Rai 1 e i pomeriggi con i morti ammazzati: il neo direttore Andrea Fabiano confermerà questo andazzo?

Caro neo direttore di Rai 1 Andrea Fabiano, fino a qualche giorno fa sei stato il vice direttore del tuo predecessore Giancarlo Leone, dunque è difficile aspettarsi da te rivoluzioni sulla linea editoriale di Rai 1. Anche perché il tuo predecessore Giovanni Leone è stato promosso “coordinatore editoriale di tutte le reti Rai”, quindi figuriamoci quanto sarà differente la tua Rai 1 dalla sua.

Però, da abbonato prima che da blogger televisivo, devo augurarmi che qualcosa cambierà a cominciare dalla quantità e dalla qualità dello spazio che La vita in diretta dedica alla cronaca nerissima.

Il programma da sempre parla dei morti ammazzati ma negli ultimi anni i morti ammazzati sono una prova di esistenza in vita del programma. Un morto ammazzato diventa per La vita in diretta un caso di cui parlare e parlare giorno dopo giorno come se non ci fosse un domani e invece poi quel domani arriva e i morti ammazzati sono sempre lì con le loro foto, i loro parenti in collegamento e con i loro presunti assassini sul banco degli imputati di processi che in certi casi ancora devono arrivare al primo grado di giudizio. Parlare e parlare per giorni dei casi dei morti ammazzati è un genere televisivo ormai presente nel palinsesto di Rai 1 dalle prime ore del mattino fino alla buonanotte di Porta a Porta. Per addolcire questo amaro calice il tuo predecessore ha avuto un’idea che deve essergli sembrata meravigliosa: mettere i due volti d’angelo Cristina Parodi e Marco Liorni in coppia alla conduzione. Aver messo questi due volti d’angelo, questi due angioletti, a parlare di morti ammazzati è la cosa che al momento mi dà più fastidio nell’intera programmazione di tutte le reti generaliste. Di certo non ero prevenuto nei confronti della nuova coppia di conduttori della Vita in diretta visto che li ho accolti con questo tweet:

In brevissimo tempo è giunta la risposta al mio interrogativo: no, non è durata. Fino ad oggi non ho ritenuto La vita in diretta dei due angioletti Liorni-Parodi degna di essere oggetto di un post perché c’è un limite anche alla descrizione delle brutture televisive. Giusto qualche tweet, tutti dello stesso tenore, perché da due anni La vita in diretta ha un solo tenore prevalente: parlare dei morti ammazzati. Poi ieri ho letto questo post sulla pagina Facebook di Giovanna Gallo:

“Pomeriggio ho visto La vita in diretta.
Morte ammazzate era il tema del giorno. Bruzzone cotonata opinionista.
Un giornalista imberbe si trovava per puro caso in stand-up in un campo per documentare la morte di non so più quale povera donna. A un certo punto: fortuna! Come in una puntata qualsiasi di Coliandro arriva la squadra mobile. Arriva il capo della squadra mobile. Arriva il fratello della povera morta ammazzata. Parodi e Liorni in studio sbavano come il cane di Pavlov perché porca vacca, quello che doveva essere un collegamento con un giornalista imberbe e la vicina di casa “era tanto una brava persona” si sta rivelando il ritrovamento del corpo della donna in diretta.
Bruzzone accesa come un cero pasquale. All’arrivo della gru la Parodi stava già facendo il gesto dell’ombrello alla D’Urso. Ecco, io non guardo mai la TV del pomeriggio perché preferisco ballare il Gatto Puzzolone con mia figlia, ma Dio, se mi senti, di tutte le morti delle quali puoi farmi morire ti prego, non mi fare morire ammazzata, che io alla Vita in diretta, con della gente che gode della mia fine disgraziata, cornuta e mazziata, non ci voglio finire” (dalla pagina Facebook di Giovanna Gallo).

Caro neo direttore di Rai 1 Andrea Fabiano, facendo mie le osservazioni di Giovanna Gallo, le ho risposto:

“Grazie a Giovanna Gallo per questa testimonianza da telespettatrice. È da quando ci sono i due angioletti Cristina Parodi e Marco Liorni che lo scrivo: tra loro e Barbara D’Urso non c’è nessuna differenza. I pomeriggi con i morti ammazzati di Rai 1 sono un Tale e quale show con i pomeriggi con i morti ammazzati di Canale 5. A me sembra più grave che Rai 1 continui in questo modo pensando di essere “differente” solo perché ha piazzato i due angioletti Parodi-Liorni davanti alle telecamere. Un piccolo blogger tv come me di più non può fare per denunciare questa brutta, bruttissima tv che fanno Rai 1 ed i due conduttori Marco Liorni e Cristina Parodi. Ciò che mi lascia perplesso è l’assoluta assuefazione a questa situazione da parte dei grandi blog e soprattutto da parte dei giornalisti professionisti che si occupano di tv. Dovrebbero scriverne tutti i giorni e invece spesso sono ospiti di quelle stesse tv a dirci ciò che è buona tv e ciò che non lo è. Giovanna Gallo non è solo una telespettatrice è anche una esperta di comunicazione. Ma questo suo brillante, ironico e amarissimo post è anche il post di una neo mamma, per questo forse ancora più sensibile a come la tv riempie i palinsesti pomeridiani”.

Caro neo direttore di Rai 1 Andrea Fabiano, la prima dichiarazione programmatica del direttore generale/amministratore delegato Rai Antonio Campo Dall’Orto è stata:

“Basta con la dittatura degli ascolti. La qualità del servizio pubblico deve essere legata a un progetto non a un numero… La Rai non è una televisione commerciale ma è un servizio pubblico e in nome di questo principio prendere qualche rischio con gli ascolti non è un’opzione ma è parte della propria missione, quasi un dovere morale”.

E’ evidente che La vita in diretta si occupa così tanto dei morti ammazzati perché è un genere che fa ascolti e che è trattato contemporaneamente da Pomeriggio Cinque di Barbara D’Urso sulla rete commerciale Canale 5. E’ un dato di fatto che, con l’arrivo della coppia di angioletti Parodi-Liorni, La vita in diretta ha ottenuto il primato degli ascolti. Non so se questo sarà un motivo valido per far proseguire Rai 1 su questo andazzo. So però che dal più giovane direttore della storia della principale rete italiana è lecito attendersi soluzioni differenti che non facciano scrivere ad una giovane mamma come Giovanna Gallo:

“Ecco, io non guardo mai la TV del pomeriggio perché preferisco ballare il Gatto Puzzolone con mia figlia, ma Dio, se mi senti, di tutte le morti delle quali puoi farmi morire ti prego, non mi fare morire ammazzata, che io alla Vita in diretta, con della gente che gode della mia fine disgraziata, cornuta e mazziata, non ci voglio finire”.

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