare la comparsa mentre lui sproloquiava.

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La Rai Cultura di Silvia Calandrelli chiude Nautilus, il miglior programma di Rai Scuola. Federico Taddia: “Cosa rispondere a chi ti fa i complimenti per quel programma?”

Cara direttore di Rai Storia, Rai Cultura e Rai Scuola Silvia Calandrelli, quando la Rai ha deciso di rinunciare a Giovanni Minoli e al suo La storia siamo noi sono stato tra i primi (se non il primo) ad augurarti buon lavoro per il nuovo corso di Rai Cultura e a scrivere “La Rai ringrazia Giovanni Minoli per il suo lavoro e va oltre; giustamente“.


Da allora sono passati due anni e non sono molto soddisfatto del lavoro che stai facendo.  A dare il colpo di grazia alla mia speranza di vedere una Rai Cultura migliore, è stato un post su Facebook di Federico Taddia attraverso il quale ho saputo che hai deciso di chiudere Nautilus, il miglior programma di Rai Scuola (dal lunedì al venerdì alle ore 21 sul canale 146 del digitale terrestre) e, secondo me, di tutta Rai Cultura.

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Cosa resterà di Miss Italia 2015: l’ennesimo flop di Simona Ventura e una brutta frase sulla guerra

Cara Simona Ventura, ho abbandonato la visione della finale di Miss Italia 2015 dopo un’ora di trasmissione. Reputo la manifestazione non rappresentativa dell’Italia, nonostante il nome del concorso. L’unica cosa positiva di Miss Italia è che da due anni non viene più trasmessa dal servizio pubblico Rai.

Nell’ora in cui ho resistito a guardare il programma, ho assistito alla conduzione dell’anteprima da parte di tua sorella Sara.

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Sarah Varetto direttore di SkyTg24 intervista Maria Elena Boschi ministro per le riforme: i tweet di Caro Televip

#SkyTg24 #Varetto inizia la sua intervista appoggiata a Maria Elena #Boschi pessima già la prima domanda e la ministra parte con gli 80euro

@SkyTG24 Questa della #Varetto sarebbe una intervista alla #Boschi ? Solo assist e la ministra recita le sue poesiole #giornalismo

#Boschi in solitaria monologa su tutto quello che vuole lei davanti alla direttora di @SkyTG24 Emilia #Varetto Fede #giornalismo Continua a leggere