Camper di Rai 1: la prima puntata nel live tweeting di Caro Televip

Sto guardando su Rai Play la prima puntata di #CamperRai1. Che ci fanno Tinto e Roberta Morise in uno studio televisivo? Non sono loro a girare l’Italia in camper? Hanno gli inviati? E bla bla bla! L’Italia arriverà? Boh e pure mah!

Terribile il pavimento modalità scacchi e dama. Non c’entra veramente un ca.. mper con la scenografia multicolor estiva. #CamperRai1 chi lo ha progettato lo studio? Uno di Marostica?

Roberta Morise: “Oggi è un po’ la nostra prima puntata”. Se continui così sarà una popò di puntata.

Ho capito che è un programma estivo ma qualcuno fermi sto Tinto che mi sta facendo venire il mal di mare per quanto si agita e dondola a destra e sinistra. Come dite? Viene dalla radio? E allora perché non ci torna subito? #CamperRai1

Roberta Morise e questo Tinto gestiscono i tempi ed i ritardi audio dei collegamenti nel modo più fastidioso per una diretta, ovvero, interrompere o coprire l’inviato. Anche se, nel caso di Federica De Denaro che spiega la gara culinaria diventa un pregio.

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Citofonare Rai 2 con Simona Ventura e Paola Perego: l’ultima (si spera) invenzione del direttore Ludovico Di Meo

La direzione di Ludovico Di Meo è riuscita ad indebolire ulteriormente la già precaria situazione dell’offerta televisiva di Rai 2. Se si escludono i grandi eventi sportivi come l’olimpiade di Tokyo e gli europei di pallavolo femminile e maschile, la seconda rete Rai ha inanellato una sequenza di flop difficilmente ripetibile, unita alla produzione di programmi di cui non si sentiva il bisogno. A dicembre la direzione Di Meo finirà ma nel frattempo i programmi mediocri continuano. La domenica mattina va in onda Citofonare Rai 2, un programma che tra i tanti demeriti ha anche quello di proporre l’esperimento di co-conduzione di Simona Ventura e Paola Perego.

Il programma è talmente vecchio che io che ho 57 anni mi sento fuori target di una trentina di anni. Citofonare Rai 2 nelle intenzioni vorrebbe raccontare e accompagnare la domenica degli italiani. Sì, degli italiani ultraottantenni.

Morning News di Canale 5: un pregio ed un difetto della conduzione di Simona Branchetti

Dopo poche settimane di messa in onda si può già dire che la scommessa Morning News di Canale 5 è stata vinta. Tenere accesa in estate la finestra di infotainment solitamente occupata da Mattino Cinque sta pagando in termini di ascolti con punte di oltre il 16% di share. Il volto del programma è Simona Branchetti che ha affrontato da subito la sfida dando l’impressione di sentirsela cucita addosso.

Si è piazzata con personalità al centro di uno studiolo riciclato da TgCom24 come se fosse lo studio principale di BBC News e ha tirato fuori tutto l’armamentario necessario per condurre programmi di informazione nella tv di oggi, caratterizzata da una rincorsa continua di decine di temi in scalette affollate che compongono blocchi schiavi di un conto alla rovescia implacabile verso le interruzioni pubblicitarie. Il difetto principale di Simona Branchetti è quello che hanno quasi tutti i suoi colleghi e riguarda la gestione dei collegamenti sui fatti di cronaca. Gli interventi degli inviati vengono sempre sormontati dalle interruzioni della conduttrice in studio che li incalza, spesso a sproposito, per rispettare i tempi delle scalette compulsive. Il pregio di Simona Branchetti è che gestisce bene la parte più leggera del programma in cui sembra più a suo agio che nella parte giornalistica di cronaca e attualità. Al momento potrebbe essere proprio questa la chiave del successo delle prime settimane di programmazione. Questa mattina ha gestito, da intrattenitrice più che da giornalista, un lungo collegamento in diretta da Cellino San Marco ed ha chiesto ad Al Bano di poter canticchiare Felicità insieme a lui. Pienamente in target con il pubblico del mattino di Canale 5 e decisamente utile per gli ascolti. Prevedo che alla ripresa di Mattino Cinque, Federica Panicucci canterà Il ballo del qua qua con Romina Power. Così, giusto per ribadire chi è la titolare. Per ora.

La nascita della tv del mattino su TV8: Ogni Mattina visto da Caro Televip

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C’è tempo per… e la crisi di eccellenza di Rai 1

In una estate resa pesantissima dal ritorno alla crescita dei dati sulle persone positive al COVID-19, un po’ di leggerezza televisiva non può che far bene. La leggerezza è un valore assoluto nell’intrattenimento televisivo di qualità. C’è tempo per… programma nel daytime del mattino estivo di Rai 1 dovrebbe svolgere questa funzione. Non ci riesce.

Quello che riesco a percepire, in mezzo alla confusione a ciclo continuo generata dai conduttori che si parlano sopra e che parlano sopra agli ospiti, è una unica inequivocabile caratteristica: la voglia spropositata di emergere, di mettersi in evidenza, che hanno i due conduttori Beppe Convertini e Anna Falchi. Tale caratteristica ha l’unico merito di non farmi pensare a quello che dicono perché rimango imbambolato davanti alla loro esuberante convizione di essere quanto di più meraviglioso la Rai possa offrire al suo pubblico. “Non è possibile che questo programma e questi conduttori stiano andando in onda su Rai 1”, mi dico. Per me Rai 1 è sinonimo di eccellenza televisiva e mi ritrovo davanti a due conduttori eccelsi nella lettura del gobbo che è comunque la cosa migliore che possono fare visto che quando improvvisano i loro pensierini mi sembrano usciti dal diario della prima media. Non riescono a valorizzare i filmati delle Teche Rai nonostante gli autori puntino a selezionare sempre esibizioni di grandi artisti. Non riescono a rapportarsi con gli ospiti senza cercare costantemente il proprio primo piano, senza accavallare le proprie battutine e risate (Anna Falchi) e senza esaltare il proprio ruolo con un timbro di voce impostato tipo seconda lezione di recitazione (Beppe Convertini). Peggio di tutto ciò solo i momenti in cui i due si lodano a vicenda. Mi ritrovo a fissare quel logo in alto a sinistra che per me è il simbolo dell’eccellenza televisiva: RAI1HD. E per me continuerà ad esserlo, nonostante C’è tempo per…, Beppe Convertini e Anna Falchi. Perché amo la Rai ed è nei momenti di difficoltà e di crisi che si dimostra il proprio amore.

C’è tempo per… nel day time estivo del mattino di Rai 1 condotto da Beppe Convertini e Anna Falchi. Tre tweet di Caro Televip.

Beppe Convertini dice alla moglie di Drupi, Dorina, di apprezzare molto il suo coraggio di avere da donna i capelli bianchi. Caro direttore di Rai 1 Stefano Coletta, io non apprezzo il tuo coraggio di mandare in onda questo conduttore.

Il collegamento con Mal non funziona e Anna Falchi fa questa battuta: “Si sente mal”. E la accompagna con una sonora risata di autocompiacimento. La Rai 1 estiva di Stefano Coletta ha picchi a livello asilo.

Sto guardando C’è tempo per… e l’idea che mi sono fatto è che la scrittura e la qualità della conduzione non sono delle priorità dei programmi della Rai 1 di Stefano Coletta.

I dati di ascolto di Ogni mattina su TV8 diventano due: un “giochetto” vecchio come il cucco

Dopo la puntata di esordio ho scritto che sulla prima parte, quella dalle 10 alle 11.55, ci si poteva lavorare mentre invece la seconda parte dalle 12.30 alle 14, dopo il Tg8, era “completamente da cancellare. Irrecuperabile”.

Dopo oltre un mese di programmazione gli ascolti complessivi delle due parti di programma erano inchiodati tra l’1 e l’1.3% di share. Poiché gli ascolti sono fondamentali per mantenere in vita il programma e bloccare una eventuale fuga degli inserzionisti pubblicitari, si è intrapresa la strada della divisione nominativa del programma così da farlo diventare per l’Auditel “due programmi” e quindi far rilevare 2 dati differenti. Ciò ha evidenziato, anche a noi che non avevamo i dati parziali, che la prima parte fa un ascolto che supera il 2% e la seconda parte resta inchiodata all’1%. Il “giochetto” della divisione in parti di un programma per valorizzare gli ascolti è vecchio come il cucco. Non mi sorprende che una tv commerciale lo adotti. Anche se non posso fare a meno di citare Totò: “Caro lei! È la somma che fa il totale!”. Quello che mi sorprende è che la rete abbia deciso di non chiudere la seconda parte. Spera che possa crescere? La trasformerà facendola diventare un gioiello di innovazione ed efficacia televisiva? Boh e pure mah. Quello che so è che di chi fa questi giochetti per salvare un programma vecchio, inutile e brutto non ho fiducia. Più che mai quindi spero in un abbandono totale da parte degli inserzionisti pubblicitari e nella chiusura pure della prima parte che un po’ mi piaceva. Da telespettatore, avere fiducia in chi fa televisione per me è fondamentale. E, per quanto legittimo e logico, un “giochetto” come questo sugli ascolti a me toglie ogni fiducia in chi fa un programma di intrattenimento ma anche e soprattutto di informazione.

Ogni Mattina su TV8: la puntata di esordio nel live tweeting di Caro Televip

(prima parte)

Adriana Volpe IO IO IO IO IO. Ma stiamo scherzando? Questa sta facendo il santino di se stessa! Inizia con una autocelebrazione inaccettabile.

La sigla avrebbe voluto tanto essere quella di Uno Mattina ma non ce l’ha fatta.

Dopo l’inizio in cui Adriana Volpe ha ringraziato il pubblico che l’ha sostenuta dopo l’uscita da Grande Fratello Vip, avrebbe meritato già una pietra tombale questo programma di TV8.

Il programma parte con la storia di Alex Zanardi. Una scelta da acchiappa-pubblico.

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La vita in diretta estate: Andrea Delogu alla co-conduzione si terrà lontanissima dalla cronaca nerissima per tutta la durata del programma?