Rai 1 interrompe la stagione di Dreamsroad: una pessima scelta

Monica Giandotti conduttrice di Agorà Estate: Uhm! Uhm! Uhm!

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Monica Giandotti conduttrice di Agorà Estate: Uhm! Uhm! Uhm! In piena continuità con la conduzione di Agorà di Serena Bortone, Monica Giandotti conduce Agorà Estate su Rai 3. Due conduzioni gemelle per caratteristiche: fastidiose, invadenti, urlanti, inconcludenti, inascoltabili. È il genere di conduzione previsto per questo contenitore politico del mattino che sembra non poter fare a meno di una conduzione simpatica come una mosca tse-tse. Monica Giandotti, come e più di Serena Bortone, mette la sua conduzione al centro del programma come se fosse tutta roba sua: lo studio, le telecamere, la regia, gli ospiti. Anche quando non è inquadrata, perché un ospite sta cercando di argomentare le proprie opinioni, lei è presente con i suoi: "Uhm, uhm, uhm, uhm, uhm" che generano un fastidiosissimo effetto orango. Cammina in studio e si sbraccia in modo frenetico come se stesse facendo il warm-up di una gara di Formula 1 in cerca della pole position. È il classico esempio di una conduzione giovane che vorrei non invecchiasse alla conduzione di un programma Rai. #monicagiandotti #agoraestate #rai3 #giornalismo

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Luca Rosini, il conduttore che usa il gobbo anche per i saluti di chiusura del programma

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Luca Rosini co-conduttore con Ingrid Muccitelli di Uno Mattina in Famiglia nel weekend di Rai1 è una delle novità della stagione tv che va concludendosi. È un conduttore che non bucherebbe lo schermo nemmeno se si presentasse nudo davanti alle telecamere. Il co-conduttore perfetto per mettere un po' in evidenza Ingrid Muccitelli che fino ad oggi ha sempre avuto al proprio fianco conduttori che si mettevano in evidenza, uno su tutti Tiberio Timperi. Nel mondo dei giovani conduttori, Luca Rosini si distingue per la dipendenza dal gobbo in ogni momento della conduzione, anche per i saluti di chiusura del programma. Ecco, se sulla capacità di bucare lo schermo non può fare nulla, nell'imparare il copione Luca Rosini dovrebbe applicarsi un po' di più e tentare la difficile via della personalizzazione della conduzione non rinunciando completamente all'aiuto del gobbo con i testi guida ma cercando di farli propri e, quando possibile, di lanciarsi in un minimo di improvvisazione. Chi conduce un programma in diretta ha questo grande privilegio: può, se ne è capace, tirare fuori momenti di conduzione che sembra fatta lì per lì. Ho l'impressione però che per Luca Rosini sia una impresa impossibile. #lucarosini #unomattinainfamiglia #rai1 #ingridmuccitelli

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Festeggio i 3 anni senza Uno Mattina con Franco Di Mare

Festeggio i 3 anni senza Uno Mattina con Franco Di Mare. Oggi il suo “Sarò franco” sull’elemosina e la povertà: il solito “corsivo” banale, inconcludente, parziale. Una accozzaglia di luoghi comuni sui massimi sistemi senza costrutto. Temi immensi liquidati in pochi minuti con una apertura ad effetto, uno sviluppo a tesi e una conclusione con interrogativo. Pensierini semplici che il conduttore presenta come fossero un trattato di sociologia.
Ogni “corsivo” di Di Mare è un inutile sasso gettato in un oceano di ovvietà. L’idea che mi sono fatto è che lasciargli questo spazio per le sue riflessioni intoccabili (ho provato a proporgli un tema e mi ha fatto una lezione sui “corsivi”!) è un modo per tenerlo occupato in una cosa che gli piace tanto fare e che lo appaga molto, così se ne sta buono lì nella tv del mattino. Se così fosse allora che Di Mare resti pure a fare i suoi “corsivi” che io posso fare benissimo a meno di lui e di Uno Mattina.

Uno Mattina e “il summit” del Vaticano sugli abusi dei preti sui minori: 10 minuti del tutto insoddisfacenti

Caro amministratore delegato Rai Fabrizio Salini, sembra ieri che mi lamentavo per lo spazio dato da Uno Mattina al film premio Oscar Il caso Spotlight. Sembra ieri che chiedevo a Franco Di Mare di parlare, nel suo corsivo Sarò Franco, del cardinale Pell e del processo ai preti australiani. Ed invece era il 2016.

Ieri, 19 febbraio 2019, ad Uno Mattina hanno dedicato ben 10 minuti al “summit”che si tiene in questi giorni in Vaticano sul tema della difesa dei minori dagli abusi, ivi compresi quelli sessuali compiuti dai sacerdoti.

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Uno Mattina di Rai 1: più di una sbirciata ogni tanto, non merita

Leggo che Uno Mattina non fa più ascolti brillantissimi. Da 2 anni ho abbandonato il programma e non solo perché non mi piace la conduzione di Franco Di Mare. Se do una sbirciata, vedo un programma cupo e stantio, non un morning show.

Omnibus La7: quando il contraddittorio tra ospite in collegamento e ospite in studio è un disastro

Cara Gaia Tortora, apprezzo che sei riuscita a fare il contraddittorio Villarosa M5S Fiano PD ma come a te anche a me i collegamenti non piacciono perché il dibattito ne risente come questa mattina a Omnibus La7, soprattutto se chi sta in collegamento ci gioca. Chi sta in collegamento non è così svantaggiato come si dice perché è impossibile per qualsiasi conduttore impedirgli di gestire la prima parte della risposta, dove giustamente li lasciate liberi, e poi riportarli sulla domanda che hanno evitato. Queste cose le sai bene ma evidentemente hai pensato “meglio che niente”. Il contraddittorio Villarosa-Fiano di questa mattina è stato oltre che inconcludente anche un disastro dal punto di vista televisivo: “meglio niente” che una cosa così.

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La risposta di Gaia Tortora

Se la “gestione” de La prova del cuoco è “sbagliata”, perché Antonella Clerici non ritira la sua firma dai titoli di testa come consulente?

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Antonella Clerici dice che è stato un errore cambiare totalmente La prova del cuoco. Elisa Isoardi replica spiegando perché "non è cambiata totalmente" e soprattutto ricordando che la Clerici ne è "consulente con tanto di firma in testa al programma". Una considerazione giusta che io interpreto così: "Da consulente sapevi come sarebbe stata la nuova Prova del cuoco, se secondo te la formula era sbagliata perché hai messo la tua firma visto che sei la conduttrice storica e così facendo avalli il format?". Antonella Clerici potrebbe dire che la sua consulenza riguarda solo parti del programma ma rimane il fatto che quella sua firma nei titoli di testa suona come un assenso al programma. Può dire oggi "è stato un errore cambiarlo totalmente"? Certo che può. Ma coerenza vorrebbe anche che rinunciasse a fare la consulente ad un programma a suo dire con una "gestione sbagliata" e ritirasse la sua firma dai titoli di testa. #laprovadelcuoco #rai1 #elisaisoardi #antonellaclerici

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Uno mattina in famiglia, la tv del mattino di Rai 1 quella tanto intoccabile quanto brutta

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Uno mattina in famiglia, la tv del mattino di Rai 1 quella tanto intoccabile quanto brutta. Luca Rosini definisce "incredibili" le esibizioni di Guendalina Tavassi a Tale e quale show. Già, almeno quanto è incredibile che lui faccia il co-conduttore di Uno mattina in famiglia. Così come è incredibile che Guendalina Tavassi sia ospite del programma. Irritanti gli spazi "culturali". Temi immensi, messi in scaletta per darsi un tono che ti fanno dire "datevi all'ippica". Disarmante la superficialità, la banalità e la evanescenza del talk sui "miti". Sono basito: ascoltare cosa intendono per "mito" Alessio Bernabei e Guendalina Tavassi è qualcosa che da abbonato Rai sento di non meritare. Lui dice che per i giovani Rovazzi è un mito come Dante e Virgilio. Lei si avventura nel tentativo, fallito, di spiegare quanto la fama possa essere temporanea. Pietro Folena allo stesso tavolo con Guendalina Tavassi e Alessio Bernabei. Risultato: uno peggio dell'altro. Chicca finale. Una concorrente del gioco telefonico risponde "52!" in un secondo alla domanda "quanti sono i tasti bianchi del pianoforte", dicendo che ha risposto esattamente per caso e i conduttori dicono "bravissima". Come mi puzza questa tv.  #unomattinainfamiglia #rai1 #ingridmuccitelli #lucarosini

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Franco Di Mare, l’Accademia della Crusca e la parola giusta in italiano per dire whistleblower

Nella puntata di Uno Mattina su Rai 1 di oggi, 10 ottobre 2018 [QUI al minuto 28), Franco Di Mare nel suo corsivo “Sarò Franco” si è occupato del perché, a suo dire, non è stata finora trovata una parola italiana in grado di tradurre in modo esatto chi è il whistleblower, ovvero “chi segnala illeciti sul posto di lavoro”, di cui alla legge n. 179 del 30 novembre 2017 (“Disposizioni per la tutela degli autori di segnalazioni di reati o irregolarità di cui siano venuti a conoscenza nell’ambito di un rapporto di lavoro pubblico o privato”).

Il giornalista Franco Di Mare nel suo corsivo afferma:

“Se una parola non è traducibile in un’altra lingua è perché quello che la parola rappresenta è sconosciuto a quel popolo”.

Per sostenere la sua affermazione, il primo esempio che ha portato è stato quello del carciofo in Bulgaria dove hanno dovuto usare una parola inglese per dare un nome al carciofo perché in Bulgaria non c’erano i carciofi.

Il giornalista Franco Di Mare ha proseguito citando un articolo del suo collega Stefano Filippi dicendo:

“quando Il Giornale chiese aiuto all’Accademia della Crusca, vale a dire il tempio della nostra lingua, ebbe una risposta fulminante: se manca una parola per definire un fenomeno è perché quella società è estranea al concetto che quella parola vuole esprimere”.

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